Clinica di Sessuologia, Neuropsicologia e Psicoterapia

Clinica di Sessuologia, Neuropsicologia e Psicoterapia consulenze competenti
valutazioni cliniche approfondite con referto firmato
cure mirate e personali

La Clinica di Neuropsicologia, Sessuologia e Psicoterapia è una Struttura sanitaria assolutamente privata con peculiari caratteristiche e servizi indirizzati ad una utenza italiana e straniera di livello sociale elevato. Appuntamenti possibili per consulenze, valutazioni e terapie mirate senza necessità di prescrizione
Nel sito della struttura (www.dr-zucconi.it) si trovano pure, aggiornati, tanti articoli divulgativi di psicopatologia, sessuologia e neuropsicologia, divisi per ordine alfabetico, ed argomenti da consultare gratuitamente. Inoltre si trovano sempre su www.dr-zucconi.it anche test psicologici gratuiti con risposta immediata on line. Infine, prima di decidere di prendere il primo appuntamento personale con uno specialista (per problemi sessuali, psicopatologie o disturbi neuropsicologici), tramite una telefonata, navigando nello stesso sito aziendale si può usufruire preventivamente di un comodo servizio on line di consulenza personale telematica e telefonica con lo specialista su varie problematiche

CURARE DA SOLI  UN DISTURBO PSICOLOGICO?C’è chi lo fa … La logica del “fai date” si riscontra con molta frequenza nei gr...
10/04/2016

CURARE DA SOLI UN DISTURBO PSICOLOGICO?

C’è chi lo fa …

La logica del “fai date”
si riscontra con molta frequenza nei gruppi di auto-mutuo-aiuto di matrice statunitense e presso tante “associazioni” che si propongono la tutela di persone con determinati disturbi.

Quando, in giovane età, mi occupavo della diagnosi e cura di pazienti alcolisti all’interno del reparto ospedaliero, sentivo spesso dire che “chi non ha avuto mai problemi con l’alcol non riesce a capire cosa prova l’alcolista e neppure riesce curarlo”. Quanto affermato dagli stessi alcolisti (e lo stesso può essere replicato non solo da tutti gli assuntori di sostanze tossiche, ma pure dai pazienti affetti da quasi tutti i disturbi psicologici) possiede una suggestiva logica intrinseca, difficilmente confutabile.

Tuttavia, in ambito strettamente sanitario, là dove sono evidenti patologie diagnosticabili come tali, pur riconoscendo, oggettivamente, che l’intervento del clinico (medico o psicoterapeuta che sia) potrebbe, a volte, non essere strettamente necessario, ciò che necessita ai fini del successo terapeutico è:

§ la presenza attiva del paziente, quale portatore dei sintomi lamentati
§ la presenza del terapeuta (ha studiato + ha esperienza diagnostica e di cura)

La fattiva collaborazione biunivoca tra i due soggetti porta al risultato terapeutico:

§ il paziente conosce i sintomi lamentati, sul proprio corpo
§ il terapeuta conosce la metodologia clinica che porta alla diagnosi: ha studiato i protocolli terapeutici attuabili.

L’ALTERNATIVA
La collaborazione attiva, tramite incontri personali, reali, tra chi conosce se stesso e vuole guarire e chi sa che cosa e come fare porta a risultati terapeutici positivi dopo aver individuato con precisione la malattia sofferta – la diagnosi, secondo classificazioni ufficiali condivise – e il suo grado di gravità. Tuttavia valutazione, diagnosi, gravità ed intervento risolutivo sono sempre di pertinenza dello psicoterapeuta

Quindi di fronte a un insieme di sintomi disturbanti, diagnosticati come malattia, è importante rivolgersi a un terapeuta certificato e preparato con cui iniziare un approccio di squadra per la soluzione del problema accusato: si tratta di stabilire una alleanza terapeutica attraverso uno sforzo collaborativi con lo psicoterapeuta (lo specialista in psicoterapia).

liberamente tratto da: Paolo G. Zucconi, Il Manuale pratico del benessere, Edizioni Ipertesto, pag.532

http://www.dr-zucconi.it/news/news-del-dr-zucconi/dettagli-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=1278&cHash=e080be10344399e7219bb2d5aab90d09

