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IL RECUPERO DEL CAVALLO ATLETA DOPO LO SFORZO: IL FATTORE PIÙ SOTTOVALUTATOINTRODUZIONENel cavallo sportivo moderno l’at...
11/04/2026

IL RECUPERO DEL CAVALLO ATLETA DOPO LO SFORZO: IL FATTORE PIÙ SOTTOVALUTATO

INTRODUZIONE

Nel cavallo sportivo moderno l’attenzione è quasi esclusivamente rivolta all’allenamento: intensità, durata, tecnica.
Il recupero viene spesso considerato un momento passivo, secondario, quasi una perdita di tempo.

In realtà, è proprio durante il recupero che l’organismo del cavallo:
• ripara i tessuti
• ristabilisce l’equilibrio metabolico
• si adatta allo stimolo allenante

Senza un recupero adeguato, l’allenamento non solo perde efficacia, ma diventa un fattore di rischio.

FISIOLOGIA DEL RECUPERO: COSA SUCCEDE DAVVERO

Dopo uno sforzo fisico, nel cavallo si verificano processi fondamentali:
• ripristino delle riserve energetiche
• eliminazione dei metaboliti (lattato, radicali liberi)
• riparazione delle microlesioni muscolari e tendinee
• riequilibrio neuro-ormonale

Uno degli aspetti più trascurati è l’aumento dello stress ossidativo, che può persistere anche quando il cavallo appare clinicamente recuperato.

👉 Conseguenze:
• affaticamento cronico
• riduzione performance
• aumento rischio infortuni

OVERTRAINING: QUANDO IL RECUPERO NON BASTA

L’overtraining è una condizione fisiopatologica in cui il carico di lavoro supera la capacità di recupero.

FASI

Overreaching (reversibile)
• lieve calo prestazioni
• recupero più lento

Overtraining sindrome (OTS)
• calo marcato
• alterazioni metaboliche e ormonali
• recupero lungo (settimane/mesi)

MECCANISMI PRINCIPALI
• stress ossidativo cronico
• aumento cortisolo
• danno muscolare subclinico
• alterazione sistema nervoso

👉 Il cavallo continua a lavorare… ma peggiora.

SEGNI CLINICI
• calo progressivo prestazioni
• tempi di recupero aumentati
• perdita di brillantezza
• variazioni comportamento
• maggiore suscettibilità a patologie

👉 “Non è più lui” = campanello d’allarme, non mistero.

TEMPI DI RECUPERO: NON SONO UGUALI PER TUTTI

Dipendono da:
• disciplina
• intensità
• età
• stato metabolico
• gestione

DIFFERENZE TRA DISCIPLINE

Endurance
• sforzo prolungato
👉 recupero lento e profondo

Salto ostacoli / Dressage
• sforzi brevi intensi
👉 recupero metabolico rapido
👉 recupero strutturale più delicato

Corse al trotto
• lavoro ripetuto ad alta velocità
👉 accumulo progressivo di fatica
👉 microtraumi

Corse al galoppo
• sforzo esplosivo massimo
👉 lattato elevato
👉 stress ossidativo marcato
👉 recupero reale sottostimato

ALTRE DISCIPLINE

Reining / Western performance
• movimenti esplosivi
👉 forte stress muscolo-articolare

Polo
• sforzi intermittenti
👉 stress cardiovascolare elevato

Completo (eventing)
• stress combinato
👉 recupero complesso

Attacchi (driving)
• lavoro prolungato
👉 affaticamento progressivo

Cavalli da scuola/lavoro quotidiano
👉 accumulo cronico di fatica spesso ignorato

PARAMETRI OGGETTIVI PER MONITORARE IL RECUPERO

Il vero salto di qualità è passare da “lo vedo” a “lo misuro”.

Lattato
• indica intensità metabolica
• fondamentale la curva di smaltimento

👉 lento ritorno = recupero incompleto

Frequenza cardiaca
• tempo di ritorno a valori basali

👉 aumento nel tempo = fatica accumulata

CK / AST
• danno muscolare

👉 elevate persistenti = sovraccarico

Cortisolo
• stress sistemico

👉 elevato cronico = problema

Stress ossidativo (d-ROMs / BAP)
• misura recupero reale

👉 cavallo “ok” clinicamente ma non biologicamente

Ematocrito / Proteine
• stato idratazione

Temperatura
• velocità normalizzazione

👉 Concetto chiave:
non esiste valore assoluto, ma trend nel singolo cavallo

IL RUOLO DEL RECUPERO ATTIVO

Non significa fermare il cavallo.

