Tejas Yoga e Ayurveda

Tejas Yoga e Ayurveda Manuela La Iacona, terapista in Āyurveda e insegnante nella tradizione del Kriya Yoga.

Collaboro con l’associazione AyurvedicaMente di Torino e con i medici ayurvedici della zona per la diffusione della medicina ayurvedica.

✨ Tejas Yoga e Ayurveda – Canale Telegram & Pagina Facebook ✨Uno spazio dedicato alla divulgazione dell’Āyurveda, la sci...
17/12/2025

✨ Tejas Yoga e Ayurveda – Canale Telegram & Pagina Facebook ✨

Uno spazio dedicato alla divulgazione dell’Āyurveda, la scienza della vita, con articoli e riflessioni che rendono accessibili i suoi insegnamenti nella quotidianità.

Nel canale e nella pagina troverai:

• Consigli pratici su alimentazione e stile di vita secondo i principi ayurvedici.

• Approfondimenti su concetti fondamentali come doṣa, agni, mente e salute.

• Indicazioni per equilibrare corpo e psiche attraverso la saggezza dell’Āyurveda.

• Spunti per integrare yoga e pratiche di consapevolezza nella vita di tutti i giorni e tanto altro ancora

Tejas Yoga e Ayurveda nasce dal desiderio di offrire strumenti concreti e comprensibili, affinché ognuno possa nutrire la propria aspirazione a vivere in equilibrio e salute, con continuità e costanza sul sentiero della conoscenza. Lo scopo fondamentale é portare le persone a coltivare consapevolezza di sé e comprendere il funzionamento del corpo e della mente da un punto di vista ayurvedico, così da rendere la saggezza antica un supporto reale e trasformativo nella vita quotidiana e che sia di supporto per chi é sul sentiero kriya o chi si avvicina allo yoga con lo scopo di crescere spiritualmente ed emotivamente.

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Aggrapparsi alle ferite del passato è sciocco ed è una delle condizioni interiori più importanti che puoi cambiare.Ciò c...
15/12/2025

Aggrapparsi alle ferite del passato è sciocco ed è una delle condizioni interiori più importanti che puoi cambiare.
Ciò che è accaduto è finito, anche se fosse successo solo ieri. Non possiamo modificare gli eventi passati, ma possiamo trasformare il modo in cui li guardiamo.

Qualunque sia stato l’evento — che ti abbia ferito, privato di qualcosa, tradito, violato o causato dolore mentale o fisico — è concluso. Non ha più il potere di ferirti.

Poiché vivi in un universo in cui tutto ciò che accade ti avvantaggia, continuare a portare con te le ferite del passato dimostra una mancanza di vera comprensione del tuo universo e ti segnala un’importante carenza che puoi iniziare a correggere subito.

I sentimenti che coltivi nella tua mente si manifestano nel tuo corpo. È nella natura della mente creare: ciò che custodisci dentro di te si rifletterà inevitabilmente nel corpo.

Se nutri preoccupazione e ansia, esse appariranno nel corpo come dolore, stress e malattia.
Se invece coltivi gratitudine, gioia e riverenza, si manifesteranno come una salute luminosa e radiosa.

I Ching – Il Libro dei Mutamenti
Filosofia cinese

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In Āyurveda la mente (Manas) è considerata un organo straordinario, ponte tra i sensi e l’anima, e uno dei principali luoghi di origine della salute e della malattia. I nostri stati mentali non rimangono confinati al piano psicologico, ma si traducono in effetti chimici e biologici nel corpo: l’equilibrio o lo squilibrio dei guṇa mentali (Sattva, Rajas, Tamas) influenza direttamente i doṣa fisici (Vata, Pitta, Kapha), generando benessere oppure disturbi psicosomatici

Quando la mente è dominata da ansia, paura o agitazione (Rajas e Tamas), si producono alterazioni su Vata e Pitta, predisponendoci a stress, insonnia, disturbi digestivi e infiammazioni. Al contrario, uno stato di Sattva — caratterizzato da chiarezza, gioia e stabilità — favorisce la digestione corretta, un funzionamento corretto dell’intero organismo e di conseguenza della salute globale

In questo senso, l’Āyurveda ci dice che tutto ciò che custodiamo nella mente si manifesta nel corpo. Non è solo un processo psicologico, ma un vero e proprio meccanismo biologico e chimico, in cui pensieri ed emozioni modulano la fisiologia attraverso il sistema nervoso, endocrino e immunitario. Coltivare gratitudine, equanimità e consapevolezza diventa quindi una pratica di salute integrale, capace di trasformare la chimica del corpo e di sostenere la vitalità.

