24/12/2021
A tutti voi pazienti auguri di cuore.
Se io posso supportarvi è perché voi quotidianamente mi supportate.
Sono stati anni pesanti per ognuno di noi, costellati di lutti, rimpianti, paure e tempo che sfugge per non tornare.
Il mio unico augurio è che tutti noi possiamo condividere, proprio come l’osteopatia insegna. Io metto le mie mani, voi mettete il vostro corpo e la voglia di stare meglio, di migliorare per l’appunto.
Vi auguro, come detto, di condividere un amore, una passione, un affetto, i vostri sogni con la vostra cerchia di persone. Che ci sia ascolto invece che rumore, discussione e non silenzio, rispetto e non chiusura.
Vi lascio con una riflessione tra le mie preferite, di Italo Calvino:
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se c’è n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.