05/03/2026
Episodio 5: Al di là dell'odio (Cosa si nasconde sotto la rabbia?)
Nel quinto incontro del nostro percorso di Vipassana per curanti, affrontiamo un'emozione che in corsia, in studio o in classe prima o poi bussa alla porta di tutti: la rabbia.
Quando nasce l'irritazione, la nostra mente è convinta che la causa sia sempre là fuori: una parola storta, un'ingiustizia, un sistema che non funziona. È un movimento automatico. Ma la pratica ci invita a fare un gesto controintuitivo: invece di puntare il dito fuori, tornare dentro e chiederci: "Cosa sta succedendo in me, adesso?"
Come esploriamo nel Modulo 2, guidati da Thich Nhat Hanh e da Jack Kornfield, la rabbia è spesso un evitamento del presente. È un modo rapido della mente per non sentire qualcosa di più n**o e scomodo.
Prima ancora di essere una storia ("Io ho ragione, tu hai torto"), la rabbia è un'esperienza corporea: calore, pressione, tensione nella mandibola o nelle spalle. È energia che sale per fare da scudo a una vulnerabilità.
📍 Nello schema di oggi:
Mappiamo i passi per la trasformazione. Invece di farci trascinare dalla narrazione, impariamo a:
1️⃣ Notare la tensione nel corpo.
2️⃣ Riconoscere le storie autogiustificanti.
3️⃣ Arrivare alla radice, ponendoci la vera domanda: "Qual è la ferita o la paura che ha fatto sorgere questa rabbia?"
La libertà dall'odio non nasce reprimendolo, ma guardandolo in faccia con stabilità, come il Buddha di fronte a Mara: "Ti vedo".
👇 La prossima volta che senti la "temperatura" salire durante un turno difficile, riesci a fermarti un istante per notare dove si manifesta la tensione nel tuo corpo?