
29/05/2025
“Mi accoglie con gentilezza ed io mi stendo sul comodo materassino che si chiama “futon” in giapponese.
Mi abbandono alla sapienza delle sue mani, al suo tocco sicuro e delicato.
Ogni volta sprofondo in uno stato come di samadhi, di passività totale e meditazione profonda, immagini vengono e vanno, inafferrabili, poi momenti di rilassamento in cui non so bene dove sono, anche se non è sonno. Chissà cosa sono e da dove vengono quelle immagini di cui nulla ricordo, chissà se non si liberano e traducono in mini video-clip quando si scioglie una tensione, un nodo, in quei punti dove mi fa male e dove mando il respiro.
Quei punti che premuti sapientemente liberano scorie, tutto quel passato di cui non c’è da avere nostalgia.
Ed è bellissimo sentire il calore delle sue mani, abbandonarmi a quell’energia che emana bontà e vigore; mi godo un’ora di distensione assoluta.”
Pia Pera “Al giardino ancora non l’ho detto” ed. Ponte delle Grazie