Dott.ssa Milena Cobelli - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Milena Cobelli - Psicologa Psicoterapeuta Psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi del Veneto

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- Consulenza e sostegno psic

Psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi del VenetoRicevo su appuntamento (Verona)Mi occupo di Consulenza psicologica e Psicoterapia per l'adulto e l'adolescente Per appuntamenti Cell. 340 1844041

03/12/2022

Del perdere e dell'essere persi...

"È un dato di fatto, ben noto soprattutto agli insegnanti, che i bambini diventano cronicamente "perdenti" se non si sentono amati a casa o non sono amati di fatto.
Non si rivolgono ai beni per compensare ciò che manca loro nella vita. Al contrario, sono curiosamente incapaci di stabilire o mantenere il possesso. Vengono a scuola senza gli strumenti necessari e dimenticano in classe gli oggetti che dovrebbero portare a casa. Dimenticano e smarriscono i loro soldi, i loro berretti e gli articoli di abbigliamento ovunque si trovino. Siamo tentati di dire che non solo i loro beni sono sparsi in giro, ma che in realtà scivolano via dai bambini. Quello che scopriamo nelle loro analisi è innanzitutto l'incapacità di investire pulsionalmente l'inanimato, a causa del danno generale arrecato alla loro capacità di coinvolgimento con gli oggetti; poi, che dirigono verso i loro beni tutta l'ostilità suscitata dalle frustrazioni e dalle delusioni imposte loro dai genitori.
È solo dietro queste cause abbastanza ovvie che si intravede un ulteriore motivo di portata ancora maggiore: essendo perdenti cronici, vivono una doppia identificazione, passivamente con gli oggetti perduti che simboleggiano se stessi, attivamente con i genitori che sperimentano come trascuranti, indifferenti e incuranti nei loro confronti come loro stessi lo sono nei confronti dei loro beni."
[Anna Freud, "About Losing and Being Lost", (1967). Psychoanal. Study Child, (22):9-19]

Buon compleanno Anna Freud

"...al di sotto del bisogno di punizione vi è la condizione basilare di sentirsi inermi, indifendibili, piccoli, inferio...
16/11/2022

"...al di sotto del bisogno di punizione vi è la condizione basilare di sentirsi inermi, indifendibili, piccoli, inferiori, dovuta, non solo alla paura di punizione e castrazione, ma, al di là di questa, forse in modo più originario, alla paura di perdita dell'oggetto esistenziale essenziale, alla paura di perdita di amore, una condizione, insomma, dove si è di fronte all'angoscia di essere, ancora e sempre, un bambino fragile, bisognoso di protezione, di continua rassicurazione [...]. Questo Io debilitato, questo bambino spaventato, che chiede l'ausilio di un'autorità rassicurante e contenente, si ritrova invece dinanzi un Super-io o un Io ideale, divenuti ironicamente veri e propri demoni, quel Super-io e quell'Io ideale persecutori che ho riunificato in un Sé narcisistico, ulteriormente ridefinito "Sé luciferino"." D. Lopez

"Sono tanti i ragazzi come lui che si sentono persi, imprigionati, senza nessuno a cui chiedere aiuto. Sembrano forti, m...
08/09/2022

"Sono tanti i ragazzi come lui che si sentono persi, imprigionati, senza nessuno a cui chiedere aiuto. Sembrano forti, ma assomigliano a cuccioli feriti nella foresta che potrebbero essere sbranati dai predatori. Una politica degna di questo nome, nel segno della civiltà riparatrice, dovrebbe farsi carico della loro solitudine."

La rivoluzione digitale, resa più eclatante dopo la pandemia, richiederebbe una nuova pedagogia.

"Il sogno non restaura, non restituisce ciò che è a ciò che era, o si desiderava che fosse, prima; riattiva la voglia di...
26/05/2022

"Il sogno non restaura, non restituisce ciò che è a ciò che era, o si desiderava che fosse, prima; riattiva la voglia di vivere che tutto rinnova e tutto ripara. Riappropriamoci della capacità di sognare per conoscere, amare, pensare e vivere la realtà."

