Elisa Menchini - Psicologa - Psicoterapeuta

Elisa Menchini - Psicologa - Psicoterapeuta Accogliere, ascoltare e rielaborale insieme i pensieri, le emozioni e i vissuti. Un cammino verso la crescita delle tue potenzialità!

Oggi Formatrice degli gli allievi del quarto anno della Scuola Adleriana di Psicoterapia, lavorando su un tema tanto del...
09/05/2026

Oggi Formatrice degli gli allievi del quarto anno della Scuola Adleriana di Psicoterapia, lavorando su un tema tanto delicato quanto sempre più centrale: la psicoterapia nella terza età.

Parlare di invecchiamento oggi significa andare oltre stereotipi e luoghi comuni. La terza età non è soltanto una stagione di fragilità, ma anche un tempo di trasformazioni profonde, di ridefinizione del senso di sé, delle relazioni, del ruolo sociale e del rapporto con il proprio tempo.

Abbiamo riflettuto insieme su quanto sia importante, per chi opera nella relazione di aiuto, sviluppare uno sguardo capace di cogliere non solo il sintomo, ma la storia, l’identità e la dignità della persona anziana.
Perché spesso, dietro un disagio psicologico, si nascondono temi universali: il bisogno di essere ascoltati, riconosciuti, ancora utili, ancora parte del mondo.

Molto stimolante vedere giovani psicoterapeuti affrontare questi temi con curiosità, sensibilità e desiderio autentico di comprensione.
La qualità di una società si misura anche da come guarda ai suoi anziani. E forse, in fondo, parlare della terza età significa parlare del futuro di tutti noi.

Grazie alla Scuola Adleriana per l’invito e agli allievi per l’attenzione, le domande e il confronto vero.

19/04/2026

Lo stress sul lavoro non è solo un problema individuale.
È un segnale organizzativo.

Quando aumenta troppo, non riguarda soltanto chi “non regge”: riguarda il modo in cui lavoriamo insieme.

Come psicoterapeuta lo vedo spesso: CEO, manager e collaboratori soffrono dello stesso stress… ma con linguaggi diversi.

Il CEO sente la pressione delle decisioni.
I manager quella delle responsabilità intermedie.
I dipendenti quella delle richieste continue.

Ridurre lo stress non significa lavorare meno.
Significa lavorare meglio.

Tre strategie concrete per tutto il team:

1️⃣ Chiarezza delle priorità
Lo stress cresce dove tutto sembra urgente. Servono obiettivi espliciti e condivisi.

2️⃣ Spazi di parola sicuri
Le persone non si stressano solo per il lavoro. Si stressano quando non possono dire cosa non funziona.

3️⃣ Cultura dell’errore sostenibile
Dove l’errore è punizione, nasce ansia. Dove l’errore è apprendimento, nasce responsabilità.

Un’organizzazione sana non elimina la pressione.
La rende gestibile.

Perché team lucidi prendono decisioni migliori, collaborano di più e restano motivati più a lungo.

Ridurre lo stress non è un gesto “gentile”.
È una scelta strategica🧠💼
🇮🇹

16/04/2026

Esistono parole giapponesi che non sono solo parole: sono bussole per orientarsi nella vita.

Nel video racconto alcune di queste idee preziose:

🌱 Ikigai – ciò che rende significativa la tua giornata
🍂 Wabi-sabi – la bellezza dell’imperfezione
🔧 Kaizen – migliorare poco alla volta, ogni giorno
🌧️ Shikata ga nai – accettare ciò che non possiamo controllare
✨ Kintsugi – trasformare le ferite in valore
🕊️ Ma – il senso delle pause e degli spazi vuoti
🌸 Ichigo ichie – vivere ogni momento come unico

Non sono tecniche.
Sono modi di stare al mondo.

E ricordano una cosa semplice ma potente: l’equilibrio non nasce dal fare tutto perfettamente… nasce dal vivere con più consapevolezza ciò che c’è.

15/04/2026

Dire ciò che pensiamo senza ferire e senza farci mettere in un angolo non è un talento naturale.
È una competenza. E si può allenare.

Nel video condivido alcune frasi semplici ma potentissime per comunicare in modo assertivo: al lavoro, in famiglia, con i figli… e anche con noi stessi.

Essere assertivi non significa essere duri.
Non significa avere sempre ragione.
Non significa “vincere” una discussione.

Significa restare in relazione senza perdere la propria posizione.

Frasi come:
– “Preferisco pensarci e poi risponderti.”
– “Capisco il tuo punto di vista, il mio è diverso.”
– “Non me la sento di farlo.”
sono piccole rivoluzioni quotidiane.

Perché spesso non serve alzare la voce.
Serve alzare la chiarezza.

