Luisa Fornasiero

Luisa Fornasiero Creatrice del metodo REAL™ – Riequilibrio Energetico Algoritmo Life.
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🎤 Luisa Fornasiero
Coach del Benessere | Creatrice del metodo REAL™
✨ Aiuto le donne a ritrovare equilibrio, autenticità e forza interiore
📍 Udine & Online | 💌 Consulenze personalizzate Guido le persone a ritrovare equilibrio e benessere attraverso parole, frequenze e consapevolezza.

E ieri sera, alle otto precise… ho chiuso l’ultima pagina del secondo libro.Trenta giorni intensi.Dodici ore al giorno d...
25/01/2026

E ieri sera, alle otto precise… ho chiuso l’ultima pagina del secondo libro.

Trenta giorni intensi.
Dodici ore al giorno davanti al monitor.
Leggere, rileggere, stampare.
Leggere ad alta voce.
Leggere nella testa.
Entrare nella pelle del lettore.
Chiedermi: capirà? si divertirà? sentirà quello che sento io? userà davvero questi strumenti?

Nel frattempo la vita lavorativa continuava a galoppare come un treno in corsa.
Sessioni, progetti, impegni.
La vita sociale… ecco… quella ha fatto un elegante inchino ed è uscita di scena.

Quando ho messo il punto finale…
giuro: il cuore ha esultato, i piedi hanno saltato, il corpo intero gridava EUREKA!
Io cucinavo con un sorriso stampato in faccia e dentro pensavo:
ce l’ho fatta. Davvero.

Poi, mentre tagliavo verdure, già progettavo la domenica successiva.
Indice.
Il famigerato indice.

La prima bozza mi aveva fatto sgranare gli occhi:
“Serve una lente d’ingrandimento o un segnalibro telescopico?”
Un indice lungo quanto un libricino… anche no, grazie.

Così oggi, in questa giornata grigia e piovosa del Friuli Venezia Giulia, mi siedo con il bisturi del cesello.
Limare.
Ottimizzare.
Rendere chiaro già dalla prima occhiata.

Perché ognuno entra in un libro a modo suo.
C’è chi parte dalla prima pagina e si gusta il viaggio.
C’è chi cerca il cuore, la visione, il senso profondo.
C’è chi punta dritto agli algoritmi per argomento, con la bussola in mano e lo sguardo pratico.

L’indice deve parlare a tutti.
Accogliere.
Orientare.
Far dire: ok, questo libro fa per me.

Gennaio sta salutando piano piano.
Io sogno una chiusura in bellezza e la consegna del manoscritto a Barbara Zippo per la seconda revisione.

La prima l’ho affrontata in modalità chirurgo.
Qui entrerò in scena con il fioretto.

Il grosso vive già sulla pagina.
Le domande profonde hanno trovato spazio.
Le ossa portanti sono al loro posto.

Ora… affido il resto a Dio.

E continuo a sorridere.
Perché creare un libro così…
somiglia parecchio a scalare una montagna.
Arrivi in cima stanca, spettinata…
e con una vista che toglie il fiato.

Il post che ho pubblicato ieri nasce da un’intenzione precisa: creare uno spazio di consapevolezza, non aprire un dibatt...
22/01/2026

Il post che ho pubblicato ieri nasce da un’intenzione precisa: creare uno spazio di consapevolezza, non aprire un dibattito tra etichette alimentari, scelte ideologiche o appartenenze.

Ho parlato di carne, sì. Ma il punto vero resta un altro: le memorie che quel cibo porta con sé. Le informazioni che entrano nel nostro corpo. Le tracce biologiche ed emotive che viaggiano attraverso le generazioni, da ciò che hanno mangiato i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri avi, fino a noi.

La domanda allora si amplia: quanta presenza mettiamo in ciò che introduciamo nel corpo? In ciò che è vivo e in ciò che è spento. In ciò che mangiamo, in ciò che beviamo, in ciò che respiriamo ogni giorno?

E qui si apre un altro livello di attenzione. Anche l’alcol dialoga con il nostro sistema biologico in modo profondo, soprattutto quando parliamo di superalcolici. Nel corpo femminile, poi, i tempi di smaltimento risultano spesso più lenti: un’informazione che negli anni ho osservato e studiato, e che invita a un ascolto ancora più sottile dei segnali interni.

Il centro, però, resta sempre lo stesso: noi.
Le nostre scelte quotidiane.
Scelte che nascono dall’ascolto oppure dal contesto, dalla società, dal ritmo che ci avvolge, dalle convinzioni che assorbiamo senza accorgercene.

Perché siamo fatti di pensieri.
I pensieri passano attraverso le parole.
Le parole diventano azioni, abitudini, credenze.

