Dipartimento delle Dipendenze Verona

Dipartimento delle Dipendenze Verona Il DdD è una sezione specialistica del Neuroscience Clinical Center & TMS Unit che si occupa delle terapie per le dipendenze da sostanze e comportamentali.

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COMUNICATO STAMPAGUIDA DOPO L’USO DI DROGHE, SERPELLONI: “CON QUESTA SENTENZA PIÙ RISCHIO SULLE STRADE E DIRITTI SBILANC...
30/01/2026

COMUNICATO STAMPA
GUIDA DOPO L’USO DI DROGHE, SERPELLONI: “CON QUESTA SENTENZA PIÙ RISCHIO SULLE STRADE E DIRITTI SBILANCIATI” – art. 187 del codice della strada
ROMA – «La recente sentenza della Corte costituzionale sulla guida dopo l’uso di sostanze stupefacenti rischia di produrre un aumento concreto del rischio sulle strade». Lo afferma Giovanni Serpelloni, Medico neuroscienziato, direttore del Neuroscience Clinical Center ed ex capo del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, commentando la decisione n. 10/2026 sull’articolo 187 del Codice della Strada.
Secondo Serpelloni, gli effetti pratici della nuova interpretazione saranno tre: «una maggiore probabilità di incontrare conducenti positivi alle sostanze, una riduzione della percezione del rischio di essere sanzionati da parte dei consumatori e uno sbilanciamento nella tutela dei diritti delle persone che non assumono droghe e che circolano legittimamente sulle strade».
«La Costituzione – sottolinea – non tutela solo i diritti del soggetto controllato, ma anche il diritto fondamentale alla salute e alla sicurezza della collettività. Pedoni, ciclisti e automobilisti non consumatori hanno diritto a non essere esposti a un rischio evitabile. Qui mi sembra essere stato poco in considerazione».
Nel documento tecnico-scientifico che accompagna il commento, Serpelloni richiama anche evidenze neuroscientifiche consolidate. «Studi di neuroimaging del National Institute on Drug Abuse, coordinati da Nora Volkow, dimostrano che l’uso di cocaina e di altre sostanze può determinare alterazioni funzionali dei circuiti cerebrali decisionali e di controllo anche oltre 90–100 giorni dalla sospensione, quando i test tossicologici risultano già negativi».
«Questo significa – spiega – che un soggetto può apparire clinicamente “non alterato” ed essere formalmente negativo agli esami, ma non essere ancora neurofunzionalmente equivalente a un soggetto sobrio, soprattutto in condizioni di stress e imprevisto alla guida».
Secondo Serpelloni, pretendere la dimostrazione di uno “stato di alterazione pericolosa” o di un pericolo concreto caso per caso «chiede alla scienza ciò che non è in grado di fornire in modo affidabile e applicabile sul campo», con il rischio di indebolire la deterrenza di guidare drogati e aumentare il contenzioso giudiziario.
Da qui la proposta di un cambio di paradigma: «In assenza di incidenti, la guida dopo uso di sostanze dovrebbe essere gestita in ambito amministrativo e sanitario, valorizzando l’articolo 119 del Codice della Strada sui requisiti di idoneità alla guida. Il diritto penale va riservato ai casi in cui dall’uso di sostanze derivino lesioni o morte».
«Non si tratta di limitare diritti dei consumatori di droghe – conclude – ma di riequilibrarli, tutelando anche e forse prima di tutto il diritto costituzionale alla sicurezza e alla salute di chi non consuma sostanze e vuole utilizzare la strada in sicurezza».
Dott. Giovanni SERPELLONI

UPDATE: VACCINO ANTI-OVERDOSE CONTRO IL FENTANYLwww.neuroscienze.online News da Neuroscience Clinical Center & TMS unit ...
29/01/2026

UPDATE: VACCINO ANTI-OVERDOSE CONTRO IL FENTANYL
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News da Neuroscience Clinical Center & TMS unit Unit

Negli USA, un nuovo vaccino contro il fentanyl è in fase di sviluppo. L’obiettivo è ambizioso: ridurre le morti per overdose da oppioidi con oltre 90.000 morti all’anno, una delle emergenze sanitarie più gravi negli Stati Uniti.
L’approccio è promettente perché il vaccino é in grado di impedire al fentanyl una volta assunto di attraversare la barriera emato-encefalica, evitando così l’inibizione mortale dei centri cerebrali che controllano la respirazione (il meccanismo chiave dell’overdose letale.)
Sul piano teorico, l’impatto sulla mortalità potrebbe essere molto significativo.