MALATTIA “MENTALE”:DIAGNOSI PRECOCE?per tempo, prima se sia… troppo tardiOggi pare possibile tentare di individuare la s...
02/04/2016

MALATTIA “MENTALE”:DIAGNOSI PRECOCE?
per tempo, prima se sia… troppo tardi


Oggi pare possibile tentare di individuare la schizofrenia (o anche altre importanti malattie mentali) prima che queste si manifestino in modo conclamato attraverso la tipica “sintomatologia florida” .



L’IMPORTANZA DI INTERVENIRE PER TEMPO
Il vantaggio della diagnosi precoce è quello di poter intervenire tempestivamente ed in modo mirato, influenzando così, favorevolmente, il decorso della malattia mentale, in alcuni casi bloccarlo prima della sua insorgenza.


Le procedure di valutazione clinica indirizzate alla diagnosi precoce della malattia mentale tengono prevalentemente in considerazione 3 classi distinte dei seguenti segnali indicatori, per la cui detezione lo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale si serve:

http://www.dr-zucconi.it/news/news-del-dr-zucconi/dettagli-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=1199&cHash=182d6879e9a36542dc034babb5b04b90

MOLESTIE SESSUALI - le situazioni critiche, le problematiche, la tutela legale e… la difesa psicologica -QUALI SONO LE M...
27/03/2016

MOLESTIE SESSUALI

- le situazioni critiche, le problematiche, la tutela legale e… la difesa psicologica -

QUALI SONO LE MOLESTIE SESSUALI?
La gamma delle situazioni di molestia sessuale è molto varia: si va dalla frase equivoca con doppio senso al fraseggio volgare, dall'apprezzamento pesante alla proposta diretta, dalla minaccia subdola ed imbarazzante ripetuta più volte fino ad arrivare al gesto osceno o alle avances più meschine, al ricatto e all'intimidazione sul posto di lavoro.
Si consuma di preferenza in quegli ambiti in cui si determina da una parte una condizione di bisogno e vede dall'altra parte una condizione sociale contrattualmente più forte che abusa del suo potere o della sua autorità verso chi è gerarchicamente subordinato.
Per la molestia sulla strada ed in certi ambienti pubblici prevale la convinzione maschilista che giustifica il complimento pesante alle passanti, la proposta insistente fino al contatto fisico impudente in una sala cinematografica e all'atto esibizionista.

PROBLEMI DI CHI SUBISCE
In tutti i casi il molestatore conta sulla complicità del silenzio di una vittima psicologicamente indifesa. Infatti chi subisce la molestia solitamente è impreparata a difendersi al primo, inatteso, attacco: la mancata reazione favorisce l'innescarsi di un'escalation da cui sottrarvisi risulta sempre più complicato, soprattutto se la persona ritiene di non essere tutelata giuridicamente da provocazioni che non comportino aggressione fisica e possiede ad un tempo una bassa autostima e altrettante basse abilità sociali di autodifesa psicologica.
Così la donna vittima di molestie è maggiormente esposta a crisi depressive, a stati di agitazione ed irritazione permanenti, insonnia, emicrania e a vari disturbi psicosomatici che si associano ad una minore efficienza lavorativa e minore fiducia nelle proprie capacità.

LA TUTELA
La legge viene oggi in aiuto anche a chi sta subendo molestie sessuali in quanto ogni atto che disturba anche in minima parte la sfera sessuale altrui costituisce un reato penale. Attraverso la presentazione di una querela di parte che in tali casi (non può più essere revocata) l'interessata inizia così il suo atto difensivo con facoltà di essere pure risarcita di danni psicologici (biologici e morali) correlati alla molestia, solo dopo averla subìta.
Ma se l'attuale giurisprudenza protegga, a posteriori e su querela, la donna molestata, la difesa immediata è solamente psicologica.

