31/05/2023
Il SENTIMENTO Della GELOSIA
La “solitudine” è ciò che l’ uomo teme maggiormente. La possibilità dell’ abbandono è quanto il narcisismo individuale non può tollerare, poiché implica un disconoscimento della propria persona.
Essere abbandonati significa sempre, nella mente di chi vive e sente il legame come una fondamentale fonte di rassicurazione, essere abbandonati per qualcun altro. Per un “lui” migliore.
Per impedire che ciò avvenga è necessario che l’ altro non venga in contatto con persone diverse. Da qui hanno origine, per esempio, i pedinamenti, i sospetti infondati, il trasformare i gesti dell’ altro in simboli di un futuro abbandono.
Ma, attenzione: chi più teme il tradimento è chi sente dentro di sé la possibilità di metterlo in atto in prima persona. E trasferisce sul partner ogni colpa.
Vivere in bilico tra il bisogno di affidarsi completamente al partner e la paura incessante di ve**re abbandonato è come non potersi mai concedere lo spazio del presente. La vita diventa costante bisogno di una pace che sembra accessibile ogni volta che si interroga l’ altro sulla sua fedeltà e si ricevono risposte rassicuranti, ma che ben presto si vanifica perché le risposte non sono mai del tutto convincenti. Per tenere l’ altro avvinto a sé, l’ uomo mette in atto un semplice, istintivo meccanismo: tentare di possederlo. L’ uomo adulto, tuttavia, non può sequestrare un’ altra persona, o non potrebbe farlo, e allora diventa per lui necessario “controllarla”. Imporle il proprio parere e la propria volontà, seguirne le mosse, soprattutto impedire che l’ altro agisca autonomamente. Perché nella libertà dell’ altro l’ individuo geloso avverte il pericolo di essere abbandonato.
Non esiste “cura” per la gelosia, non c’ è nulla che possa farci avvertire con minor dolore l’ impatto dei nostri sogni con la realtà. Così come non c’ è non un rimedio per mitigare l’ impulso a rendere l’ amato un nostro possedimento Però, quando sentiamo la necessità di restringere il campo di vita dell’ altro per trarre da questo sacrificio imposto le nostre rassicurazioni, dovremmo chiederci se quel che proviamo è “amore” o dipendenza o bisogno di possedere.
Quando l’ uomo è capace di porsi domande è già sulla strada della guarigione.
Sulla gelosia
(Intervista ad Aldo Carotenuto)
Quando la sensazione di possesso genera l’illusione di avere dei diritti sull’altra persona, può accadere che il desidero di preservarla solo per noi si trasformi in un’autentica ossessione. La gelosia, quindi, rappresenta un’emozione pericolosa, perché può facilmente sfuggire al nostro controllo e produrre conseguenze disastrose per la coppia.
Ma quand’è che la gelosia può davvero essere considerata "eccessiva"? Perché, come accennavamo prima, può trasformarsi in una malattia? Per comprendere questo passaggio, occorre considerare che il rischio maggiore, che può far degenerare la gelosia in uno stato patologico, è rappresentato dalla paranoia.
Se infatti possiamo comprendere che una persona si ingelosisca perché, ad esempio, si sente trascurata e pensa che l’altro abbia troppe distrazioni, corteggiatori, interessi, vi sono situazioni in cui la gelosia appare ingiustificata o, comunque, spropositata. Questo accade quando la persona si sente continuamente minacciata dall’esterno, quando ogni minimo gesto compiuto dall’altro viene giudicato come l’indizio di un tradimento. Quando il nemico è ovunque e i suoi tranelli sembrano attenderci nell’ombra, allora la gelosia inizia ad assumere le tonalità della paranoia. In questo caso, il comportamento dell’altra persona infligge al geloso continue ferite narcisistiche, colpi durissimi che vanno a intaccare la sua personalità fragile e insicura, il grande amore che nutre solo per se stesso. In una simile condizione psicologica, è molto difficile condurre una vita normale. La persona posseduta dalla gelosia, infatti, è comunque una persona che soffre e i suoi deliri paranoici si trasformano in autentici strumenti di tortura per il partner. Egli è consapevole che il suo comportamento genera discussioni, litigi, che priva il rapporto di quella fiducia di fondo che gli sarebbe necessaria per sopravvivere nel tempo. Il malato di gelosia sa bene quanta sofferenza provoca all’altra persona e questo controsenso alimenta un pericoloso fuoco di rabbia inespressa. Spinta a questi eccessi, la gelosia si trasforma in un tarlo che logora le giornate di entrambi, che si insinua nel rapporto deformandolo sino al punto di renderlo irriconoscibile. Può essere sorprendente osservare quanto i "gelosiparanoici" soffrano, quanto si sentano perseguitati dalle loro ingiustificate fantasie e come, pur essendo consapevoli del dolore che alimentano, non riescano a porre fine a questo tormento. In realtà, però, simili dinamiche non dovrebbero destare stupore, giacché la persona gelosa ama solo se stessa e il suo unico bisogno è quello di preservare intatta la sua immagine e non tormentare la propria dimensione narcisistica. Il geloso si trova a dover fronteggiare una situazione più grande di lui, che lo assorbe completamente, soggiogandolo sino al punto di renderlo del tutto incapace di amare. Eppure, il problema risiede proprio qui, perché vivere l’autenticità del sentimento amoroso significherebbe depotenziare la gelosia sino al punto di renderla inoffensiva.
Aldo Carotenuto, Il gioco delle passioni-Dinamiche dei rapporti amorosi