Elisa Menchini - Psicologa - Psicoterapeuta

Elisa Menchini - Psicologa - Psicoterapeuta Accogliere, ascoltare e rielaborale insieme i pensieri, le emozioni e i vissuti. Un cammino verso la crescita delle tue potenzialità!

Immaginiamo una partita di tennis.Uno sport elegante, preciso, mentale prima ancora che fisico. Uno sport in cui anche i...
21/03/2026

Immaginiamo una partita di tennis.
Uno sport elegante, preciso, mentale prima ancora che fisico. Uno sport in cui anche i campioni più grandi del mondo perdono quasi metà dei punti che giocano.

Eppure vincono.

Questo ci insegna qualcosa di molto importante: nello sport e nella vita adulta non vince chi non sbaglia mai. Vince chi impara a stare dentro l’errore senza farsi bloccare dall’errore.

Nel tennis non puoi permetterti di restare fermo sul punto appena perso.
Non puoi rimuginare.
Non puoi dirti: “Che disastro”.

Perché il gioco continua. E il punto successivo sta già arrivando.

Allenarsi nello sport significa allenare esattamente questo:
la capacità di tornare al presente.

E questa è una competenza fondamentale anche per la mente adulta.

Significa imparare a pensare così:

Ho sbagliato. Bene. Cosa posso fare adesso?

Non è superficialità.
È maturità psicologica.

Lo sport ci insegna che l’errore non è un fallimento personale: è un’informazione. È un passaggio. È un allenamento.

Chi pratica sport con continuità sviluppa una postura mentale molto preziosa:

non evita l’errore,
non lo drammatizza,
lo attraversa.

E questo protegge profondamente anche dagli aspetti più faticosi della vita emotiva.

Perché uno dei rischi più grandi dell’età adulta è restare bloccati nel passato: negli sbagli, nei rimpianti, nelle parole dette male, nelle occasioni p***e.

Quando invece alleniamo la mente, come fanno gli sportivi, impariamo qualcosa di diverso:

che ogni punto è nuovo.

Questo genera una forma di crescita positiva. Una crescita realistica, non ingenua. Una crescita che non nega la fatica, ma la trasforma in movimento.

Ed è proprio questo movimento che tutela la mente dagli stati depressivi.

Perché la depressione immobilizza.
Lo sport rimette in gioco.

La depressione dice: “È tardi”.
Lo sport dice: “C’è ancora un punto da giocare”.

Allenarsi nello sport significa allora allenarsi nella vita:

a cadere senza fermarsi,
a sbagliare senza definirsi sbagliati,
a ripartire senza aspettare di essere perfetti.

Non serve vincere ogni punto.

Serve imparare a giocare bene quello successivo. 🎾

29/01/2026

Una relazione di coppia sana non è quella “senza problemi”.
È quella in cui i problemi diventano occasioni per conoscersi meglio, invece che armi per ferirsi.

Nel video parlo degli ultimi 5 pilastri di una relazione che fa bene.
Non per giudicare, ma per accogliere e invitare a fare un passo in più verso il proprio benessere emotivo.



6️⃣ Reciprocità
Non sempre si dà allo stesso modo, ma nel tempo ci si sente visti, scelti, sostenuti.
Se dai sempre tu, prima o poi ti svuoti. E l’amore ha bisogno di energia, non di sacrifici silenziosi.

7️⃣ Gestione del conflitto
Litigare non è il problema.
Il problema è ferirsi, umiliarsi, minacciarsi di andare via.
In una coppia sana si discute per capirsi, non per vincere.

8️⃣ Stima e ammirazione
Amare significa anche rispettare profondamente l’altro.
Quando la stima si perde, l’intimità si indebolisce.
Coltivarla è un atto quotidiano, non un colpo di fortuna.

9️⃣ Crescita reciproca
Una relazione sana non ti rimpicciolisce.
Ti accompagna mentre cambi, mentre cresci, mentre diventi più te stesso.
L’amore non chiede di restare fermi per non disturbare.

🔟 Libertà di restare
Restare non per paura, abitudine o bisogno,
ma perché scegli quella persona, ogni giorno.
È qui che l’amore diventa adulto.



