22/03/2026
Chi alza la voce, chi ti insulta, chi ti fa male con le parole, è quasi sempre una persona che soffre..
Hai mai visto un individuo veramente felice che fosse al tempo stesso in guerra con il mondo intero? Riesci a trovare un briciolo di vera felicità negli occhi di chi odia tutti?
No, l’essenza della felicità è nella condivisione. Se una persona sta bene, è naturalmente portata a desiderare che anche gli altri stiano bene.
Chi riversa il suo odio su di te, sta male. Si nasconde dietro a una corazza ma in realtà soffre, forse più di te. Quando te ne rendi conto, si ribaltano le gerarchie: la persona forte, quella che è in una posizione di forza e solidità, sei tu.
Con la consapevolezza di avere di fronte una persona ferita e sofferente che reagisce con la violenza, puoi scegliere di esserle superiore. Essere tu, nel pieno della tua consapevolezza, del tuo equilibrio e della tua sensibilità, a decidere come indirizzare uno “scontro” che solo l’altra persona sta cercando.
La prossima volta che qualcuno ti tratta male o ti risponde in maniera violenta, prova compassione per lui o lei. Non dar peso alle sue parole, frutto della cattiveria che nasce dal dolore. Perdonalo/a, non dargli alcuna importanza e vai avanti con la tua vita.
C’è un aneddoto sul Buddha che spiega bene come affrontare con serenità le persone incattivite che vogliono farti male:
"Buddha stava insegnando ad un gruppo di discepoli, quando un uomo gli si avvicinò e lo insultò, con l’intenzione di aggredirlo.
Di fronte a tutti, Buddha reagì con assoluta tranquillità, rimanendo fermo ed in silenzio.
Quando l’uomo se ne andò, uno dei discepoli, indignato da questo comportamento, chiese a Buddha perché avesse permesso a quello straniero di maltrattarlo in quel modo.
Buddha rispose serenamente: “Se io ti regalo un cavallo e tu non lo accetti, di chi è il cavallo?”.
L’alunno, dopo aver tentennato per un istante, disse: “Se io non lo accettassi, il cavallo continuerebbe ad essere vostro, maestro”.
Buddha annuì e gli spiegò che, nonostante alcune persone decidano di perdere il loro tempo insultando, noi possiamo scegliere di accettare tali parole o meno, proprio come faremmo con un regalo qualsiasi.
Poi concluse: “Non accettare le parole di odio, rifiutale. Solo in questo modo colui che ti odia rimarrà con l’insulto tra le mani. Non puoi dare la colpa a chi ti offende e ti fa male, perché è tua la decisione di accettare le sue parole invece di lasciarle sulle stesse labbra da cui sono uscite”
-- Sua Santità il XIV Dalai Lama 🙏
Dedicato a tutti coloro che desiderano un cambiamento nella loro vita.