Manuela La lacona
Terapista in Ayurveda
Per info:
whatsapp 3381028601




Lo Svasthavṛtta in ĀyurvedaLo Svasthavṛtta in Āyurveda è l’insieme delle regole di vita e di condotta quotidiana per man...
12/12/2025

Lo Svasthavṛtta in Āyurveda

Lo Svasthavṛtta in Āyurveda è l’insieme delle regole di vita e di condotta quotidiana per mantenere la salute e prevenire le malattie. Lo si può descrivere come la “scienza della salute”, che integra routine giornaliera (Dinacaryā), stagionale (Ṛtucaryā), alimentazione, comportamento sociale ed etico.

🌿 Cos’è lo Svasthavṛtta

Significa letteralmente “condotta del sano”. È quella parte dell’Āyurveda che non si concentra sulla cura delle malattie, ma sulla prevenzione e sul mantenimento dell’equilibrio di doṣa, dhātu (tessuti), mala (prodotti di scarto) e di agni (capacità digestiva).
Secondo i testi classici, una persona è svastha (in salute) quando tutti questi elementi funzionano correttamente, inclusa la mente e i sensi.

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📖 Principi fondamentali

Lo Svasthavṛtta si articola in diverse pratiche quotidiane e stagionali:

🌄 Dinacaryā (routine giornaliera)

“Al mattino, al risveglio, l’individuo dovrebbe essere puro nel corpo, nella mente e nelle azioni.”
Caraka Saṃhitā, Sūtrasthāna

Alcuni aspetti principali:

• Sveglia presto, prima dell’alba.
• Pulizia di bocca, lingua, denti e naso.
• Oleazione del corpo (Abhyanga) e della testa.

“La pulizia dei denti, la rimozione delle impurità dalla lingua e il bagno quotidiano devono essere praticati regolarmente”
Suśruta Saṃhitā, Cikitsāsthāna

• Esercizio fisico moderato, pratiche di respirazione e meditazione.
• Nutrizione regolare ed equilibrata, prediligendo cibi freschi, naturali e cucinati possibilmente sul momento. Un cibo preparato giorni prima perde la sua vitalità. Evitare eccessi, alimenti troppo pesanti o incompatibili tra loro. In inverno, quando il fuoco metabolico è più forte, si possono scegliere cibi più nutrienti.
• Mangiare con consapevolezza e in quantità moderata.
• Sonno regolare e sufficiente. I continui risvegli notturni indicano squilibri nel sistema.
• Moderazione in ogni cosa: usare il buon senso.
• Evitare stress eccessivi e comportamenti dannosi per la propria salute psicofisica.

🌅 Ṛtucaryā (routine stagionale)

“Le stagioni naturali mantengono le proprietà di acqua e vegetali, accrescendo appetito, vitalità e forza. Le stagioni innaturali, invece, portano epidemie e malattie.”

“Si deve adattare alimentazione e condotta secondo la natura delle stagioni.”
-Suśruta Saṃhitā, Sūtrasthāna

• Adattare dieta e abitudini alle stagioni per mantenere l’equilibrio dei doṣa.
Ad esempio: in estate privilegiare cibi rinfrescanti, in inverno alimenti più nutrienti e caldi. Stessa cosa vale per l’esercizio fisico che deve essere praticato adeguatamente a seconda delle diverse stagioni.
• Sadvṛtta (codice etico e sociale): comportamento morale rispettoso, coltivare pensieri positivi e compassione, evitare eccessi di rabbia, avidità, gelosia, invidia o qualunque atteggiamento negativo verso gli altri e verso se stessi.

“Si dica la verità, ma in modo piacevole. Non si dica la verità se è offensiva.
Non si compiano azioni malvagie, non si pratichi la violenza.
Collera, avidità, illusione e gelosia sono cause di malattia.”

