04/11/2020
MELOGRANO & fame nervosa.
Lo trovo un frutto meraviglioso, con tutti quegli scomparti ordinati separati da quella pellicolina bianca.
Tanti piccoli dentini asprigni e insanguinati, di un rosso così intenso che mi piacerebbe farci un vestito, che ti costringono a non fare di fretta perché se no sicuramente li schiacci e ti sporchi la maglietta bianca.
Ti metti li, con pazienza, e lo sgrani.
Dopo cena magari, quando hai già sparecchiato e ti verrebbe voglia di attaccarti alla dispensa.
O nel pomeriggio, quando la noia ti prende e mettere qualcosa in bocca sembra la cosa più naturale da fare.
Puoi sederti, farti una tisana e sgranare un melograno. Se non lo mangi tutto puoi metterlo da parte e aggiungerlo nell’insalata il giorno dopo.
Questo regalo dell’autunno nella sua semplicità di frutto ti costringe ad usare le mani e nello stesso tempo ad essere lenta, qualità molto utili per contrastare la fame nervosa, che è veloce, anzi velocissima, e non si da tempo per pensare. Ti fa usare le mani, che significa che metti concentrazione in ciò che fai, che devi rimanere più lucida e quindi più protetta dal “mangiare senza pensare”, quel mangiare che non ricordo quello che ho messo in bocca.
Avevate mai pensato al melograno come “rimedio” per la fame nervosa?
Avete mai pensato che alcune caratteristiche dei cibi sono molto importanti quando mangiamo per noia/nervoso?