Ma bisogna tenere conto che la questione è più complessa. Un punto cruciale già osservato é che i produttori di oppioidi sintetici innovano continuamente le loro molecole , creandone sempre di nuove, spesso più potenti del fentanyl. Se il vaccino fosse troppo specifico, rischierebbe di essere aggirato rapidamente.
Inoltre, in termini scientifici, é lecito domandarsi se il vaccino potesse avere anche una reattività crociata con altri oppioidi sintetici (es. nitazeni) usati dai medici? In tal caso, con un paziente vaccinato, i medici potrebbero trovarsi inermi in caso di chirurgia o trauma grave, dove gli oppioidi sono salvavita.

In conclusione possiamo dire che il vaccino contro il fentanyl potrebbe utilmente rientrare nei programmi di prevenzione e salvare vite, ma con dei limiti che dovrebbero essere ulteriormente studiati, ma soprattutto non può sostituire il trattamento strutturato del disturbo da uso di oppioidi e i problemi psichici che stanno alla base di questo comportamento. È un importante e complementare strumento in più, non la soluzione definitiva che necessariamente deve passare attraverso interventi di riabilitazione vera e reinserimento sociale e lavorativo.

ALZHEIMER: Attività Fisica Programmata (Neurofitness) giornaliera e la neurostimolazione con rTMS possono proteggere la ...
05/11/2025

ALZHEIMER: Attività Fisica Programmata (Neurofitness) giornaliera e la neurostimolazione con rTMS possono proteggere la memoria e rallentare significativamente il declino cognitivo

NEWS da Neuroscience Clinical Center & TMS Unit (www.neuroscienze.online)

“Non possiamo ancora fermare l’Alzheimer. Ma possiamo rallentarlo in modo significativo. Per i pazienti e le famiglie, questa differenza vale tempo, autonomia, qualità di vita e dignità.” (dott. G.Serpelloni 2025)

Una nuova ricerca del Mass General Brigham pubblicata su Nature Medicine (2025) mostra che camminare di più ogni giorno è associato a un declino cognitivo più lento, soprattutto in chi presenta i primi segni biologici dell’Alzheimer.
Bastano 5.000–7.500 passi al giorno per ottenere i maggiori benefici:
- memoria più stabile nel tempo
- maggior autonomia nelle attività quotidiane
- miglior qualità della vita

L’attività fisica riduce l’accumulo della proteina tau nel cervello, una delle principali responsabili della degenerazione dei neuroni.

E oggi abbiamo un’arma in più che si può associare anche alle terapie farmacologiche classiche.
Diversi studi clinici accreditati dimostrano che la Stimolazione Magnetica Transcranica (rTMS) attiva le reti neuronali più vulnerabili alla malattia, migliora le funzioni cognitive, rallenta in modo significativo il declino e aumenta la qualità di vita quotidiana
In alcuni trial controllati il beneficio si è mantenuto fino a 52 settimane, con una riduzione del declino cognitivo di circa il 50% rispetto al decorso atteso.
Il tutto può beneficiare anche di speciali piani nutrizionali di precisione basati sul microbioma.
I medici specialisti del nostro centro eseguono questi programmi e la rTMS dal 2007 e sono a vostra disposizione per un consulto telefonico gratuito al 347 7661616. Si può chiamare in ogni momento senza problemi .

DALLA RICERCA NUOVE SPERANZE CONTRO L’ALZHEIMER: nanotecnologia e neuroscienze.www.neuroscienze.online Un team internazi...
08/10/2025

DALLA RICERCA NUOVE SPERANZE CONTRO L’ALZHEIMER: nanotecnologia e neuroscienze.
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Un team internazionale di scienziati spagnoli e cinesi ha pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy (Nature, ottobre 2025) uno studio su animale che potrebbe cambiare la direzione della ricerca sull’Alzheimer.

Le nanoparticelle sviluppate non si limitano a “sciogliere” le placche di amiloide nel cervello, ma riattivano il sistema naturale di pulizia cerebrale, ristabilendo il funzionamento del recettore LRP1 alla barriera emato-encefalica.
Nei topi, tre iniezioni hanno ridotto in poche ore fino a metà dell’accumulo di amiloide, e nei mesi successivi gli animali hanno mostrato un netto recupero delle funzioni cognitive.

