Gessica Mestriner - Psicologa a Verona

Gessica Mestriner - Psicologa a Verona Approccio analitico transazionale integrato. 3 Master: gestione del personale, DSA e psicologia invecchiamento.

Ambiti: depressione, ansia, crisi, transizioni di vita, situazioni lavorative complesse, invecchiamento, genitorialità, menopausa, ADHD adulti

Il confronto con gli altri non è mai solo confronto.A volte arriva in modo silenzioso.Scorri i social, ascolti qualcuno ...
01/04/2026

Il confronto con gli altri non è mai solo confronto.

A volte arriva in modo silenzioso.
Scorri i social, ascolti qualcuno parlare, osservi chi hai accanto.

E dentro si attiva un pensiero:
“Gli altri ce la fanno, io no.”
“Sono indietro.”
“Non sono abbastanza.”

Il confronto sembra riguardare ciò che fai,
ma spesso tocca qualcosa di più profondo:
il modo in cui guardi te stesso.

Nell’analisi transazionale si parla di dialogo interno: quella voce che commenta, valuta, misura.
E quando il confronto diventa costante,
quella voce rischia di diventare critica, rigida, poco tollerante.

Non stai solo osservando gli altri.
Stai mettendo in discussione il tuo valore.
Il problema non è confrontarsi.

È come lo fai.
Se il confronto diventa un modo per dirti che non vai bene, finisce per bloccarti, invece che orientarti.

Ma quel meccanismo spesso ha una storia.
Nasce da contesti in cui:

– sentirsi adeguati era importante
– l’errore pesava molto
– il riconoscimento arrivava solo a certe condizioni.

E allora impari a misurarti continuamente.
Non per crescere, ma per capire se “vai bene”.

In terapia lavoriamo anche su questo:
riconoscere quella voce interna, capire da dove nasce, per costruire uno sguardo più equilibrato e realistico su di sé.

Un confronto che non schiaccia, ma che può diventare uno strumento per orientarsi, senza perdersi.

Quando si lavora con i bambini, si incontranle loro emozioni… e le nostre.Ho avuto il piacere di condurre un incontro di...
05/03/2026

Quando si lavora con i bambini, si incontranle loro emozioni… e le nostre.

Ho avuto il piacere di condurre un incontro di intervisione con un gruppo di educatrici del doposcuola di L'ALVEARE Coop. Soc. Onlus, uno spazio pensato per fermarsi, raccontare ciò che accade davvero nel lavoro quotidiano e poterlo guardare insieme.

Attraverso il dialogo, il confronto, il lavoro di gruppo e le carte dixit, sono emersi vissuti intensi: la fatica di gestire situazioni complesse, il timore di non fare abbastanza, la frustrazione quando i comportamenti dei bambini mettono in difficoltà l’intero gruppo. Ma anche la forza che nasce dal condividere le esperienze, dal riconoscersi nelle difficoltà degli altri e dal costruire insieme nuove possibilità di intervento.

Abbiamo parlato di confini, di come mantenere il proprio ruolo educativo senza sentirsi rigidi o distanti, e di quanto sia importante sentirsi sostenuti da un’équipe quando il lavoro diventa emotivamente impegnativo.

Questi spazi servono proprio a questo: trasformare la fatica in pensiero, la solitudine in confronto, e le difficoltà in occasioni di crescita.

Un grazie sincero alle educatrici che hanno partecipato con apertura, autenticità e grande professionalità.

Sono molto contenta per la partecipazione all’incontro dedicato a "invecchiamento cerebrale e allenamento mentale" organ...
27/02/2026

Sono molto contenta per la partecipazione all’incontro dedicato a "invecchiamento cerebrale e allenamento mentale" organizzato da Associazione OMNIA ImpresaSociale e Auser Pescantina.

È stato un momento importante, in cui abbiamo affrontato temi che considero centrali: i cambiamenti cognitivi legati all’età, i falsi miti sul cervello che invecchia, la "plasticità cerebrale", l’importanza dell’allenamento cognitivo e il ruolo di funzioni come attenzione, memoria, linguaggio e funzioni esecutive, nella vita quotidiana.