E anche questo diventa nutrimento.

Se viviamo costantemente nella paura di sbagliare cibo, nel sospetto continuo, nell’esclusione sistematica di tutto - questo sì, questo no, questo forse - rischiamo di trasformare il pasto in tensione, il corpo in un campo di battaglia. E ancora non viviamo di aria soltanto, almeno oggi. Parentesi aperta: anche se qualcuno mi ha raccontato dell’esistenza dei cosiddetti respiriani… parentesi chiusa.

Il punto resta uno: portare consapevolezza nel corpo che abitiamo.
Capire come funziona.
Ascoltarlo davvero.

Ascoltarlo quando segnala disagio nella digestione.
Quando un alimento che amiamo chiede una pausa.
Quando, in questo momento della vita, qualcosa che ieri funzionava oggi invita a un cambiamento.

E poi un gesto semplice, quasi rivoluzionario nella sua delicatezza: sedersi a tavola presenti.
Senza scorrere notizie sul telefono.
Senza lasciarsi attraversare dal rumore dei telegiornali.

Portare attenzione al cibo.
Onorarlo.
Riconoscerne il valore come nutrimento del corpo, così come riconosciamo il valore di ciò che nutre l’anima.

Qui non esistono imposizioni.
Esiste un invito gentile all’ascolto.
Alla responsabilità amorosa verso sé stessi.
Alla curiosità verso ciò che crea vitalità, leggerezza, centratura.

Ogni scelta consapevole crea spazio.
Ogni gesto attento dialoga con la nostra intelligenza biologica ed emotiva.

Questo spazio nasce per questo: accompagnare, aprire domande, stimolare presenza.
Mai per dividere.
Sempre per ricordare che dentro ognuno vive una saggezza pronta a farsi sentire, se le concediamo silenzio e rispetto.

È da giorni, forse da settimane, che seguo alcune inchieste. Parlano di carne scaduta, avariata, che arriva dall’estero ...
21/01/2026

È da giorni, forse da settimane, che seguo alcune inchieste.

Parlano di carne scaduta, avariata, che arriva dall’estero già compromessa e che viene trattata chimicamente per tornare sul mercato.

Carne che finisce nei ristoranti stellati, sulle navi da crociera, nei prodotti che molte famiglie portano ogni giorno in tavola.
Carne che, trasformata, diventa anche cibo per i nostri animali.

Le immagini sono forti.
E lo sono ancora di più le domande che lasciano dentro.

Mentre guardavo questi servizi, una parola ha iniziato a risuonare chiaramente in me: memorie cellulari...

Lavoro da anni con strumenti che dialogano con il corpo, con il sistema biologico, con le memorie profonde delle cellule.
E allora la domanda è arrivata spontanea.

Se noi siamo fatti di cellule…
e le cellule custodiscono memoria…
che tipo di informazioni introduciamo nel corpo quando mangiamo?

Le memorie cellulari sono ovunque.
Sono nei tessuti, nel DNA, nel cervello.
Sappiamo che alcune memorie attraversano anche più generazioni.

E allora proviamo a immaginare cosa significa nutrirsi di un animale cresciuto in condizioni disumane.
Un animale che ha vissuto stress, paura, costrizione.
Un animale che percepisce la morte, perché sì, anche gli animali percepiscono.

Chi vive a contatto con loro lo sa.
Sentono l’odore della paura, lo stato emotivo del gruppo, il pericolo imminente.

Pensiamo agli allevamenti intensivi.
Ai polli cresciuti in gabbia, talmente appesantiti da non riuscire a reggersi se lasciati liberi.

Pensiamo a cosa si accumula, generazione dopo generazione, nei loro corpi.

Quelle memorie restano nella carne. E quella carne entra nel corpo umano.

Così integriamo informazioni di morte, di stress, di putrefazione, di sopravvivenza forzata. E lo facciamo spesso senza rendercene conto.

Forse tutto questo sta emergendo ora proprio per questo motivo:
per permettere a ciascuno di scegliere.

Scegliere con consapevolezza.
Scegliere cosa nutrire.
Scegliere cosa far entrare nel proprio corpo.

Senza moralismi.

Senza forzature.
Senza ideologie.
Senza dover seguire qualcuno.

Solo una scelta personale.

Sapendo che, quando mi nutro di carne sto introducendo anche memorie di morte.
E ricordarlo cambia tutto.

Forse è il momento di tornare a un rapporto diverso con il cibo.
A quando la carne era rara.
A quando aveva un valore.
A quando nutrirsi era un atto di vita, non un gesto automatico.

