Alessia Gramai - Psicologa

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Nella maggior parte dei casi ciò che nella sessualità delle persone con disabilità viene definito “problema” non è la se...
10/05/2026

Nella maggior parte dei casi ciò che nella sessualità delle persone con disabilità viene definito “problema” non è la sessualità in sé, ma l’assenza di un quadro teorico e operativo condiviso, soprattutto nei contesti comunitari e/o di accoglienza e accompagnamento, unito ad alcuni pregiudizi attivi sia sulla disabilità sia sulla sessualità.
Un approccio clinico e un’operatività adeguata sulla sessualità richiede tre livelli di analisi: sulla persona con disabilità in questione, sul contesto dove operiamo, e, fondamentale, su di noi come operatori.

Sessualità e disabilità: una lettura per operatori tra valutazione, consenso e gestione nei servizi Nei contesti clinici ed educativi, la sessualità delle persone con disabilità emerge spesso in fo…

“Se la tua vita fosse una serie tv, a che stagione saresti in questo momento? E quale puntata: iniziale, finale, di svol...
23/04/2026

“Se la tua vita fosse una serie tv, a che stagione saresti in questo momento? E quale puntata: iniziale, finale, di svolta o di mantenimento?”

A volte faccio questa domanda leggera in terapia per avviare una riflessione su come vediamo il nostro percorso, fino a qui, e da qui in poi.

Il percorso di ognunə è fatto di deviazioni, soste, ritorni, accelerazioni improvvise e momenti di stallo.

Ci hanno insegnato a pensarlo come qualcosa da “costruire bene”, da rendere coerente, lineare, prevedibile: ma la realtà è che il senso spesso emerge dopo, non mentre attraversiamo le cose.

Un percorso di vita è anche questo:
cambiare idea
perdersi
fare scelte che poi non rispecchiano più chi siamo
ricominciare da punti che non avevamo previsto

Crescere significa e riuscire a stare dentro i cambiamenti senza perdere completamente il contatto con sé.

E la tua vita a che puntata è del suo svolgersi?

Sbagliare fa parte del processo di apprendimento.Eppure molte persone crescono con l’idea che l’errore sia qualcosa da e...
20/03/2026

Sbagliare fa parte del processo di apprendimento.
Eppure molte persone crescono con l’idea che l’errore sia qualcosa da evitare, da nascondere o di cui vergognarsi.

♥️ in realtà l’errore è uno dei modi più potenti attraverso cui il cervello apprende. Quando proviamo, falliamo, aggiustiamo e riproviamo, stiamo allenando flessibilità, problem solving e capacità di adattamento.

Vale nell’apprendimento scolastico, nel lavoro, nelle relazioni, nella sessualità, nel percorso di crescita personale.

Sbagliare permette di capire cosa funziona per noi e cosa no. Permette di esplorare, di fare esperienza, di costruire competenze reali.

Una cultura che punisce l’errore produce spesso paura, blocco e perfezionismo.
Una cultura che invece accoglie l’errore favorisce curiosità, autonomia e fiducia nelle proprie capacità.

Imparare implica inevitabilmente attraversare tentativi, inciampi e aggiustamenti. È così che si costruisce conoscenza.

Qual è un errore da cui hai imparato qualcosa di importante? 💭

16/03/2026

Gli stimming toys sono piccoli oggetti pensati per offrire stimolazione sensoriale attraverso movimento, pressione, texture o ripetizione. Possono sembrare semplici, ma svolgono una funzione importante di regolazione emotiva e sensoriale.

Molte persone neurodivergenti, come persone autistiche o con ADHD, utilizzano lo stimming come strategia naturale per modulare l’attivazione interna. Muovere le mani, toccare superfici diverse, premere o manipolare un oggetto aiuta a scaricare tensione, mantenere la concentrazione, organizzare gli stimoli e ritrovare equilibrio quando l’ambiente diventa troppo intenso.

Gli stimming toys offrono un supporto concreto a questi processi. Permettono di canalizzare il bisogno di stimolazione sensoriale in modo accessibile e discreto, facilitando la partecipazione a contesti come scuola, lavoro o momenti sociali.

Il loro utilizzo può essere utile anche per molte persone neurotipiche. In situazioni di stress, durante attività che richiedono attenzione prolungata o nei momenti di attesa, la stimolazione tattile e ripetitiva può favorire concentrazione, calma e autoregolazione.

Gli stimming toys ricordano una cosa importante: il corpo partecipa sempre ai processi di regolazione psicologica. Offrire strumenti semplici che permettono di ascoltare e sostenere questi bisogni significa promuovere ambienti più accessibili, rispettosi e inclusivi.

Prendersi cura della regolazione sensoriale è una forma di cura di sé, anche attraverso un piccolo oggetto tenuto tra le mani, movimenti del corpo, vocalizzi.

Ognunə trova il suo processo regolativo, come parte del percorso di conoscenza e accettazione di sé, e di cura 🩷

27/02/2026

Hai mai pensato che la tua sessualità avesse qualcosa che non va perché la tua eccitazione non è abbastanza “impulsiva”, immediata o travolgente (come nei film o in Bridgerton)?

