Dott.ssa Maria Sole Cavalletti- Psicologia Online

Dott.ssa Maria Sole Cavalletti- Psicologia Online Servizio di Psicogia Online P4u. Psicologa e Psicoterapeuta in formazione in Analisi Transazionale.

07/11/2022
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21/04/2022

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📍Il CIRCLE TIMEOggi, con la collaborazione della professoressa di Scienze umane dell'istituto in cui lavoro, ho avuto l'...
08/02/2022

📍Il CIRCLE TIME
Oggi, con la collaborazione della professoressa di Scienze umane dell'istituto in cui lavoro, ho avuto l'opportunità di condurre un circle te dal tema: "Come mi vedo io e come mi vedono gli altri".
Il Circle Time rappresenta un momento in cui, come suggerisce il nome stesso, gli alunni si siedono in cerchio con un coordinatore che fa anch’esso parte del cerchio, proprio perché il Circle Time rappresenta un momento di parità, dove tutti riescono a vedersi in faccia e ad esprimere le proprie opinioni e emozioni liberamente.

Il conduttore ricopre nel cerchio un ruolo di mediatore, proponendo l’argomento e dando una direzione sia alla conversazione che ai contributi degli alunni, ma in questo caso non è parte del suo compito rispondere alle domande e ai dubbi degli studenti in modo diretto.

L’obiettivo principale del Circle Time è infatti quello di facilitare la comunicazione tra pari e approfondire la conoscenza reciproca tra gli alunni, in modo da creare integrazione all’interno della classe e di valorizzare le competenze dei singoli e del gruppo.

Ovviamente, il Circle Time rappresenta uno strumento di prevenzione e risoluzione delle eventuali conflittualità all’interno della classe e permette anche all’insegnante di conoscere meglio i propri alunni e le dinamiche presenti all’interno del gruppo.

31/01/2022

Educare vuol dire togliere.

Quando un genitore dice: “io non ho mai fatto mancare niente a mio figlio” esprime la sua totale idiozia.
Perché il compito di un genitore è di far mancare qualcosa, perché se non ti manca niente a che ti deve servire la curiosità, a che ti serve l’ingegno, a che ti serve il talento, a che ti serve tutto quello che abbiamo in questa scatola magica, non ti serve a niente no? Se sei stato servito e riverito come un piccolo lord rimbecillito su un divano, ti hanno svegliato alle 7 meno un quarto la mattina, ti hanno portato a scuola, ti hanno riportato a casa, ti hanno fatto vedere immancabilmente Maria De Filippi perché non è possibile perdersi una puntata di Uomini e Donne, perché sapete che è un’accusa pedagogicamente brillantissima.
Ma una cosa di buon senso, il coraggio di dire di no? Vedete io me lo ricordo, tanti anni dopo, l’1 in matematica e non mi ricordo le centinaia di volte che mi hanno dato 6, perché il 6 non dice niente, è scialbo, è mediocre. Me lo disse mio padre quando tornai a casa. “Papà ho preso 1 in matematica”.
Pensai che avrebbe scatenato gli inferi, non sapevo cosa sarebbe successo a casa mia. Lui invece mi disse: “fantastico, 4 lo prendono in tanti, invece 1 non l’avevo mai sentito. E quindi hai un talento figliolo”. E poi passava dall’ironia ad essere serio: “Cerca di recuperare entro giugno se no sarà una gran br**ta estate”. Fine. Non ne abbiamo più parlato. Perché lui credeva in me. E quando credi in un ragazzo non lo devi aiutare, se è bravo ce la fa. Perché lo dobbiamo aiutare? Io aiuto una signora di 94 anni ad attraversare la strada, ci mancherebbe altro. Perché devo aiutare uno di 18? Al massimo gli posso dire: “Sei connesso? Ecco, questa è la strada , tanti auguri per la tua vita”. Si raccomandano le persone in difficoltà, non un figlio. Perché devi raccomandare un figlio? Perché non ce la fa? Che messaggio diamo? Siccome tu non ce la fai, ci pensa papà. Tante volte ho sentito dire da un genitore: io devo sistemare mio figlio. “Sistemare”. Come un vaso cinese. Dove lo sistemi? Dentro la vetrinetta, sopra l’armadio? Hai messo al mondo un oggetto o hai messo al mondo un’anima? Se hai messo al mondo un’anima non la devi sistemare, l’anima va dove sa andare.
Educare non ha nulla a che fare con la democrazia, dobbiamo comandare noi perché loro sono più piccoli. In uno stagno gli anatroccoli stanno dietro all’anatra. Avete mai visto un’anatra con tutti gli anatroccoli davanti? È impossibile, è contro natura. Perché le anatre sono intelligenti, noi meno.
Un genitore è un istruttore di volo, deve insegnarti a volare. Non è uno che spera che devi restare a casa fino a sessant’anni, così diventi una specie di badante gratis. Questo è egoismo, non c’entra niente con l’amore. L’amore è vederli volare.

[Paolo Crepet]

08/12/2021

Facciamo attenzione... perché abituarci a ciò che ci fa male è più facile di quanto sembri...e così rischiamo di perdere la capacità di percepirlo per ciò che è...Male..

Il paziente sceglie di andare dallo psicologo perché vive un momento di difficoltà che può esprimersi in modi diversi: a...
28/09/2021

Il paziente sceglie di andare dallo psicologo perché vive un momento di difficoltà che può esprimersi in modi diversi: ansia, attacchi di panico, depressione, solo per citarne alcuni.

Qualsiasi sintomo caratterizzi la crisi, non è soltanto espressione di malessere, che il paziente vorrebbe eliminare il prima possibile per tornare ad una situazione di tranquillità. Esso infatti rappresenta una breccia nella corazza difensiva del paziente, eretta in risposta alle delusioni e alle assenze vissute durante la sua storia.
L’ansia che emerge potrebbe essere il tentativo di liberarsi di un adattamento che è stasi.

Allo stesso modo, la scomparsa del sintomo, che potrebbe sembrare sinonimo di guarigione e ritrovamento di possibilità, può raccontare l’inasprirsi della difesa, una chiusura ancor più forte e decisa per la paura della crisi e della perdita di equilibrio. “Non sento più l’ansia perché non sento più niente”.

La chiave per comprendere il senso di questi vissuti non è nei fatti, ma nella capacità dello psicologo di andare oltre quello che appare per rispondere alla reale esigenza del paziente: ritrovare la propria realtà affettiva nascosta dietro la difesa e consentirgli di ritrovare un benessere che sia realtà e non illusione.

Mentre aumenta sempre più la sofferenza, soprattutto nei giovanissimi, il riconoscimento del bisogno di sostegno psicolo...
14/04/2021

Mentre aumenta sempre più la sofferenza, soprattutto nei giovanissimi, il riconoscimento del bisogno di sostegno psicologico lotta ancora per farsi strada nella società.
Che non sia più un dramma sommerso, riconosciamo l’importanza del prendersi cura di noi stessi!

“Mamma, non mangio più”. Covid e adolescenza interrotta. L’ospedale pediatrico Meyer di Firenze è il termometro di un dramma sommerso: aumentati del 17% nel 2021 gli accessi per disturbi mentali degli adolescenti. Leggi la storia su Luce. Clicca qui: https://bit.ly/3mHS9qX

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