28/09/2023
COMPASSIONE E GENITORIALITA’
LA COMPASSIONE VERSO SE STESSI IN QUANTO GENITORI
Per compassione intendiamo la capacità umana di riconoscere e accostarsi al dolore con l’intento di alleviarlo.
Nell'ambito della genitorialità esistono 3 flussi di compassione:
la compassione verso se stessi in quanto genitori;
la compassione verso il figlio;
la compassione che riceviamo dagli altri.
Per quanto riguarda la madre, il punto di partenza della compassione verso se stessi , dovrebbe essere l’accettazione della propria inevitabile imperfezione.
L’imperfezione è molto dolorosa da accettare in quanto il ruolo materno ci mette di fronte a grandi responsabilità e a un grande impegno.
Quando diventiamo genitori dobbiamo provvedere ad un esserino che dipende totalmente da noi: il bambino e i suoi bisogni, devono ve**re prima di noi stessi e dei nostri bisogni. Questa responsabilità è necessaria affinché il cucciolo d’uomo sopravviva ed è fondamentale il massimo impegno della mamma nelle prime fasi di vita del bambino. Le capacità di accudire della madre sono, per il bambino, una questione di vita o di morte.
Successivamente questa condizione dovrebbe evolversi, ma tuttavia è molto difficile per la mamma modificare l’imprinting iniziale delle sue partiche di accudimento in relazione alle diverse età del figlio. E così, anche quando sono stati superati i primi anni di vita, le madri continuano ad essere mosse dal bisogno di essere madri perfette e il figlio è la rappresentazione esterna della loro perfezione e della loro bravura.
Le cose si complicano quando il bambino si discosta dal modello ideale e la madre ha difficoltà ad accettare il figlio per quello che è. L’imperfezione del figlio viene vissuta dalla madre come una propria imperfezione e quindi come vero e proprio attacco al suo ruolo di madre perfetta.