02/04/2019
Condivido una delle metafore più persuasive - di popperiana memoria - dove è possibile cogliere, in tutta la sua dinamica generativa, l'indistricabile legame tra "caso" e "necessità"
"Com'è che nella giungla ha origine un sentiero degli animali? Alcuni animali irrompono tra la sterpaglia del sottobosco per trovare un posto dove abbeverarsi. Altri animali trovano poi molto facile usare la stessa traccia. E così tale traccia viene, attraverso l'uso, allargata e migliorata. Essa non viene programmata, è una conseguenza non intenzionale del bisogno di muoversi con facilità e rapidità. Questo è il modo in cui ha origine un sentiero - forse anche presso gli uomini e il modo in cui il linguaggio e qualsiasi altra istituzione utile può sorgere, e il modo in cui tali cose debbono lo loro esistenza e il loro sviluppo alla loro utilità. Tali cose non sono né pianificate né volute, e forse di esse non c'era necessità prima che venissero all'esistenza. Ma possono creare un nuovo bisogno o un nuovo insieme di fini: la struttura teleologica degli animali o degli uomini non è "data", ma si sviluppa con l'ausilio di una certa specie di meccanismi di feedback dagli scopi originari e dai risultati che furono o non furono voluti"