Accanto a questi aspetti, c’è però anche una dimensione psicologica che merita attenzione. In alcune fasi della vita, i cambiamenti possono essere accompagnati da insicurezza, paura di peggiorare, senso di fragilità, perdita di fiducia nelle proprie capacità o difficoltà ad adattarsi a nuovi equilibri.

Prendersi cura della mente significa certamente allenare il cervello, ma anche riconoscere il valore del proprio mondo interno, delle proprie emozioni e delle proprie risorse.

Il corpo parla.Parla di noi, e spesso parla prima di noi.Ogni esperienza lascia una traccia: una sensazione, una tension...
31/01/2026

Il corpo parla.

Parla di noi, e spesso parla prima di noi.

Ogni esperienza lascia una traccia: una sensazione, una tensione, un ritmo che cambia.

La paura può chiudere lo stomaco.
La rabbia può scaldare il corpo, accelerare il respiro.
La tristezza può spegnere l’energia, rendere tutto più lento, distante.

Non sempre siamo in ascolto di questi segnali. A volte li ignoriamo, a volte li normalizziamo, a volte li viviamo come un ostacolo.

Eppure il corpo custodisce anche esperienze molto antiche, di quando il linguaggio non c’era ancora e le emozioni passavano solo attraverso le sensazioni.

In questo senso, il corpo non è un semplice contenitore: è parte attiva del nostro modo di sentire, pensare, scegliere.

Ascoltarlo non significa interpretarlo subito, ma concedersi il tempo di riconoscere ciò che sta accadendo, qui e ora.



Esiste una forma di stanchezza che non dipende solo da ciò che facciamo, ma da tutto ciò che teniamo in mente.Il carico ...
21/01/2026

Esiste una forma di stanchezza che non dipende solo da ciò che facciamo, ma da tutto ciò che teniamo in mente.

Il carico mentale è fatto di pensieri continui, impegni sovrapposti, responsabilità che non trovano spazio per essere lasciate andare.

Molte persone si sentono sempre in movimento e, allo stesso tempo, in difetto.
Come se non bastasse mai.

Questo sovraccarico può emergere attraverso insonnia, stanchezza profonda, irritabilità, calo dell’umore o senso di colpa.

Corpo e mente parlano, anche quando non ce ne accorgiamo subito.

Riconoscere il carico che stiamo portando è spesso il primo passo per alleggerirlo.

C’è un tempo per ogni cosa.Ed è il tempo di ciascuno.Nel lavoro clinico il tema del tempo ritorna spesso.C’è chi è assor...
15/01/2026

C’è un tempo per ogni cosa.
Ed è il tempo di ciascuno.

Nel lavoro clinico il tema del tempo ritorna spesso.

C’è chi è assorbito dal lavoro e sente di non averne mai abbastanza.
Chi tiene in equilibrio famiglia, casa, responsabilità, e non trova tempo per sé.
Chi studia e si percepisce “in ritardo”, fuori dalla tabella di marcia.
Chi rimanda un desiderio dicendo: “quando avrò tempo”.
E chi sente che è il momento giusto per iniziare un percorso.
O, al contrario, che non lo è ancora.
I tempi, i ritmi, le scadenze incidono sulla nostra vita.

A volte ci danno pace, altre ci fanno sentire inadeguati nel confronto con noi stessi o con gli altri.

Zimbardo ricorda che il tempo reale è il presente: il passato è memoria, il futuro è ipotesi.

Ognuno ha il proprio tempo.
E un ritmo che dovrebbe somigliare al proprio corpo, al proprio sentire.

C’è un tempo per ogni cosa.
Ed è il tempo di ciascuno.

Autostima: cosa significa davvero volersi beneSpesso si parla di autostima come se fosse una qualità da “potenziare”, un...
07/01/2026

Autostima: cosa significa davvero volersi bene

Spesso si parla di autostima come se fosse una qualità da “potenziare”, un muscolo da allenare o un obiettivo da raggiungere.

Nella pratica clinica, però, l’autostima emerge in modo diverso: non come sicurezza costante, ma come relazione con i propri limiti, con il senso di valore personale e con la possibilità di non sentirsi sempre all’altezza.