Include:
• lavoro leggero
• movimento libero
• defaticamento

Benefici:
• eliminazione metaboliti
• migliore ossigenazione
• riduzione rigidità

GESTIONE PRATICA DEL RECUPERO
• idratazione adeguata
• nutrizione mirata
• riduzione stress ambientale
• programmazione intelligente

Errore tipico:
👉 allenare in base al calendario, non alla fisiologia

IL SONNO: IL FATTORE IGNORATO

Un cavallo che non riposa:
👉 non recupera

Cause:
• ambiente
• dolore
• stress

OZONOTERAPIA NEL RECUPERO DEL CAVALLO ATLETA

In un contesto di medicina integrata, l’ozonoterapia può rappresentare un supporto nel recupero del cavallo atleta.

Effetti potenziali:
• miglioramento dell’ossigenazione tissutale
• modulazione dello stress ossidativo
• supporto ai processi riparativi

Indicazioni:
• periodi di lavoro intenso
• recupero post-gara
• affaticamento cronico

Non è una soluzione isolata, ma uno strumento da integrare in una gestione globale basata su monitoraggio e programmazione.

CONCLUSIONI

Il recupero non è una fase accessoria.
È parte integrante della performance.

Ignorarlo significa:
• peggiorare i risultati
• aumentare i rischi
• accorciare la carriera sportiva

Gestirlo significa:
• migliorare le prestazioni
• prevenire patologie
• rispettare la fisiologia del cavallo

Dr Ettore Ballardini DVM

BIBLIOGRAFIA
• Art, T., & Lekeux, P. (2005). Exercise-induced physiological adjustments to stressful conditions in sport horses. Livestock Production Science, 92(2), 101–111.
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• McGowan, C. M., Goff, L., & Stubbs, N. (2015). Animal Physiotherapy: Assessment, Treatment and Rehabilitation of Animals. Wiley Blackwell.
• Piccione, G., Caola, G., & Refinetti, R. (2002). Circadian modulation of blood lactate and body temperature in the horse. Journal of Applied Physiology, 93(4), 1347–1352.
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• Valberg, S. J. (2018). Skeletal muscle disorders. In: Equine Internal Medicine. Elsevier.
• Williams, C. A., & Carlucci, S. A. (2006). Oral vitamin E supplementation on oxidative stress, vitamin and antioxidant status in intensely exercised horses. Equine Veterinary Journal Supplement, 36, 617–621.
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• Ferraz, G. C., D’Angelis, F. H., Teixeira-Neto, A. R., et al. (2010). Blood lactate threshold reflects glucose responses in horses submitted to incremental exercise test. Animal, 4(6), 1008–1013.
• Hyyppä, S. (2005). Endocrinal responses in exercising horses. Livestock Production Science, 92(2), 113–121.
• Fazio, E., Medica, P., Cravana, C., & Ferlazzo, A. (2011). Cortisol response to road transport stress in calm and nervous stallions. Journal of Veterinary Behavior, 6(4), 231–237.
• Kinnunen, S., Atalay, M., & Hyyppä, S. (2005). Effects of prolonged exercise on oxidative stress and antioxidant defense in endurance horses. Journal of Sports Science & Medicine, 4, 415–421.
• Marlin, D. J., & Nankervis, K. (2002). Equine Exercise Physiology. Blackwell Science.
• Muñoz, A., & Riber, C. (2018). Trained and untrained horses: physiological responses to exercise. Journal of Equine Veterinary Science, 60, 101–112.
• Bocci, V. (2011). Ozone: A New Medical Drug. Springer.
• Elvis, A. M., & Ekta, J. S. (2011). Ozone therapy: A clinical review. Journal of Natural Science, Biology and Medicine, 2(1), 66–70.

