21/04/2026
Quanto poco sappiamo delle nostre esperienze interiori e sulla natura della coscienza? E’ dato per scontato che il flusso di coscienza consista soprattutto in forma di monologo interiore composto di parole e dialogo autoreferenziale. Pare che molti di questi pensieri siano invece preverbali. Perché allora pensiamo di parlare continuamente con noi stessi e di non avere tregua a quel chiacchiericcio interno? Forse perché quando è ora di esprimerci, abbiamo ben poche alternative al linguaggio e siamo portati a supporre che sia questo il mezzo comune utilizzato dal pensiero interiore?
Nessuno parla di in-conscio a livello scientifico. La psicologa bulgara Kalina Christoff Hadjiikieva ha dimostrato come riconsiderare la sorgente più profonda della mente: il pensiero spontaneo, una delle fonti della creatività. La coscienza sarebbe solo una delle funzioni della mente, per cui concentrarsi sui pensieri consci equivarrebbe a fissarsi sulle foglie di un albero e cercare di capirle isolatamente, quando l’albero è la mente e nella mente c’è molto più della coscienza. Secondo Christoff, la mente cosciente è un’altalena tra pensiero vincolato e non vincolato. L’attenzione sulla percezione cosciente ha portato a trascurare quel 30-50% dell’esperienza mentale che proviene dalla mente stessa invece che dai sensi. La maggior parte di questo tempo è occupata da divagazioni, sogni a occhi aperti e ruminescenze. Proviamo a ipotizzare anche il fatto che una mente che vaga non sia semplicemente distratta, ma libera in un’assenza pregnante. Nel tentativo di individuare le origini inconsce dei pensieri coscienti, Christoff ha fatto un esperimento su meditatori allenati a silenziare la mente e a accorgersi appena questa si distrae. Cosa ha scoperto? Che la distrazione avviene ogni 10-20 secondi anche nelle menti più allenate. La grande lezione della meditazione è che non si può controllare la mente! Sicuramente si può arrivare a osservare che qualcosa succede prima della consapevolezza. Ancora non si sa esattamente che cosa sia e perché richieda tempo. Secondo te possiamo vivere la mente come spazio prezioso di libertà e di autocreazione? E dovremmo impegnarci a difenderlo e ampliarlo?