-Caraka Saṃhitā

Queste frasi mostrano chiaramente come i testi classici non solo esaltino la compassione, amicizia e verità, ma condannino apertamente i comportamenti opposti: VIOLENZA, MENZOGNA, COLLERA, AVIDITÀ .

🧘 Obiettivo dello Svasthavṛtta

• Mantenere bala (forza), ojas (“forza vitale” e “immunità”) e la stabilità mentale.
• Prevenire squilibri che portano a malattie.
• Favorire una vita lunga, sana e armoniosa con l’ambiente e la società.

‼️ In sintesi

Lo Svasthavṛtta è la parte preventiva dell’Āyurveda: un insieme di regole di igiene personale, alimentazione, comportamento e routine che garantiscono equilibrio e salute. È la base per essere una persona sana, con corpo e mente in armonia con se stessi e con la realtà che ci circonda.

✨ Se desideri approfondire come questi principi possano tradursi in pratiche concrete per il tuo stile di vita, un consulto āyurvedico può diventare un’occasione preziosa di conoscenza e consapevolezza.

Manuela La lacona
Terapista in Āyurveda
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Wa 3381028601



Il sonno secondo l’Āyurveda: equilibrio quotidiano e salute interioreIl sonno (Nidra) è considerato dall’Āyurveda uno de...
09/12/2025

Il sonno secondo l’Āyurveda: equilibrio quotidiano e salute interiore

Il sonno (Nidra) è considerato dall’Āyurveda uno dei tre pilastri fondamentali della salute, insieme all’alimentazione (Ahara) e al Brahmacarya. Non è soltanto un bisogno fisiologico, ma un processo vitale che rigenera corpo, mente e spirito. Dormire bene significa vivere in equilibrio, mentre la sua mancanza porta inevitabilmente a squilibri e malattie.

La natura del sonno

I testi classici descrivono il sonno come il momento in cui la mente, stanca dalle attività quotidiane, si ritira dagli oggetti sensoriali. Questo distacco porta spontaneamente al riposo.

➡️ Perché il sonno è essenziale

• Durante il sonno profondo i tessuti vengono riparati: l’Agni( fuoco digestivo), durante la notte, lavora sul metabolismo a livello dei tessuti; gli ormoni si regolano e la mente si rilassa.
• La privazione di sonno porta ad ansia, stanchezza, calo di memoria e riduzione dell’immunità.
• L’Āyurveda descrive l’insonnia (Anidra) come un disturbo legato soprattutto a un aggravamento di Vata, che genera irrequietezza e pensieri incessanti.

Ogni Doṣa influenza il riposo in modo diverso

• Vata 🌬️ (aria e spazio): quando è squilibrato porta a insonnia, ansia e risvegli frequenti.
• Pitta 🔥 (fuoco e acqua): in eccesso causa irritabilità, sogni vividi, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di calore.
• Kapha 🍃💦 (terra e acqua): se dominante, porta a sonnolenza eccessiva, pesantezza e letargia.

Cause comuni di disturbi del sonno

• Abitudini alimentari scorrette: pasti pesanti, piccanti o assunti in tarda serata che disturbano la digestione e il riposo.
• Stress e tensioni mentali: ansia e preoccupazioni impediscono il rilassamento.
• Ritmi irregolari: andare a letto molto tardi o saltare i pasti altera il ciclo naturale dei Doṣa.

Consigli pratici

• Evitare di guardare schermi luminosi prima di dormire (tablet, smartphone, TV).
• Evitare attività sportive alla sera.
• Prediligere una cena leggera, possibilmente tra le 19:00 e le 20:00.
• Fare un massaggio ai piedi la sera prima di coricarsi con oli medicati caldi.
• Andare a letto non oltre le 22:30.

Addormentarsi entro quest’ora significa sfruttare le ore in cui Kapha Doṣa è più influente, con le sue qualità di calma, lentezza e pesantezza, utili al sonno. In questo modo si ottiene un riposo più profondo e rigenerante. Ritardare oltre la mezzanotte porta a disturbi come insonnia, irritabilità, cefalea e squilibri su tutti i Doṣa, compromettendo di conseguenza anche Agni (la capacità digestiva).

