28/11/2025
Le EMOZIONI NEGATIVE
“La mente, se non governata, diventa la causa di ogni malattia”.
(Charaka Saṃhitā, Sutrasthāna)
“Il corpo e la mente sono inseparabili: ciò che accade a uno influenza inevitabilmente l’altro”.
(Charaka Saṃhitā)
Nel Sutrasthāna, Charaka elenca le emozioni che un saggio deve evitare: avidità, tristezza, paura, ira, vanità, gelosia ed eccessivo attaccamento. Il saggio non deve coltivarle; al contrario, dovrebbe sopprimerle o controllarle per evitare che diventino così forti da creare uno stato alterato della propria costituzione mente-corpo.
In Ayurveda, le emozioni negative sono viste come manifestazioni di uno squilibrio. La radice è un’alterazione dei doṣa (Vāta, Pitta, Kapha), dei guna mentali (rajas, tamas) e di Agni.
Quali sono queste emozioni?
Vediamole nel dettaglio:
• Lobha (avidità, brama, attaccamento eccessivo)
Rappresenta il desiderio insaziabile di possedere, accumulare o ottenere di più, anche oltre il necessario. Non riguarda solo beni materiali: può manifestarsi come brama di potere, riconoscimento, piaceri sensoriali. È radicato nell’illusione che la felicità dipenda dall’avere sempre di più, e quindi genera insoddisfazione cronica.
• Śoka (tristezza)
Nei testi classici (Charaka Saṃhitā, Suśruta Saṃhitā, Aṣṭāṅga Hṛdaya di Vāgbhaṭa) è citata come una delle emozioni da non coltivare, perché indebolisce la mente, riduce Ojas (energia vitale) e diventa causa di malattia.
Suśruta collega Śoka alla deplezione di Ojas:“La diminuzione di Ojas avviene per paura, tristezza, ira e fatica”. Gli effetti sono: indebolisce Agni (la capacità digestiva), porta a depressione, letargia, riduce la capacità di concentrazione, causa debolezza fisica, predisposizione a malattie e fragilità immunitaria e, di conseguenza, vulnerabilità del corpo.
Non bisogna restare intrappolati nella malinconia o in stati depressivi; occorre sostituirli con attività creative e relazioni che aiutino a trasformarla.
• Bhaya (paura)
È una delle emozioni più debilitanti perché nasce dall’insicurezza, da una percezione di pericolo o minaccia che non sempre sono reali. La paura, se non controllata, diventa paralizzante e impedisce di vivere pienamente.
• Krodha (ira)
Le cause principali includono stress, desideri insoddisfatti e tossine È uno squilibrio di Pitta doṣa. A livello mentale prevale il rajas guna.
• Māna (vanità, orgoglio, arroganza)
È un atteggiamento mentale di superiorità, di eccessiva importanza personale e attaccamento all’ego. Questo atteggiamento è illusorio: non valiamo “più” degli altri, non abbiamo un valore superiore rispetto agli altri e non dobbiamo dimostrare qualcosa a qualcuno, tanto meno a noi stessi.
Ognuno di noi ha un ruolo fondamentale in questa esistenza, che non è dato dal rango sociale, dal lavoro che si svolge o dal contributo materiale che si può dare.
• Mātsarya (gelosia)
È quell’emozione che sorge quando si percepisce che qualcun altro ha qualcosa (attenzione, amore, successo, beni) che si teme di perdere o di non avere. Nasce sempre dall’insicurezza e dall’attaccamento.
• Tr̥ṣṇā (desiderio eccessivo)
Bisogna imparare ad accontentarsi ed essere grati per ciò che si ha.
Ognuna di queste emozioni rappresenta uno stato alterato della mente, rajasico o tamasico.
Charaka condanna tutti i comportamenti negativi
“Coloro che peccano con gli atti, la parola e la mente, i litigiosi, coloro che ridicolizzano le debolezze altrui, gli avidi, gli invidiosi della prosperità altrui, i malvagi, i maldicenti, i volubili, i servi del nemico, gli spietati e gli apostati sono la feccia dell'umanità ed andrebbero evitati”
Bisogna imparare a trasformare e controllare le emozioni nocive con pratiche come meditazione, compassione, comprensione, pazienza, preghiera, yoga, attività fisica e rimedi naturali ayurvedici.
Lo scopriremo nel prossimo post
Manuela La lacona
Terapista in Ayurveda
Per info:
Wa 3381028601