È ancora presto per parlare di terapia umana, ma la scoperta apre un percorso nuovo: aiutare il cervello a guarire ripristinando i suoi meccanismi naturali.

Nel frattempo, è fondamentale proseguire con le terapie farmacologiche attualmente approvate e affiancarle, quando possibile, con stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS), che diversi studi – tra cui quelli condotti dal prof. Giuseppe Koch e collaboratori – hanno mostrato essere una valida terapia complementare per migliorare memoria e funzioni cognitive nei pazienti con Alzheimer.

Fonte: Battaglia G., Tian X. et al., 2025 – Signal Transduction and Targeted Therapy (Nature)

Da NEUROSCIENCE CLINICAL CENTER & TMS UNIT (medical info 347 7661616)

SINDROME DA OVERLOAD EMOZIONALE: sesso, droghe e alcol nel circuito della gratificazione patologicaNel contesto odierno,...
08/08/2025

SINDROME DA OVERLOAD EMOZIONALE: sesso, droghe e alcol nel circuito della gratificazione patologica

Nel contesto odierno, caratterizzato da un intrattenimento continuo e iperstimolante, sta emergendo una nuova sindrome clinicamente rilevante ma ancora poco codificata: l’overload emozionale indotto da piaceri intensi e ripetuti – in particolare sesso, sostanze psicoattive e alcol, spesso associati a contesti di festa, euforia collettiva e narcisismo digitale.

Il cervello, esposto a stimoli artificialmente intensi e reiterati, si adatta maladattivamente: il sistema dopaminergico della ricompensa (nucleo accumbens, corteccia orbitofrontale, VTA) viene sovraccaricato, mentre la corteccia prefrontale – deputata all’autocontrollo – si indebolisce progressivamente.

Con il tempo, questi meccanismi generano:
• Assuefazione: serve sempre più stimolo per ottenere lo stesso piacere.
• Dipendenza affettiva o sessuale: relazioni vissute come strumenti, non come legami.
• Distorsioni cognitive: negazione del rischio, pensiero dicotomico (“sto bene solo se godo”).
• Anedonia: perdita della capacità di trarre piacere dalle esperienze naturali.

Secondo recenti studi (Ferrer‑Pérez et al., 2024; Wolf, 2025), si osserva una vera e propria neuroplasticità disfunzionale, che struttura nel cervello percorsi di risposta automatica e impulsiva agli stimoli gratificanti, con effetti neurodegenerativi sul lungo termine se non trattati.

I quadri clinici risultanti spesso includono:
• disturbi borderline e bipolari
• depressione atipica e anedonia sociale
• disregolazione affettiva con acting-out impulsivi
• crisi dissociative e senso di vuoto identitario

Intervenire è possibile, ma richiede un approccio integrato:
• Psicoterapia (CBT, DBT, ACT)
• neuromodulazione con rTMS
• Educazione neurobiologica al funzionamento del cervello
• Inquadramento psicofarmacologico mirato
• Riduzione del danno e reinserimento graduale in esperienze “a bassa intensità dopaminica” (relazioni autentiche, natura, meditazione, arte)

Le evidenze più recenti del 2024–2025 confermano l’importanza di lavorare sulla neuroplasticità positiva per invertire i processi patologici e ripristinare il senso del piacere, non come eccitazione compulsiva, ma come forma matura di integrazione affettiva ed esistenziale.

La cura non è la rinuncia al piacere, ma la sua rieducazione.
Un cervello saturo di euforia non è libero, è prigioniero.
Liberarlo significa riattivare la capacità di sentire davvero, con tutto il corpo, tutta la mente, tutta la vita.

GIOVANI “FINANCE TRADER”: IL LATO RISCHIOSO DEL DIVERTIMENTO AD ALTA INTENSITÀINFO DA Neuroscience Clinical Center & TMS...
08/08/2025

GIOVANI “FINANCE TRADER”: IL LATO RISCHIOSO DEL DIVERTIMENTO AD ALTA INTENSITÀ

INFO DA Neuroscience Clinical Center & TMS Unit

Ketamina, sesso performativo e overload emozionale tra lusso e anestesia psichica

Sempre più spesso, giovani professionisti del mondo finanziario – CEO di startup, trader, consulenti internazionali – cercano rifugio dallo stress del lavoro in weekend all’insegna di eccessi sensoriali tra Ibiza, Dubai, yacht e club esclusivi.
Sostanze come ketamina, cocaina, M**A, alcol e sildenafil vengono combinate in modalità ad alto rischio, per sostenere forme di sessualità iper-performativa e dissociata. Le relazioni diventano transazioni. Il piacere, una prestazione da esibire.