L’AIUTO DELLO PSICOTERAPEUTA COMPORTAMENTALE
Le molestie, a differenza delle violenze sessuali vere e proprie, sono in definitiva pressioni psicologiche, a vari livelli, di tipo verbale e non verbale (sguardi insistenti, ammiccamenti, contatti interpersonali, esibizionismi non richiesti).
La risposta immediata si basa su di un repertorio competente di abilità cognitive, comportamentali ed emozionali di protezione e di fronteggiamento della situazione molesta attraverso una serie di mosse psicologiche cognitivo-comportamentali per reagire, colpire nelle zone più vulnerabili e difendersi in varie situazioni interpersonali, anche complesse, affrontando il molestatore armate di sofisticate tecniche di dissuasione ed autodifesa psicologica paragonabili ad un ben assestato colpo di judo o di karate che spiazzano e mettono a terra l'avversario senza sentirsi in colpa, provare eccessiva ansia e senza compromettere la relazione sociale, mantenendo comunque un buon rapporto interpersonale con l'altro.
Certamente tali strategie e tecniche dissuasive vanno apprese, con l'aiuto di uno psicoterapeuta solitamente di orientamento comportamentale, attraverso un programma di protezione psicologica individualizzato da acquisire con una serie role playing e role reversal in studio e prove comportamentali sul campo con supervisione continuativa finché le abilità psicologiche di difesa diventano abitudini. E' possibile pure attraverso un programma cognitivo-comportamentale di Harassement inoculation training preparasi preventivamente (psicologia preventiva) anche in gruppo ad affrontare possibili molestie future al fine di ridurre la durata e l'intensità dell'emozione spiacevole, bloccare la molestia sul nascere, sottrarsi alla pressione sociale del molestatore con conseguente incremento del senso di autoefficacia e dell'autostima personale.

LA TIPOLOGIA DELLA MOLESTIA
La forma più grave di molestia è il ricatto sessuale mentre le più diffuse sembrano le attenzioni sessuali non gradite come ad esempio le richieste insistenti.
In ambienti tradizionalmente maschilisti sono molto frequenti le “molestie di genere”, quelle cioè che sottolineano le differenze tra maschio e femmina come ad esempio la distribuzione di materiale p***o tra il gruppo, il fraseggio volgare, il vantarsi di prestazioni sessuali, il gesto osceno e la frase o il discorso ambiguo. Altre forme di molestia sessuale sono le telefonate oscene, l’esibizionismo non richiesto ed infine la ricerca del contatto fisico a bordo dei trasporti pubblici, al cinema, nell’ambiente lavorativo (la pacca sul sedere rientra tra questo genere), e anche in certi ambulatori medici, purtroppo, palpeggiando zone del corpo non pertinenti alla “visita medica”.

PROFILO PSICOLOGICO DEL MOLESTATORE
Se per alcuni maschi la molestia sessuale rientra nell’esercizio del potere nel caso di dirigenti o imprenditori, l’atteggiamento del molestatore appare tipicamente sessista, di un sessismo più ostile che benevolo incentrato sull’idea frustra della donna oggetto.
Se poi il molestatore agisce con l’intento di comunicare un qualcosa la modalità appare decisamente inappropriata caratterizzata da assenza di empatia ed espressione di una sessualità immatura.
Se nelle forme più hard il molestatore rientra nei profili aggressivi e manipolativi, nelle forme meno gravi può essere visto come un disabile sociale, una persona con ridotte competenze sociali ed assenza di abilità di approccio.

PROFILO PSICOLOGICO DELLA VITTIMA
Solitamente le vittime di molestie appartengono alle categorie sociali più deboli dove la vulnerabilità personale è direttamente proporzionale al rischio della molestia. Tra le categorie sociali più a rischio sembra che i primi posti spettino alle divorziate, seguite a ruota dalle donne più giovani e neoassunte.
Vittime diffuse, e purtroppo per la maggior parte silenti appartengono a gruppi di lavori specificatamente maschili. Inoltre tra le donne più a rischio di molestia sessuale sono le portatrici di handicap, le lesbiche e quelle appartenenti a minoranze etnico-sociali e linguistiche.