Sarantis Thanopoulos

Ha preso il via il convegno nazionale della Società Psicoanalitica Italiana.

Condividiamo un breve passaggio dell'intervento d'apertura del presidente Sarantis Thanopoulos:

"Il sogno non restaura, non restituisce ciò che è a ciò che era, o si desiderava che fosse, prima; riattiva la voglia di vivere che tutto rinnova e tutto ripara. Riappropriamoci della capacità di sognare per conoscere, amare, pensare e vivere la realtà."

Il 6 maggio 1954 l’Organizzazione Mondiale per la Salute Mentale scopre al numero 19 della Berggasse a Vienna, dove ha v...
06/05/2022

Il 6 maggio 1954 l’Organizzazione Mondiale per la Salute Mentale scopre al numero 19 della Berggasse a Vienna, dove ha vissuto Freud, una lapide:
“Qui ha vissuto e lavorato dal 1891 al 1938
il Professor Sigmund Freud
creatore e fondatore della psicoanalisi”.

6 maggio 1938
Il 6 maggio 1938 Freud compie 82 anni.
Era solito evitare i festeggiamenti anche se amici e colleghi forzavano le sue ritrosie. In questo caso però è proprio difficile festeggiare: Freud è relegato in casa in attesa della partenza per l’esilio e, come scrive in quei giorni al figlio Ernst che lo attende a Londra “nulla conta in confronto alla liberazione” (Freud, Lettere 1873-39, 407). “Due speranze resistono in questi tempi foschi, quella di vedervi tutti insieme e: to die in freedom” (ibid.).
Il giorno prima del compleanno sono partite la cognata Minna Bernays e Doroty Burlingham, venuta appositamente dalla Svizzera per accompagnare l’amica di Anna viste le condizioni precarie di salute in cui versa.
Freud scrive anche a Jones e si giustifica per non aver dato seguito alle sue comunicazioni in occasione del compleanno (la lettera di Jones è andata smarrita): “Anna mi ha detto di aver tratto dalla Sua lettera la conclusione che Lei si aspettasse una risposta alla Sua lettera per il mio compleanno, e quindi le scrivo, ma anche perché sono seduto qui nel mio studio a far niente e sono altrimenti inutile. Abbiamo deciso di non curarci di questo compleanno e di posticiparlo al 6 giugno, luglio, agosto ecc.; in breve, a una data successiva alla nostra liberazione”.
Sarà il 6 giugno, e ne parleremo a tempo debito, il giorno in cui festeggiare: Freud arriverà a Londra, esule sì, ma libero e salvo.

In realtà, nei limiti del possibile, Freud in quei giorni cerca di essere di aiuto e si prodiga per facilitare la fuga della nuora di Josef Breuer. Il più pesa però su Anna che deve occuparsi di tutto: dalla liquidazione della casa editrice, alla messa a punto di quanto può servire per la partenza. Riguardo a lei, per Freud si aggiunge un’inquietudine: teme per la figlia una volta arrivati nell’ambiente londinese. Il contrasto tra i sostenitori di M. Klein ed il gruppo di analisti viennesi si è già manifestato e Freud cerca probabilmente di rassicurarli attraverso Jones. Nella stessa lettera, infatti, leggiamo: “Anna è instancabilmente attiva, non solo per noi ma anche per infinite altre persone. Spero che potrà anche fare molto per l’analisi a Londra, ma non si imporrà” (lettera a Jone del 13/5/38, in Jones, 1953, 874).

Il 6 maggio 1954 l’Organizzazione Mondiale per la Salute Mentale scopre al numero 19 della Berggasse a Vienna, dove ha vissuto Freud, una lapide:
“Qui ha vissuto e lavorato dal 1891 al 1938
il Professor Sigmund Freud
creatore e fondatore della psicoanalisi”.

Freud S. (1873-39). Lettere. Torino, Boringhieri,1960.
Jones E. (1953). Vita e opere di Freud. Milano, Il Saggiatore, 3 voll., 1962.