Alcuni di questi individui mostrano tratti della cosiddetta Dark Tetrad: narcisismo, machiavellismo, psicopatia e sadismo funzionale.

Un caso emblematico: il “METODO CRISTIANSEN” (nome di fantasia).
Francese, trentacinquenne, CEO di una startup con sedi a Londra, Parigi e Dubai. Durante la settimana: impeccabile, cortese, lucido. Nei weekend: un copione ben rodato.

Cristiansen frequenta discoteche esclusive e individua ragazze già alterate da ketamina o alcol. Si presenta come protettivo, benestante, con uno stile elegante e rassicurante. Offrendo un passaggio “sicuro” per il ritorno a casa o una suite “per fare una doccia”, le convince a seguirlo.
L’obiettivo è la relazione sessuale , ma con una sequenza prevedibile di controllo, prestazione e autoaffermazione.
Per evitare disfunzioni legate alle sostanze, assume sildenafil regolarmente. Tutto funziona finché una es**rt lo filma durante un rapporto e diffonde il materiale.
Cristiansen va in crisi: ansia, paranoia, depressione, paura di perdere credibilità. L’azienda viene a conoscenza della vicenda, gli dà un forte avvertimento e gli propone un percorso riabilitativo. Inizia così un trattamento con psicoterapia, neuromodulazione (rTMS) e rieducazione affettiva.

Cosa ci dicono le neuroscienze:
Ketamina ricreativa: può causare dissociazione, ansia, dipendenza e danni cognitivi anche a dosi contenute.
Sildenafil usato senza indicazione medica: diffuso tra i 25–40enni, può creare dipendenza psicologica e aggravare le disfunzioni sessuali, soprattutto in associazione con sostanze.

La distorsione del piacere

In queste dinamiche entrambi i soggetti – l’uomo e la donna coinvolta – sviluppano alterazioni neuropsichiche profonde. Il cervello, esposto a esperienze artificiali e ripetitive, perde la capacità di provare piacere naturale (anorgasmia frequente). La dopamina si abitua allo “shock chimico” e abbandona le vie del piacere autentico e fisiologico.
Con il tempo, il rituale diventa routine e identità. L’insight – ovvero la consapevolezza del problema – è spesso assente, e ciò rende ancora più difficile l’intervento.
Una possibile via d’uscita:
Il trattamento delle dipendenze comportamentali e delle disfunzioni sessuali da sostanze richiede un approccio integrato:
neuromodulazione con rTMS,
psicoterapia profonda,
rieducazione alla regolazione affettiva e al piacere relazionale.
È una strada complessa, ma percorribile. E sempre più necessaria.
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STRESS CRONICO E RIDUZIONE DELLE PERFORMANCE COGNITIVE: UTILITÀ DELLA rTMS NEL MIGLIORARE E MANTENERE MIGLIORI PRESTAZIO...
26/07/2025

