28/03/2026
Il 95% dei costellatori familiari non è psicologo né psicoterapeuta; e la maggior parte degli psicologi non vede di buon occhio le costellazioni familiari. Più volte, ad esempio, è capitato che ai miei seminari partecipassero psicologi o psicoanalisti che o storcevano il naso o se ne andavano.
Le due scienze/discipline possono essere integrate? Sì! Assolutamente. Anzi, a mio modo di vedere lo devono essere.
Perchè non accade?
Perchè gli psicologi/psicoterapeuti sono giustamente gelosi delle proprie competenze, tanto più dopo aver studiato per anni, e non possono accettare che qualcuno usi, anche a fini terapeutici, un metodo per il quale non esiste un albo, non esiste una formazione certificata obbligatoria, e che viene utilizzato da chi magari fino al giorno prima faceva tutt'altro.
I costellatori, a loro volta, affidandosi a un metodo cosiddetto fenomenologico/esperienziale e che non necessita di approfondimento psicologico, contenimento o accompagnamento, ma lascia lavorare "i movimenti dell'anima", non ritengono necessaria una preparazione prettamente psicologico/terapeutica.
Di fatto, si difende il proprio territorio di competenza.
Ora, siccome le costellazioni familiari muovono a livello psicologico di tutto e di più, e i partecipanti ai gruppi vengono spesso lasciati a un fantomatico "vedrete che qualcosa agirà nei prossimi anni o, chissà, nella prossima vita" e che, senza spiegazioni, la mente attiva processi illusori, non sani e non utili, è decisamente essenziale che chi fa questo lavoro abbia uno sguardo concreto, saldo, chiaro, direttivo. Sguardo che appartiene o dovrebbe appartenere allo psicologo/terapeuta.
Resta il fatto che, come tutti i miei Maestri mi hanno insegnato, e dopo averlo verificato io stesso in 25 anni di pratica, i clienti/pazienti vanno dove devono andare (psicologo o costellatore che sia), rispondendo a ciò che è in linea con quello che sono e dunque cercano in quel momento.
Roberto Casassa
Psicologo e costellatore familiare/sistemico