(B U O N A.     P A S Q U A)CARICO ARTICOLARE E TENDINEO NEL SALTO OSTACOLI: COSA SUCCEDE DAVVERO AL CAVALLOINTRODUZIONE...
05/04/2026

(B U O N A. P A S Q U A)

CARICO ARTICOLARE E TENDINEO NEL SALTO OSTACOLI: COSA SUCCEDE DAVVERO AL CAVALLO

INTRODUZIONE

Il salto ostacoli viene spesso interpretato come una disciplina prevalentemente tecnica, dove la prestazione dipende da coordinazione, addestramento e qualità del binomio.

In realtà, dal punto di vista biomeccanico, rappresenta uno degli sforzi più impegnativi per l’apparato muscolo-scheletrico del cavallo, con carichi elevati concentrati in tempi estremamente brevi (Clayton, 1991).

Comprendere questi meccanismi è fondamentale per interpretare correttamente l’origine delle lesioni e impostare strategie di prevenzione realmente efficaci.



LE FASI DEL SALTO

Il salto si articola in quattro fasi:
1. approccio
2. stacco
3. fase aerea
4. atterraggio

È durante la fase di atterraggio che si verificano le sollecitazioni maggiori.



L’ATTERRAGGIO: IL MOMENTO CRITICO

Durante l’atterraggio:
• il carico viene assorbito prevalentemente dagli arti anteriori
• si generano forze verticali e orizzontali elevate
• il tempo di dissipazione dell’energia è estremamente ridotto

Le analisi biomeccaniche mostrano come le forze possano raggiungere multipli del peso corporeo (Schamhardt & Merkens, 1994; Clayton, 1991).

Questo avviene:
• ad ogni salto
• per ogni sessione di lavoro
• lungo tutta la carriera sportiva



PERCHÉ GLI ARTI ANTERIORI SONO PIÙ ESPOSTI

Gli arti anteriori svolgono una funzione prevalentemente ammortizzante, assorbendo la maggior parte dell’impatto (Crevier-Denoix et al., 2013).

Le strutture maggiormente coinvolte sono:
• tendine flessore superficiale
• legamento sospensore
• articolazione del nodello
• carpo

Questo spiega l’elevata incidenza di patologie in queste sedi nei cavalli da salto (Murray et al., 2006).



ADATTAMENTO E LIMITE DEL TESSUTO TENDINEO

Il tendine è progettato per:
• trasmettere forza
• immagazzinare energia elastica

Tuttavia, la sua capacità di adattamento dipende dal tempo di recupero.

Carichi elevati e ripetuti, associati a recupero insufficiente, portano a:
• microdanni cumulativi
• alterazioni della matrice extracellulare
• riduzione della qualità meccanica (Dyson, 2002)



IL MODELLO DEL DANNO CUMULATIVO

Nel tempo si osserva:
1. deformazione ripetuta delle fibre
2. microlesioni strutturali
3. riparazione incompleta
4. perdita di elasticità e resistenza

Questo processo è progressivo e spesso subclinico.

Il cavallo può continuare a lavorare mantenendo una performance apparentemente normale, mentre la qualità del tessuto si deteriora.



IL RUOLO DEL TERRENO

La superficie di lavoro influenza in modo significativo il carico sugli arti.
• terreni duri → aumento delle forze d’impatto
• terreni troppo morbidi → aumento dello stress tendineo

Le variazioni di superficie modificano la distribuzione delle forze senza alterare la biomeccanica del gesto (Crevier-Denoix et al., 2013).



EFFETTO DELLA RIPETIZIONE

Il rischio non è legato al singolo salto, ma alla somma dei carichi:
• allenamenti ripetuti
• sessioni ravvicinate
• competizioni frequenti

L’accumulo di lavoro, in assenza di recupero adeguato, favorisce l’insorgenza di patologie croniche (Murray et al., 2006).



STRESS OSSIDATIVO E DANNO TISSUTALE

L’esercizio intenso è associato a un aumento della produzione di radicali liberi (Kinnunen et al., 2005).

Se il sistema antiossidante è insufficiente:
• si verifica danno cellulare
• si rallenta la riparazione
• aumenta la vulnerabilità dei tessuti

Questo contribuisce al peggioramento del quadro nel tempo.



GESTIONE QUOTIDIANA: PREVENZIONE REALE

La prevenzione non dipende da un singolo intervento, ma da una gestione coerente e ripetuta.

Docce e terapia con acqua

Le docce fredde post-esercizio:
• riducono l’infiammazione
• limitano l’edema
• favoriscono il recupero

L’applicazione deve essere adeguata per durata e frequenza.