STRESS CRONICO E RIDUZIONE DELLE PERFORMANCE COGNITIVE: UTILITÀ DELLA rTMS NEL MIGLIORARE E MANTENERE MIGLIORI PRESTAZIONI DI MEMORIZZAZIONE, ATTENZIONE, CONCENTRAZIONE E PRONTEZZA COGNITIVA.
Molte persone riportano un calo delle performance cognitive come memoria e concentrazione legato allo stress cronico o a iniziali alterazioni neurodegenerative, come il Mild Cognitive Impairment (MCI), ovvero Lieve Compromissione Cognitiva.
Queste condizioni vengono spesso confuse con la malattia di Alzheimer o con forme gravi di demenza, ma hanno cause, natura e possibilità di trattamento molto diverse.
Nel MCI si osserva un declino misurabile della memoria o di altre funzioni cognitive, superiore a quanto atteso per l’età, ma non così grave da compromettere l’autonomia. Può comunque causare disagi, soprattutto in persone giovani o molto attive mentalmente. Un fenomeno in crescita.
Sintomi tipici:
• Dimenticanze frequenti (nomi, appuntamenti, oggetti)
• Difficoltà di concentrazione
• Lentezza nel ragionamento
• Ridotta efficienza lavorativa, sociale e talvolta sessuale
Spesso si aggiungono alterazioni nel linguaggio, nell’attenzione, nelle funzioni esecutive e nell’orientamento spaziale.
Chi ne soffre è consapevole del problema (a differenza delle forme di demenza).
Sintomi molto simili si osservano nello stress cronico, spesso accompagnato da irritabilità, ansia, depressione e disturbi del sonno che aggravano la condizione.
Lo stress prolungato attiva l’asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA), aumentando i livelli di cortisolo. Questo, a lungo andare oltre ad alterare il metabolismo dei lipidi e degli zuccheri:
1. Danneggia i neuroni dell’ippocampo (memoria)
2. Riduce la neuroplasticità e la neurogenesi (soprattutto in ippocampo e corteccia prefrontale)
3. Alterà la connettività cerebrale (reti esecutive, default mode, salienza)
4. Riduce dopamina e serotonina, peggiorando motivazione, attenzione e umore
Questi cambiamenti sono funzionali e potenzialmente reversibili, soprattutto se affrontati precocemente. Lo stesso vale per il declino cognitivo legato all’età, che spesso inizia dopo i 60 anni.
Il ruolo della rTMS
La Stimolazione Magnetica Transcranica (rTMS), agendo su aree chiave della memoria, attenzione e regolazione emotiva, si è dimostrata efficace nel migliorare le funzioni cognitive alterate senza effetti collaterali sistemici.
L’evidenza scientifica la conferma come terapia sicura, ben tollerata e utile anche in fase precoce.
Per informazioni: 🌐 www.neuroscienze.online 📞 Medical Line: 347 7661616

Vaticano - 26 giugno 2025 Giornata Internazionale Contro la Droga
28/06/2025

Vaticano - 26 giugno 2025 Giornata Internazionale Contro la Droga

27/06/2025

COMUNICATO STAMPA - Roma, 26 giugno 2025 – INCONTRO CON PAPA LEONE XIV – GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA DROGA
Tutti gli anni si celebra questa giornata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987.
In occasione di questo evento, il dott. Giovanni Serpelloni, neuroscienziato e già Capo del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha partecipato oggi all’importante iniziativa promossa dal Vaticano per tutti gli operatori e ricercatori del settore delle dipendenze, culminata con un’udienza e l’incontro con Papa Leone XIV. Da sempre impegnato nella prevenzione e nel trattamento delle dipendenze a livello nazionale e internazionale, Serpelloni – attualmente direttore del Neuroscience Clinical Center & TMS Unit – ha ribadito l’importanza di un’azione continua e strutturata per fronteggiare un fenomeno che, nonostante alcuni segnali incoraggianti, resta tra le emergenze sanitarie e sociali più complesse del nostro tempo. Intervistato da Radio Rai in una trasmissione andata in onda ieri, il dott. Serpelloni ha commentato i dati più recenti diffusi nella Relazione al Parlamento 2025 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sottolineando come sia indispensabile proseguire senza interruzioni le politiche di prevenzione precoce, cura e riabilitazione che il sistema sanitario italiano ha saputo garantire con efficacia negli ultimi decenni, adattandosi progressivamente anche alle nuove sfide rappresentate dalle sostanze psicoattive di nuova generazione sempre più accessibili tramite internet. Secondo quanto illustrato nell’intervista, che ha sottolineato, oltre al pericoloso fenomeno delle overdose da Fentanyl e altri oppiacei in USA (oltre 100.000 morti all’anno) per fortuna in Italia scongiurato grazie al Piano di Azione Nazionale Fentanyl, il consumo di almeno una sostanza illegale tra gli studenti è sceso al 25% rispetto al 28% del 2023, con una diminuzione dei consumi di cannabinoidi, oppiacei e stimolanti. Il numero degli utenti presi in carico dai servizi pubblici per le dipendenze (SerD) è salito a 134.443 (+1,7%), con una prevalenza di problematiche legate all’uso di oppiacei/oppioidi (59%) e cocaina/crack (27%). Anche tra i detenuti, le problematiche da uso di sostanze rimangono rilevanti: sono 28.679 i soggetti con dipendenza segnalati, di cui il 55% per cocaina/crack e il 23% per oppiacei. I decessi da overdose nel 2024 sono stati 231, in lieve aumento rispetto all’anno precedente (+1,8%), con il 35% attribuito agli oppiacei/oppioidi e il 27% alla cocaina. Gli accessi al pronto soccorso per intossicazioni da sostanze psicoattive sono stati 8.378, con un calo del 2,5%, mentre i ricoveri ospedalieri sono aumentati del 13%, raggiungendo quota 7.382, segno che il fenomeno resta ancora grave ma monitorato. I sequestri complessivi di droga hanno superato le 58 tonnellate, con ma*****na (49%) e hashish (30%) ai primi posti. Preoccupa l’aumento del +225% delle compresse e dosi di droghe sintetiche, sintomo della diffusione crescente di nuove sostanze spesso non rilevate con i test standard. Serpelloni ha sottolineato come il mercato illegale sia oggi profondamente influenzato anche dalla disponibilità in rete di molecole sintetiche, spesso prodotte in laboratori clandestini all’estero. Altro dato critico emerso riguarda la purezza delle sostanze: secondo i dati dei laboratori delle Forze dell’Ordine, la cocaina da strada ha una purezza media del 66%, l’eroina del 67%, l’M**A in polvere anch’essa al 67%, con valori simili tra le analisi della Polizia di Stato e quelle dell’Arma dei Carabinieri. “Non possiamo abbassare la guardia – ha dichiarato Serpelloni – la lotta alla droga richiede visione, continuità e un forte investimento nella prevenzione e nella ricerca scientifica. I segnali positivi che arrivano dai dati sui consumi giovanili ci incoraggiano, ma le nuove droghe, le alterazioni del mercato e la continua evoluzione delle sostanze richiedono strumenti aggiornati e competenze sempre più avanzate”.

