02/01/2026
PERCHÉ IL VIAGGIO È STATO PIÙ IMPORTANTE DELLA SUA FINE
Il primo dell'anno si è conclusa una storia quasi decennale: Stranger Things dei Duffer Brothers. Prima ancora di esistere, era immaginata come un romanzo perduto di Stephen King diretto da Steven Spielberg.
Come spesso accade con le serie TV, il finale diventa divisivo. Ci ricorda quanto sia facile polarizzare le proprie opinioni: chi è soddisfatto si affida alle emozioni provate, in modo da accettare le incoerenze narrative; gli insoddisfatti usano la ragione per smontare a ritroso la storia, partendo dal finale.
Al netto di questa legittima libertà di espressione, rimane il messaggio: la relazione, le passioni condivise, l'essere visti anche quando si è lontani dalla "norma", a volte salvano la vita e permettono a quei significati di respirare. E nell'apparente diversità, si può imparare lo stesso qualcosa dall'altro tramite il dialogo, che abbatte muri a prima vista invalicabili.
Cosa rimane di tutto questo? L'importanza del viaggio come strumento di sviluppo a sé, specialmente se viene affrontato tramite il gioco.
Noi spettatori, guardando la serie fin dalla sua uscita e legandoci a un evento collettivo, cresciamo insieme alla storia e alle sue evoluzioni. Accettando il cambiamento come costante imprescindibile della vita, ci apriamo al sentire le nostre emozioni e vuol dire che siamo fuori dalla "caverna".
I protagonisti della storia: Mike il paladino, Will il chierico, Dustin il bardo, Lucas il ranger. Entrati nel cerchio magico di Dungeons & Dragons, hanno imparato a conoscere sé stessi giocando con le proprie identità.
È difficile pensare a una metafora migliore dei mostri per raccontare le paure della crescita: quando immagino il Demogorgone, le emozioni che provo sfidandolo sono autentiche. Se da adulti perdiamo questa capacità di evadere nel fantastico, riduciamo la possibilità di pensare creativamente e arricchire la nostra vita.
La fine di questa storia lascia spazio a nuove avventure. A chi si sente diverso, chi sta affrontando i propri mostri e chi trova ispirazione nei mondi di fantasia: buon viaggio.