Beh, sappi che invece è normalissimo!
Il desiderio sessuale umano è un processo che coinvolge tantissimi aspetti del nostro corpo e della nostra mente, non solo quelli fisiologici (erezioni e lubrificazioni, e istinto pulsionale).

Il desiderio è più come l’appetito: e spesso arriva…stando in connessione e in intimità, conoscendo voglie e sensazioni, curando l’ambiente intorno a noi e si, spesso anche organizzando il momento!

Nell’articolo in bio qualche riflessione sul desiderio e sull’importanza di prendersene cura 🌻

Nella pratica clinica emerge frequentemente una convinzione spesso rigida, e fonte di sofferenza: la sessualità deve ess...
25/02/2026

Nella pratica clinica emerge frequentemente una convinzione spesso rigida, e fonte di sofferenza: la sessualità deve essere sempre spontanea e istintiva.
Ma sarà proprio così?

Nella pratica clinica emerge frequentemente una convinzione spesso rigida, e fonte di sofferenza: la sessualità deve essere sempre spontanea e istintiva.Secondo questo mito (ahimè, confermato e cor…

C’è quell’area liminale (il poco prima, il vento prima della tempesta), dove sale la paura, e spesso la resistenza, al d...
18/02/2026

C’è quell’area liminale (il poco prima, il vento prima della tempesta), dove sale la paura, e spesso la resistenza, al dolore, alla crisi.
“Ho paura di crollare”, “non voglio stare male”, non voglio sentire, non voglio stare in quello che sento.

E invece? Spesso crollare non è la fine, ma è una fase. Dove posso anche esistere. Stare in ciò che sento, stare in ciò che vivo e, soprattutto, lasciarsi attraversare dalla vita. Pensiamo spesso che resistere al dolore, o programmarlo, posticiparlo addirittura (tipo la sveglia al mattino, starò male più tardi) sia la soluzione.
Eppure piano piano ci si accorge che, se mi permetto di stare male, la vita mi riempie lo stesso, e posso tenerla in me anche col dolore.

15/01/2026

Che confusione, sarà perché…sento cose!

A volte diciamo “sto male” o “sono confusə”, perché ancora non abbiamo proprio proprio capito come sentiamo.
Ti capita mai?

È normale: la vita ci fa vivere cose e il nostro sistema ci dà una reazione bio-chimica. Sta poi al momento successivo capire che reazione è, cioè che emozione, anche in base ai significati personali e alla nostra storia.

Le emozioni non sono mai casuali. Anche quando sembrano tutte uguali o sovrapposte, stanno comunicando qualcosa.

Nel video ho un cuscino con la wheel of emotion, la ruota delle emozioni, uno strumento che serve proprio a orientarsi nelle matasse emotive che a volte ci colgono.
La conoscevi?

15/01/2026

Che confusione, sarà perché…sento cose! 🥴

A volte diciamo “sto male” o “sono confusə”, perché ancora non abbiamo proprio proprio capito come sentiamo.
Ti capita mai?

È normale: la vita ci fa vivere cose e il nostro sistema ci dà una reazione bio-chimica. Sta poi al momento successivo capire che reazione è, cioè che emozione, anche in base ai significati personali e alla nostra storia.

Le emozioni non sono mai casuali. Anche quando sembrano tutte uguali o sovrapposte, stanno comunicando qualcosa.

🎡 Nel video ho un cuscino con la wheel of emotion, la ruota delle emozioni, uno strumento che serve proprio a orientarsi nelle matasse emotive che a volte ci colgono.
La conoscevi?

15/01/2026

Che confusione, sarà perché…sento emozioni!

A volte diciamo “sto male” o “sono confusə”, ma non perché le emozioni siano troppe, ma perché non sappiamo ben distinguerle.
A volte è normale, se ci succede qualcosa il nostro sistema ci fa sentire una reazione bio-chimica che ha bisogno di tempo (e dei nostri significati personali) per essere accolta, capita, e poterci essere utile.
Le emozioni a tal proposito non sono mai casuali e anche quando sembrano tutte uguali o sovrapposte, stanno comunicando qualcosa.

La ruota delle emozioni serve proprio a trovare un nome e un filo nella matassa che sentiamo. Sento rabbia? Ok, approfondiamo nella sfumatura che più sento coerente con quello che penso. Sento ansia? Ok, vado oltre, così posso capire meglio cosa mi sta comunicando; e così via.

E soprattutto niente giudizio! Quel che si sente è così e ha senso così come esce, non dobbiamo mettere le emozioni al vaglio del valore o del merito per dar loro spazio!

Ps: nel video ho un cuscino con la wheel of emotion, la ruota delle emozioni, molto utile come bussola per capire cosa si sente. La conoscevi?

Articolo completo sul link in bio 🙋‍♀️🪁Ma in fondo, che ci facciamo con l’educazione sessuale? Parecchie cose, tra cui s...
08/01/2026

Articolo completo sul link in bio 🙋‍♀️🪁

Ma in fondo, che ci facciamo con l’educazione sessuale? Parecchie cose, tra cui sviluppare quella che si chiama intelligenza sessuale e la sexual decision making.

Con l’educazione sessuale accessibile e inclusiva poi riusciamo a lavorare su queste capacità con chiunque.

Avevi sentito parlare di questi termini? Che ne pensi?

Indirizzo

Corso Unione Sovietica
Turin
10134

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
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