Il corpo ascolta.
Il corpo sa.
Sta a noi scegliere se iniziare ad ascoltarlo davvero.

Prima di mangiare, prima di scegliere, prima di nutrirsi…
fermati un istante. Porta l’attenzione dentro il corpo.
Ascolta cosa risuona davvero.
Ascolta se c’è apertura, se c’è vitalità, se c’è espansione.

Perché il corpo riconosce la vita.
La riconosce subito.

Ogni cellula sa distinguere ciò che sostiene da ciò che appesantisce.

Ogni cellula sa cosa porta nutrimento e cosa porta memoria di dolore.

Nutrirsi è un atto energetico.
È un dialogo silenzioso tra ciò che entra e ciò che siamo.

Scegliere con presenza significa scegliere vita.
Significa onorare il corpo come un tempio di memoria e intelligenza.

E quando la scelta nasce dall’ascolto,
il corpo risponde.
Sempre.

TROVERETE QUELLO CHE CERCATE (Per gentile concessione di un'anima in ascolto)13.01.26Ci sono confini che non si vogliono...
21/01/2026

TROVERETE QUELLO CHE CERCATE
(Per gentile concessione di un'anima in ascolto)
13.01.26

Ci sono confini che non si vogliono varcare, confini dati da un tempo ed uno spazio che non esistono più...
Confini che vengono installati nei vostri schemi e retaggi e che non vi consentono di vivere la vostra vita in totale libertà...
Confini che si reiterano nel tempo e si propagano nelle ideologie finora perpetuate nelle vostre menti...
Ma i confini che vi ponete non esistono...
Esistono solamente delle modificazioni, a livello sub-coscienziale che sono state imposte e viste come veritiere.
Non ci sono.
Non esistono.
Avete la possibilità di passare i confini di tempo e spazio, avete la possibilità di essere ciò che volete essere nell'esatto istantte in cui volete farlo.
Si tratta di abbattere le reti e le gabbie in cui vi siete inseriti...
Inseriti in una impossibilità che non esiste, un sottile ed eterico in cui tutto è possibile.
Passate i vostri spazi, destinate i vostri tempi a capire cosa siete e come vi manifesterete...
E' la vostra manifestazione che vi rende liberi, una manifestazione di corpo, anima e spirito che si riuniscono in un solo eterno Maxi-Essere che vi darà la forza di spaccare anche gli ultimi fili che vi avvolgono e vi connettono a quella matrice in cui pensate di essere inseriti.
Dentro il vostro cuore arde un fuoco che vuole uscire.
Dentro la vostra Anima, che si sta connettendo col cuore, attraverso l'Amore si sta formando quella nuova consapevolezza che vi consentirà di fare ciò che vorrete.
Uscite dai vostri spazi, uscite dalle vostre menti...
Inter-connettetevi col vostro cuore che vi porterà nella Dimensione d'Amore, costruita apposta per voi e per il vostro nuovo corpo.
Un corpo di luce che si sovrappone pienamente al corpo fisico, un corpo di luce che si incastra perfettamente nel vostro cuore e che vi permette di mettere le ali e di volare nel pieno rispetto del vostro nuovo Essere e della vostra nuova ESSENZA.
Non abbiate paura e non abbassate le vostre essenze vibratorie per una sensazione peraltro fallace.
Avete la protezione del vostro cuore che vi dirigerà verso la vostra storia d'Amore.
Un Amore di Se stessi, per Se stessi e con Se stessi.
E' dentro quel cuore che arde e che si orienta all'Amore Infinito, troverete quello che cercate.
Il vostro vero voi stessi.
Dall'alto si stanno muovendo molte congiunzioni astrali per portarvi sulla via che avete scelto in quel passato che ora sta ridiventando presente.
Nell'Animinictà del vecchio “passato” si rispecchia quello che nel presente è già nel vostro corpo e nella vostra Anima.
Nulla è stato dimenticato, tutto torna e tornerà alla luce.
Guardate quel mare da cui siete nati, bevete quell'acqua che vi costituisce, respirate quell'aria che vi dà la forma, mangiate il vostro sapere e integrate in voi tutto quello che dentro voi accade.

Eric



INTERPRETAZIONE

In questo messaggio si parla di confini.
Ma non dei confini reali.
Si parla di quei limiti invisibili che abbiamo interiorizzato nel tempo: idee su chi siamo, su cosa possiamo fare, su cosa è “possibile” o “impossibile” per noi.

Il messaggio dice una cosa molto chiara: molti di questi confini non esistono più.
O forse non sono mai esistiti davvero.

Sono schemi mentali, abitudini emotive, convinzioni profonde che abbiamo assorbito vivendo, crescendo, adattandoci.
E col tempo li abbiamo scambiati per verità.

