28/01/2026
Qual è la posizione dello śivaismo del Kaśmir riguardo all'āsana giusto, al gesto giusto?
“L'āsana giusta per Abhinavagupta è essere seduti nella Coscienza, nessun'altra. Il gesto giusto, è essere Uno col cuore. Nessun altro gesto. (...) A livello del prāṇāyāma, è dopo l'espirazione e prima dell'inspirazione che si trova il momento di totalmente giusto. (...)
Il gesto giusto è sempre nel riassorbimento. Il gesto giusto è sempre quello che scompare, quello che è invisibile e non memorizzabile.
Il posto giusto di un oggetto è il posto dove esso non si vede. Quando un oggetto è messo al posto giusto, si vedono tutti gli oggetti intorno salvo l'oggetto ben collocato. Jean Klein era molto chiaro riguardo a questo: si deve mettere ciascun oggetto in un luogo ove scompaia.
Quando si compra un vestito, il vestito giusto, è quello che non si sente. Se si sente il vestito, è perché non è quello giusto. Quando si compra una casa, se chiudendo gli occhi ci si sente all'interno, non è la casa giusta. Per Jean Klein, una casa adatta per viverci è una casa dove, quando si chiudono gli occhi stando all'interno, ci si sente all'esterno.
È l'assenza che eccezionalmente si traduce con una presenza, talmente abitata da una presenza che ci si ricorda più dell'assenza che della presenza.
Si tratta di non trovare un gesto giusto che si veda o il suono giusto che si senta. Il suono giusto, è il suono che scompare nell'ascolto.
Quel che è giusto, è l'ascolto, non quello che si ascolta.
Ecco lo yoga.”
• Eric Baret •