14/01/2026
Hai mai pensato che le nonne di oggi, quelle con i capelli raccolti e la voce dolce, un tempo fossero spiriti liberi, ribelli, donne di fuoco che hanno lasciato il segno nella storia?
A voi che avete vent’anni oggi, lasciate che vi raccontiamo chi eravamo davvero… e chi, sotto la superficie, siamo ancora.
Indossavamo minigonne che sfidavano ogni regola, pantaloni a zampa d’elefante stretti sui fianchi, camicie sbottonate fino all’anima. Gli stivali di pelle salivano fino al ginocchio, e ogni passo era un manifesto. I reggiseni? Li abbiamo lasciati indietro insieme ai tabù.
Non avevamo navigatori o app, ma ci bastavano un autostoppista, un biglietto scritto a mano, o l’odore del mare per trovare la strada. Il nostro “social” era un bar affollato a Trastevere, una spiaggia libera di Rimini all’alba, un vicolo di Parigi pieno di sogni e si*****te.
Ballavamo sui dischi di Lucio Battisti, Mina, Patty Pravo. Poi partiva Janis Joplin e ci scioglievamo. I Led Zeppelin ci facevano tremare, De André ci faceva pensare. I Rolling Stones ci facevano vivere.
Abbiamo vissuto i concerti di Pino Daniele e Jimi Hendrix con i piedi nel fango e le mani al cielo. Non registravamo niente: vivevamo tutto, imprimendolo nella carne. La chitarra di Santana, il canto di Joan Baez, la voce di Lucio Dalla che ci scaldava il cuore—sono ancora lì, nella memoria viva.
Abbiamo guidato 500 scassate e Vespe rombanti. Abbiamo preso treni di notte senza sapere dove avremmo dormito. Abbiamo bevuto vino rosso nei bicchieri di plastica mentre parlavamo di rivoluzione, arte, amore libero. E nessuno ci faceva zittire.
Il fango che ci restava sotto le unghie dopo un raduno a Milano o dopo una notte sulle colline toscane non era una moda da immortalare: era la prova di averci messo il corpo, l’anima, la pelle.
Non ci servivano filtri o "mi piace". Bastava una canzone di Guccini sotto le stelle, una chiacchiera sulla scalinata di Piazza di Spagna, uno sguardo che durava tutta la notte.
Abbiamo fatto la rivoluzione col cuore. E con gli occhi truccati di nero.
Abbiamo visto l’Italia cambiare e il mondo tremare. Abbiamo applaudito Pasolini e amato Franco Battiato. Abbiamo detto no, a testa alta, quando non andava bene. E nessuno ci ha mai fermate.
Così, quando guardi tua nonna, non fermarti al grembiule o alla piega fresca dal parrucchiere. Guarda meglio. C’è una scintilla nei suoi occhi quando parte un pezzo di Mina o un assolo dei Pink Floyd. C’è ancora quella ragazza che ha ballato tutta la notte a Villa Pamphili o si è persa tra le onde di Capri.
Non sarai mai esattamente come lei, ed è giusto così. Ma ricorda: prima che tu nascessi, lei ha aperto la strada. Con il coraggio, con la musica, con la libertà.
Continua a vivere. Noi l’abbiamo già fatto.