Caldo e freddo
• freddo → fase immediata post lavoro
• caldo → fase successiva, per favorire il metabolismo tissutale

Un utilizzo non corretto può ridurre l’efficacia del trattamento.



Argille e antiflogestina
• effetto decongestionante
• supporto al drenaggio

Utili come supporto, ma non sostitutivi di una corretta gestione del carico.



Tinture e prodotti topici
• azione superficiale
• stimolo circolatorio locale

Devono essere considerati strumenti complementari.



Fasciature
• supporto contenitivo
• riduzione edema

Richiedono applicazione corretta per evitare effetti negativi.



Fisioterapia e recupero attivo
• miglioramento elasticità
• riduzione rigidità
• supporto alla funzione

Elemento sempre più centrale nella gestione del cavallo atleta.



Movimento controllato

Il movimento favorisce:
• circolazione
• drenaggio
• qualità del tessuto

L’inattività completa non rappresenta sempre la scelta migliore.

OZONOTERAPIA NELLA GESTIONE DEL SOVRACCARICO

In un contesto di medicina integrata, l’ozonoterapia può rappresentare un supporto nei processi di recupero del cavallo atleta.

I principali effetti riportati includono:
• miglioramento dell’ossigenazione tissutale (Bocci, 2011)
• modulazione dello stress ossidativo
• supporto ai processi riparativi

Può essere considerata:
• nei periodi di lavoro intenso
• nelle fasi di recupero
• in condizioni subcliniche di affaticamento

Deve essere inserita all’interno di una gestione globale che includa carico di lavoro, recupero e monitoraggio.



CONCLUSIONI

Il salto ostacoli è una disciplina ad elevato impatto biomeccanico, caratterizzata da carichi ripetuti e cumulativi.

Le lesioni:

👉 non sono eventi casuali
👉 ma il risultato di un processo progressivo

La prevenzione efficace si basa su:
• comprensione dei carichi
• gestione del recupero
• monitoraggio oggettivo
• gestione quotidiana coerente

Solo attraverso questo approccio è possibile ridurre il rischio e migliorare la longevità sportiva del cavallo.

Dr Ettore Ballardini DVM

BIBLIOGRAFIA
• Clayton, H. M. (1991). Biomechanics of jumping.
• Schamhardt, H. C., & Merkens, H. W. (1994). Ground reaction forces in equine locomotion. Equine Veterinary Journal.
• Crevier-Denoix, N., et al. (2013). Effects of surface on limb loading. Equine Veterinary Journal.
• Murray, R. C., et al. (2006). Risk factors for lameness in sport horses. Equine Veterinary Journal, 38(4), 305–310.
• Dyson, S. (2002). Lameness in sport horses. Equine Veterinary Education.
• Kinnunen, S., et al. (2005). Oxidative stress in exercising horses. Journal of Sports Science & Medicine, 4, 415–421.
• Marlin, D. J., & Nankervis, K. (2002). Equine Exercise Physiology. Blackwell Science.
• Hinchcliff, K. W., et al. (2008). Equine Exercise Physiology. Saunders.
• Bocci, V. (2011). Ozone: A New Medical Drug. Springer.
• Elvis, A. M., & Ekta, J. S. (2011). Ozone therapy: A clinical review. Journal of Natural Science, Biology and Medicine, 2(1), 66–70.

28/03/2026

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Trattamento di una tenite con ozono o

🐎 I 5 PROBLEMI NASCOSTI DEL CAVALLO SPORTIVONel cavallo sportivo moderno ci sono problemi che non fanno rumore.Non fanno...
28/03/2026

🐎 I 5 PROBLEMI NASCOSTI DEL CAVALLO SPORTIVO

Nel cavallo sportivo moderno ci sono problemi che non fanno rumore.
Non fanno zoppicare.
Non fanno fermare il lavoro.
Ma ci sono.
E lavorano contro di te ogni giorno.



🫁 1. RESPIRAZIONE NON OTTIMALE

Fino al 60–80% dei cavalli sportivi presenta forme di infiammazione delle vie aeree (IAD / Equine Asthma).

Non sempre tossiscono.
Spesso a riposo sembrano normali.