In questo articolo ho provato a fare chiarezza su cosa significa davvero “volersi bene”, andando oltre le semplificazioni e le frasi motivazionali.

È pensato per chi sente di valere poco, per chi si giudica duramente, per chi si chiede perché l’autostima non aumenti nonostante l’impegno.

➡️Fai clic sul link e leggi l'articolo completo:
https://www.guidapsicologi.it/articoli/autostima-cosa-significa-volersi-bene

2025⌛2026Bilanci e propositiÈ questo che spesso porta la fine dell'anno.Si traccia una riga immaginaria, attribuendo il ...
31/12/2025

2025⌛2026

Bilanci e propositi

È questo che spesso porta la fine dell'anno.
Si traccia una riga immaginaria, attribuendo il segno più o meno.

La transizione all'anno nuovo diventa una lista di propositi, che potranno trasformarsi in trampolini o zavorre.

Anche il mio pensiero va al 2025, con la consapevolezza di essere cambiata rispetto a un anno fa, non in meglio o in peggio, semplicemente diversa.

Perché quell'esperienza, quel paziente, quella situazione familiare, quell'incontro, quel ciclo di vita concluso hanno portato cambiamenti in me.

Non sono più quella di un anno fa e, forse, non sono nemmeno quella di ieri.

E, questa frase, che mi è cara, esprime in modo pieno questo pensiero.

Ci sono responsabilità che non finiscono mai in una lista.Sono quelle che tengono insieme tutto:ricordare, prevedere, an...
27/12/2025

Ci sono responsabilità che non finiscono mai in una lista.

Sono quelle che tengono insieme tutto:
ricordare, prevedere, anticipare, organizzare, contenere.

Il carico mentale non è solo “avere tante cose da fare”.
È sapere che, se non ci pensi tu, probabilmente non lo farà nessuno.

Il problema è che, quando questo lavoro resta invisibile,
col tempo diventa invisibile anche a chi lo porta.

E allora non solo sei stanca:
inizi a pensare che sia “normale”, che sia colpa tua,
o che non pesi davvero.

Ma pesa.
E riconoscerlo non è lamentarsi:
è il primo passo per smettere di portarlo da sola.

🍃Ci sono momenti della vita in cui tutto cambia, ma dentro non c’è ancora una direzione chiara.Può succedere durante un ...
18/12/2025

🍃Ci sono momenti della vita in cui tutto cambia, ma dentro non c’è ancora una direzione chiara.

Può succedere durante un cambio di lavoro, una fine o un inizio importante, una fase di passaggio che non avevamo previsto.
Ci si sente disorientati, come se le vecchie coordinate non funzionassero più 🧭

In questi momenti il disagio non è un segnale di incapacità.
È spesso il segno che stiamo attraversando qualcosa di nuovo, che chiede tempo per essere compreso e integrato.

Il corpo e le emozioni arrivano prima delle parole: stanchezza, confusione, irrequietezza 🌊
Dare spazio a ciò che si muove dentro può aiutare a ritrovare lentamente un senso di continuità.

I cambiamenti non chiedono risposte immediate, ma ascolto e presenza 🌱

Dicembre porta spesso una stanchezza che non dipende solo da ciò che facciamo, ma da come siamo costantemente chiamati a...
16/12/2025

Dicembre porta spesso una stanchezza che non dipende solo da ciò che facciamo, ma da come siamo costantemente chiamati a reagire.

Preoccuparsi, adattarsi, tenere insieme lavoro, relazioni, aspettative.
Quando questo stato di allerta diventa continuo, la mente fatica a trovare spazi di recupero.

In questi casi non serve “fare di più”, ma fermarsi a comprendere cosa sta sostenendo davvero tutto questo sforzo.

La stanchezza mentale non è debolezza: è un messaggio.
Riconoscerlo è spesso il primo passo per cambiare ritmo.

12/12/2025

Indirizzo

Piazzale Olimpia, 24
Verona
37100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:00
Martedì 13:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 12:00
Giovedì 13:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 12:00
Sabato 09:00 - 12:00

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