15/04/2026
Parlare della Settimana Santa a Siviglia significa immergersi in un'eredità secolare, una delle più significative celebrazioni religiose e culturali nel mondo cristiano. La sua storia risale alla fine del Medioevo, quando intorno al XIV secolo iniziarono a emergere in città le prime confraternite penitenzionali, a seguito di movimenti devozionali che cercavano di rappresentare pubblicamente la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo.
Nel 1340 è già documentata l'esistenza di confraternite di sangue a Siviglia, gruppi di fedeli che compivano disciplinari e organizzavano atti pii attorno alla Passione. Col passare del tempo, queste confraternite si consolidarono e, nel XVI secolo, con l'influenza del Concilio di Trento (1545-1563) e dello spirito controriformato, il carattere catechetico e teatrale delle loro processioni si rafforzò. Siviglia, città fiorente e centro commerciale con l'America, era l'ambientazione perfetta per queste manifestazioni religiose per raggiungere una proiezione unica.
Nel corso del XVII e XVIII secolo, la Settimana Santa di Siviglia visse momenti di splendore artistico grazie ai grandi immaginevoli del barocco andaluso, come Juan de Mesa, Martínez Montañés o Pedro Roldán, le cui opere sono ancora oggi processionate per le strade di Siviglia. Tuttavia, ci furono anche periodi di crisi: epidemie, guerre e confische del diciannovesimo secolo ridussero il numero delle fratellanze e misero a rischio la continuità della tradizione. Eppure, la devozione popolare non si spense mai e nella seconda metà del XIX secolo ci fu una rinascita, segnata dalla riorganizzazione delle confraternite e dal recupero dello splendore processionale.