26/11/2025
Quando un dispositivo elettronico si blocca, è comune provare a spegnerlo e riaccenderlo per valutare se in tal modo se il problema di blocco del software si sia o meno risolto.
In modo analogo talvolta cerchiamo di fare con la nostra mente andando a dormire per non pensare a ciò che ci starebbe disturbando, così da allontanare tutti i disagi psicologici che staremmo vivendo.
L’uso di questa strategia non è una scoperta recente.
Si pensi al detto popolare “La notte porta consiglio” usato per rimarcare l’effetto calmante che il sonno può avere nei momenti di maggiore stress, quali il dover prendere un’importante decisione.
Un uso moderato di questo escamotage può rivelarsi effettivamente utile per sbloccare momenti di stallo mentale o contenere un eccessivo turbamento emotivo.
Per affrontare problemi, infatti, abbiamo bisogno di energia mentale e l’effetto rigenerativo che il sonno ha sul cervello e sulla mente può favorire all’indomani una loro migliore analisi e risoluzione.
Diversamente, un uso costante del dormire per allontanare le difficoltà può rappresentare una condizione di rischio per la salute mentale.
Nel momento in cui il dormire diventa la principale strategia di risoluzione di problemi, infatti, si finisce con l’ “atrofizzare” le proprie capacità mentali di ragionamento.
È questo ciò che capita in chi, sentendosi sopraffatto da una situazione di vita che non riesce a risolvere o da un carico di stress che non riesce a contenere, usa il sonno per distrarsi e non pensare.
Il risultato di un uso massiccio di tale “strategia” può rendere così meno capaci di far fronte a situazioni di vita stressanti, predisponendo all’insorgere di problemi d’ansia o depressione.
In questi casi, quanto appare utile è proporre dapprima una terapia psicologica che aiuti la persona a risolvere il problema di vita quotidiana e/o a ridurre l’iper-stress che starebbe vivendo.
Successivamente, una terapia incentrata sull’incrementare le capacità di risoluzione dei problemi e gestione delle emozioni, così da rendere la persona più flessibile rispetto a un uso cronico del dormire per affrontare i propri problemi di vita.