BUONE NOTIZIE PER LA CURA DELL’ALZHEIMER : nuova ricerca dimostra che la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS)dimezz...
07/04/2025

BUONE NOTIZIE PER LA CURA DELL’ALZHEIMER : nuova ricerca dimostra che la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS)dimezza la progressione della malattia dopo 52 settimane di trattamento
News da Neuroscience Clinical Center & TMS Unit (www.neuroscienze.online)
Positivi risultati del primo trial clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, sugli effetti di un trattamento prolungato per 52 settimane di Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) in pazienti con Alzheimer in fase lieve-moderata. In questa ricerca i pazienti trattati con TMS hanno mostrato un rallentamento del 52% della progressione della malattia con miglioramenti evidenti rispetto al gruppo placebo sulle funzioni cognitive, l’autonomia della vita quotidiana e i disturbi comportamentali.
(Studio della Fondazione Santa Lucia IRCCS - G. Koch et al)
La tecnica di Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva (rTMS) punta ad attivare il precuneo un’area molto importante del cervello nei pazienti con malattia di Alzheimer.
Il trattamento, non è invasivo e viene sempre personalizzato, si svolge normalmente in due fasi: un primo ciclo intensivo con applicazioni quotidiane per 2-3 settimane, successivamente, in una fase di mantenimento, la TMS viene fatta una volta a settimana fino a 50 settimane.
Il nostro centro applica questo trattamento da molti anni con buoni risultati clinici ora dimostrati anche da questo ultimo studio. La rTMS viene impiegata come valida terapia complementare (e non sostitutiva) ai tradizionali trattamenti farmacologici (centralino +39 347 7661616)

OBESITÀ, IPERALIMENTAZIONE E CONTROLLO DEL DESIDERIO COMPULSIVO DI CIBO: il possibile ruolo della TMS (Stimolazione Tran...
03/03/2025

OBESITÀ, IPERALIMENTAZIONE E CONTROLLO DEL DESIDERIO COMPULSIVO DI CIBO: il possibile ruolo della TMS (Stimolazione Transcranica Magnetica)

News dal Neuroscience Clinical Center & TMS Unit (www.neuroscienze.online)

Il 4 marzo è la Giornata Mondiale dell’Obesità, un’occasione per sensibilizzare su questa crescente emergenza sanitaria globale. L’obesità è l’iper alimentazione non è solo una questione di stile di vita, ma un fenomeno complesso che coinvolge fattori genetici, ambientali e comportamentali.
Lo stress, l’ansia e la depressione sono cause spesso importanti nel generare nel nostro cervello il desiderio compulsivo ad alimentarsi con ricerca di cibi particolarmente stimolanti ma nel contempo poco sani.