Qui viene detto che oggi è possibile andare oltre quei confini.

Non con la forza.
Non fuggendo dalla realtà.
Ma integrando corpo, cuore e coscienza.

Quando il messaggio parla di “manifestazione”, non intende magia o illusioni.

Intende incarnazione.

Essere ciò che sentiamo di essere, nel concreto della vita.

Dire sì a ciò che siamo diventati.

Smettere di trattenerci per paura, per abitudine, per fedeltà a vecchie versioni di noi.

Il “corpo di luce” di cui si parla non è qualcosa di separato dal corpo fisico.

È una nuova percezione di sé: più integra, più presente, più allineata.

È sentire di abitare davvero il proprio corpo, il proprio cuore, la propria vita.

Il messaggio insiste molto su un punto:
non abbassare la propria vibrazione per paura.
Non tornare indietro per una sensazione passeggera.
Non tradirsi per adattarsi.

Perché il vero orientamento arriva dal cuore.

Ed è lì che si trova ciò che cerchiamo da sempre:
noi stessi.

Non una versione ideale.
Non quella che “dovremmo essere”.

Ma quella che siamo, quando smettiamo di difenderci.

Alla fine il messaggio invita a una cosa molto semplice e molto profonda: tornare agli elementi, alla vita, al corpo, al respiro, alla presenza.

Perché nulla è andato perduto.

Nulla è stato dimenticato.
Tutto sta tornando alla luce, nel tempo giusto, nel modo giusto.

E quello che cerchiamo…
non è fuori.
È già qui.

  Durante uno degli ultimi workshop, mentre spiegavo con semplicità come funzionano gli algoritmi, una signora ha chiest...
19/01/2026



Durante uno degli ultimi workshop, mentre spiegavo con semplicità come funzionano gli algoritmi, una signora ha chiesto di raccontare la sua esperienza.

Mi ha detto che, con l’entrata in menopausa, era iniziato un prurito vaginale molto fastidioso e continuo. Ovviamente ha fatto tutto quello che si fa in questi casi: visite, controlli, specialisti diversi. Dopo esami su esami la risposta era sempre la stessa: signora, è una cosa naturale, bisogna imparare a sopportare, con il tempo forse diminuirà, ma non c’è molto da fare.

E così lei, dopo anni di questo disagio, aveva quasi imparato a conviverci, come se se lo fosse messo in tasca insieme alla rassegnazione.

Un giorno un’amica le presta il mio libro Algoritmi e altre Storie.
Lei, incuriosita, inizia a leggere senza grandi aspettative. Arriva all’algoritmo a cinque fasi e decide di provare. Senza preparazione, senza aver mai fatto nulla di simile, senza nemmeno quella che chiamiamo intenzione forte. Mi ha detto proprio così: “Ho pensato: perché no? Proviamo. Male non fa”.

Un po’ come è successo a me all’inizio, quando buttavo là le cose quasi per gioco, con quella leggerezza di chi dice: se funziona, bene, altrimenti pazienza.

Ha fatto l’algoritmo.
Nel giro di cinque minuti il prurito è sparito.
E non è più tornato.

Quando me l’ha raccontato aveva gli occhi lucidi: “È un mese che sono tornata a vivere come una persona normale, senza quel tormento addosso”.

Io ascoltavo in silenzio e pensavo a quanto il corpo, a volte, aspetti solo un linguaggio diverso per ricordarsi come stare bene.

Allo stesso workshop inizio a spiegare la tecnica dell’Algoritmo dei (3) passi: indietro, avanti, di lato. Come faccio sempre invito i partecipanti a provare tra di loro, controllo che abbiano le mani nella posizione giusta, la pressione corretta, che siano alla stessa altezza per poter lavorare bene. Insomma, verifico tutti quei piccoli dettagli che fanno la differenza.

Faccio una prima dimostrazione e poi prendo una persona a caso, una che apparentemente non ha dolore, per mostrare come conduco io.

A un certo punto, dal fondo della sala, vedo Cristina - la presidente dell'associazione che mi ospita - alzarsi in evidente difficoltà.
Dice: “Accendo le luci così vediamo meglio”.
La guardo e le chiedo: “Cristina, cosa succede?”
E lei: “Ho un dolore di sciatica allucinante, ce l’ho da tutta la mattina”.

Le rispondo quasi ridendo: “Potevi dirmelo prima, no? Allora facciamo la dimostrazione direttamente su di te”.

Iniziamo la danza dei passi.
Faccio notare a tutti come il corpo dia già le indicazioni su dove andare, su come muoversi. Cristina ha gli occhi chiusi, io spiego, lei è visibilmente sofferente. Seguo i movimenti del suo corpo, la porto dove vuole andare, senza forzare nulla.