👉 Ma sotto sforzo:
• riduzione scambi gassosi
• calo performance
• recupero più lento

📚 Studi chiave:
• Couëtil LL et al. J Vet Intern Med. 2016;30(2):503–515.
• Ivester KM et al. Equine Vet J. 2014;46(6):729–736.

💡 Non è un problema evidente.
È una infiammazione cronica che limita la performance.



🦠 2. ULCERE GASTRICHE (EGUS)
• fino al 90% nei cavalli da corsa
• 50–70% negli sportivi

📚 Studi:
• Sykes BW et al. J Vet Intern Med. 2015;29(5):1288–1299.
• Murray MJ et al. J Am Vet Med Assoc. 1996;209(10):1593–1598.

👉 Fattori principali:
• box
• pasti concentrati
• stress

👉 Segnali:
• irritabilità
• calo rendimento
• difesa alla sella

💡 Non è solo un problema gastrico.
È un problema di gestione.



🦵 3. TENDINI GIÀ IN SOFFERENZA

Fino al 40–50% dei cavalli sportivi sviluppa lesioni tendinee.

📚 Studi:
• O’Meara B et al. Equine Vet J. 2010;42(3):269–274.
• Thorpe CT et al. J Biomech. 2010;43(7):1314–1320.

👉 Il tendine non si rompe all’improvviso.

Prima:
• microdanni
• infiammazione
• recuperi insufficienti

👉 Poi arriva la lesione.



🧠 4. STRESS CRONICO

📚 Studi:
• Mach N et al. Front Microbiol. 2017;8:1828.
• Stull CL. J Anim Sci. 1999;77(7):1846–1855.

👉 Effetti:
• aumento cortisolo
• alterazioni comportamento
• peggior digestione

👉 Segnali:
• irritabilità
• iperreattività

💡 Non è carattere.
È fisiologia alterata.



🧂 5. DISIDRATAZIONE SUBCLINICA

👉 fino a 10–15 litri/ora di perdita

📚 Studi:
• McCutcheon LJ, Geor RJ. Equine Vet J Suppl. 1998;30:1–6.
• Harris PA et al. J Equine Vet Sci. 2017;53:1–12.

👉 Conseguenze:
• calo performance
• affaticamento
• recupero lento

💡 Non è stanchezza.
È deficit fisiologico.



⚙️ GESTIONE: DOVE SI FA DAVVERO LA DIFFERENZA

Prima ancora di parlare di terapie, il punto centrale è uno:

👉 la gestione quotidiana

Molti dei problemi descritti non nascono da patologie “improvvise”,
ma da piccoli squilibri ripetuti ogni giorno.

🔑 Accorgimenti fondamentali
• Movimento costante
Il cavallo non è fatto per stare fermo. Più si muove, meglio funziona tutto: intestino, respirazione, metabolismo.
• Fibra prima di tutto
Foraggio sempre disponibile → stabilità del microbiota e riduzione del rischio di ulcere.
• Riduzione degli amidi
Picchi glicemici e fermentazioni anomale sono alla base di molti problemi (metabolici, intestinali, laminiti).
• Gestione dell’ambiente
Polvere, ventilazione, qualità del fieno → fondamentali per l’apparato respiratorio.
• Recupero adeguato
Il tendine si adatta lentamente. Il recupero non è tempo perso, è prevenzione.
• Idratazione ed elettroliti
Non solo dopo lo sforzo, ma anche nella gestione quotidiana.



💡 In sintesi:
👉 non è il singolo errore che crea il problema
👉 è la somma di piccoli errori ripetuti



🌿 OZONOTERAPIA: UN APPROCCIO PREVENTIVO MODERNO

Negli ultimi anni si sta sviluppando sempre di più un approccio preventivo basato sulla modulazione dello stato ossidativo e infiammatorio del cavallo.

L’ozonoterapia, se utilizzata in modo corretto, non va vista solo come trattamento, ma come supporto alla fisiologia.

👉 Possibili effetti:
• miglioramento dell’ossigenazione tissutale
• modulazione dello stress ossidativo
• supporto ai processi infiammatori cronici
• possibile impatto positivo su recupero e performance

📚 Riferimenti:
• Bocci V. Springer; 2011.
• Elvis AM, Ekta JS. J Nat Sci Biol Med. 2011;2(1):66–70.
• Re L et al. Mediators Inflamm. 2010;2010:1–10.