10 COSE DA FARE SUBITO!
Infine dieci suggerimenti cognitivo-comportamentali di autodifesa psicologica:
1. Reagisci tempestivamente al primo segno di invasione della tua privacy per evitare che la non reazione venga colta come un segno di debolezza tale da indurre il molestatore a continuare la sua opera più pesantemente.
2. A richieste moleste specifiche evita di rispondere in modo generico offrendo al molestatore una, seppur vaga, speranza di raggiungere il suo laido scopo.
3. Ogni qual volta che non sei d'accordo con le proposte del molestatore dì apertamente e decisamente di no senza alternative.
4. Dì di no guardando il molestatore, tranquillamente e seriamente, negli occhi con un tono di voce deciso e alto.
5.Dì di no senza giustificazioni: senza sentirti in dovere di dire perché non accetti la sua proposta
6. Rispetto allo sproloquio e alla volgarità gratuita e disturbante va detto apertamente, direttamente, decisamente e tempestivamente al molestatore che tale comportamento ti infastidisce e che desìderi che la smetta.
7. In caso di insistenza da parte del molestatore ripeti, in modo conciso ma fermo e tranquillo, come un “disco rotto” il tuo rifiuto (“preferisco di no, non mi va”) oppure il desiderio di smettere (“basta, finiscila!”) finché l'altro non desiste dall’insistenza.
8. In caso di molestie tattili attiva un contatto oculare intenso, fulminante e cattivo, poi grida: “vergognoso, giù le mani!”
9. Davanti ad un esibizionista evita di fare il suo gioco urlando ed insultandolo (è proprio quello che cerca) ma conviene guardare con indifferenza dicendo: “ho visto di meglio” oppure “mio padre ce l’ha più grosso”
10. In ogni caso concentrati sul comportamento molesto e sgradevole dell'altro piuttosto che farti preconcetti e dar giudizi, sul molestatore.

INFINE
E se poi la vittima, attuati scrupolosamente i comportamenti di tutela psicologica consigliati, ha bisogno di recuperare autostima persa e riprendersi da eventuale esaurimento conviene contatti un capace psicoterapeuta comportamentale. Parimenti uno psicoterapeuta comportamentale è utile se si riscontra difficoltà a dire di no affermando se stessi nella difesa assertiva dei propri diritti personali che vengono calpestati.

liberamente tratto da Paolo Zucconi, Il manuale pratico del benessere, Ipertesto editore

http://www.dr-zucconi.it/news/news-del-dr-zucconi/dettagli-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=1145&cHash=f2465c24839b46189b13a9ef886c4d19

CRISI SOCIOECONOMICA - CRISI PERSONALEquando avanza il …”fai-da-te”Un comportamento salutista, per altro sempre più emer...
25/03/2016

CRISI SOCIOECONOMICA - CRISI PERSONALE

quando avanza il …”fai-da-te”

Un comportamento salutista, per altro sempre più emergente, solitamente più frequente tra le giovani generazioni,

consegue dalla convinzione diffusa che sia possibile... curarsi anche da soli, con o senza diagnosi. Sia per disturbi organici sia pure per disturbi psicologici.

CURARSI DA SOLI E’ POSSIBILE ?
Così, come a casa propria ci si può improvvisare artigiani e riuscire risolvere con successo guasti idraulici ed elettrici e risolvere, nel breve, piccole riparazioni e manutenzioni domestiche, così come nella propria cucina certe persone riescono addirittura meglio di tanti cuochi professionisti, per analogia, chi sufficientemente conosce il proprio corpo, anatomicamente e fisiologicamente, può arrogarsi l’onere di riequilibrarlo al meglio, se qualcosa non funziona, al pari della manutenzione della propria automobile?
Analogicamente, e anche teoricamente, il ragionamento da cui si parte ha un suo razionale per cui chiunque è in grado di fare ciò che conosce bene. In teoria.