Allenarsi all’assertività è uno dei modi più concreti per ridurre stress, incomprensioni e sensi di colpa inutili.

E no: non è maleducazione dire dei no.
È manutenzione delle relazioni. 😉

14/04/2026

Quante volte ti capita di oscillare tra due estremi?

Restiamo in silenzio quando dovremmo parlare (ansia).
Oppure alziamo la voce quando vorremmo solo essere ascoltati (aggressività).

Nel mezzo c’è una terza strada: l’assertività.

Non significa avere sempre ragione.
Significa riuscire a dire ciò che pensiamo senza ferire e senza ferirci.

Alcune frasi semplici che possono cambiare molte conversazioni:

• “Preferisco fare in questo modo.”
• “Non sono d’accordo, ma ti ascolto.”
• “Ho bisogno di pensarci.”
• “Questa cosa per me è importante.”
• “Non me la sento.”
• “Possiamo trovare una soluzione insieme?”

Essere assertivi non è una dote innata.
È una competenza che si allena.

E spesso inizia da una cosa piccola:
smettere di scegliere tra tacere o attaccare.

Nel video parliamo proprio di questo equilibrio delicato tra ansia, aggressività e assertività.

09/04/2026

Quando arriva l’ansia disfunzionale, la tentazione è combatterla… o crederle ciecamente.
In realtà possiamo imparare a parlarle. Sì, proprio così: parlarle. Continua a leggere ⬇️😉

Alcune frasi semplici, ma potentissime, da dirsi in quei momenti:

🧠 “Questo è un segnale del mio corpo, non un pericolo reale.”
🌬 “Posso rallentare. Non devo risolvere tutto adesso.”
📍 “Sto provando ansia, ma non sono la mia ansia.”
⏳ “Anche questa sensazione passerà.”
🔍 “Posso restare qui, un passo alla volta.”
💬 “Non devo essere perfetto per stare bene.”
🤝 “Posso chiedere aiuto, se serve.”

L’ansia disfunzionale parla forte.
Ma possiamo imparare a risponderle con una voce più calma, più adulta, più nostra.

Allenarsi a queste frasi è come costruire un corrimano mentale: non elimina la salita… ma rende il percorso molto più stabile.

Aiutati a stare meglio con: Mens Calma-Amati e Ama

Pasquettando 😎☀️🧡
06/04/2026

Pasquettando 😎☀️🧡

24/03/2026

Ci sono momenti in cui essere genitori significa soprattutto fermarsi, capire, scegliere come stare nella relazione con i propri figli. Non reagire soltanto… ma costruire.

Nel prossimo percorso di Genitorialità Consapevole lavoreremo insieme su strumenti concreti e quotidiani, quelli che fanno davvero la differenza in casa:

✨ il time-out positivo, per aiutare i bambini a ritrovare equilibrio senza sentirsi esclusi
✨ l’espressione delle emozioni in modo costruttivo (per loro… e per noi)
✨ l’incoraggiamento come alternativa alle etichette e ai rimproveri automatici
✨ il coinvolgere i bambini nella ricerca di soluzioni
✨ il riconoscere i loro vissuti senza perdere il nostro ruolo
✨ il parlare dei nostri vissuti in modo chiaro e rispettoso
✨ il presentarsi come coppia educativa unita, anche quando non si è perfettamente d’accordo

Non è un corso per “genitori perfetti” (per fortuna non esistono 😉),
ma uno spazio per genitori consapevoli, curiosi e in cammino.

Nel video vi racconto tutto. Vi aspetto.

Immaginiamo una partita di tennis.Uno sport elegante, preciso, mentale prima ancora che fisico. Uno sport in cui anche i...
21/03/2026

Immaginiamo una partita di tennis.
Uno sport elegante, preciso, mentale prima ancora che fisico. Uno sport in cui anche i campioni più grandi del mondo perdono quasi metà dei punti che giocano.

Eppure vincono.

Questo ci insegna qualcosa di molto importante: nello sport e nella vita adulta non vince chi non sbaglia mai. Vince chi impara a stare dentro l’errore senza farsi bloccare dall’errore.

Nel tennis non puoi permetterti di restare fermo sul punto appena perso.
Non puoi rimuginare.
Non puoi dirti: “Che disastro”.

Perché il gioco continua. E il punto successivo sta già arrivando.

Allenarsi nello sport significa allenare esattamente questo:
la capacità di tornare al presente.

E questa è una competenza fondamentale anche per la mente adulta.

Significa imparare a pensare così:

Ho sbagliato. Bene. Cosa posso fare adesso?

Non è superficialità.
È maturità psicologica.

Lo sport ci insegna che l’errore non è un fallimento personale: è un’informazione. È un passaggio. È un allenamento.

