11/04/2026
Fu l'inizio della fine: a Roberta fu asportato un neo su un tavolo da cucina. Poteva essere salvata. Roberta Repetto morta a causa di un melanoma dopo l'asportazione di un neo avvenuta nel Centro olistico Anidra di Borzonasca, presso Genova, non ricevette le informazioni per scegliere come curarsi. A stabilirlo la Corte di Cassazione, riaprendo clamorosamente il fronte del risarcimento civile per la famiglia della vittima.
Roberta era stata sottoposta all'intervento chirurgico dal medico bresciano Paolo Oneda all'interno del centro guidato da Paolo Bendinelli, assolto quest'ultimo da ogni accusa.. L'asportazione avvenne senza eseguire alcun esame istologico, passaggio che avrebbe permesso di scoprire immediatamente un tumore. Roberta morì mesi dopo tra sofferenze atroci.
Intervistata da FanPage, la sorella Rita ha raccontato che l'asportazione del neo avvenne in un contesto di forte soggezione piscologica della sorella, che era entrata a far parte di un gruppo rivelatosi una setta con regole imposte da un capo carismatico
"Roberta doveva farsi asportare un neo e il guru le aveva detto che quest'operazione si poteva fare, aveva effettuato "una diagnosi energetica con il suo terzo occhio" e aveva sentenziato che il neo era benigno, quindi lui si poteva tranquillamente asportare senza fare nessuna analisi. Mia sorella è stata operata su un tavolo di cucina, senza istologico né anestesia, alla presenza del guru".
"Noi all'epoca non sapevamo niente, Roberta ci ha sempre nascosto tutto, noi abbiamo saputo soltanto anni dopo, quando Roberta ci ha mandato un messaggio scrivendoci "non sto bene". A quel punto noi siamo corsi a recuperarla, e l'abbiamo trovata in condizioni pietose in una baracca di legno senza finestre, accanto aveva un catino in cui vomitava sangue, aveva le gambe gonfissime. Siamo riusciti a portarla all'ospedale di Lavagna con una scusa: "Facciamo una tac veloce e poi ti riportiamo qui, tranquilla", perché comunque lei non voleva abbandonare il centro.
Quando arriviamo all'ospedale di Lavagna capiscono subito che quei dolori erano causati da un melanoma, era piena di metastasi, non c'era un organo senza un tumore. Roberta morirà esattamente otto giorni dopo".
Sebbene per Oneda l'assoluzione penale sia definitiva, la Suprema Corte ha annullato la sentenza per quanto riguarda gli effetti civili. Secondo i giudici il medico non avrebbe fornito a Roberta Repetto un quadro completo dei rischi.
Nelle motivazioni depositate, si legge che «in presenza di un'informazione completa e di una reale possibilità di scelta terapeutica», è probabile che Roberta avrebbe scelto cure diverse, quelle della medicina tradizionale, che avrebbero potuto salvarle la vita. Il giudizio che aveva portato all'assoluzione è stato definito «giuridicamente erroneo nella prospettiva civilistica». Il medico non rischia più il carcere, ma potrebbe comunque essere tenuto ad un risarcimento, che dovrà essere stabilito dal giudice in sede civile. Per la famiglia di Roberta, che non ha mai smesso di lottare contro le pratiche del centro olistico, è una prima vittoria: la giustizia ora dovrà quantificare il danno per quella vita spezzata da un intervento fatto in casa e da una diagnosi mai arrivata.
https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/morta-melanoma-dzyhamk5
Qui il racconto di quello che è successo a Roberta fatto dalla sorella Rita
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