17/01/2026
♦️Il grasso viscerale non solo una questione estetica
E’ un acceleratore silenzioso di infiammazione sistemica, un attivatore endocrino che altera il metabolismo e compromette la salute cardiovascolare. Ecco perché combatterlo è un atto di rispetto verso il proprio corpo, non una rincorsa alla forma ideale.
📍Quando parliamo di grasso corporeo, troppo spesso ci soffermiamo sull’aspetto esteriore, su quello che vediamo riflesso nello specchio o su come ci stanno i vestiti. Ma esiste una forma di tessuto adiposo che nascosta in profondità nel nostro addome, rappresenta una delle minacce più serie e sottovalutate per la nostra salute.
A differenza del grasso sottocutaneo, quello che possiamo pizzicare tra le dita sui fianchi o sulle cosce, il grasso viscerale si annida strategicamente attorno a organi fondamentali come il fegato, lo stomaco, i reni e persino il cuore. Questa localizzazione non è un dettaglio anatomico irrilevante, ma il cuore stesso del problema. Le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno dimostrato che questo tessuto adiposo profondo è metabolicamente attivo in modo straordinario, funzionando quasi come un organo endocrino a sé stante, capace di rilasciare continuamente sostanze che interferiscono con il normale funzionamento del nostro organismo.
Gli studi più recenti hanno rivelato che il grasso viscerale produce quantità eccessive di citochine, proteine infiammatorie che agiscono come messaggeri del caos all’interno del nostro corpo. Queste molecole innescano uno stato di infiammazione cronica di basso grado, un fuoco che cova sotto la cenere, apparentemente invisibile ma devastante nel lungo periodo. Questa infiammazione sistemica è ormai riconosciuta come uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, creando le condizioni perfette per l’aterosclerosi, l’irrigidimento arterioso e gli eventi cardiaci acuti.
📍Ma il grasso viscerale non si limita a questo. Produce anche un precursore dell’angiotensina, una sostanza che provoca la costrizione dei vasi sanguigni, costringendo il cuore a p***are contro una resistenza maggiore e facendo salire pericolosamente la pressione arteriosa. È come se ogni kg di grasso viscerale aggiungesse una stretta invisibile al nostro sistema circolatorio, giorno dopo giorno, battito dopo battito. La letteratura scientifica degli ultimi cinque anni ha confermato ripetutamente il collegamento diretto tra accumulo di grasso addominale profondo e incremento esponenziale del rischio di diabete di tipo due, sindrome metabolica, steatosi epatica non alcolica e persino alcuni tipi di tumori.
♦️Cosa alimenta questa pericolosa accumulazione? La risposta risiede principalmente nelle nostre scelte alimentari quotidiane. Il vero nemico non è tanto il grasso alimentare in sé, quanto piuttosto il fruttosio nascosto che pervade la nostra dieta moderna. Non parliamo del fruttosio naturalmente presente nella frutta fresca, ma di quello aggiunto industrialmente in quantità massive nelle bevande zuccherate, negli alimenti trasformati, nei prodotti da forno commerciali. Questo tipo di zucchero viene metabolizzato prevalentemente dal fegato e, quando consumato in eccesso, viene convertito direttamente in grasso viscerale attraverso un processo chiamato lipogenesi de novo.
Le bevande gassate, anche quelle che si definiscono dietetiche e che ingannano i consumatori con la promessa di zero calorie, rappresentano uno dei veicoli principali di questo problema. Gli studi metabolici hanno dimostrato che gli edulcoranti artificiali possono alterare il microbiota intestinale e modificare la risposta insulinica, contribuendo paradossalmente all’accumulo di grasso addominale. Le bevande energetiche, i falsi drink sportivi colorati e zuccherati, i succhi di frutta industriali che contengono più zucchero di una bibita gassata sono tutti complici di questa epidemia silenziosa.
I cereali processati per la colazione, presentati come salutari nelle pubblicità ma carichi di zuccheri aggiunti, i fast food che combinano grassi trans con carboidrati raffinati, i cibi pre-confezionati che riempiono gli scaffali dei supermercati, persino gli yogurt alla frutta che vengono percepiti come scelte salutari ma che nascondono quantità impressionanti di zuccheri aggiunti, tutti contribuiscono al deposito progressivo di questo grasso pericoloso. Il pane bianco, la farina raffinata, lo zucchero da tavola, lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio che si nasconde sotto decine di nomi diversi nelle etichette nutrizionali, questi ingredienti onnipresenti nella dieta occidentale moderna sono i mattoni con cui costruiamo, giorno dopo giorno, il nostro rischio metabolico.
♦️Ma esiste una via d’uscita, una strategia nutrizionale supportata dalla scienza più recente. Aumentare l’assunzione di grassi insaturi, in particolare quelli ricchi di acidi grassi omega 3 provenienti da pesce grasso, semi di lino, noci e altri alimenti naturali, ha dimostrato di favorire la riduzione del grasso viscerale attraverso meccanismi antinfiammatori e di miglioramento della sensibilità insulinica. Questi grassi buoni non solo non contribuiscono all’accumulo adiposo, ma attivamente combattono l’infiammazione sistemica causata dal grasso viscerale esistente.
I polifenoli e gli antiossidanti presenti nel tè verde, nelle bacche di acai, nello zenzero e in altri superalimenti naturali agiscono come veri e propri modulatori metabolici. La ricerca pubblicata negli ultimi anni ha evidenziato come le catechine del tè verde, per esempio, possano aumentare l’ossidazione dei grassi e migliorare la termogenesi, aiutando letteralmente il corpo a bruciare il grasso viscerale. Gli antiossidanti contrastano lo stress ossidativo prodotto dal tessuto adiposo infiammato, spezzando un circolo vizioso che altrimenti si auto-alimenterebbe indefinitamente.
📍Dobbiamo cambiare radicalmente la nostra prospettiva sul grasso corporeo. Non si tratta semplicemente di un limite estetico, di qualcosa che ci impedisce di entrare in un paio di jeans o di sentirci a nostro agio in costume da bagno. Il grasso viscerale rappresenta una vera e propria fonte di stress organico continuo, un’aggressione quotidiana alla nostra fisiologia, un fattore di rischio modificabile che tiene letteralmente nelle nostre mani la possibilità di vivere più a lungo e in salute o di sviluppare patologie croniche invalidanti.
Sappiamo ora che ogni scelta alimentare che facciamo non è neutrale, ma invia segnali precisi al nostro metabolismo. Sappiamo che ridurre il grasso viscerale non significa solo pesare meno sulla bilancia, ma significa abbassare concretamente i marcatori infiammatori nel sangue, migliorare la sensibilità insulinica, ridurre la pressione arteriosa, proteggere il fegato dalla steatosi, salvaguardare la salute cardiovascolare.