23/11/2025
L’affermazione “Il vero sapere nasce dall’ascolto, non dalle parole” mette in luce una distinzione fondamentale tra il semplice “dire” e il reale processo di comprendere. Le parole, di per sé, possono essere vuote: possono essere ripetute senza essere davvero interiorizzate, possono servire a colmare il silenzio o a mostrare ciò che si sa solo in apparenza. L’ascolto, invece, richiede apertura, attenzione e disponibilità a mettersi in discussione. È un atto attivo, non passivo: implica osservare, riflettere, cogliere sfumature e significati nascosti.
Ascoltare significa accogliere il punto di vista dell’altro senza giudicare immediatamente, imparare dall’esperienza altrui e comprendere il contesto da cui nascono le idee. È attraverso l’ascolto che nascono le domande giuste, quelle che aprono la strada a una comprensione più profonda. Il sapere autentico non è mai rigido: si sviluppa nel confronto, nella capacità di modificare le proprie convinzioni quando si entra in contatto con nuove prospettive.
Inoltre, l’ascolto non riguarda solo gli altri, ma anche sé stessi: ascoltare le proprie emozioni, intuizioni e reazioni permette di conoscere meglio il proprio modo di essere e di apprendere da ciò che si vive. Le parole possono spiegare, ma è l’ascolto che permette di imparare davvero, perché trasforma l’informazione in conoscenza personale e consapevolezza. rigo
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