01/05/2022

La festa dei lavoratori è la festa della nostra emancipazione sia dal caso che dalla necessità.
È anche la festa della fraternità umana, perché nessuna forma di lavoro che aspira a essere creativa e significativa può prosperare davvero al di fuori di uno nostro scambio paritario con gli altri.

Nella sua dimensione più autentica il lavoro ha un fondamento sensuale, erotico, è una delle nostre più importanti fonti di piacere profondo e persistente. Coniuga il bisogno, primariamente psichico, di rendere la vita una dimora sicura e il desiderio di trasformare la sua materia per poter appropriarsene, amarla e goderla. Nella forma di “elaborazione” (dei vissuti, dei sentimenti, dei pensieri) esso è parte costitutiva della nostra interiorità.
Fonte di piacere insostituibile, il lavoro diventa sofferenza tutte le volte che finisce imprigionato in schemi produttivi che lo sfruttano sul piano quantitativo e lo deprivano della sua qualità. Preso in ingranaggi che rendono la sua azione impersonale, prevedibile e ripetitiva, il lavoratore vive in uno stato di allerta performativa, di una tensione psicocorporea senza possibilità di evoluzione trasformativa/catartica che comprime e prosciuga di vitalità il tessuto della sua esperienza soggettiva. Resistere all’alienazione dell’esperienza lavorativa è un impegno che ci riguarda tutti, che ci chiama alla difesa della libertà e della democrazia.

Sarantis Thanopulos
Presidente della Società Psicoanalitica Italiana

𝗕𝘂𝗼𝗻 𝟭° 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼!

14/04/2022

"Legami -- Questione di accenti

Accettare la dipendenza affettiva da un'altra persona.
Senza attaccare il legame per paura o per testarne la sicurezza.
Senza evitare il legame e fuggire nel momento in cui si fa più intenso.
Senza pretendere di controllare l'altro e l'angoscia della sua possibile perdita.
Sembra essere la sfida dell'epoca moderna.

L'ideale è una fantasmatica indipendenza che non esiste: l'essere umano è sempre psichicamente, non solo materialmente, dipendente dagli altri esseri umani.

La natura e intensità della dipendenza possono però con la crescita emotiva trasformarsi."

Gabriele Cassullo

“La psicoanalisi ci insegna che se si ha un lettino, un divano su cui distendersi, sicuro, tranquillo, nella penombra, c...
08/02/2022

“La psicoanalisi ci insegna che se si ha un lettino, un divano su cui distendersi, sicuro, tranquillo, nella penombra, con la temperatura giusta, si riesce a sognare e quindi in qualche misura a dare respiro a progetti, a espansioni del Sé e all’accoglienza di diversità imprevedibili, come quelle che ospitiamo nei nostri sogni.” (Anna Ferruta)

“La psicoanalisi ci insegna che se si ha un lettino, un divano su cui distendersi, sicuro, tranquillo, nella penombra, con la temperatura giusta, si riesce a sognare e quindi in qualche misura a dare respiro a progetti, a espansioni del Sé e all’accoglienza di diversità imprevedibili, come quelle che ospitiamo nei nostri sogni” (Anna Ferruta).

Inauguriamo con questo post la nuova rubrica del Centro Milanese di Psicoanalisi “Notizie dal divano”. Una delle nostre più illustri analiste, Anna Ferruta, ogni mese ci racconterà l’attualità, vista dal … divano dell’analista. Una visione che include, che amplia, che permette nuovi scenari.

Seguici, per non perderla!

Clicca qui per leggere il primo contributo “Voglia di istituzioni”:
https://www.cmp-spiweb.it/per-la-nuova-rubrica-notizie-dal-divano-voglia-di-istituzioni-di-anna-ferruta/



foto di Roberto Basile
www.robertobasilephoto.eu

"Certi vuoti non si colmano, sono testamentari: il desiderio dei morti deve vivere in noi. Li mantiene e ci mantiene viv...
30/01/2022

"Certi vuoti non si colmano, sono testamentari: il desiderio dei morti deve vivere in noi. Li mantiene e ci mantiene vivi."