CURARSI DA SOLI IN TEMPI DI CRISI
Questa tendenza a “fare da soli” viene favorita da periodi di crisi economica dove la corsa al risparmio coinvolge spesso anche la salute delle persone per cui ci si rivolge al medico o allo psicoterapeuta ad accesso gratuito oppure a quello praticante gli onorari più bassi (il costo rischia, in certi frangenti, di diventare il criterio di scelta preminente).
Comunque, in tempi di sfavorevole congiuntura economica, ci si affida a pagamento solo in caso di percepita necessità, per sintomatologie eclatanti e fortemente invalidanti la qualità della propria vita.
Tuttavia anche in “tempi di crisi” la salute (organica e psichica) rimane sempre il bene più importante che ogni persona ha!
Conviene forse spendere qualcosa in più ora che domani quando la soluzione non sarà possibile?

liberamente tratto da: Paolo G. Zucconi, Il Manuale pratico del benessere, Edizioni Ipertesto, pag.532
https://www.facebook.com/groups/147418788662102/

http://www.dr-zucconi.it/news/news-del-dr-zucconi/dettagli-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=1130&cHash=338009a54814124deab13ac93984629e

La      FITOTERAPIA     E' UNA METODICA TERAPEUTICA MILLENARIA (con ridotti effetti collaterali)  CHE VIENE  UTILIZZATA ...
15/03/2016

La FITOTERAPIA E'
UNA METODICA TERAPEUTICA MILLENARIA (con ridotti effetti collaterali) CHE VIENE UTILIZZATA CON SUCCESSO

anche come intervento complementare (unitamente alle più avanzate strategie cognitivo - comportamentali)

nella CLINICA DI SESSUOLOGIA . NEUROPSICOLOGIA E PSICOTERAPIA) per un APPROCCIO terapeutico - multidimensionale - di tipo OLISTICO (come si fa solitamente in Naturopatia).

Mentre solitamente il paziente rimane essenzialmente ignorante e passivo nel ricevere le prescrizioni farmacologiche tradizionali, al contrario, davanti a prescrizioni fitoterapiche possiede una varietà di possibilità di comprensione ed elaborazione culturale che lo possono gratificare e orientare in un processo educativo di crescita personale, molto profondo, ma anche lungo se la cura riguarda non tanto il sintomo quanto il recupero psicofisico della persona.

per maggiori informazioni:
Paolo Zucconi, Il Manuale pratico del benessere, Ipertesto editore (pagg. 41, 203, 205, 206, 300, 337, 532, 533, 547)
https://www.facebook.com/groups/147418788662102/

e anche

http://www.dr-zucconi.it/attivita/diagnosi-e-cura/approccio-olistico/
http://www.dr-zucconi.it/news/news-del-dr-zucconi/dettagli-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=1061&cHash=7ca64c490895ead54b5e4a9c70c2ea1a

QUANDO LE COSE NON VANNOcome.. "dovrebbero andare" e non si riesce a trovare soluzioni stabili nel tempo:· · si vive nel...
15/03/2016

QUANDO LE COSE NON VANNO

come.. "dovrebbero andare" e non si riesce

a trovare soluzioni stabili nel tempo:

· · si vive nel disagio continuo,
· · si sperimentano (pur non volendolo!) emozioni spiacevoli frequenti e durature,
· · pensieri disturbanti ci tormentano, interferendo con l'efficienza quotidiana che altri ci chiedono;
· · spesso ci troviamo - nostro malgrado - ad agire con comportamenti abnormi, non desiderati spesso strani, diversi da prima.

Abbiamo bisogno di uno Specialista?

Forse sì, ma non sappiamo da chi andare.

Come fare a TROVARE IL TERAPEUTA più adatto a ciascuno di noi?

http://www.dr-zucconi.it/news/news-del-dr-zucconi/dettagli-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=1007&cHash=4ef24497eafcbb0e61f462c56f4dcbad

CHI E' E CHE COSA FA UNO PSICOTERAPEUTA?tutte le informazioni utili che tanti vogliono nascondere favorendo interessi pe...
11/03/2016

CHI E' E CHE COSA FA UNO PSICOTERAPEUTA?

tutte le informazioni utili
che tanti vogliono nascondere favorendo interessi personali

LO PSICOTERAPEUTA E'
uno di quei professionisti sanitari che si occupano dell’analisi e della cura della “psiche”.