• Mantenere la stanza fresca e buia.
• Praticare eventualmente un semplice pranayama a narici alternate (Nadi Shodhana) per ridurre ansia e agitazione accumulate durante la giornata.
• Preferire pasti leggeri e caldi la sera (zuppe, verdure cotte, kichadi), per non sovraccaricare Agni. Se la digestione è compromessa, anche il sonno ne risentirà.
• Evitare cibi pesanti, fritti, caffeina, alcol e dolci vicino al momento del riposo.

Conclusione

Il sonno, secondo l’Āyurveda, è una vera medicina naturale. Coltivare una routine regolare, rispettare i cicli dei Doṣa e integrare rimedi erboristici e pratiche quotidiane significa non solo dormire meglio, ma vivere con più energia, chiarezza e stabilità

Attraverso un consulto ayurvedico è possibile analizzare la giornata nelle sue routine e impostare strategie mirate che favoriscono l’equilibrio dei Doṣa e un sonno regolare e rigenerante.

Se sei interessato, contattami

Manuela La lacona
Terapista in Āyurveda
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Il ritmo della natura e la regolarità in ĀyurvedaIn Āyurveda il concetto di ritmo e regolarità è centrale: la natura ste...
05/12/2025

Il ritmo della natura e la regolarità in Āyurveda

In Āyurveda il concetto di ritmo e regolarità è centrale: la natura stessa è vista come il modello perfetto di equilibrio, e il corpo umano, essendo parte della natura, prospera quando vive in sintonia con i suoi cicli. Quando il corpo vive in regolarità, anche la mente diventa più calma e meno soggetta a oscillazioni emotive, trovando stabilità e chiarezza.

La pratica del Dinācaryā, ovvero la routine quotidiana, insegna che seguire un ritmo regolare — svegliarsi, mangiare, lavorare, riposare — in armonia con i cicli naturali del sole e della luna mantiene il corpo e la mente stabili. Il corpo ama la regolarità: quando i pasti, il sonno e le attività sono ordinati e costanti, il fuoco digestivo (Agni) rimane forte e stabile. La natura diventa così la guida: il sorgere e il tramontare del sole, le stagioni e i cicli lunari sono considerati “orologi cosmici” che insegnano al corpo e alla mente il ritmo giusto.

Ogni elemento nell’universo segue un ritmo ciclico preciso, noto come Kāla (tempo). Il tempo cosmico scandisce il giorno e la notte, le stagioni e i cicli lunari; il tempo biologico accompagna le fasi della vita — infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia; il tempo fisiologico regola fame, sete, sonno, ritmo cardiaco e secrezione di ormoni ed enzimi digestivi, che si manifestano con intensità diversa nei vari momenti della giornata. Di conseguenza, il nostro organismo attraversa continui cambiamenti fisiologici naturali. Le pratiche del Dinācaryā mirano a sincronizzare questi ritmi interni con quelli della natura, creando armonia tra “dentro” e “fuori” e supportando i cambiamenti biologici. Particolare attenzione è data alla pulizia dei sensi (Indriya-prakṣālana), poiché quando i sensi sono liberi da impurità anche la mente percepisce la realtà con chiarezza e può processare correttamente le informazioni, interagendo in modo adeguato con ciò che la circonda.

Accanto al ritmo quotidiano, l’Āyurveda sottolinea l’importanza del Ṛtucaryā, ovvero l’adattamento ai cicli stagionali. Ogni stagione porta con sé qualità diverse — calore, freddo, umidità — e il corpo si mantiene sano se segue questo ritmo. In inverno, ad esempio, l’organismo richiede più calore e nutrimento, mentre in estate ha bisogno di leggerezza e freschezza. Vivere in sintonia con le stagioni significa rispettare i mutamenti della natura e adattare alimentazione, attività e abitudini per mantenere equilibrio e vitalità.

Queste pratiche accompagnano la persona dal momento del risveglio fino al riposo serale, tra l’alba e il tramonto, aiutandola a mantenere corpo e mente puliti e in buona salute, promuovendo così la longevità. Sono vere strategie di prevenzione primaria che ciascuno può adottare autonomamente. Dinācaryā e Ṛtucaryā insegnano a essere consapevoli nelle scelte quotidiane, a distinguere ciò che è adeguato da ciò che non lo è, e a vivere con giudizio e armonia.