Il contributo di Sarantis Thanopulos "La vita, oltre la morte, dei morti" il Manifesto 22/1/2022.

https://www.spiweb.it/cultura-e-societa/stampa/rassegna-stampa-2/rassegna-stampa-italiana/la-vita-oltre-la-morte-dei-morti-il-manifesto-22-1-22-di-s-thanopulos/

Introduzione: Le immagini dei malati intubati e del convoglio dei camion militari che trasportano le bare delle persone decedute hanno generato un sentimento di profonda angoscia trasmettendo una visione concreta e pertanto incettabile della morte. L’affetto per i nostri cari scomparsi può mantenersi vivo dentro di noi e arricchire di senso la nostra vita. Le riflessioni di Sarantis Thanopulos in questo articolo. (Maria Antoncecchi)

'Gli adolescenti “difficili”, che nessuna integrazione in un processo evolutivo “responsabilizzante” può addomesticare, ...
06/11/2021

'Gli adolescenti “difficili”, che nessuna integrazione in un processo evolutivo “responsabilizzante” può addomesticare, agiscono ai margini delle regole comuni. Sono gettati dalla nostra insofferenza nell’immondizia dei “comportamenti antisociali”. Quando gli analisti, reinventando il proprio modo di sentire e pensare, accolgono la loro creatività nascosta, diventano per essi interlocutori affidabili, modesti e leali.'

Segnaliamo il commento di Sarantis Thanopulos "La psicoanalisi alla prova degli adolescenti" pubblicato su Il Manifesto 30/10/21.

https://www.spiweb.it/cultura-e-societa/stampa/rassegna-stampa-2/rassegna-stampa-italiana/la-psicoanalisi-alla-prova-degli-adolescenti-il-manifesto-30-10-21-s-thanopulos/

"Giuseppe Pellizzari, scomparso il 2019, è stato membro e docente della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) e presidente del Centro Milanese di Psicoanalisi. Durante la sua presidenza ha promosso un servizio di cura gratuito (o a prezzo simbolico) per adolescenti in comunità o provenienti da famiglie molto disagiate. Il servizio, tuttora funzionante, rappresenta un modello di impegno insieme sociale, culturale e scientifico per la SPI e per tutte le associazioni psicoanalitiche in generale."

Introduzione: In occasione dell’uscita del libro “Una stanza tutta per me”a cura di Giuseppe Pellizzari e Angelo Moroni Sarantis Thanopulos ripercorre, in questo articolo, la storia del gruppo di analisti, promosso da Giuseppe Pellizzari , che si occupa di adolescenti provenienti da situazioni disagiate. Il libro nato da questo progetto, ospita le riflessioni teoriche e tecniche degli analisti che hanno integrato l’interesse per la ricerca psicoanalitica con l’impegno sociale.( Maria Antoncecchi)

"La psicoanalisi, però, continua a vivere e a lottare insieme a noi, soprattutto insieme a chi non desidera affatto che ...
04/07/2021

"La psicoanalisi, però, continua a vivere e a lottare insieme a noi, soprattutto insieme a chi non desidera affatto che sia una scienza, insieme a chi sa che su quel lettino avvengono cose che gli scienziati non potranno mai comprendere, che il 2+2=4 è giusto che resti affar loro, sperando che si trovino d’accordo sul 4, perché ogni giorno, tra gli scienziati, c’è chi dice 5 e chi 3."

“Freud da morto è più vivo che mai” di D. D’Alessandro, Huffpost 29/6/2021

https://www.spiweb.it/stampa/freud-da-morto-e-piu-vivo-che-mai-di-d-dalessandro-huffpost-29-6-2021/

Una risposta critica da parte di Davide D’Alessandro al neurologo Sorrentino che nel suo ultimo libro definisce la psicoanalisi una pseudoscienza non in grado di curare la sofferenza. (Maria Antoncecchi)

24/06/2021

Antonino Ferro, parlando del tipo di analista che immagina nel suo libro “Tormenti di anime”:

Indirizzo

Lungadige Porta Vittoria 33
Verona
37100

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