Tempo meno di cinque minuti: dolore completamente sparito.
Cristina apre gli occhi sconvolta: “Mi hai tolto tutto!”.

Tra l’entusiasmo generale sto per tornare al mio posto quando una signora dice: “Potrei anch’io?”.

Senza chiederle nulla del suo problema la invito a ve**re vicino a me.
Le dico solo: “Non mi interessa sapere cos’hai. Dimmi in una scala da uno a dieci quanto è il dolore adesso”.
Risponde: “Otto”.

Osservo anche lei, mostro al pubblico le tecniche di preparazione, le faccio chiudere gli occhi e mi metto al suo fianco. Di nuovo il corpo inizia a parlare da solo e tutti vedono i suoi movimenti. Seguo ciò che emerge, pochissimi minuti e anche lei risolve.

Alla fine mi chiede: “Perché mi hai fatto andare a sinistra?”.
Le rispondo: “Perché il tuo corpo tirava a sinistra. Perché me lo chiedi?”.
“Perché a me faceva malissimo la spalla sinistra.”

In un quarto d’ora scarso avevamo lavorato su due situazioni davvero toste.
La signora della spalla continuava a fare movimenti di apertura per controllare, incredula, come se cercasse il dolore e non lo trovasse più.

Chi prova l’algoritmo dei passi rimane sempre un po’ sconvolto dalla rapidità con cui il dolore svanisce. Io, come sapete, non porto mai la scala a zero, né a uno: mi fermo su un tre o un quattro e ancoro subito sui piedi, perché il processo, una volta avviato, prosegue da solo.

E ogni volta è una conferma di quanto il corpo sappia esattamente cosa fare, se solo gli diamo la possibilità di parlare.

(immagine ricreata dalla IA)

https://youtu.be/zWOmQu36X7QSUPER ALGORITMO SALUTE PERFETTA 7 ✨Questo Algoritmo è l’evoluzione dei precedenti modelli de...
16/01/2026

https://youtu.be/zWOmQu36X7Q

SUPER ALGORITMO SALUTE PERFETTA 7 ✨

Questo Algoritmo è l’evoluzione dei precedenti modelli dedicati alla salute e al riequilibrio energetico.

Nasce per agire in profondità, unendo mente, cuore ed energia in un unico processo di autoguarigione consapevole.

💫 La parte più potente e profonda del tuo Sé sa esattamente cosa fare:
analizza il sistema bio-energetico, corregge le anomalie, ripara le cellule danneggiate e libera i meridiani perché l’energia vitale torni a fluire libera.

È un richiamo diretto alla tua intelligenza interiore, che lavora per ristabilire l’armonia in ogni livello del tuo essere.

💚 Ripetilo con intenzione e fiducia per almeno 30 giorni.

Questo Algoritmo è l’evoluzione dei precedenti modelli dedicati alla salute e al riequilibrio energetico.Nasce per agire in profondità, unendo mente, cuore e...

Sta per partire un nuovo Workshop REAL™ Algoritmo Life in versione slow-lentaÈ un percorso online, su Zoom, pensato per ...
15/01/2026

Sta per partire un nuovo Workshop REAL™ Algoritmo Life in versione slow-lenta

È un percorso online, su Zoom, pensato per chi desidera capire davvero con calma, senza fretta, con spazio per l’ascolto, le domande, l’integrazione e la pratica.

È un workshop didattico ed esperienziale insieme, creato per chi ama i ritmi umani, per chi sente che l’apprendimento vero ha bisogno di tempo per depositarsi e trasformarsi in esperienza.

Partirà lunedì 2 febbraio, alle 20:30, in versione serale.

Ci vedremo una volta a settimana, per 1 ora, per quattro settimane.

In questo mese lavoreremo su:

– comprensione degli Algoritmi e di come funzionano
– quando e come usarli nella vita quotidiana
– lavoro con l’immaginazione consapevole e le immagini interiori
– spazio per domande, chiarimenti e integrazione

Ogni incontro viene registrato ed è disponibile nel gruppo privato Telegram, dove sarò presente anche tra un incontro e l’altro per sostenere, suggerire e accompagnare.

In questo momento parto con la versione serale perché è quella che ha risuonato di più come spazio disponibile.

Detto questo, tengo molto in ascolto anche chi sente il pomeriggio come il proprio tempo naturale: ho visto che c’è un desiderio reale anche lì, e più avanti creerò volentieri una versione pomeridiana per chi sente quel ritmo più allineato.

