19/11/2025
ALZHEIMER E DIABETE DI TIPO 3.
CARENZA DI B1 E ALTERAZIONI CEREBRALI.
Le terapie per il morbo di hanno mostrato, nella maggior parte dei casi, una mancanza di efficacia, suggerendo che dovremmo prendere in considerazione bersagli "alternativi"...
Oltre a placche e ai grovigli e al declino cognitivo, molteplici cambiamenti accompagnano l'AD tra cui infiammazione, stress ossidativo e disregolazione metabolica.
Le anomalie nel metabolismo del glucosio (lo chiamiamo DIABETE DI TIPO 3, ricordalo!), i cambiamenti vascolari e l'infiammazione sono caratteristiche strettamente collegate e comuni dell'Alzheimer.
Ti sei mai chiesto il perchè?
E perchè parliamo di VITAmina B1 ( )?
Gli enzimi dipendenti dalla tiamina difosfato regolano i passaggi chiave nel metabolismo del glucosio nel cervello; questi enzimi sono ridotti significativamente nel sangue e nel cervello dei pazienti con Alzheimer.
E questo spiegherebbe la base delle "anomalie metaboliche".
Infatti, la carenza di tiamina induce infiammazione e alterazioni della vascolarizzazione, e nel cervello si accumulano gli (prodotti finali della glicazione avanzata), proteine tossiche indicative di alterato metabolismo del glucosio e del loro recettore.
Solo questo?
No....
Questo anomalo metabolismo porta a una produzione eccessiva di radicali liberi che danneggiano altre molecole. Non a caso, all'autopsia di un paziente con Alzheimer lo stress ossidativo nel cervello è diffuso, come lo sono le placche e i grovigli.
E' per questo che partendo dagli studi sui diabetici e sulla neuropatia diabetica (causata dalla carenza di Magnesio? Dalla carenza di VITAmina B12? Dagli effetti dannosi di e ?) si sono studiate le forem sintetiche attive della TIAMINA.
Che sono fino a 5 volte PIU' ASSORBIBILI.
E quindi efficaci.
Come la (acquistabile su amazon e google).
La Benfotiamina riduce la patologia in molteplici modelli preclinici di malattia, compresi i modelli animali di Alzheimer (hanno mutazioni genetiche "umane" che la causano).
In un modello murino, il trattamento con Benfotiamina riduce i grovigli, è neuroprotettivo e migliora i deficit comportamentali.
In modelli animali di formazione di placche amiloidi, la Benfotiamina riduce il numero di placche amiloidi e migliora la memoria; in altri modelli animali ripristina la neurogenesi e diminuisce lo stress ossidativo.
Questi risultati suggeriscono che la Benfotiamina può essere terapeuticamente benefica per l' .
Ma anche per il diabete, come dimostrato negli studi condotti per il trattamento della neuropatia periferica nel diabetico.
Ma Se ne prendono microgrammi?
No.
Il dosaggio più studiato nei diabetici è di 300 mg al mattino e alla sera, ma dosaggi fino a 900 mg al giorno non mostrano alcuna significativa tossicità.
Altro che 1, 2 o 4 mg di Tiamina.
Praticamente inutile.
Se non a riempire le tasche di chi spaccia multivitaminici sottodosati.
Fai una cosa: ascolta il mio consiglio, cerca le compresse di benfotiamina su Google (ne troverai parecchie).
E smetti di mangiare 💩💩💩 ultra-raffinata e zuccherata che mantiene vive e vibranti le candide.
Perchè producendo ti fa sentire: stanca, depressa, smemorata, con la nebbia mentale.
Non sia mai che poi non arrivi una diagnosi di
Ascolta la tua pancia, perchè la tua salute vale!
LINK DI APPROFONDIMENTO👇👇👇
1) lavoro originale che ha stimolato questo articolo:
Benfotiamina e declino cognitivo nella malattia di Alzheimer: risultati di uno studio clinico randomizzato di II fase, controllata con placebo.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7880246/
2) Uso di Benfotiamina nei diabetici:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20188835/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18473286/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16936154/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18473286/
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