Dr. Sabrina Fagioli

Dr. Sabrina Fagioli Psicologa clinica
Psicoterapeuta familiare e relazionale
Mediatrice familiare
Consulente Tecnico di Parte

Ti è mai capitato di sentirti come un camaleonte nelle tue relazioni che cambia colore o si mimetizza per essere accetta...
11/01/2026

Ti è mai capitato di sentirti come un camaleonte nelle tue relazioni che cambia colore o si mimetizza per essere accettato o amato, per paura di essere rifiutato o di perdere l’altro?

📩Scrivimelo in DM !

❤️

Non nasciamo con gli occhiali, ma impariamo ad indossarli crescendo . Gli occhiali sono il filtro attraverso il quale gu...
10/01/2026

Non nasciamo con gli occhiali, ma impariamo ad indossarli crescendo . Gli occhiali sono il filtro attraverso il quale guardiamo il mondo e diamo significato alla nostra vita e noi stessi. Si formano nel tempo in base alla nostra cultura, educazione, alle nostre esperienze di vita, dolori, traumi.. impariamo ad usarli per proteggerci…. e negli anni non ci rendiamo più conto di indossarli.
Per anni certe lenti ci hanno protetto e aiutato ad affrontare momenti difficili e dolorosi, ma siamo sicuri che siano sempre una protezione?

Ti sei mai chiesto se oggi quegli occhiali non stiano diventando una limitazione?

Di che colore sono le tue lenti?
Ti stanno proteggendo o ti stanno limitando?

Scrivimelo in DM 😉

Questa frase mi è molto cara, e’ una delle tante riflessioni, significative e illuminanti, donata dalla mia didatta dura...
08/01/2026

Questa frase mi è molto cara, e’ una delle tante riflessioni, significative e illuminanti, donata dalla mia didatta durante il secondo anno di specializzazione in psicoterapia ….e che conservo ancora nel cuore:

“Ognuno di noi vede gli accadimenti della vita attraverso le lenti dei propri occhiali, ma non ne conosciamo il loro colore fino a quando non li togliamo”

Affrontare i ricordi più dolorosi non significa cancellarli, ma imparare a starci dentro senza farsi distruggere. Rielab...
28/12/2025

Affrontare i ricordi più dolorosi non significa cancellarli, ma imparare a starci dentro senza farsi distruggere.
Rielaborare il trauma e’ un atto di coraggio.

Stranger Things

Le strade sono tutte uguali: non portano da nessuna parte. L’unica domanda da farsi è se quella che stiamo percorrendo h...
28/12/2025

Le strade sono tutte uguali: non portano da nessuna parte. L’unica domanda da farsi è se quella che stiamo percorrendo ha un cuore.

Una gran voglia di vivere
F.Volo

26/12/2025

✨Questo menù non risolve le cose.
Ma ne evita alcune.

Quale piatto ti serve di più?

23/12/2025
28/10/2025

Smartphones and social media place adult-sized responsibilities on children long before they’re ready. From managing constant notifications, to navigating on...

28/08/2025

Maschilismo perverso.

-Un dispositivo che sembra nuovo, figlio dell’epoca dei social network e della loro logica esibizionista, ma che, in realtà, ha radici antiche: si compila una lista, un catalogo di donne, le “proprie”, per ridurle a corpi da valutare, commentare, mettere in
classifica da parte di un gruppo esteso di uomini.

-Lista clandestina che raduna uno
spogliatoio virtuale di maschi che nel turpiloquio e nell’insulto,nell’apprezzamento
pesante e nelle fantasie p***o estreme, realizzano, in una complicità gruppale innocentemente feroce, la degradazione maschilista del soggetto femminile ad un
oggetto di consumo.

-Il fatto che tutto ciò sia avvenuto rubando le immagini della propria donna per metterle in pasto ad altri maschi non solo ribadisce una concezione padronale del rapporto, ma realizza altresì una fantasia perversa.

Quale?

-In gioco non è tanto il desiderio erotico nelle sue trame labirintiche, ma una sorta di scambismo virtuale.

-Lo scambismo non viene effettivamente praticato, non diviene una pratica sessuale, ma si mantiene sul piano del puro vo**urismo.

-Questo tipo di scambismo non ha bisogno di professioniste del sesso, ma recluta, in un abuso selvaggio della privacy, la compagna, la moglie, la fidanzata, l’amante.

-Lacan ci ha insegnato che il vo**urismo non è semplicemente "guardare senza essere visti".

--Il vo**ur, infatti, non è affatto padrone dello sguardo ma ne è piuttosto posseduto.

-Fotografando, filmando, spiando, egli cerca di trasformare la donna in un oggetto catturato una volta per tutte.

-In questo modo prova a sostituire l'angoscia provocata dallo sguardo imprevedibile dell'Altro con la rassicurante fissità di un'immagine.

-Ma quello che possiede non è mai la donna, ma solo il catalogo senza vita delle sue rappresentazioni.