Può essere iscritto all’albo dell’Ordine dei medici (se è abilitato all’esercizio della professione medica) o all’albo dell’Ordine degli psicologi, se psicologo.

È comunque sempre in possesso di una riconosciuta specializzazione, almeno quadriennale, post-universitaria in psicoterapia.

Gli ordini professionali ai quali il professionista è iscritto sono depositari di appositi elenchi, di medici o di psicologi, autorizzati ad esercitare la psicoterapia.

COSA FA?
Compito dello psicoterapeuta è: diagnosticare e curare le medesime psicopatologie che si riscontrano nel Manuale diagnostico e di classificazione internazionale dei disturbi mentali di tali disturbi (D.S.M.).
http://www.dr-zucconi.it

Le principali sono:
il ritardo mentale,
i disturbi dell’apprendimento, dello sviluppo, della comunicazione,
i disturbi dell’evacuazione (enuresi ed encopresi),
i tic nervosi,
le demenze,
disturbi della memoria e dell’attenzione,
abuso di sostanze tossiche (nicotina, caffeina, alcol, farmaci e droghe),
malattie mentali (come ad esempio la schizofrenia ed il disturbo bipolare), disturbi dell’alterazione dell’umore (o troppo basso o troppo alto),
disturbi d’ansia (preoccupazioni eccessive associate a palpitazioni e a respiro corto),
fobie (paure intense ed ingiustificate),
ossessioni (pensieri disturbanti ricorrenti che non si riescono a scacciare), disturbi somatoformi (presenza di vari sintomi fisici senza una accertata base organica),
disturbi sessuali, http://www.dr-zucconi.it/pubblicazioni/articoli-per-categoria/?tx_ttnews%5Bcat%5D=1&cHash=da4bd2133515646b4ba9b7d9a81aaa74
disturbi del sonno,
disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia),
disturbi del controllo degli impulsi che possono danneggiare sé o gli altri (cleptomania, piromania, tricotillomania, gioco d’azzardo, sesso irresponsabile).
Lo psicoterapeuta fa diagnosi.
Per elaborare una diagnosi corretta lo psicoterapeuta si avvale di colloqui clinici, osservazione sistematica del comportamento e l’uso dei test psicologici (di efficienza intellettiva, di valutazione della personalità, test neuropsicologici e altre prove psicometriche), utilizzo questo, però, riservato per legge (art.1 L.56/89) ai soli iscritti all’Ordine degli psicologi.

La cura predisposta dallo psicoterapeuta si propone, attraverso la relazione interpersonale (rapporto terapeutico), la modificazione di pensieri, emozioni e di comportamenti disturbati.
Non comporta l’uso di farmaci né di interventi chirurgici (di stretta competenza medica).

Si basa prevalentemente (ma non esclusivamente!) sulla parola, considerando che questa, pur nella sostanza diversa dai composti chimici, agisce sul sistema nervoso centrale allo stesso modo dei farmaci se riesce ad indurre stabili modificazioni del comportamento, dei pensieri e delle emozioni del paziente. Ma non solo.
Lo psicoterapeuta cognitivo comportamentale, in particolare,
http://www.dr-zucconi.it/news/news-del-dr-zucconi/dettagli-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=1008&cHash=022c186099af78e2f1508b8324e8a745
attento esclusivamente al comportamento manifesto, si basa su
strategie di “giochi di ruolo” (role playing e role reversal),
sul trasferimento di abilità sociali tramite percorsi psicoeducativi con modelli imitativi (“modeling”) e strategie di apprendimento come prompting, shaping, feedback
sulla prestazione ed homeworks .