Se ti riconosci solo in parte, va bene così.
Le relazioni non si “aggiustano”, si coltivano. Un passo alla volta, con consapevolezza e gentilezza verso se stessi.

🎥 Nel video approfondisco questi punti con uno sguardo psicologico e umano.
Perché lavorare sulle relazioni significa, prima di tutto, migliorare la propria vita.

Se ti va, scrivimi:
👉 quale di questi senti più tuo in questo momento?
Ogni consapevolezza è già un inizio.

21/01/2026

Una coppia sana non nasce per magia.
Nasce da scelte quotidiane, spesso silenziose, a volte scomode… ma tremendamente umane.

Nel video parlo dei primi 5 pilastri di una relazione d’amore sana.
Te li anticipo qui, così mentre guardi puoi riconoscerti (o sorridere amaramente, capita anche quello).



1️⃣ Scelta reciproca
Non restare perché “ormai”.
Restare perché ti scelgo, oggi. Anche quando è più facile scappare che restare presenti.

2️⃣ Sicurezza emotiva
Una relazione sana è un posto dove puoi dire:
“oggi non sto bene”
senza temere di essere giudicato, ridicolizzato o messo da parte.

3️⃣ Comunicazione chiara
L’amore non è telepatia.
Dire cosa senti e cosa ti serve non è pesantezza: è maturità emotiva.

4️⃣ Responsabilità personale
Non “mi fai stare male”,
ma “questa cosa mi attiva, me ne prendo cura”.
Qui si smette di essere vittime e si diventa adulti emotivi (sì, fa meno scena, ma funziona).

5️⃣ Confini sani
Amarsi non significa annullarsi.
Due persone intere funzionano meglio di due metà disperate.



Se mentre leggi pensi:
“Accidenti, su questo faccio fatica”…
non è un fallimento. È consapevolezza. Ed è da lì che iniziano le relazioni che fanno bene.

🎥 Nel video entro nel vivo di questi punti, senza filtri e senza frasi da biscotto della fortuna.

📚 Giornata di formazione in TIM: psicologia del lavoro ed ergonomiaOggi una giornata intensa e stimolante dedicata a due...
18/01/2026

📚 Giornata di formazione in TIM: psicologia del lavoro ed ergonomia

Oggi una giornata intensa e stimolante dedicata a due temi spesso sottovalutati, ma decisivi nella vita quotidiana delle organizzazioni: psicologia del lavoro ed ergonomia.

Due discipline che, quando funzionano bene, non si notano.
Quando funzionano male… si notano eccome.

👉 La psicologia del lavoro ci ricorda che le aziende non sono fatte di processi astratti, ma di persone reali: con energie, limiti, motivazioni, aspettative.
👉 L’ergonomia, dal canto suo, va ben oltre la “sedia giusta”: è progettazione intelligente del lavoro, riduzione dello stress cognitivo, prevenzione degli errori e sì anche del mal di schiena a fine giornata.

Il messaggio chiave emerso?

Produttività e benessere non sono in competizione.

Anzi: quando l’ambiente di lavoro è pensato davvero “a misura d’uomo”, i risultati migliorano. E migliorano in modo sostenibile.

Portiamo a casa spunti concreti, qualche sana provocazione e una certezza:
investire su questi temi non è un costo “soft”, ma una scelta manageriale molto, molto concreta.

Una bella giornata di apprendimento.
Di quelle che fanno riflettere anche dopo aver chiuso il laptop. 💡

17/01/2026

C’è un momento, dopo una delusione amorosa, in cui tutto sembra fermo.
Il mondo va avanti, tu no.
E la domanda che rimbalza in testa è sempre la stessa: “Perché a me?”

La verità, che non consola subito, ma aiuta dopo, è che una storia finita non dice chi sei.
Dice cosa non ha funzionato. Che è molto diverso.

Superare una delusione non significa “farsela passare in fretta” o diventare improvvisamente zen.

Significa attraversare il dolore senza trasformarlo in identità.

Sei una persona che ha amato, che ha investito, che ha sperato. E questo, piaccia o no, è un segno di vitalità.