👉 Non sostituisce la gestione.
Ma può affiancarla in un’ottica preventiva moderna.



⚡ IL VERO PROBLEMA

Il problema non è che queste condizioni esistono.

Il problema è che:
👉 il cavallo continua a lavorare… mentre ci sono



💣 CONCLUSIONE

Nel cavallo sportivo, il problema raramente è quello evidente.

È quello che stai ignorando da settimane.



Dr Ettore Ballardini DVM

📚 BIBLIOGRAFIA

Costa MC et al. J Appl Microbiol. 2012;113(4):851–860.
Mach N et al. Front Microbiol. 2017;8:1828.
Couëtil LL et al. J Vet Intern Med. 2016;30(2):503–515.
Ivester KM et al. Equine Vet J. 2014;46(6):729–736.
Sykes BW et al. J Vet Intern Med. 2015;29(5):1288–1299.
Murray MJ et al. J Am Vet Med Assoc. 1996;209(10):1593–1598.
O’Meara B et al. Equine Vet J. 2010;42(3):269–274.
Thorpe CT et al. J Biomech. 2010;43(7):1314–1320.
Stull CL. J Anim Sci. 1999;77(7):1846–1855.
McCutcheon LJ, Geor RJ. Equine Vet J Suppl. 1998;30:1–6.
Harris PA et al. J Equine Vet Sci. 2017;53:1–12.
Bocci V. Springer; 2011.
Elvis AM, Ekta JS. J Nat Sci Biol Med. 2011;2(1):66–70.
Re L et al. Mediators Inflamm. 2010;2010:1–10.



🦠 MICROBIOTA E PROBIOTICI NEL CAVALLO: MODA O RIVOLUZIONE?Negli ultimi anni si parla sempre più di microbiota intestinal...
21/03/2026

🦠 MICROBIOTA E PROBIOTICI NEL CAVALLO: MODA O RIVOLUZIONE?

Negli ultimi anni si parla sempre più di microbiota intestinale nel cavallo.
Ma è davvero una rivoluzione o solo una nuova moda commerciale?

La risposta, come spesso accade in medicina, è nel mezzo:
👉 il microbiota è centrale
👉 ma gli integratori non sono tutti uguali (e spesso vengono usati male)



🔬 1. COS’È DAVVERO IL MICROBIOTA DEL CAVALLO

Il cavallo è un erbivoro monogastrico a fermentazione posteriore: gran parte della digestione avviene nel cieco e nel colon grazie ai microrganismi.

Questo ecosistema:
• fermenta le fibre
• produce acidi grassi volatili (fonte energetica primaria)
• modula il sistema immunitario

Oggi sappiamo che il microbiota è un sistema dinamico e complesso, influenzato da dieta, ambiente e gestione.

👉 Quando questo equilibrio si altera, si parla di disbiosi

E la disbiosi è stata associata a diverse condizioni:
• coliti
• disturbi gastrointestinali
• possibili patologie sistemiche

Tuttavia, è importante sottolineare che il rapporto causa-effetto non è ancora completamente chiarito nella specie equina.



⚙️ 2. PERCHÉ OGGI È COSÌ IMPORTANTE

Negli ultimi anni, grazie alle tecniche di sequenziamento, è emerso un concetto chiave:

👉 Il microbiota è un vero e proprio organo metabolico

Svolge funzioni fondamentali:
• metabolismo dei nutrienti
• protezione da patogeni
• regolazione immunitaria

Questo ha cambiato completamente l’approccio clinico:
non si tratta più solo di digestione, ma di equilibrio sistemico.



🧪 3. PROBIOTICI: COSA DICE DAVVERO LA SCIENZA

I probiotici sono definiti come microrganismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, possono apportare benefici alla salute.

