10/05/2026
Nella maggior parte dei casi ciò che nella sessualità delle persone con disabilità viene definito “problema” non è la sessualità in sé, ma l’assenza di un quadro teorico e operativo condiviso, soprattutto nei contesti comunitari e/o di accoglienza e accompagnamento, unito ad alcuni pregiudizi attivi sia sulla disabilità sia sulla sessualità.
Un approccio clinico e un’operatività adeguata sulla sessualità richiede tre livelli di analisi: sulla persona con disabilità in questione, sul contesto dove operiamo, e, fondamentale, su di noi come operatori.
Sessualità e disabilità: una lettura per operatori tra valutazione, consenso e gestione nei servizi Nei contesti clinici ed educativi, la sessualità delle persone con disabilità emerge spesso in fo…