In diverse situazioni, inoltre, vengono pure utilizzati altri presidi terapeutici come, ad esempio, le “brain machines” e varie strumentazioni elettrosanitarie.

liberamente tratto da: Paolo Zucconi, Il Manuale pratico del benessere, Edizioni Ipertesto, pag. 502

NELLO STUDIO DI ...UNO PSICOTERAPEUTANella ricerca di un buon Terapeuta è importantestabilire un primo contatto personal...
09/03/2016

NELLO STUDIO DI ...UNO PSICOTERAPEUTA

Nella ricerca di un buon Terapeuta è importante

stabilire un primo contatto personale,
tramite una semplice telefonata (primo appuntamento)

Solo visitando il suo studio
e chiedendo informazioni sul tipo di terapia adottata,
anni di esperienza clinica,
quale formazione professionale (nella maggior parte dei casi i professionisti espongono al pubblico i loro diplomi),
disturbi trattati,
costi
si può meglio capire se è il caso di iniziare un rapporto professionale.

Uno sguardo attento, magari assieme ad un amico o ad un parente:
· al decoro dello studio clinico,
· alla privacy della sala d’attesa,
· alla presenza e alla cura dei servizi igienici,
· agli eventuali attestati appesi alle pareti,
· alle tariffe esposte trasparentemente al pubblico,
· all’eventuale autorizzazione scritta all’esercizio della psicoterapia da parte dell’Ordine professionale,
· al confort, all’igiene e alla salute ambientale
· e anche all’atmosfera dell’ambiente,

È consigliabile telefonare e prendere un appuntamento a titolo informativo con più di un professionista (di solito anche tre) e conseguentemente operare un confronto prima di fare la scelta. Conviene sentirsi liberi di visitare anche 2, 3 terapeuti diversi prima di decidere quello adatto a sé stessi.
Si può anche verificare direttamente, sottoponendosi ad alcune visite, se il terapeuta prescelto può essere idoneo alle proprie richieste.

DOMANDE CHIAVE E “ATTEGGIAMENTI” SCORRETTI
Ad un certo punto di un breve percorso fatto ognuno troverà adeguate risposte alle seguenti domande chiave:
1 Ha spiegato come funzionerà la terapia ovverosia le procedure metodologiche attuate?
2 Quale è il suo approccio metodologico al problema lamentato? (orientamento epistemologico)
3 È più interessato a comprendere il passato piuttosto che risolvere i problemi del presente?
4 I tempi (durata) ed i costi sono stati presi concretamente in considerazione?
5 Qual è l’impegno richiesto?
6 Vengono prefissati obiettivi concreti e misurabili anche da parte del paziente?
7 Il paziente viene messo in grado di verificare i progressi terapeutici?
8 C’è coerenza tra la diagnosi e la terapia proposta?
9 Le informazioni offerte sono state erogate solo a voce o anche messe per iscritto?”.

Nel caso poi di riscontro di atteggiamenti poco professionali o scorretti – purtroppo diffusi – come, ad esempio, la violazione della riservatezza, inviti a feste, pranzi o altre interferenze non inerenti alla terapia, quali telefonate inopportune o anche ambigue, un approccio confidenziale e cameratesco, eventuali tentativi, anche indiretti, di tipo affettivo sentimentale o sessuale, il paziente, per sua tutela, deve informare esplicitamente l’Ordine professionale in cui il clinico è iscritto, che provvederà disciplinariamente, in base ai rispettivi codici deontologici.

liberamente tratto da Paolo G. Zucconi, Il Manuale pratico del benessere, Edizioni Ipertesto, pag.517

“VAGINISMO”.... FORSE QUESTO E’... IL PROBLEMA            penetrazione dolorosa e/o impossibile?Tra i disturbi sessuali ...
06/03/2016

“VAGINISMO”.... FORSE QUESTO E’... IL PROBLEMA
penetrazione dolorosa e/o impossibile?

Tra i disturbi sessuali femminili i sessuologi clinici riscontrano anche le “fobie sessuali”.

Dal punto di vista diagnostico le fobie, in generale, rientrano tra i disturbi d’ansia.
Una forma di paura non controllata, una paura sproporzionata alla situazione e caratterizzata dall’evitamento della situazione temuta.
Nel caso particolare delle cosiddette “fobie sessuali”, la paura eccessiva, da cui il comportamento di evitamento, riguarda l’accettazione del pene nella propria va**na.

