02/10/2021
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Oftalmico: "La nostra resistenza contro l'Aifa"
di OTTAVIA GIUSTETTI09 Marzo 2014
È l’obiettore del Lucentis per eccellenza, Savino D’Amelio, direttore di dipartimento all’Ospedale oftalmico di Torino e presidente della Società italiana di oftalmologia pediatrica. Oggi la storia gli dà ragione, ma per lungo tempo la sua resistenza contro il cartello Big Pharma sulla vicenda del farmaco salvavista — su cui ora indaga la procura — è stata motivo di preoccupazione.
Tanti oculisti dei piccoli ospedali di provincia lo conoscono bene, perché mandavano a lui i pazienti, quando era rimasto praticamente l’ultimo, a Torino, a curare le maculopatie con l’Avastin, nonostante il terrorismo dilagante sul rischio per i pazienti, rischio rivelatosi poi inesistente. Quei medici di provincia nelle loro strutture il Lucentis non potevano permetterselo — il costo di una iniezione costa venti volte l’Avastin — così avevano due possibilità: mandarli all’Oftalmico di Torino, oppure rimandarli a casa, senza cure. «Per tanto tempo ho continuato a lavorare con l’Avastin anche quando si era diffuso quell’assurdo terrorismo - racconta D’Amelio - tante persone sono venute qui mandate da fuori a curarsi la maculopatia». All’Oftalmico ogni anno sono oltre tremila i trattamenti a base di Avastin. Molte meno quelle con il Lucentis, nonostante l’Aifa abbia addirittura eliminato il 2 ottobre 2012 l’Avastin dal prontuario dei medicinali rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Contro questa scelta, condivisa con la direzione sanitaria dell’Asl 1, Novartis Farma ha presentato un ricorso al Tar del Piemonte che deve ancora pronunciarsi.
Avastin e Lucentis sono i due farmaci, registrati uno da Roche l’altro da Novartis, per i quali l’Antitrust ha sanzionato le due multinazionali del farmaco con una multa da 180 milioni di euro. Si tratta di due medicinali equivalenti ma uno, il primo e più economico, registrato per le terapie oncologiche, l’altro specifico per le patologie oftalmiche. L’Antitrust ha scoperto che Roche, per non fare concorrenza a Novartis, non ha mai esteso la registrazione del suo Avastin (molto più economico) accreditandolo come medicinale salvavista, e ha preferito invece ricevere per anni royalties sulla vendita del Lucentis dal concorrente con cui, di fatto, aveva istituito il cartello. Il tutto facendo lobbying sulle pubbliche istituzioni per disincentivare l’uso di Avastin. In una annotazione del Nas di Torino che indaga sulla vicenda è scritto che la Regione Piemonte il 26 settembre 2011 si è occupata del problema della sostituzione nelle strutture pubbliche di Avastin con Lucentis: «Ha evidenziato un incremento del 48 per cento della spesa nel primo semestre dell’anno, per una spesa di oltre due milioni di euro».
I farmaci possono essere utilizzati anche off-label, cioè fuori dalle indicazioni di registrazione. Così è stato per un lungo periodo con Avastin: gli oftalmologi se lo facevano preparare in piccolissime dosi per curare i pazienti affetti dalla maculopatia. Finché l’Aifa non ha mandato indicazioni alla Regione per mettere in allerta i medici: Avastin è pericoloso. escludetelo dal prontuario. «Ero sicuro che non ci fosse alcun pericolo — racconta D’Amelio — perché leggevo che gli studi scientifici di tutto il mondo dimostravano che l’efficacia e i rischi erano identici per i due farmaci. Ma l’Aifa inviò una lettera che sembrava scritta da un esperto in comunicazione. Tutte le affermazioni, prese singolarmente, dicevano il vero, ma combinate in quel modo seminarono il panico tra i colleghi che fino a quel momento avevano usato l’Avastin. Sembrava fosse imminente una strage». All’arrivo di quella lettera la Regione disse infine che si doveva chiudere: solo Lucentis anche a costo di spendere venti volte tanto. «Persino io mi sono dovuto arrendere all’incredibile — racconta D’Amelio — e adesso è successo quel che è successo, sono curioso di vedere come andrà a finire».
Roche ha diffuso un comunicato in cui "ribadisce la correttezza del proprio operato e della propria posizione e conferma la fiducia nel fatto che le sue ragioni saranno pienamente affermate". Aggiunge inoltre che "Avastin (bevacizumab) e Lucentis (ranibizumab) sono farmaci diversi - per composizione, struttura e modalità di
somministrazione - studiati e sviluppati per scopi terapeutici differenti: Avastin è un
farmaco oncologico, mentre Lucentis è un farmaco ad uso oftalmico. L'utilizzo oftalmico di Avastin non è mai stato
autorizzato da alcuna agenzia regolatoria, e pertanto non esiste alcun rapporto concorrenziale tra
Avastin e Lucentis, e neppure tra Roche e Novartis in ambito oftalmico".
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Il direttore D'Amelio ha sempre difeso la somministrazione dell'Avastin, il farmaco salvavista che un cartello fra Roche e Novartis ha fatto togliere dal pront…