C’è poi una fase scomoda ma preziosa:
Chiedersi:
– Che parte ho avuto io?
– Cosa ho tollerato troppo?
– Dove mi sono persa pur di non perdere l’altro?

Non per colpevolizzarsi.
Ma per diventare protagonisti consapevoli delle relazioni future.

Ogni delusione, se non la usi solo per soffrire, può diventare un upgrade emotivo.

Un po’ come quegli aggiornamenti fastidiosi: li rimandi, li odi… ma poi il sistema funziona meglio.

Questo video parla proprio di questo:
del dolore che va ascoltato,
della dignità che va recuperata,
e della possibilità concreta di tornare ad amare senza chiudersi.

Perché non si tratta di “trovare qualcuno”.
Si tratta di non perdersi più, nemmeno quando ami.

13/01/2026

Siamo bravissimi a leggere i segnali…
ma spesso solo quelli che ci convengono.

Un commento secco, uno sguardo sfuggente, una risposta fuori tono.
E subito partono le etichette: scortese, arrogante, menefreghista.
Come se avessimo davanti il riassunto completo della persona. Spoiler: non lo è.

Dal punto di vista psicologico, quello che vediamo è quasi sempre la punta dell’iceberg.
Sotto ci sono storie che non conosciamo: stanchezza emotiva, dolore non detto, ansia, senso di inadeguatezza, periodi di vita complicati. Roba vera, non frasi da biscotto della fortuna.

Essere gentili non è buonismo.
È realismo evoluto: trattare l’altro con rispetto perché sappiamo che potrebbe stare combattendo una battaglia silenziosa. E perché, a ben vedere, anche noi ogni tanto siamo quell’altro.

E poi c’è un passaggio più scomodo (ma necessario):
se facciamo sempre fatica a sintonizzarci con gli altri, se il mondo ci sembra costantemente ostile o distante, forse non è solo “il carattere degli altri”.
Forse è un segnale. E i segnali, quando sono persistenti, meritano ascolto.

Intraprendere un percorso psicologico non è un fallimento.
È manutenzione ordinaria dell’essere umano. Come portare l’auto dal meccanico prima che si accenda tutta la plancia delle spie.

Gentilezza verso gli altri.
E, quando serve, anche verso sé stessi.

Perché non sapere cosa sta vivendo chi abbiamo davanti…
vale sempre.
Soprattutto quando quello davanti siamo noi.

Vi auguro un 2026 costruttivo,fatto di iniziative che prendono forma,di avventure che insegnano qualcosa in più su di no...
03/01/2026

Vi auguro un 2026 costruttivo,
fatto di iniziative che prendono forma,
di avventure che insegnano qualcosa in più su di noi.
Un anno in cui le difficoltà non siano muri,
ma passaggi da attraversare,
con il coraggio di provarci e la fiducia di farcela.

Che ogni passo, anche il più piccolo,
vi porti un po’ più vicino a ciò che conta davvero ✨

25/12/2025

✨ 25 dicembre – Avvento della Gentilezza ✨

Oggi non è solo un giorno di arrivo.
È un giorno di raccolta.

Grazie per aver camminato in questo Avvento della Gentilezza.
Giorno dopo giorno, tra parole più consapevoli, piccoli gesti, pause, ascolto, perdono.

Usare parole gentili, scegliere di perdonare — anche se stessi —
riconoscere e gestire la propria aggressività
non è solo buona educazione.
È cura.
È prevenzione.
È benessere psicologico.

Sono strumenti che aiutano a stare meglio con noi stessi e con gli altri,
a costruire relazioni più sane,
a ridurre conflitti, stress, solitudine.

La gentilezza non è debolezza.
È una competenza emotiva.

E vive spesso nelle piccole cose:
nel come diciamo qualcosa,
nel tono,
nel modo in cui scegliamo di restare.

Perché a volte la sostanza abita proprio lì:
nella forma.

Ogni gesto gentile, ogni parola rispettosa, ogni scelta consapevole
lascia ricordi sani, luminosi e gratificanti
nelle persone che ci circondano.
Tracce che restano, che nutrono, che fanno bene.

Ed è questo il punto:
è benessere per noi e per gli altri.

