06/06/2024
Avendo la fenomenologia husserliana e post-husserliana come pilastri del suo approccio, Fuchs costruisce la sua teoria contro i presupposti comuni avanzati, da un lato, dal rappresentazionalismo (come teoria principale nella fenomenologia della mente) e dall'altro la visione del cervello come macchina computazionale del riduzionismo neurobiologico.
L’argomentazione di Fuchs è metateorica: “Come può il cervello conoscere se stesso? Come dovrebbe un meccanismo fisicamente descrivibile e localizzato essere in grado di far emergere il mondo dell’esperienza in cui è immerso allo stesso tempo. Il cervello, anche se inteso come hardware, presuppone qualcosa in grado di guardarlo e studiarlo (il suo software). Sicuramente non ci sarebbe coscienza senza il cervello, ma è anche vero che “senza coscienza non ci sarebbe il cervello umano”.
Qualsiasi discorso sul cervello presuppone chiaramente ciò che il cervello dovrebbe produrre: vale a dire “persone umane coscienti che esistono per comunicare tra loro”.
L'approccio non riduzionista di Fuchs sostiene che la persona umana deve essere considerata ecologicamente come un organismo nella sua totalità, evitando di pensare che noi siamo il nostro cervello. Il cervello non è il luogo di produzione della mente, ma un organo di relazione con il corpo e con l'ambiente. Il cervello è un organo mediatore: “può essere adeguatamente compreso solo come organo dell’essere vivente nel suo ambiente”.
La soggettività non è limitata alla mente come “proprietà” del cervello, ma è coestensiva alla vita dell'organismo ed è quindi, nei concetti dell'odierna cognizione, estesa. La conseguenza è chiara: ciò che cerchiamo non è quindi l’origine della mente nel cervello, ma la funzione del cervello (e del sistema nervoso centrale) nella vita globale della persona umana come organismo vivente. Il punto di partenza, per Fuchs, sono infatti i concetti di vita ed esperienza (leben ed erleben).
Secondo il paradigma fenomenologico, incarnato ed enattivo di Fuchs, le cose vengono incontrate per quello che sono, poiché "sono percepite come disponibili per la nostra interazione con loro". Se il ruolo del cervello è quello di connettere e mediare, una parte cruciale in questo processo di mediazione lo gioca il corpo umano, che porta con sé una duplice struttura: il corpo è sia corpo vivo che sente e patisce (Leib) che corpo cosale o oggettivo ( Körper ).
Il cervello non è un organo che produce la mente come una ghiandola produce le sue secrezioni; media piuttosto le relazioni fisiche, emotive e mentali del soggetto con il mondo. A sentire, pensare e agire non è il cervello, è l’essere umano in quanto incarnato in un ambiente naturale e inserito in una rete di significati condivisi.
Comprendere le coscienze come incarnate in modo ecologico consente di evitare importanti impasse nei dibattiti attuali e apre prospettive nuove e sorprendentemente rinfrescanti sia per la ricerca empirica che per quella filosofica e trattamentale