30/05/2026
📍 Quando un genitore attiva la geolocalizzazione del telefono di unə figliə, spesso lo fa pensando a uno strumento di sicurezza per ləi.
"Così so dove si trova e posso proteggerlə".
🔍 Ma raramente la geolocalizzazione parla solo di questo.
💭 Più spesso parla del bisogno di sentirsi più tranquillɜ.
Di ridurre l’ansia del non sapere.
Di mantenere una forma di vicinanza anche quando unə figliə è lontanə.
E, a volte, della fatica di tollerare la sua crescente autonomia.
❌ Tutto questo NON ha a che fare con l'essere "buoni o cattivi genitori".
👉 Ha a che fare con qualcosa di molto umano:
il modo in cui si tenta di "rispondere" alla preoccupazione.
⚠️ C'è da dire che la geolocalizzazione tende più a ridurre temporaneamente l'ansia dell'adulto, che a garantire la sicurezza reale di unə figliə e a costruire fiducia.
🧡 Ma il punto NON è giudicare la scelta di usarla.
Il punto è poter riconoscere che cosa sta succedendo dentro di sé quando si sente il bisogno di usarla.
🫂 Perché questo bisogno dice qualcosa sulla difficoltà che si può incontrare nel reggere l’incertezza della crescita di unə figliə.
🌱 E solo quando diventa più chiaro ciò che c’è sotto, diventa possibile scegliere in modo più consapevole.
🌱 NON per controllare di più, ma per stare meglio dentro ciò che quella preoccupazione sta attivando.
-
Ps. Ti ricordo che puoi trovare gli audio dei miei post sul mio canale Telegram: seguimi anche lì per riceverli tutti! https://t.me/LuciaMusmeciPsicologaDigitale