L’OMS riporta che entro il 2035, una persona su quattro vivrà con l’obesità.
100% in più: Si prevede un raddoppio dell’obesità infantile rispetto al 2020.

Uno degli aspetti causali meno considerati dell’obesità è il ruolo di alcune aree del nostro cervello nel generare il desiderio compulsivo di cibo (craving) soprattutto in relazione allo stress, all’ansia e alle varie forme di depressione, che possono agire da fattori scatenanti e di mantenimento e rendere difficile seguire una dieta equilibrata per mantenere il peso sotto controllo. La Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) si è rivelata una terapia complementare promettente per ridurre il craving alimentare, agendo direttamente su sulle aree del cervello coinvolte nel controllo degli impulsi ad iperalimentarsi e nelle dipendenze da cibo.

La TMS rappresenta un nuovo ulteriore strumento per supportare chi lotta contro l’obesità, affiancandosi a interventi nutrizionali e comportamentali.
La TMS rappresenta una soluzione complementare innovativa per affrontare questi problemi.

Per informazioni contatta il nostro centro (+39 347 7661616) per un consulto telefonico medico gratuito, sulla TMS e le sue applicazioni nel controllo del desiderio compulsivo di cibo, dell’ansia spesso correlata e dello stress.

NEWS da Neuroscience Clinical Center end TMS Unit (www.neuroscienze.online)IMPORTANZA DEL MICROBIOTA INTESTINALE SUL CER...
13/02/2025

NEWS da Neuroscience Clinical Center end TMS Unit (www.neuroscienze.online)

IMPORTANZA DEL MICROBIOTA INTESTINALE SUL CERVELLO E TERAPIA CON TMS NELLE MALATTIE NEURODEGENERATIVE (ALZHEIMER, PARKINSON, SCLEROSI M.)

È noto da tempo che Il microbioma intestinale (cioè i batteri i virus e i funghi presenti normalmente nell’intestino) regola il corretto funzionamento dei neurotrasmettitori e del metabolismo del cervello attraverso il nervo vago, connessione fondamentale intestino-cervello.
Ma l’attività del nervo vago risulta significativamente ridotta e anomala se il microbiota è alterato (disbiosi). L'attività vagale può essere ripristinata quando si riequilibra il microbioma che è in grado di produrre nutrienti e sostanze fondamentali stimolanti la neurogenesi e la sinaptogenesi cerebrale.
Ormai numerose e consolidate ricerche confermano l’esistenza di un chiaro collegamento intestino-cervello e la necessità di mantenere in salute il microbioma intestinale (eubiosi) per assicurare il migliore funzionamento e metabolismo cerebrale oltre che una migliore risposta alle terapie.
Un ricerca in particolare , guidata da Kelly G. Jameson dell'Hsiao Lab dell'UCLA, ha identificato sostanze specifiche prodotte dal microbioma intestinale, come gli acidi grassi a catena corta e gli acidi biliari, che possono stimolare l'attività vagale attraverso particolari recettori.
https://dx.doi.org/10.1016/j.isci.2024.111699

Il nostro Centro Clinico ha messo a punto un nuovo protocollo per studiare e correggere le abitudini alimentari e di attività fisica dei pazienti in TMS che si basa sulla tipizzazione genetica del microbioma, al fine di ottimizzare ancora di più i risultati della neuromodulazione attraverso l’introduzione di una corretta dieta. L’introduzione di regimi dietetici personalizzati cosiddetti “di precisione” , con aggiunta di pre e probiotici mirati, sulla base però dei risultati di precise analisi genetiche del micribioma, può migliorare di molto le condizioni di salute del paziente, la risposta al trattamento e la sua qualità di vita. Assumere integratori e varie sostanze senza un preciso studio del proprio microbioma potrebbe risultare inutile se non addirittura dannoso. La definizione di un protocollo nutrizionale di precisione, associato all’attività fisica programmata che può e dovrebbe svolgere la persona in trattamento, si avvale di moderne e innovative tecniche basate su sistemi integrati di AI Avanzata. (CB- NCC 25) messi a punto dal ns Centro.
Per informazioni e consulto telefonico gratuito: + 39 347 7661616, www.neuroscienze.online.

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