In sintesi, il corpo ama la regolarità e la mente ama il ritmo: vivere in sintonia con i cicli naturali riduce ansia e agitazione, mentre la natura insegna equilibrio e stabilità emotiva. Il ritmo naturale diventa così una danza tra il microcosmo del corpo e il macrocosmo della natura, e l’Āyurveda ci invita a partecipare a questa danza con consapevolezza, trasformando ogni gesto quotidiano in un atto di armonia.

Manuela La lacona
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Strumenti pratici per eliminare le emozioni - o comportamenti - negative e riportare la mente in uno stato di calmaOgni ...
02/12/2025

Strumenti pratici per eliminare le emozioni - o comportamenti - negative e riportare la mente in uno stato di calma

Ogni esperienza che facciamo può essere considerata come nutrimento per la mente se digerita correttamente. Se invece questo non avviene, diventa una forma di tossina mentale. Infatti, il concetto di Agni (fuoco digestivo) si applica anche alle emozioni: se il fuoco digestivo è forte, le emozioni vengono digerite e trasformate in coscienza; se è debole, diventano tossine mentali (āma) che generano ansia, depressione e squilibri.

“La mente, se non governata, diventa la causa di ogni malattia.”
(Charaka Saṃhitā, Sutrasthāna)

“Il corpo e la mente sono inseparabili: ciò che accade a uno influenza inevitabilmente l’altro.”
(Charaka Saṃhitā)

Abbiamo visto nel post precedente come nei testi di Āyurveda si elenchino le emozioni che un saggio deve evitare: avidità, tristezza, paura, ira, vanità, gelosia ed eccessivo attaccamento. Il saggio non deve coltivarle.

Esistono degli strumenti pratici per mantenere - o riportare - la mente in uno stato di calma

• Abhyanga (trattamenti completi o parziali con olio medicato) che bilanciano i doṣa e Agni, riportando stabilità emotiva.

• Ācāra Rasāyana (codice di condotta): verità, autocontrollo, compassione e moderazione sono alcuni aspetti che supportano l’equilibrio mentale.

• Qualunque sia l’emozione, è bene praticare la meditazione, perché è uno strumento che ci permette di distaccarci dagli stati mentali e di non identificarci con il nostro ego o con la nostra mente.

• Fare semplici pratiche di prāṇāyāma, come Nadi Shodhana e Bhramari Prāṇāyāma, per pacificare la mente può essere molto utile.

• Stare in mezzo alla natura è considerato un rimedio fondamentale per riequilibrare la mente e pacificare gli stati emotivi alterati. La natura favorisce la qualità sattvica della mente (chiarezza, calma, compassione) e sostiene la digestione delle emozioni, prevenendo ansia, tristezza e agitazione. Passeggiare o sostare in ambienti natural è considerato una forma di esercizio che dona leggerezza al corpo e alla mente, riduce la fatica mentale e favorisce la concentrazione.
In Ayurveda la natura è vista come il modello perfetto di equilibrio, e il corpo umano, essendo parte della natura, prospera quando vive in sintonia con i suoi cicli. Stare in mezzo alla natura ci riporta al ritmo naturale, alla calma e alla chiarezza mentale.

• Praticare Haṭha Yoga, con consapevolezza e presenza, incide sugli stati emotivi, lavorando contemporaneamente su corpo, respiro e mente, creando un ponte tra la dimensione fisica e quella mentale. Mentre si pratica non ci si dovrebbe focalizzare sulla posizione perfetta, ma sull’ascolto del corpo. Nella pratica delle posture non è importante raggiungere la forma perfetta, ma vivere il processo che conduce verso di essa. Lo yoga non è una gara di perfezione, bensì un ascolto profondo delle possibilità del corpo e della mente. Ogni postura è un viaggio: ciò che conta è la consapevolezza del percorso, non l’ideale estetico. Cercare la perfezione assoluta significa restare prigionieri della mente che vuole sempre controllare e superare; praticare con rispetto e presenza, invece, significa coltivare equilibrio e libertà interiore.• Contro la paura: il rimedio è il coraggio, coltivato con verità e piccoli passi quotidiani. Se ci affidiamo all’universo, ci lasciamo guidare a livello profondo e mettiamo da parte il nostro ego, siamo in grado di superare qualunque esperienza. L’universo è intelligente e ogni cosa in esso si muove verso completezza, ordine e armonia.