Nel cavallo, il loro utilizzo ha l’obiettivo di:
• modulare la flora intestinale
• migliorare la digestione
• prevenire disbiosi

✔️ EVIDENZE A FAVORE

Diversi studi hanno dimostrato che lieviti come Saccharomyces cerevisiae possono:
• migliorare la digeribilità dei nutrienti
• modulare la popolazione microbica intestinale

Altri lavori mostrano che:
• possono stabilizzare il microbiota in condizioni di stress (trasporto, cambi alimentari)
• aumentano batteri associati a un microbiota sano



⚠️ LIMITI E CONTRADDIZIONI

Nonostante questi dati, la letteratura è tutt’altro che univoca.
• alcuni studi non mostrano effetti significativi
• i risultati sono spesso variabili e non riproducibili

Le cause principali:
• differenze tra ceppi utilizzati
• dosaggi non standardizzati
• scarsa colonizzazione intestinale

👉 Tradotto in pratica:
non basta “dare un probiotico” per ottenere un effetto clinico



🌿 4. PREBIOTICI E NUOVE STRATEGIE

La ricerca si sta spostando verso un concetto più evoluto:

👉 Non aggiungere batteri, ma modulare l’ecosistema

PREBIOTICI
• substrati fermentabili che nutrono la flora benefica
• favoriscono produzione di acidi grassi volatili
• migliorano l’ambiente intestinale

POSTBIOTICI (NUOVA FRONTIERA)
• metaboliti microbici non vivi
• effetti su infiammazione, immunità e barriera intestinale

👉 Questo approccio potrebbe essere più stabile e prevedibile rispetto ai probiotici tradizionali.



🧠 5. COSA CAMBIA NELLA PRATICA CLINICA

Oggi il punto chiave è questo:

👉 Il microbiota è altamente individuale

E questo spiega perché:
• lo stesso integratore funziona in un cavallo
• e non in un altro

Indicazioni più razionali:
• stress (trasporto, competizione)
• post-antibiotico
• cambi dietetici
• cavalli con dieta ad alto contenuto di amidi

Al contrario, l’uso preventivo generico ha basi scientifiche deboli.



⚡ 6. IL VERO CAMBIO DI PARADIGMA

La vera rivoluzione non è il probiotico.

È questa:

👉 L’intestino è centrale nella salute del cavallo

E soprattutto:

👉 Non si può correggere il microbiota con un integratore
se prima non si correggono:
• dieta
• gestione
• stress



🧾 CONCLUSIONE

Il microbiota rappresenta una delle aree più promettenti della medicina equina moderna.

Ma siamo ancora in una fase di transizione:
• molte evidenze sono promettenti
• ma non definitive

👉 Il rischio più grande oggi non è ignorarlo
👉 ma semplificarlo troppo

Il microbiota non è una moda.
È semplicemente qualcosa che per anni abbiamo sottovalutato

Dr Ettore Ballardini DVM

📚 BIBLIOGRAFIA

Costa MC, Arroyo LG, Allen-Vercoe E, Stampfli HR, Kim PT, Sturgeon A, et al. J Appl Microbiol. 2012;113(4):851–860.

Dougal K, de la Fuente G, Harris PA, Girdwood SE, Pinloche E, Newbold CJ. FEMS Microbiol Ecol. 2013;86(3):642–652.

Mach N, Foury A, Kittelmann S, Reigner F, Moroldo M, Ballester M, et al. Front Microbiol. 2017;8:1828.

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Schoster A, Weese JS, Guardabassi L. Equine Vet Educ. 2013;25(7):365–371.

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Metcalf JL, Song SJ, Morton JT, Weiss S, Seguin-Orlando A, Joly F, et al. Sci Rep. 2017;7:42612.

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14/03/2026

🧄 L’AGLIO NEI CAVALLI: proprietà, benefici e cosa dice la scienza

L’aglio (Allium sativum) è uno degli integratori naturali più utilizzati nell’alimentazione dei cavalli. Da molti anni proprietari e allevatori lo aggiungono alla razione quotidiana per sostenere la salute generale dell’animale e, soprattutto, per aiutare a tenere lontani insetti e parassiti.

Nonostante il suo largo impiego nella pratica quotidiana, l’uso dell’aglio nei cavalli è un tema su cui la comunità veterinaria continua a discutere. Alcuni studi scientifici ne confermano alcune proprietà benefiche, mentre altri mettono in guardia contro un utilizzo eccessivo o prolungato.

Vediamo quindi quali sono le principali proprietà dell’aglio nei cavalli e cosa emerge dagli studi scientifici.

SOSTANZE ATTIVE NELL’AGLIO

Le proprietà dell’aglio derivano principalmente da composti solforati naturali. Tra i più importanti troviamo:
• Allicina
• Diallyl disolfuro
• Ajoene
• Solfossidi e tiosolfati

Queste molecole sono responsabili delle sue proprietà antibatteriche, antiossidanti e immunomodulanti, che spiegano il motivo per cui l’aglio viene utilizzato anche nella medicina tradizionale umana.