RAPPORTO DOLOROSO O PENETRAZIONE IMPOSSIBILE
Due sono i disturbi di riferimento. Il primo viene definito dispareunia, un rapporto sessuale doloroso durante o dopo la penetrazione.
L’altro disturbo, molto più diffuso e più tipicamente fobico, riguarda l’impossibilità per l’uomo di penetrare la va**na della partner per l’eccessiva resistenza dei muscoli dell’ostio va**nale. “È come un muro!”. Questo è il vaginismo.
Ha un tasso di prevalenza variante dal 2% al 4% e rappresenta il 15% delle disfunzioni sessuali femminili.
Dopo un esordio, solitamente al primo incontro sessuale, il decorso del vaginismo permanente è cronico, se non si intraprende, ai primi segnali, una specifica terapia con un sessuologo clinico (meglio se anche specialista in psicoterapia comportamentale).
Il disturbo, una volta instauratosi, viene mantenuto da: (almeno 1)
o eventuali vaginiti, vulviti o vestiboliti ricorrenti,
o presenza di disturbi d’ansia,
o un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità,
o un partner eccessivamente accondiscendente e tollerante (a maggior ragione se anche sofferente di disfunzione erettile o con desiderio sessuale basso),
o talvolta anche da un partner omosessuale, anche se non dichiarato.

LA VALUTAZIONE DEL "VAGINISMO"
Nel corso della - necessaria - valutazione clinica della paziente, il sessuologo clinico distingue, ai fini di un intervento terapeutico efficace ed efficiente, un vaginismo primario (da sempre), un vaginismo secondario (acquisito in seguito ad una condizione medica o ad un trauma manifestatosi in ambito sessuale) ed un vaginismo situazionale (in quel momento con quel determinato partner).
Inoltre il sessuologo clinico comportamentale valuta anche la gravità di un accertato vaginismo per cui si classifica un vaginismo di primo grado (lieve), di secondo grado(moderato) di terzo (grave) e anche di quarto grado (molto grave).

IL PARTNER E... LA GIURISPRUDENZA
Certi maschi, sposatisi con una donna vaginismica, sono semplicemente frustrati dalla impossibilità di penetrare la va**na della moglie.
Altri invece interpretano la difficoltà di penetrazione come un rifiuto nei loro confronti che, se persiste nel tempo, priva la coppia non solo di rapporti sessuali, ma anche della possibilità di avere figli.
In tali casi il vaginismo diventa allora un problema anche psicologico-legale dal momento che il matrimonio non viene “consumato”.
Mentre nel diritto civile la mancata consumazione del matrimonio (coniugium album), qualora dia luogo a turbamento della comunione tra coniugi può essere condizione di divorzio, per il diritto canonico, la mancata consumazione che caratterizza il “matrimonio bianco” è causa di nullità per “impedimento dirimente”, dal momento che manca alla donna una richiesta idoneità recettiva “antecedens et perpetua”, tale da permettere l’introduzione del pene in va**na e conseguente inseminazione.

IL SESSUOLOGO CLINICO COMPORTAMENTALE
Prima di iniziare le procedure (lunghe e costose) per una separazione (e successivo divorzio) “con addebiti” per matrimonio non consumato afferendo da illustri avvocati e psicologi legali, pare conveniente rivolgersi - almeno per un consulto - ad un sessuologo clinico esperto.

http://www.dr-zucconi.it/news/news-del-dr-zucconi/dettagli-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=1021&cHash=82279ce299254ac641c85bae54ee2cd4

Infatti il vaginismo (anche di grado lieve), una volta diagnosticato, in assenza di importanti comorbilità eventualmente accertate durante la valutazione clinica, può essere curato e risolto, con ottimo successo e per sempre, da un capace sessuologo comportamentale anche in tempi molto più brevi di quanto si possa immaginare, in presenza di una normale rispondenza e partecipazione da parte della paziente, tramite specifici interventi clinici mansionali, molto efficaci, previsti dalla terapia sessuologica comportamentale.

Liberamente tratto da Paolo Zucconi, Il manuale pratico del benessere, Ipertesto editore

Indirizzo

Viale VENEZIA
Udine
33100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Clinica di Sessuologia, Neuropsicologia e Psicoterapia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram