Massimo Enrico Baroni

Massimo Enrico Baroni Il cambiamento? E' inarrestabile: o lo anticipiamo o lo accompagniamo www.massimoenricobaroni.it

Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada.Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un ...
19/05/2026

Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada.

Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all’istante.

Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali. A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione…

Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati. A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d’oro, al centro della quale s’innalzava una fontana da cui sgorgava dell’acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all’uomo che sorvegliava l’entrata.
“Buongiorno”
“Buongiorno” rispose il guardiano.
“Che luogo è mai questo, tanto bello? ”
“È il cielo”
“Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete! ”
“Puoi entrare e bere a volontà”.
Il guardiano indicò la fontana.
“Anche il mio cavallo ed il mio cane hanno sete. Mi dispiace molto”, disse il guardiano, “ma qui non è permesso l’entrata agli animali”.
L’uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo. Ringraziò il guardiano e proseguì.

Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.

All’ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.
“Buongiorno” disse il viandante.
L’uomo fece un cenno con il capo.
“Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete”.
“C’è una fonte fra quei massi”, disse l’uomo, indicando il luogo, e aggiunse: “Potete bere a volontà”. L’uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare.
“Tornate quando volete”, rispose l’uomo.
“A proposito, come si chiama questo posto? ”
“Cielo”
“Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là! ”
“Quello non è il cielo, è l’inferno”.
Il viandante rimase perplesso.
“Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni! ”
“Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici… ”

Paulo Coelho

Guendalina Middei. 🙂Nata a Roma nel 1992, scrittrice appassionata di letteratura russa e cultura classica 📖, collaboratr...
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Guendalina Middei. 🙂
Nata a Roma nel 1992, scrittrice appassionata di letteratura russa e cultura classica 📖, collaboratrice di diverse riviste letterarie. Sui social la sua pagina PProfessor X❌ è un punto di riferimento per oltre cinquecentomila lettori. Autrice di diversi libri e romanzi, l'ultimo dei quali è "Sopravvivere al lunedì mattina con Lo**ta".
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Se qualcuno avesse scommesso su chi fossero i nuovi Lupin all’ombra della Tour Eiffel, avrebbe puntato su una modesta banda della che ha svaligiato il ? La trama s'infittisce: dopo il furto dei preziosi nella Galleria d’Apollon, la polizia ha messo le mani sul terzo sospetto, e annunciato 5 nuovi arresti. Sempre provenienti dalla “banlieue” parigina? Eh si, ah. Mentre Macron resiste, ai ladri come l'ultimo della dinastia dei Borboni,
"che gli diano brioche", dice Brigitte, la moglie.

Con un passato di furti su commissione, una fedina penale sporca, travestiti da operai, agiscono in una manciata di minuti e poi spariscono, lasciando la polizia con un palmo di naso e la stampa a ricalcare la loro fuga rocambolesca.

E non può mancare Zenigata in gonnella, Laure Beccuau, la procuratrice al posto dell'ispettore. In quest’indagine, la realtà supera la fantasia: in procura volano lee accuse, Zenigata s'infuria per la fuga di notizie che rischia di sabotare le indagini.

Il bottino? Un colpo da vero film giallo: oltre 80 milioni di euro in parure e gioielli delle regine Marie-Amélie e Ortensia, tolti nello spazio di sette minuti e ancora introvabili. C’è qualcosa di irresistibile e suggestivo nella narrazione dei “disadattati della banlieue” che rubano ai grandi ricchi simbolici, aggiornata ai giorni d’oggi tra DNA incrociati e inseguimenti in aeroporto.

Chissà se Zenigata troverà mai pace (o almeno i gioielli): nessuno vorrebbe essere al suo posto, mentre la leggenda dei ladri della periferia si alimenta di colpi di scena.

Se questo è un uomo
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