Dr. Luca Piazza - Running Injury Specialist

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Fondatore di Physiosophy.com
Fisioterapia|Osteopatia|Chiroterapia
Runners Clinic

27/05/2026

Se hai questi 4 problemi nella tua corsa e non li stai correggendo — non è sfortuna se ti infortuni.

È matematica.

1. BIOMECCANICA ALTERATA
Ci sono parametri misurabili che la ricerca associa direttamente agli infortuni:

→ Cadenza sotto 170 passi/min — carico eccessivo per passo

→ Hip drop — cascata di compensazioni su ginocchio, tibia, fascia

→ Valgismo dinamico del ginocchio — carico anomalo 8.000 volte a uscita

→ Oscillazione verticale eccessiva— picco di impatto elevato ad ogni atterraggio

Non sono giudizi sulla tua tecnica. Sono dati misurabili e modificabili.

📚 Heiderscheit et al. Med Sci Sports Exerc. 2011 · Davis et al. BJSM 2016

2. NIENTE RINFORZO RUNNING-SPECIFIC
La corsa è monopodalica, dinamica, ciclica. Richiede forza eccentrica in catena monopodalica — non leg press, squat bilaterale o plank standard.

Se la catena non regge il carico dello swing, il dolore arriva. Sempre nello stesso punto.

3. NIENTE WARM UP SPECIFICO
Uscire di casa e correre da freddo aumenta il rischio di infortuni da sovraccarico nei primi km — quando i tessuti non sono pronti per gestire il carico a piena intensità.

Un riscaldamento dinamico running-specific prepara la catena neuromuscolare prima di ogni uscita.

4. ERRORI DI VOLUME
L’ACWR — rapporto carico acuto/cronico — deve stare tra 0.8 e 1.3. Tornare al volume normale dopo uno stop lo fa schizzare sopra 1.5. Rischio infortuni elevato. Documentato.

📚 Hulin et al. BJSM 2016 · PMID 26511006

Non serve cambiare tutto. Serve misurare cosa non funziona — e correggere quello.

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21/05/2026

Stai facendo questi 5 esercizi ogni giorno convinta di guarire. La ricerca dice che stai allungando i tempi di recupero.

❌ 1. Stretching statico del polpaccio
La tensione che senti dopo la corsa non è rigidità muscolare.
È un tendine che ha lavorato oltre la sua capacità. Lo stretching riduce la percezione del dolore — non aumenta la capacità di carico del tendine. Nella fase acuta può irritare ulteriormente il peritenon.

❌ 2. Foam roller sulla bandelletta
Il tratto ileotibiale è tessuto connettivo denso — praticamente inestensibile con pressione manuale.
Un RCT ha dimostrato che stretching e foam roller non riducono la stiffness della bandelletta in modo clinicamente rilevante. Il sollievo dura meno di 20 minuti. Poi tutto torna.

❌ 3. Squat bilaterale profondo in fase acuta
Il carico patello-femorale in flessione profonda è esattamente il tipo di stress che la struttura già irritata non regge. Non è lo squat il problema — è la versione bilaterale e profonda mentre il tessuto è ancora reattivo.

❌ 4. Affondi in avanti
Carico femoro-rotuleo elevato, dinamico, senza controllo eccentrico. Un runner con valgismo lo esegue con il ginocchio che collassa verso l’interno ad ogni ripetizione — allenando esattamente il pattern che causa il dolore.

❌ 5. Plank e crunch come primo intervento
Il plank non insegna al gluteo medio a stabilizzare il bacino ad alta velocità. Un crunch non gestisce l’hip drop che genera il dolore al ginocchio. Il core che serve al runner non è il core da palestra — è il controllo neuromuscolare integrato della catena anca-ginocchio-piede in movimento.

Ho costruito una guida gratuita con i 5 esercizi corretti — quelli che agiscono sui meccanismi reali invece di mascherare i sintomi, e molti altri contenuti

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19/05/2026

Cinque cose che nessuno ti ha mai spiegato sul perché il dolore torna sempre.

1️⃣ Perché il riposo non ti guarisce
2️⃣ Il tuo schema biomeccanico — la causa reale
3️⃣ I 5 esercizi che stai già facendo e che peggiorano il problema
4️⃣ I 5 esercizi indispensabili — con video per ogni esercizio
5️⃣ Il protocollo per capire quando puoi correre e quando no

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14/05/2026

Nike Vaporfly. Adidas Adizero. Alphafly.

Le scarpe che hanno abbattuto ogni record del mondo. E nel 2025 Nike ci è stata portata in tribunale per fratture da stress al piede.

Ecco quello che non ti dicono quando le compri.
Il vantaggio è reale.

La piastra in carbonio migliora l’economia di corsa dal 4 al 6%. Dal 2016 ad oggi ogni record mondiale dai 5000 metri alla maratona è stato abbattuto con scarpe in carbonio. I dati sono solidi

Il meccanismo che nessuno ti spiega:
La piastra rigidisce la suola e riduce il lavoro della caviglia. Quel carico non sparisce — si sposta sul navicolare e sulla testa dei metatarsi. Strutture che per anni hanno lavorato in modo completamente diverso.

