01/08/2025
Pietra miliare nell’arte del canto, L’orecchio e la voce espone le scoperte di Tomatis sul ruolo centrale dell’orecchio nell’emissione fonatoria. L’effetto Tomatis venne provato nel 1957 dal professor Raoul Husson nei laboratori di fisiologia delle funzioni della Sorbona, esso recita più o meno così: noi parliamo, cantiamo (e suoniamo uno strumento musicale) così come ascoltiamo.
Ascoltare non è semplicemente udire. L’ascolto è il passo successivo all’udito. L’ascolto è possibile, per Tomatis, se il nostro orecchio è capace di mettere a fuoco automaticamente e inconsciamente i suoni che interessano lasciando sfocati quelli che non interessano e se riesce a percepirli in maniera nitida. Queste funzioni dipendo dal libero gioco dei muscoli dell’orecchio medio. Se questo non succede, la persona, seppur con un buon udito, non riesce ad avere un controllo ottimale della propria voce, del proprio linguaggio e della qualità del suono emesso con uno strumento musicale.
In musica l’orecchio controlla il tempo, l’intonazione e la qualità timbrica. Se l’orecchio, per motivi non patologici ma funzionali non permette un ritorno nitido e bilanciato delle frequenze della propria voce o del suono dello strumento che stiamo suonando, automaticamente e istantaneamente la voce (o il suono dello strumento) perde il livello qualitativo che invece dovrebbe avere.
Attraverso il training con l’orecchio è possibile ottimizzare il funzionamento del circuito audiovocale
Molti artisti hanno usato il training Tomatis per migliorare le loro qualità vocali e strumentali. Tra i musicisti e gli attori si annoverano Maria Callas, Placido Domingo, Sting, Romy Schneider, Catherine Deneuve, Filippo Timi …
L’edizione italiana del volume è in corso di ripubblicazione presso le Edizioni Xenia.
Per ulteriori informazioni e per essere avvisati sui nostri seminari gratuiti online potete scriverci all’indirizzo tomatis.verona@gmail.com