• Contro l’avidità e il desiderio eccessivo: coltivare la gratitudine, riconoscendo e ringraziando per ciò che si ha. Imparare a lasciare andare senza attaccarsi a cose, persone e situazioni. Coltivare la moderazione. Scegliere una condotta etica che ridimensiona l’avidità e la trasforma in generosità, servizio disinteressato e umiltà.

• Contro la gelosia: bisogna imparare a comprendere che nulla ci appartiene in questo mondo. Il concetto di “mio” è illusorio e nasce sempre dall’ego. Ogni cosa parte dall’origine e lì ritornerà. Bisogna imparare che non c’è qualcuno che ci porta via qualcosa, perché nulla ci appartiene veramente. Il concetto di “mio” o “tuo” è un concetto illusorio della mente.

• Vincere la mente rajasica e tamasica con autodisciplina, meditazione e consapevolezza.

Manuela La lacona
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Le EMOZIONI NEGATIVE“La mente, se non governata, diventa la causa di ogni malattia”.(Charaka Saṃhitā, Sutrasthāna)“Il co...
28/11/2025

Le EMOZIONI NEGATIVE

“La mente, se non governata, diventa la causa di ogni malattia”.
(Charaka Saṃhitā, Sutrasthāna)

“Il corpo e la mente sono inseparabili: ciò che accade a uno influenza inevitabilmente l’altro”.
(Charaka Saṃhitā)

Nel Sutrasthāna, Charaka elenca le emozioni che un saggio deve evitare: avidità, tristezza, paura, ira, vanità, gelosia ed eccessivo attaccamento. Il saggio non deve coltivarle; al contrario, dovrebbe sopprimerle o controllarle per evitare che diventino così forti da creare uno stato alterato della propria costituzione mente-corpo.

In Ayurveda, le emozioni negative sono viste come manifestazioni di uno squilibrio. La radice è un’alterazione dei doṣa (Vāta, Pitta, Kapha), dei guna mentali (rajas, tamas) e di Agni.

Quali sono queste emozioni?

Vediamole nel dettaglio:

• Lobha (avidità, brama, attaccamento eccessivo)
Rappresenta il desiderio insaziabile di possedere, accumulare o ottenere di più, anche oltre il necessario. Non riguarda solo beni materiali: può manifestarsi come brama di potere, riconoscimento, piaceri sensoriali. È radicato nell’illusione che la felicità dipenda dall’avere sempre di più, e quindi genera insoddisfazione cronica.

• Śoka (tristezza)
Nei testi classici (Charaka Saṃhitā, Suśruta Saṃhitā, Aṣṭāṅga Hṛdaya di Vāgbhaṭa) è citata come una delle emozioni da non coltivare, perché indebolisce la mente, riduce Ojas (energia vitale) e diventa causa di malattia.
Suśruta collega Śoka alla deplezione di Ojas:“La diminuzione di Ojas avviene per paura, tristezza, ira e fatica”. Gli effetti sono: indebolisce Agni (la capacità digestiva), porta a depressione, letargia, riduce la capacità di concentrazione, causa debolezza fisica, predisposizione a malattie e fragilità immunitaria e, di conseguenza, vulnerabilità del corpo.
Non bisogna restare intrappolati nella malinconia o in stati depressivi; occorre sostituirli con attività creative e relazioni che aiutino a trasformarla.

• Bhaya (paura)
È una delle emozioni più debilitanti perché nasce dall’insicurezza, da una percezione di pericolo o minaccia che non sempre sono reali. La paura, se non controllata, diventa paralizzante e impedisce di vivere pienamente.

• Krodha (ira)
Le cause principali includono stress, desideri insoddisfatti e tossine È uno squilibrio di Pitta doṣa. A livello mentale prevale il rajas guna.

