23/04/2026
SALTI DI CONSAPEVOLEZZA
Anime viaggiatrici,
che cosa sono i salti di consapevolezza? Ne avete mai sentito parlare?
Certo, tutte sapete che cos'è la consapevolezza, immagino di sì. In questi ultimi tempi ne avrete fatto sicuramente esperienza una, due e molte volte.
Anch’io ho aumentato la mia consapevolezza negli ultimi anni: prima scoprendo le capacità del cervello per innescare processi di autoguarigione, poi attraverso tutte le esperienze correlate, le persone che ho incontrato, i processi che ho attivato, le testimonianze che sono arrivate.
Guarigione, speranza, amore, benessere, centrature ritrovate, riequilibri attraversati.
Tutto questo aumenta la consapevolezza. La consapevolezza di chi sei. Ma noi siamo esseri speciali e abbiamo tantissime facce, tante strutture, tanti aspetti, come le sfaccettature di un prisma, di un cristallo. Ed è proprio osservando questo che mi sono resa conto che, negli ultimi due anni, ho fatto dei salti di consapevolezza pazzeschi.
I salti sono come studiare prima, seconda, terza media tutte insieme, e poi passare alle superiori e fare cinque anni in uno.
Sono acquisizioni veloci e improvvise: comprensioni profonde di ciò che accade, di chi sei veramente e, soprattutto, del motivo per cui sei qui, su questa terra, a fare questo percorso.
In tanti vi rivolgete a me chiedendo sessioni individuali.
Spesso arrivate perché c’è un piccolo problema nel corpo.
Poi iniziamo a parlare, ad approfondire, a scavare dentro. Bussiamo alle porte giuste, quelle nascoste. E lì arrivano le comprensioni vere.
Spesso emerge un’identità non ancora manifestata.
Oppure un sé superiore compresso, costretto al silenzio, fermo per circostanze, per situazioni, per dinamiche che bloccano il cammino.
Ci sono persone che, volontariamente o inconsciamente, fermano la nostra evoluzione. E allora, attraverso questo lavoro, qualcosa accade. Si comprende davvero che cosa si è venuti a fare.
E da lì parte la liberazione.
I risultati, a volte, sono eclatanti.
Alcuni fanno ilsalto già dal primo incontro.
Altri hanno bisogno di due, tre passaggi.
Altri ancora sentono crescere la consapevolezza, ma il punto di svolta deve ancora arrivare.
E in tutto questo vi trasformate voi e mi trasformo anch’io.
Negli ultimi anni ho visto chiaramente che i rapporti interpersonali cambiano, si evolvono, si chiudono.
Che nemmeno l’amore carnale e fisico è per sempre.
Che esistono persone limitate nel loro percorso, incapaci di donare amore e rispetto.
Persone che, guidate da dinamiche basse, distruggono anche ciò che hanno costruito con te. E questo può toccarti nella vita affettiva, nella coppia, nel matrimonio, perfino nella relazione con i figli.
Poi arrivano altre consapevolezze.
Quelle legate ai nuclei familiari disfunzionali.
Quante volte ti sei chiesto: perché sono nato in questa famiglia?
Perché non mi vedono?
Perché non mi comprendono?
Perché non mi ascoltano?
E poi, all’improvviso, ti rendi conto che un senso in tutto questo c'è.
Le pecore nere della famiglia sono quelle che portano luce nell’oscurità.
Mettono in evidenza dinamiche accettate per evitare conflitti, per evitare discussioni. Famiglie omertose che da fuori sembrano perfette, in armonia, in sintonia. Ma da dentro raccontano un’altra storia.
E chi è funzionale in una famiglia disfunzionale paga un prezzo.
Un prezzo profondo. Perché non si sente visto, accolto, ascoltato, considerato.
Quanti di voi si riconoscono in queste parole?
Credo molti.
A un certo punto, però, qualcosa cambia.
Ti accorgi che dentro di te hai già capito e quelle dinamiche iniziano a scivolarti addosso.
Perdono forza.
Perdono presa.
E lì arriva un’altra comprensione: tu sei ciò che funziona nella disfunzione.
Tu sei ciò che fa luce.
Sei un faro nella notte.
Chi è pronto vedrà quella luce e inizierà a camminare.
Altri guarderanno e diranno: “chi-se-ne-frega”.
Oppure: “non adesso… domani”.
E quel domani, magari, arriverà. Oppure no.
E tu resti lì, hai fatto luce.
In quel momento comprendi che sei esattamente nel posto giusto, per quella funzione.
Il cammino può continuare altrove.
Ma lì hai portato a termine qualcosa.
Fare luce.
E fare luce, attenzione, non è spingere le persone a fare ciò che vuoi tu, no. Fare luce significa: io ti mostro la strada, tu sei libero di seguirla o meno, con me o senza di me.
Questo è il vero salto di consapevolezza.
È anche una forma profonda di amore verso quella famiglia che, in qualche modo, ti ha visto arrivare proprio lì per questo percorso.
E nel libero arbitrio, nessuno può essere forzato.
Il tuo compito è essere scomodo.
Fare il grillo parlante.
Dire le cose in faccia.
Mostrare la verità, anche quando fa male.
Arrabbiarti davanti alle ingiustizie, alle manipolazioni, alle bugie.
Perché quando la tua struttura è fatta di amore e luce, certe dinamiche diventano insostenibili.
Quindi reagisci.
Ti muovi.
Ti opponi.
Perché dentro di te esiste un’immagine diversa del mondo.
Che ti invita a guardare solo ciò che c'è.
Un passo davanti all'altro, un passo alla volta, guardando bene dove si mettono i piedi, per non inciampare.
Questo è il modo per andare avanti.
E quando arrivano i salti di consapevolezza…
fermati un attimo: brinda.
Perché hai superato un altro esame e sei sempre più vicino al master finale.
Qualcosa di più grande.