Se senti che questo spazio ti chiama ora, qui trovi tutte le informazioni:
https://luisafornasiero.it/workshop-real-online/

Non vedo l'ora di rispondere a tutte le vostre domande 🥰

C’è questa strana idea che gira, ogni tanto, che io sia una specie di creatura amorevole.Una che vive in uno stato di pe...
13/01/2026

C’è questa strana idea che gira, ogni tanto, che io sia una specie di creatura amorevole.

Una che vive in uno stato di perenne connessione cosmica, nutrita a luce, silenzio e vibrazioni alte.

Una che fluttua a dieci centimetri da terra, sorride sempre e parla solo per metafore.

Ecco. No.

Ho sempre avuto un atteggiamento molto poco mistico verso la vita.

Piuttosto disincantato. Con i piedi ben piantati per terra e una buona confidenza con la realtà, quella vera: fatta di orari, turni, stanchezza, bollette e caffè.

Alle superiori lavoravo già.
Mi pagavo i corsi serali extra perché sapevo cosa volevo fare e mi sembrava naturale pensarci da sola.
Mio padre era molto chiaro: “Dai 18 anni in su hai un tetto sulla testa. Al resto pensi tu.”
Io ho preso la cosa come una specie di contratto con la vita. Firmato, accettato, rispettato.

Così mentre gli altri partivano per le vacanze, io lavoravo.
Uscivo da scuola e andavo a lavorare.

Ho fatto una marea di lavori.
Ho lavorato in profumeria.
Ho fatto la promoter in qualsiasi settore esistente: alimentare, elettronica, quello che capitava.
Ho venduto cose al telefono, in televisione, probabilmente anche l’aria se qualcuno l’avesse chiesta.
E intanto studiavo.

Stare con le mani in mano non è nel mio DNA.
Girarmi i pollici mi sembra una disciplina orientale che mi è sfuggita.

Ho preso lavori di ogni tipo...
Perché mi avevano insegnato così: intanto si prende quello che c’è, poi arrivano altre occasioni.

E guarda caso: arrivano davvero.

Ho imparato cosa significa farsi il mazzo.
Ho imparato che i soldi hanno valore perché dietro hanno tempo, energie, notti corte e schiena dritta.
Ho avuto periodi larghi e periodi in cui anche una pizza era una spesa da ponderare con filosofia.

E sono ancora qui.

Ogni difficoltà mi ha costruita molto più di qualsiasi mantra.
La realtà attraversata mi ha resa molto più concreta di qualsiasi etichetta spirituale.

Mi manca l’umiltà? Può darsi.
Perdo la pazienza? Anche.
Di certo mi manca l’aureola. E va benissimo così.

E per favore: evitiamo l’idea che io sia “illuminata”.
Che la bolletta della luce arriva puntuale anche a chi medita.

Sono una donna normale.

Con una storia, una schiena, delle giornate storte, delle risate e ogni tanto anche qualche sana incazzatura che mi riporta immediatamente nella terza dimensione.

Altro che guru.
Sono viva. Ed è già un bel lavoro. 😂

Buongiorno anime viaggiatrici, ogni volta che pubblico i messaggi canalizzati, arriva puntuale la domanda: ma quando acc...
09/01/2026

Buongiorno anime viaggiatrici,
ogni volta che pubblico i messaggi canalizzati, arriva puntuale la domanda: ma quando accadrà tutto questo?”

È una domanda naturale.
Ma nasce da un equivoco molto umano.

I messaggi non parlano dal tempo in cui viviamo noi.

Noi viviamo nel tempo lineare: prima, dopo, ieri, domani.

Il nostro corpo, le nostre emozioni, la nostra vita si muovono in quel tempo lì.

I messaggi invece parlano dal tempo del processo, dal tempo del campo, da un tempo che vede le possibilità prima che diventino eventi.
Vediamo se posso spiegare in modo più semplice.

È come parlare della primavera quando ancora c’è l’inverno.

Non perché la primavera sia già qui, ma perché il seme ha già iniziato a muoversi sotto terra.

Quello che viene descritto nei messaggi non è qualcosa che “accade tutto insieme in un giorno preciso”.

I messaggi non sono in anticipo sul tempo: sono in anticipo sulla percezione.

Sulla direzione, sulla traiettoria che diventa disponibile.

È una possibilità che chiede di essere vissuta.

Che poi ognuno attraversa nel suo tempo.

Per questo nei messaggi leggete:

nessuna forzatura
nessun obbligo
nessun giudizio
ognuno nel suo momento

Non c’è una data.

C’è una soglia e quella soglia si attraversa ogni volta che scegliamo più verità, più presenza, più cuore.

Il “quando” è personale.
È intimo.