• Māna (vanità, orgoglio, arroganza)
È un atteggiamento mentale di superiorità, di eccessiva importanza personale e attaccamento all’ego. Questo atteggiamento è illusorio: non valiamo “più” degli altri, non abbiamo un valore superiore rispetto agli altri e non dobbiamo dimostrare qualcosa a qualcuno, tanto meno a noi stessi.
Ognuno di noi ha un ruolo fondamentale in questa esistenza, che non è dato dal rango sociale, dal lavoro che si svolge o dal contributo materiale che si può dare.

• Mātsarya (gelosia)
È quell’emozione che sorge quando si percepisce che qualcun altro ha qualcosa (attenzione, amore, successo, beni) che si teme di perdere o di non avere. Nasce sempre dall’insicurezza e dall’attaccamento.

• Tr̥ṣṇā (desiderio eccessivo)
Bisogna imparare ad accontentarsi ed essere grati per ciò che si ha.

Ognuna di queste emozioni rappresenta uno stato alterato della mente, rajasico o tamasico.

Charaka condanna tutti i comportamenti negativi

“Coloro che peccano con gli atti, la parola e la mente, i litigiosi, coloro che ridicolizzano le debolezze altrui, gli avidi, gli invidiosi della prosperità altrui, i malvagi, i maldicenti, i volubili, i servi del nemico, gli spietati e gli apostati sono la feccia dell'umanità ed andrebbero evitati”

Bisogna imparare a trasformare e controllare le emozioni nocive con pratiche come meditazione, compassione, comprensione, pazienza, preghiera, yoga, attività fisica e rimedi naturali ayurvedici.
Lo scopriremo nel prossimo post

Manuela La lacona
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🍃 Il CIBO come Pilastro Fondamentale per la nostra esistenzaPer l’Āyurveda il cibo (Ahara) è descritto come uno dei pila...
25/11/2025

🍃 Il CIBO come Pilastro Fondamentale per la nostra esistenza

Per l’Āyurveda il cibo (Ahara) è descritto come uno dei pilastri della vita.

Il Taittiriya Upanishad lo definisce addirittura “Brahma, il creatore”, perché tutto ciò che vive nasce e si sostiene grazie al cibo.
Il cibo non è solo materia: è Prana, energia vitale che sostiene la crescita, la salute e la coscienza.

In Āyurveda ogni alimento è studiato e catalogato non solo per le sue proprietà fisiche, ma per gli effetti sottili sulla mente. Infatti tutto ciò che ingeriamo e digeriamo diventa parte del nostro corpo, parte di noi stessi, ma anche della nostra mente e della nostra energia sottile.

Nella Charaka Samhita – testo indispensabile per l’Āyurveda – ogni alimento ha qualità sottili che influenzano non solo il corpo, ma anche la mente e la coscienza:

• Cibi sattvici (latte, ghee, frutta fresca, cereali integrali): favoriscono calma, chiarezza, meditazione e stabilità mentale.
• Cibi rajasici (spezie forti, caffè, carne): stimolano energia, passione, attività, ma possono portare agitazione e irrequietezza.
• Cibi tamasici (cibi molto elaborati, stantii o pesanti da digerire): generano torpore, oscurità mentale, inerzia e confusione.

L’atto del mangiare non è mai neutro: ogni alimento porta con sé una vibrazione che plasma lo stato mentale e spirituale.

Nella Chandogya Upanishad si afferma che “Il cibo si trasforma in tre parti: la parte grossolana diventa escremento, la parte media diventa carne (tessuti), la parte sottile diventa mente.”

Qui il cibo è direttamente collegato alla formazione della mente: ciò che mangiamo plasma la qualità del pensiero e della coscienza

Esistono altri proverbi ayurvedici sul cibo come medicina molto esplicativi

“Lascia che il cibo sia la tua medicina, e la tua medicina sarà il tuo cibo.”
Il cibo, se scelto e preparato correttamente, diventa il primo rimedio per mantenere salute e vitalità.

“Quando la dieta è sbagliata la medicina non ha alcuna utilità. Quando la dieta è giusta non c’è bisogno di nessuna medicina.”