Chi pratica sport con continuità sviluppa una postura mentale molto preziosa:

non evita l’errore,
non lo drammatizza,
lo attraversa.

E questo protegge profondamente anche dagli aspetti più faticosi della vita emotiva.

Perché uno dei rischi più grandi dell’età adulta è restare bloccati nel passato: negli sbagli, nei rimpianti, nelle parole dette male, nelle occasioni p***e.

Quando invece alleniamo la mente, come fanno gli sportivi, impariamo qualcosa di diverso:

che ogni punto è nuovo.

Questo genera una forma di crescita positiva. Una crescita realistica, non ingenua. Una crescita che non nega la fatica, ma la trasforma in movimento.

Ed è proprio questo movimento che tutela la mente dagli stati depressivi.

Perché la depressione immobilizza.
Lo sport rimette in gioco.

La depressione dice: “È tardi”.
Lo sport dice: “C’è ancora un punto da giocare”.

Allenarsi nello sport significa allora allenarsi nella vita:

a cadere senza fermarsi,
a sbagliare senza definirsi sbagliati,
a ripartire senza aspettare di essere perfetti.

Non serve vincere ogni punto.

Serve imparare a giocare bene quello successivo. 🎾

29/01/2026

Una relazione di coppia sana non è quella “senza problemi”.
È quella in cui i problemi diventano occasioni per conoscersi meglio, invece che armi per ferirsi.

Nel video parlo degli ultimi 5 pilastri di una relazione che fa bene.
Non per giudicare, ma per accogliere e invitare a fare un passo in più verso il proprio benessere emotivo.



6️⃣ Reciprocità
Non sempre si dà allo stesso modo, ma nel tempo ci si sente visti, scelti, sostenuti.
Se dai sempre tu, prima o poi ti svuoti. E l’amore ha bisogno di energia, non di sacrifici silenziosi.

7️⃣ Gestione del conflitto
Litigare non è il problema.
Il problema è ferirsi, umiliarsi, minacciarsi di andare via.
In una coppia sana si discute per capirsi, non per vincere.

8️⃣ Stima e ammirazione
Amare significa anche rispettare profondamente l’altro.
Quando la stima si perde, l’intimità si indebolisce.
Coltivarla è un atto quotidiano, non un colpo di fortuna.

9️⃣ Crescita reciproca
Una relazione sana non ti rimpicciolisce.
Ti accompagna mentre cambi, mentre cresci, mentre diventi più te stesso.
L’amore non chiede di restare fermi per non disturbare.

🔟 Libertà di restare
Restare non per paura, abitudine o bisogno,
ma perché scegli quella persona, ogni giorno.
È qui che l’amore diventa adulto.



Se ti riconosci solo in parte, va bene così.
Le relazioni non si “aggiustano”, si coltivano. Un passo alla volta, con consapevolezza e gentilezza verso se stessi.

🎥 Nel video approfondisco questi punti con uno sguardo psicologico e umano.
Perché lavorare sulle relazioni significa, prima di tutto, migliorare la propria vita.

Se ti va, scrivimi:
👉 quale di questi senti più tuo in questo momento?
Ogni consapevolezza è già un inizio.

21/01/2026

Una coppia sana non nasce per magia.
Nasce da scelte quotidiane, spesso silenziose, a volte scomode… ma tremendamente umane.

Nel video parlo dei primi 5 pilastri di una relazione d’amore sana.
Te li anticipo qui, così mentre guardi puoi riconoscerti (o sorridere amaramente, capita anche quello).



1️⃣ Scelta reciproca
Non restare perché “ormai”.
Restare perché ti scelgo, oggi. Anche quando è più facile scappare che restare presenti.

2️⃣ Sicurezza emotiva
Una relazione sana è un posto dove puoi dire:
“oggi non sto bene”
senza temere di essere giudicato, ridicolizzato o messo da parte.

3️⃣ Comunicazione chiara
L’amore non è telepatia.
Dire cosa senti e cosa ti serve non è pesantezza: è maturità emotiva.

4️⃣ Responsabilità personale
Non “mi fai stare male”,
ma “questa cosa mi attiva, me ne prendo cura”.
Qui si smette di essere vittime e si diventa adulti emotivi (sì, fa meno scena, ma funziona).

5️⃣ Confini sani
Amarsi non significa annullarsi.
Due persone intere funzionano meglio di due metà disperate.



Se mentre leggi pensi:
“Accidenti, su questo faccio fatica”…
non è un fallimento. È consapevolezza. Ed è da lì che iniziano le relazioni che fanno bene.

🎥 Nel video entro nel vivo di questi punti, senza filtri e senza frasi da biscotto della fortuna.

Indirizzo

Corso Sommeiller, 4
Turin
10128

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 20:00
Martedì 08:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 12:30
Venerdì 08:30 - 10:30

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