Che questo Natale possa essere un invito a portare con noi ciò che abbiamo allenato:
non solo gesti gentili,
ma uno sguardo più umano, anche nei giorni ordinari.

Buon Natale.
E grazie per esserci stati 🤍✨

24/12/2025

🗓️ 24 Dicembre – Vigilia della Gentilezza: Il Potere dell’Ascolto

La Vigilia è arrivata! 🎄

Nelle prossime ore molti di noi si siederanno a tavola con parenti e amici. È un momento di gioia, ma sappiamo che tra un brindisi e l’altro possono nascere opinioni divergenti o scambi di vedute accesi.

La sfida di oggi è il regalo più diplomatico e gentile che puoi fare: Cerca di capire, prima di voler avere ragione. 🤝✨

Spesso, quando qualcuno dice qualcosa con cui non siamo d’accordo, scatta subito la nostra “difesa”: smettiamo di ascoltare e iniziamo a preparare la risposta per smentirlo.

La gentilezza ci insegna un altro approccio, fondamentale per il nostro benessere psicologico e per la tenuta dei legami.

✨ La formula magica: “Ti capisco” prima di “Non sono d’accordo”

Non significa dare ragione per forza, ma validare l’emozione o il punto di vista dell’altro.

Ecco come fare durante i pranzi di queste feste:

1. Ascolta fino alla fine: Non interrompere. Lascia che l’altro esprima il suo pensiero.

2. Valida l’intenzione: Prova a dire: “Capisco il tuo punto di vista” oppure “Vedo che questa cosa ti sta molto a cuore”. Questo abbassa immediatamente le difese dell’interlocutore.

3. Esprimi la tua opinione con dolcezza: Solo dopo aver creato un ponte, puoi aggiungere: “Dalla mia prospettiva, invece, vedo le cose in modo diverso...”.

Perché fa bene?

Perché quando le persone si sentono capite, non sentono il bisogno di alzare la voce.

La gentilezza nella comunicazione trasforma un potenziale scontro in un confronto costruttivo. Protegge il clima della festa e, soprattutto, protegge la tua serenità interiore.

👉 La sfida della Vigilia:

A tavola stasera, se senti nascere un disaccordo, fai un respiro profondo. Prima di ribattere, fai una domanda per approfondire o usa un semplice “Capisco perché la pensi così”. Nota come cambia l’energia della conversazione.

GentilezzaInFamiglia Giorno24 RelazioniSane

23/12/2025

🗓️ 23 Dicembre – Avvento della Gentilezza

Siamo quasi alla Vigilia, e il cuore delle feste è anche un momento di grande vicinanza. Ed è proprio nella vicinanza che a volte nascono piccole tensioni.

La sfida di gentilezza di oggi ci invita a praticare una comunicazione che trasforma: trasformiamo un’arrabbiatura o una lamentela in una richiesta gentile. 💬✨

Quante volte ci troviamo a borbottare, a lamentarci o ad arrabbiarci per qualcosa che non va, sperando che gli altri capiscano “al volo” cosa ci infastidisce?

Spesso, però, questo genera solo frustrazione e chiusura.

Come nell’immagine, proviamo a fermarci un attimo prima che la nuvola della rabbia si gonfi. Se qualcosa non va come vorremmo, possiamo scegliere di esprimere il nostro bisogno in modo chiaro, calmo e costruttivo.

✨ Il potere di una richiesta gentile:

• Invece di: “È incredibile che la casa sia sempre un disastro!”
Prova con: “Mi farebbe molto piacere se riuscissimo a riordinare i giocattoli prima di cena, mi aiutereste per favore?”

• Invece di: “Non mi ascolti mai!”
Prova con: “Avrei bisogno che mi dedicassi un momento di ascolto attento, è importante per me.”

• Invece di: “Questa cosa non funziona proprio!”
Prova con: “Potresti aiutarmi a capire come far funzionare questo? O potremmo cercare una soluzione insieme?”

Trasformare una lamentela in una richiesta gentile è un atto di rispetto verso l’altro, ma soprattutto verso noi stessi.
Ci permette di esprimere i nostri bisogni senza creare un muro, aprendo la porta alla collaborazione e alla comprensione.