La prevenzione e la cura partono dall’alimentazione; i farmaci diventano secondari se il cibo è scelto correttamente

Il cibo, per l’Āyurveda, non è mai solo nutrimento materiale: è energia vitale, medicina quotidiana e vibrazione che modella corpo, mente e coscienza.
Mangiare diventa un atto sacro, perché ciò che scegliamo di ingerire determina la qualità della nostra vita interiore e la stabilità sul nostro cammino

Manuela La Iacona
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STILE di VITA SANO secondo l’ĀyurvedaL’Āyurveda, antica scienza medica indiana, propone un approccio olistico alla salut...
18/11/2025

STILE di VITA SANO secondo l’Āyurveda

L’Āyurveda, antica scienza medica indiana, propone un approccio olistico alla salute, dove lo stile di vita sano (pathya vihara) è fondamentale per mantenere il benessere e favorire la guarigione. Questo concetto include abitudini quotidiane, adattamenti stagionali, cura della mente e comportamenti appropriati in caso di malattia.

Alcune ABITUDINI quotidiane CONSIGLIATE

• Sveglia presto, prima dell’alba
• Igiene personale: lavarsi i denti, pulire la lingua con il nettalingua al fine di togliere la patina che si deposita sulla lingua durante la notte evitando di sovraccaricare il fuoco digestivo
• Bere acqua “cotta” a stomaco vuoto
• Esercizio fisico
• Massaggio con olio al mattino prima del bagno e a stomaco vuoto
• Alimentazione equilibrata adeguata alla propria capacità digestiva
• Andare a letto almeno tra le 10.30/11 della sera

Adattamenti STAGIONALI

Ogni stagione richiede modifiche nella dieta e nelle abitudini per mantenere l’equilibrio dei dosha e supportare la capacità digestiva. L’Ayurveda suggerisce di seguire regimi stagionali specifici per prevenire disturbi.

Cura della SALUTE MENTALE

La salute mentale è coltivata attraverso:

• Sādvṛtta: codice etico di comportamento
• Ācāra Rasāyana: terapia comportamentale per longevità e serenità
• Meditazione e consapevolezza quotidiana

🚫 Alcune abitudini da evitare

• Eccesso di esercizio fisico e sonno diurno
• Cibi freddi, o uso abituale di cibi eccessivamente acidi, piccanti o salati
• Soppressione degli impulsi naturali tra cui la fame, la sete, il sonno, l’evacuazione, ecc
• Stress, rabbia, ansia, tristezza soprattutto durante i pasti

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14/11/2025
PATHYA VIHARA Il termine Pathya Vihara è composto da due parole sanscrite:• Pathya: ciò che è “conforme al percorso” o “...
14/11/2025

PATHYA VIHARA

Il termine Pathya Vihara è composto da due parole sanscrite:

• Pathya: ciò che è “conforme al percorso” o “benefico” per corpo e mente.
• Vihara: abitudini, comportamenti, stile di vita.

Insieme le due parole, Pathya Vihara rappresentano le abitudini quotidiane, stagionali e comportamentali che sono favorevoli alla salute fisica e mentale. Queste pratiche sono considerate parte integrante del trattamento ayurvedico, al pari dei farmaci e della dieta.

🌿 Ruolo nel trattamento ayurvedico

• Pathya Vihara è così importante che senza uno stile di vita sano, anche i migliori medicinali perdono efficacia
• È considerato sinonimo di trattamento (Chikitsā) da Acharya Charaka, uno dei padri dell’Ayurveda.
• Include routine giornaliere (Dinacaryā), regimi stagionali (Ṛtucaryā) e codici etici di comportamento (Sadvṛtta).

“Pathyaṃ hi sādhanam vyādhinām na tu auṣadham.”
(Charaka Samhita, Chikitsa Sthana 30/313)

Traduzione:

“Il regime salutare (Pathya) è il vero rimedio per le malattie, non i soli farmaci.”

Questo verso riflette la filosofia ayurvedica secondo cui le abitudini corrette di vita, alimentazione e comportamento sono fondamentali per la guarigione, spesso più efficaci dei medicinali stessi. Charaka afferma che senza Pathya, anche i migliori rimedi non funzionano, mentre con Pathya, anche rimedi semplici possono essere efficaci.

Manuela La Iacona
Terapista in Āyurveda
Per info o trattamenti ayurvedici:
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