Harvard Medical School, 2023: 5 atleti d’élite, tutti con frattura da stress al navicolare, tutti con scarpe in carbonio. Il ricercatore principale ha scritto che la piastra “mette un nuovo stress sull’osso.”

2025: causa legale contro Nike Alphafly 2.

Una runner ha fatto causa a Nike accusando la piastra di aver causato una frattura da stress durante una corsa normale.

La ricerca dice che la verità è nel mezzo: la scarpa non fa male a tutti. Fa male a chi non ha costruito la capacità della catena per reggere quel carico.

Vaporfly. Adizero. Alphafly. Amplificano quello che hai.
Catena forte → voli.
Catena debole → frattura da stress.

Prima di metterle — o se le usi già:
→ Non in carbonio ogni giorno — alterna con una scarpa normale
→ Heel drop eccentrico + pogo jumps — costruisci la catena
→ Dolore vago al mesopiede dopo il carbonio → RMN, non solo RX

📚 Tenforde A et al. Sports Med. 2023;53(8):1499-1505 — Harvard Medical School
Frontiers Bioeng Biotechnol. 2025 — carbon plate fatigue biomechanics

runner

13/05/2026

Stai meglio. Il dolore è passato. Stai per ricominciare.

Questo è il momento in cui ti reinfortuni.
Non perché sei fragile. Non perché hai fatto qualcosa di sbagliato. Ma perché hai riposato due settimane — e nel frattempo il tuo carico cronico si è abbassato.

Quando torni al volume normale, il tuo sistema legge quello sbalzo come un’emergenza. Il tessuto riceve più carico di quello a cui si è adattato. E risponde con un infortunio.

Il parametro che devi conoscere: ACWR
Carico acuto ÷ carico cronico delle ultime 4 settimane.

🟢 0.8–1.3 → zona sicura
🟡 1.3–1.5 → attenzione
🔴 >1.5 → rischio elevato

Dopo 2 settimane di stop il tuo carico cronico è sceso. Se torni al volume normale, il tuo ACWR supera 1.5 in automatico.

La regola pratica:
→ Rientra al 60% del volume che avevi prima dello stop

→ Scala in 2–3 settimane prima di tornare al tuo livello

→ Mai aumentare volume e intensità nella stessa settimana

→ Una variabile alla volta
Il rientro non è la fine del recupero. È la fase più delicata.

06/05/2026

Il tuo Garmin dice 35 km a settimana. Il tuo corpo crede di farne 60.
Ecco perché ti infortuni sempre nello stesso momento — e sempre dopo un periodo in cui stavi andando bene.

Il meccanismo che nessuno ti spiega:
Hai riposato 2 settimane per un dolore. Stai meglio. Riprendi al tuo volume normale. Ti infortuni di nuovo.

Non è sfortuna. Non sei fragile. È uno sbalzo di carico che il tuo sistema muscolo-scheletrico non riesce ad assorbire — perché il carico cronico si è abbassato durante lo stop, e il tuo corpo ha letto il rientro come un’emergenza.

Questo parametro si chiama ACWR — Acute:Chronic Workload Ratio.

📊 La formula:
ACWR = km ultima settimana ÷ media km ultime 4 settimane
🟢 0.8 – 1.3 → Zona sicura. Stai costruendo.
🟡 1.3 – 1.5 → Zona grigia. Monitora.
🔴 > 1.5 → Rischio infortuni elevato. Rallenta.

L’errore più comune:
Tornare al 100% del volume dopo uno stop. Il tuo carico cronico è sceso. Il tuo ACWR schizza. Qualcosa si rompe.

La regola pratica:
Dopo uno stop di 1–2 settimane, rientra al 60–70% del volume normale. Scala in 2–3 settimane prima di tornare al tuo livello abituale.

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05/05/2026

300 euro. La usi dopo ogni corsa. Senti subito meno rigidità. Pensi di star recuperando meglio.

Hai ragione. In parte.

Una revisione sistematica del 2023 ha analizzato tutti gli studi disponibili sulle pistole per massaggio.

Cosa funziona: miglioramento della flessibilità di polpaccio, hamstring e catena posteriore, riduzione della rigidità muscolare dopo un allenamento intenso. Reale — confermato.

Ma la stessa ricerca ha trovato qualcosa che quasi nessun brand ti dice.

In forza, equilibrio, agilità e attività esplosive — nessun miglioramento. Uno studio ha trovato addirittura una riduzione della performance.

Se la usi prima di un allenamento di qualità o di una gara, potresti star peggiorando invece di prepararti.

La parte più importante: nessuna evidenza che riduca gli infortuni da sovraccarico cronico.
Non rinforza il tendine.
Non corregge l’hip drop.
Non cambia il tuo pattern di atterraggio.

Se la usi per recuperare dopo un allenamento duro — stai usando lo strumento giusto nel modo giusto.