È legato a quanto siamo pronti ad abitare ciò che sentiamo vero.

Potremmo anche dire così:
nel campo tutto è già “disponibile”.

Nell’umano rutto deve ancora essere vissuto, integrato, incarnato.

Il messaggio parla dal livello del campo.

Noi viviamo dal livello del corpo, della psiche, della relazione, della vita concreta.

E lì il tempo è lento.

Quindi la vera domanda è:

dove lo sto già vivendo?

CHI SONO?(Per gentile concessione di un'anima in ascolto)30.12.25Non vi soffermate solo sul corpo fisico e mentale, non ...
08/01/2026

CHI SONO?
(Per gentile concessione di un'anima in ascolto)
30.12.25

Non vi soffermate solo sul corpo fisico e mentale, non avete solo quello...
Non vi soffermate solo sulla piccola cellula o molecola, non avete solo quella...
Non vi soffermate solo sulla realtà che pensate di vivere, non siete solo in quella...
Iniziate a scoprirvi, come ci siamo scoperti noi...
Iniziate a lasciar andare, come abbiamo fatto noi...
Incominciate a considerare la vostra unicità e nel contempo la vostra infinità...
Siete unici ed allo stesso tempo infiniti, possedete più di ciò che credete, siete in più spazi-tempo contemporaneamente, siete insiti in una specie di infinito che tende all'unico, ma non è solamente unicità...
Siete un complesso di energie, di pensieri, di realizzazioni, di dimensioni, di campi eterici e quantici nella misura di un INFINITO UNICO.
Ognuno per ciò che è, ognuno per ciò che fa, ognuno per la sua esistenza, ognuno per la sua co-esistenza...
Corpi quantici, eterici, fisici, dispersi nelle pieghe del quantico distorto e non distorto, nella congiunzione dell'Essere, dell'Esistenza e della co-esistenza.
Abbracciate questo nuovo modo di essere e di esistere ed integratelo al meglio nel vostro "quotidiano", che è il prodotto di tutti gli spazi-tempo visitati, integrati, capiti, di tutte le dimensioni e le vibrazioni che sono in vostro possesso ed alla vostra Conoscenza...
Un conoscere non scritto, non imparato ma ricordato...
Ed ora, che tutti voi siete in quel nuovo 1 che sta portando riscoperta di ciò che già sapete, siate consapevoli di tutto quello che accade in voi, dentro voi, fuori di voi e nel vostro campo aurico, quantico ed eterico...
Siete la combinazione di più sfaccettature di ciò che credete di essere, siete la consapevolezza di ciò che sapete e che ricorderete...
Il bianco che supporta la rivelazione, l'ombra che non riesce più a nasconderla, ed il risveglio assoluto di tutte le vostre capacità di capire, comprendere, creare, risolvere...
Andate oltre le semplici percezioni, andate oltre il semplice capire, andate oltre il semplice vedere.
Ora con la nuova frequenza dell'1 e della nuova rivelazione, ognuno chiederà a se stesso...
CHI SONO?
Ed ognuno avrà secondo la sua preparazione la dovuta risposta...
Ecco perché invitiamo ad un passo oltre il fisico, ad un passo oltre la mente, ad un passo oltre ciò che sapete...
Perché solo la congiunzione dei vostri vari Esseri, porterà alla nuova conoscenza ed alla Rivelazione di ciò che è e verrà rivelato...
La chiave siete voi...

Eric

Con il percorso Rinascita ho ascoltato tante storie di donne che escono da relazioni con persone manipolatorie, narcisis...
06/01/2026

Con il percorso Rinascita ho ascoltato tante storie di donne che escono da relazioni con persone manipolatorie, narcisistiche, abusanti.

Storie che si somigliano in modo inquietante, come se seguissero tutte lo stesso copione.

E una cosa torna sempre.

Quando un narcisista “ti lascia”, in realtà lo sta preparando da molto tempo.

Non è un gesto impulsivo.
È un’operazione pianificata.

Perché lui costruisce tutto: una nuova vittima, una nuova immagine pubblica, una nuova narrativa… e soprattutto un assetto giuridico che lo protegga.

Tu, ignara, vivi dentro la relazione, credi, ti fidi, investi, ami, sostieni, giustifichi.

Lui invece prepara il campo di battaglia.

E quando scopri l’inganno, quando finalmente vedi il tradimento, la doppia vita, le menzogne, quando inizi a fare domande scomode… lì succede qualcosa di molto chiaro: il narcisista smette di fingere.

Cala la maschera.

Perché ha capito che non sei più manipolabile.
Non sei più utile.

E diventa una belva.