BENEFICI NEI CAVALLI

1 Supporto al sistema immunitario

Uno degli effetti più interessanti dell’aglio riguarda il suo potenziale supporto al sistema immunitario. Alcuni studi hanno dimostrato che i composti solforati dell’aglio possiedono attività antimicrobica contro diversi batteri e funghi.

Questo significa che l’aglio può contribuire a:
• sostenere le difese naturali dell’organismo
• contrastare la proliferazione di alcuni microrganismi
• ridurre lo stress ossidativo

Uno studio pubblicato nel Journal of Nutrition ha evidenziato come i composti bioattivi dell’aglio possano avere effetti immunomodulanti e antiossidanti, contribuendo al mantenimento della salute generale.

2 Azione naturale contro mosche e insetti

Uno dei motivi più comuni per cui i proprietari somministrano aglio ai cavalli è il suo possibile effetto repellente contro insetti e mosche.

I composti solforati dell’aglio vengono parzialmente eliminati attraverso:
• sudore
• secrezioni cutanee
• respirazione

Questo produce un odore caratteristico che, secondo alcune osservazioni empiriche, può risultare meno attraente per insetti come mosche e zanzare.

Va però sottolineato che le prove scientifiche su questo effetto sono limitate, e i risultati degli studi disponibili sono piuttosto variabili.

3 Effetti sulla circolazione

L’aglio è noto per i suoi effetti sul sistema cardiovascolare, studiati soprattutto nella medicina umana. Alcuni ricercatori suggeriscono che possa:
• migliorare la circolazione sanguigna
• favorire la fluidità del sangue
• contribuire alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo

Queste proprietà potrebbero avere un effetto positivo sul benessere generale del cavallo, soprattutto negli animali sportivi o sottoposti a intenso lavoro.

POSSIBILI RISCHI

Nonostante i benefici potenziali, l’aglio non è privo di rischi.

Il principale problema riguarda la possibilità di sviluppare anemia emolitica, una condizione in cui i globuli rossi vengono danneggiati e distrutti più rapidamente del normale.

Uno studio pubblicato nel Journal of Animal Science ha osservato che cavalli alimentati con dosi relativamente elevate di aglio per circa due mesi sviluppavano segni di anemia da corpi di Heinz, una forma di anemia causata da danni ossidativi ai globuli rossi.

Questo effetto è legato ai tiosolfati presenti nell’aglio, che nei cavalli possono interferire con la stabilità dei globuli rossi.

POSOLOGIA

La quantità è fondamentale.

In generale molti nutrizionisti equini consigliano di non superare piccole quantità giornaliere, ad esempio:
• circa 10–20 grammi al giorno per un cavallo di 500 kg

Inoltre è preferibile non somministrarlo continuamente per lunghi periodi, ma utilizzarlo a cicli.

In quale forma si usa l’aglio?

L’aglio può essere somministrato ai cavalli in diverse forme:
• aglio fresco tritato
• aglio essiccato
• aglio in polvere
• integratori specifici per cavalli

La forma essiccata o in polvere è generalmente la più utilizzata perché consente un dosaggio più preciso.

CONCLUSIONI

L’aglio è un integratore naturale con diverse proprietà interessanti per la salute dei cavalli. Le sue caratteristiche antibatteriche, antiossidanti e potenzialmente repellenti per gli insetti ne hanno favorito l’utilizzo nell’alimentazione equina.

Tuttavia, la ricerca scientifica dimostra che l’uso eccessivo o prolungato può comportare rischi, in particolare per quanto riguarda la salute dei globuli rossi.

Per questo motivo l’aglio dovrebbe essere utilizzato con moderazione e sempre con il parere di un veterinario o nutrizionista equino.

Dr Ettore Ballardini DVM

BIBLIOGRAFIA
• Lee et al., 2000 – Effect of feeding garlic on erythrocytes in horses, Journal of Animal Science
• Amagase H., 2006 – Clarifying the real bioactive constituents of garlic, Journal of Nutrition
• Pearson et al., 2005 – Herbal supplements in horses, Equine Veterinary Journal

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