-Da un lato, mette in lista la propria compagna per ricevere dagli altri la conferma del suo valore ("guarda cosa ho!"); dall'altro, si illude di possederne l'essenza più segreta, di averla finalmente sotto controllo.

A che fine?

Mi limito a isolare tre punti.

*Il primo consiste nel ribadire l’assioma maschilista per eccellenza: “sono tutte putttane!”.

-In ogni donna vi sarebbe una femmina ammalata di sesso, una Eva insaziabile pronta a soddisfare gli appetiti più smodati degli uomini.

-Qui la mitologia maschilista svela le sue radici più ideologiche: di fronte all’inafferrabilità del godimento femminile, alla libertà irriducibile della donna, si prova ad operare una
riduzione violenta della donna stessa ad una bambola del sesso sempre disponibile.

*Il secondo punto riguarda invece la logica del vo**ur.

-Egli, come la psicoanalisi insegna, non guarda tanto l’Altro, ma guarda se stesso nell’atto di catturare quello che non può catturare:

il mistero del desiderio dell’Altro, il suo sguardo.

-È come se l’esperienza autentica dell’incontro fosse troppo fuggevole, rischiosa, indeterminata.

-Allora si preferisce venirne a capo filtrandola attraverso una lente che offre l’illusione di metterla in pausa, riavvolgerla, possederla.

-Incitare al commento osceno, scurrile, alla manifestazione priva di ogni pudore delle proprie fantasie, significa scambiare solo virtualmente la propria donna preservando però un potere di governo sul suo corpo.

-Nondimeno, diversamente dalla prostituzione tipo Onlyfans, qui l’oggetto sessuale deve avere un nome, una storia, un legame con chi la espone.

-Ed è proprio questa contaminazione tra la realtà e la finzione a produrre un godimento perverso.

-Mentre il triste Casanova di Fellini si trovava al termine della sua vita tra le mani solamente una bambola meccanica – simulacro della morte che fatalmente lo attendeva per ricordagli che nemmeno il sesso compulsivo poteva essere una via di fuga dalla sua inesorabile presa -, in questo caso si tratta di nutrire l’illusione di avere a disposizione una bambola non meccanica ma viva e reale.

-L’uomo che getta le immagini rubate della propria compagna in pasto al branco non è più un amante, ma un manager della propria vita affettiva costantemente ansioso di ricevere un feedback dal suo pubblico.

-In questo modo è diventato schiavo di quello sguardo che credeva di dominare.

-Non è più in grado di desiderare ma solo di organizzare un godimento omogeno, tra simili.

-In questo senso, al di là delle apparenze, il godimento di ogni vo**ur resta solipsistico, uomo-sessuale, tale, cioè, da escludere l’incontro reale con una donna.

*Infine, il terzo motivo che può giustificare questo dispositivo osceno concerne il tentativo disperato di rianimare il desiderio.

-Se la vita di coppia porta con sé, nella sua ripetizione abitudinaria, il rischio di una flessione o di una estinzione del desiderio, la convocazione sulla scena di un altro sguardo può offrire l’illusione di una sua riattivazione.

È un gioco di specchi:

il vero oggetto del desiderio non è più la “propria” donna, ma il desiderio dell’altro che deve qualificare il suo corpo come ancora desiderabile.

-È una formula di Lacan:

il desiderio umano è desiderio dell’oggetto solo in quanto desiderato da un altro desiderio.

-In altre parole:

se tu desideri quello che io possiedo, quello che possiedo riacquista valore.

-La donna-bambola diventa così la
merce suprema, il biglietto da visita per entrare in una fratellanza patologica di sguardi maschili, un club esclusivo in cui ci si riconosce e ci si valuta per il valore della merce che si è in grado di esibire e, almeno virtualmente, di mettere in circolazione.

-È la logica del capitale applicata:

il valore di un bene – il corpo-oggetto della propria partner – è determinato dalla domanda che riesce a generare.

-Si tratta di un meccanismo perverso per provare ad accendere un desiderio assopito, morto, sfiancato dall’abitudine.

-Ma preferire il catalogo illimitato delle immagini all'enigma singolare,
l'archivio all'avventura, la sicurezza claustrofobica della prigione vo**uristica al cielo aperto e pericoloso del desiderio condiviso è una strada senza vie di uscita.

La Repubblica, 24 agosto 2025.
di Massimo Recalcati.

25/08/2025
Un po’ di relax.. dal 9 al 24 agosto farò una pausa estiva.Se desiderate potete scrivermi  su  “La posta del cuore” che ...
08/08/2025

Un po’ di relax.. dal 9 al 24 agosto farò una pausa estiva.

Se desiderate potete scrivermi su “La posta del cuore” che trovate sul mio sito www.sabrinafagioli.it e se volete prendere un appuntamento potete scrivermi a info@sabrinafagioli.it

Vi auguro di trovare un po’ di tempo per voi
A presto 🌸

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