Userà tutto quello che ha a disposizione - potere, soldi, relazioni, avvocati, falsi testimoni, false prove, tempo, energia - per schiacciarti.

Per ditruggerti.

Perché il narcisista odia essere smascherato.
Non può mostrare in pubblico il suo vero volto che cela dietro la maschera.

Dietro al "teatro" che ha costruito.

Ecco perché voglio dirti una cosa fondamentale:

se ti accorgi di essere in una relazione tossica, manipolatoria, abusante, la prima cosa da fare è trovare sostegno.

Subito.

Sostegno psicologico.
Sostegno terapeutico.
Sostegno legale, competente su queste dinamiche.

E soprattutto: silenzio.
Nessun segnale.
Nessuna rivelazione.
Nessun confronto.

Il narcisita si allena da anni allo scontro.

E' preparato.

Tu sei sotto chock e hai davanti uno sconosciuto, di cui non conosci le dinamiche.

Ma il vero scontro non avverrà sul piano umano. Avverrà sul piano giuridico.

Ed è lì che molte donne cadono.

Si pensa ancora che nei tribunali le donne siano favorite.
Non è così.

Ho ascoltato storie di donne picchiate, tradite per anni, manipolate, spogliate dei loro risparmi.

Donne che si sono ritrovate sole, senza casa, senza soldi, con figli piccoli, con assegni di mantenimento ridicoli, insufficienti anche solo per coprire le spese essenziali.

300 euro lordi al mese per crescere un figlio!
Con stipendi che, le donne, sappiamo, hanno mediamente più bassi.
Con affitti alle stelle.
Con scuole, libri, sport, vestiti, cibo, salute, vita.

Con spese legali ingenti da sostenere.

Sulla carta tutto sembra regolare.
Nella vita reale è una condanna.

Perché i tribunali guardano le carte.
Non vedono le dinamiche.
Non vedono la manipolazione.
Non vedono il disegno che è stato tessuto anni prima.

Vedono solo il ricamo finito.

E quando tu arrivi lì, arrivi scioccata, ferita, stanca, emotivamente devastata.
Sei come un pugile già suonato prima dell’incontro.

Lui invece si è allenato da anni.

Ha già fatto triangolazione.
Ha già seminato dubbi su di te.
Sulla tua credibilità.
Ha già raccontato versioni distorte.
Ha già costruito alleanze.

Tu sai di essere la vittima.
Ma passerai per il carnefice.

Ed è una delle cose più dolorose che possano accadere: vedere la realtà ribaltata davanti ai tuoi occhi, mentre tu cerchi solo verità, giustizia, protezione.

Questa è la parte che nessuno racconta.

La parte in cui la seconda violenza arriva dopo la prima.
E arriva dal sistema.
Arriva dai tribunali.

Per questo l’unica vera protezione è prepararsi.
Fortificarsi.
Ritrovare centratura, dignità, lucidità, forza interiore.

E poi scegliere legali che conoscano davvero queste dinamiche.

Perché la manipolazione è invisibile a chi non la conosce.
E se nessuno la vede, tu resti sola a combattere qualcosa che non ha nome.

Quanto sei disposta a sopportare per ottenere giustizia?
E soprattutto, quanto sei disposta a proteggerti per restare integra lungo il cammino?

Perché il narcisista ti farà uscire il peggio.
Ti costringerà allo scontro.
Ti riderà in faccia.

Sbandiererà l'amante in pubblico facendola passare per "è solamente un'amica, una collega di lavoro".

E si circonderà di testimoni falsi, altri narcisisti, manipolatori, persone senza scrupoli, persone che vivono di bugie, che verranno a testimoniare il falso per aiutare l'amico in difficoltà. Magari anche gratuitamente.

Ignari del danno emotivo, psicologico e sociale che stanno causando alla vera vittima: TU.

Questa è la realtà.
Scomoda.
Dura.
Taciuta.

Ma conoscerla fa la differenza.

Perché chi è informata è meno vulnerabile.
Chi è preparata è meno manipolabile.
Chi è centrata è molto più difficile da distruggere.

Se senti che questa storia ti riguarda anche solo in parte, sappi che attraversare tutto questo da sole è la cosa più dura che si possa fare.

Esistono spazi in cui si può tornare a respirare.

Esistono luoghi in cui la confusione si scioglie, la forza torna, la mente si riorganizza, il cuore smette di essere in allarme.

Io lavoro proprio con questo: aiutare le persone a ritrovare centratura, lucidità e forza interiore quando escono da relazioni che le hanno spezzate.

Non per cambiare la storia.
Ma per tornare intere dentro di sé, mentre la storia si muove fuori.

Se senti che può esserti utile, sai dove trovarmi.

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Udine

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