👉 La sfida di oggi:

Prendi una piccola cosa che ti ha infastidito oggi (o che ti infastidisce regolarmente) e prova a formularla mentalmente come una richiesta gentile.

Se l’occasione si presenta, prova a metterla in pratica!

Condividi nei commenti: qual è una piccola lamentela che potresti trasformare in richiesta oggi? 👇

CostruirePonti Empatia Pazienza

22/12/2025

🗓️ 22 Dicembre – Avvento della Gentilezza

A pochi giorni dal Natale, il nostro calendario ci porta a riflettere su uno dei doni più preziosi (e gratuiti) che possiamo offrire al mondo: la Speranza.

Essere gentili non significa solo fare un favore o sorridere; a volte, la forma più alta di gentilezza è diventare quella luce che aiuta gli altri a vedere oltre il buio. In un momento di difficoltà, una parola di conforto o un gesto di fiducia possono cambiare radicalmente la giornata di qualcuno.

✨ Oggi diventiamo portatori di Speranza.

Spesso pensiamo che servano grandi gesti eroici, ma la speranza si semina nelle piccole cose:

• È dire “Io credo in te” a un amico che sta affrontando una sfida.
• È rassicurare un bambino, mostrandogli che il futuro è un luogo pieno di possibilità.
• È ascoltare chi è in difficoltà senza giudicare, offrendo una spalla su cui poggiare i pensieri più pesanti.

Proprio come nell’immagine di oggi, possiamo essere noi a tenere accesa quella lanterna, ricordando a chi ci sta vicino che non sono soli e che dopo ogni tempesta torna la luce.

La speranza è contagiosa: quando la offri a qualcuno, finisci per illuminare anche te stesso.

👉 La sfida di oggi:

Pensa a una persona che sta attraversando un momento faticoso o di stress. Come puoi infonderle speranza oggi?

Potrebbe essere un messaggio sincero, una telefonata o semplicemente dedicare del tempo per ricordare loro quanto valgono.

Diventiamo fari per gli altri.

Di cosa ha bisogno il mondo oggi, se non di un po’ di luce condivisa?

Scrivi nei commenti una parola di speranza per chi leggerà questo post.

una catena di luce! 👇
Solidarietà Gentilezza Speranza Insieme

21/12/2025

🗓️ 21 Dicembre – Avvento della Gentilezza

Oggi, nel nostro percorso verso il Natale, ci dedichiamo a un gesto di gentilezza semplice ma potentissimo: regalarci una dose di coraggio, direttamente nelle orecchie e nel cuore.

Viviamo giornate piene, a volte stressanti, soprattutto in questo periodo dell’anno. È facile sentirsi sopraffatti, un po’ persi o demotivati. Ma c’è una magia che può risollevarci: la musica.

La sfida di gentilezza di oggi è: Trova la tua “canzone del coraggio” e ascoltala! 🎶

Quella melodia che ti fa sentire invincibile, quelle parole che ti ricordano la tua forza, quel ritmo che ti spinge ad andare avanti.

Tutti abbiamo una colonna sonora personale che ci infonde energia e fiducia nei momenti di difficoltà o stress.

💪 La mia musica, il mio coraggio.
Proprio come l’immagine, che ci mostra come la musica possa diventare un vero e proprio scudo di forza e lucidità mentale, così può essere per ognuno di noi.

Prendi un momento, anche solo 5 minuti:
• Indossa le cuffie.
• Alza il volume.
• Lascia che la musica ti avvolga e ti ricordi quanto sei capace.
• Senti l’energia che risale, la mente che si schiarisce, la determinazione che si riaccende.

È un piccolo atto di cura e gentilezza verso te stesso/a, un carburante emotivo per affrontare ciò che ti aspetta.

👉 La sfida di oggi:

Qual è la tua “canzone del coraggio”?

Condividila nei commenti e ispira anche gli altri! Potremmo scoprire playlist piene di forza! 👇

GentilezzaConSeStessi Giorno21 ColonnaSonoraDellaVita

Indirizzo

Corso Sommeiller, 4
Turin
10128

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 20:00
Martedì 08:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 12:30
Venerdì 08:30 - 10:30

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