Se la usi perché hai tendinopatia achillea da sei mesi — stai trattando il sintomo ogni giorno senza mai toccare la causa.

Foam roller, kinesio tape, pi***la massaggiante. Tutti e tre riducono la percezione del dolore. Nessuno dei tre cambia lo schema che lo genera.

Se usi uno di questi da mesi e il dolore torna ogni volta che corri — la causa non è ancora stata identificata.

Se vuoi capire cosa sta generando il tuo dolore e cosa si può fare nel tuo caso specifico — prenota una video call gratuita con me.
🔗 Link in bio.

***laMassaggiante

04/05/2026

Il nastro colorato sulle gambe. Lo vedi su ogni runner alle gare. Il tuo fisioterapista te l’ha messo.

Senti subito meno dolore. E pensi che stia funzionando.
Stai confondendo sollievo con guarigione. Non è la stessa cosa.

Il kinesio tape ha evidenza scientifica reale — ma non per quello che pensi.

Una revisione sistematica con meta-analisi ha trovato che il kinesio tape riduce il dolore muscolare a 48 e 72 ore dopo uno sforzo intenso.

Funziona per i DOMS. Il meccanismo non è strutturale — agisce sulla percezione del dolore attraverso la stimolazione dei meccanocettori cutanei. Il dolore si riduce.

La causa rimane intatta.

Se hai tendinopatia achillea, il tape non aumenta la capacità del tendine. Se hai dolore femoro-rotuleo, non stabilizza l’anca. Se hai periostite tibiale, non riduce il carico sulla tibia.

Quello che senti quando te lo metti è reale — dura qualche ora, poi torna tutto.

Perché il tape non ha toccato niente di quello che genera il dolore.

Il kinesio tape ha senso per gestire il dolore durante un evento specifico. Non come soluzione a un problema cronico.

Se lo usi da mesi e non stai migliorando — è un cerotto su una causa che nessuno ha ancora identificato.

Se vuoi capire cosa sta generando il tuo dolore e cosa si può fare nel tuo caso specifico — prenota una video call gratuita con me.
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📚 Lin et al. meta-analisi 2021 — kinesio tape e DOMS · Cochrane Review kinesio taping musculoskeletal 2023

30/04/2026

Zero drop? Sei millimetri? Dieci? Barefoot?

553 runner. 3 scarpe diverse. 6 mesi di follow-up. Stesso rischio di infortuni in tutti e tre i gruppi.

Tranne in un caso.

Quando i ricercatori hanno separato i runner per esperienza il quadro è cambiato completamente.

Nei runner occasionali le scarpe a basso drop riducevano il rischio.

Nei runner regolari — chi corre da più di 6 mesi — le scarpe a basso drop aumentavano il rischio.

Il contrario esatto di quello che ti hanno venduto.

Il motivo è preciso: il tuo sistema si è adattato alla scarpa che usi da anni. Togliere il drop bruscamente non libera uno schema naturale — sposta un carico su strutture che non sono pronte.

Il dato più importante: il drop non cambia come corri.
Non corregge l’overstriding. Non elimina l’hip drop.
Non tocca il valgismo del ginocchio.

Sposta il carico tra le strutture — drop alto verso ginocchio e tibia, drop basso verso achille e polpaccio. Non lo riduce.
Lo redistribuisce.

Il drop giusto non esiste in assoluto.

Dipende da dove ti fa male, da quanto tempo corri, da quanto gradualmente cambi.
📩 Comm.

29/04/2026

Nike. Hoka. Asics. Ti hanno venduto la soluzione. Al problema che hanno creato.

Anni ‘70 — l’industria introduce ammortizzazione spessa e tallone rialzato con una promessa: più la scarpa assorbe il colpo, meno lo assorbe il tuo corpo. Meno infortuni.

Decenni dopo, la ricerca è chiara: nonostante l’evoluzione tecnologica delle scarpe da corsa, non ci sono prove che il tasso di infortuni nei runner sia diminuito.

E c’è un dato ancora più preciso. Uno studio su Scientific Reports ha misurato cosa succede quando corri con scarpe ad alta ammortizzazione.

Le scarpe altamente ammortizzate non riducevano il carico d’impatto — in alcuni runner lo aumentavano.

Il motivo si chiama risposta neuromuscolare compensatoria: quando il piede percepisce meno impatto attraverso la suola spessa, il sistema nervoso riduce la rigidità della gamba, amplificando paradossalmente il carico invece di ridurlo.

Onestà clinica: le scarpe hanno un effetto reale. Un RCT su 848 runner ha trovato che scarpe più morbide riducono il rischio nei runner con peso corporeo più elevato. Ma non è l’effetto che ti hanno venduto. Le scarpe modificano come il carico si distribuisce tra le strutture. Non cambiano lo schema biomeccanico con cui quelle strutture vengono caricate.

Il tuo overstriding, il tuo hip drop, il tuo valgismo dinamico sono identici in ogni scarpa che indossi.

Nike, Hoka o Asics. 200 euro o 20. Lo schema non cambia. La causa non cambia.

Il dolore non cambia.

runrise

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