Sabrina Bush - Psicologo Psicoterapeuta Verona

Sabrina Bush - Psicologo Psicoterapeuta Verona Sono la Dott.ssa Sabrina Bush, Psicoterapeuta e Psicologa Clinica a Verona.

Aiuto le persone a ritrovare equilibrio e luce interiore nei momenti di dolore e cambiamento.
💛 Scopri l’ebook gratuito “Un raggio alla volta” → studiobush.academy/un-raggio-alla-volta Accompagno le persone che attraversano momenti di dolore, perdita o cambiamento, aiutandole a ritrovare equilibrio, consapevolezza e luce interiore. Credo che in ognuno di noi esista un luogo “intoccabile”, dove il proprio valore rimane integro indipendentemente da ciò che accade. Da lì nasce ogni rinascita: dal riconnettersi con sé stessi e dalla capacità di accogliere le proprie emozioni con rispetto e presenza. Il mio approccio è Integrato, perché ogni persona è unica e merita un percorso costruito su misura — che tenga insieme mente, corpo, emozioni e relazioni.

💛 Se desideri un primo passo di luce, trovi la mia guida gratuita “Un Raggio alla Volta” → studiobush.academy/un-raggio-alla-volta

Disciplina > motivazioneCi sono giorni in cui la motivazione c’è. E giorni in cui non c’è affatto.La motivazione è emoti...
30/01/2026

Disciplina > motivazione

Ci sono giorni in cui la motivazione c’è. E giorni in cui non c’è affatto.

La motivazione è emotiva, fragile, capricciosa. Arriva… e se ne va.

La disciplina invece è silenziosa. Non fa rumore. Non chiede il permesso. Resta.

L’ambizione vera non si vede nei momenti di entusiasmo, ma in quelli in cui sei stanco, deluso, confuso e scegli comunque di esserci.

È alzarsi anche quando non ne hai voglia. È mantenere una promessa fatta a te stesso anche quando nessuno ti guarda.

Ci sono tante persone intelligenti, sensibili, piene di potenziale che aspettano di sentirsi pronte per cambiare.

Ma il cambiamento non nasce dall’impulso. Nasce dalla continuità.

La disciplina non è durezza. È una forma profonda di rispetto verso sé stessi.

È dirsi: “Anche oggi, così come sono, valgo abbastanza da non abbandonarmi.”

E forse è proprio questo il gesto più ambizioso che possiamo fare ogni giorno.

Sabrina Bush, psicoterapeuta

La vita migliora solo quando migliori tu.Spesso arrivano in studio persone stanche. Stanche di aspettare che qualcosa ca...
29/01/2026

La vita migliora solo quando migliori tu.

Spesso arrivano in studio persone stanche. Stanche di aspettare che qualcosa cambi fuori. Un lavoro diverso. Una relazione più semplice. Un dolore che smetta di farsi sentire.

E la domanda è sempre la stessa, anche se non viene detta ad alta voce: “Quando finalmente le cose andranno meglio?”

La verità è delicata, ma liberatoria: la vita non migliora quando ottieni ciò che desideri, migliora quando diventi più capace di stare presente a ciò che vivi.

Non ci sono risultati da inseguire. C'è da riconnettersi alla propria autenticità.

Perché puoi ottenere tutto… e sentirti comunque vuoto. Oppure attraversare momenti difficili… e sentirti comunque solido.

Il lavoro interiore non cambia subito le circostanze. Cambia te. E quando cambi tu:

- reagisci in modo diverso
- fai scelte più allineate
- smetti di sopravvivere e inizi ad abitare la tua vita

La terapia non è una scorciatoia. È un processo di crescita silenziosa, profonda, autentica.

E spesso il vero cambiamento inizia quando smetti di chiederti
“Cosa deve cambiare là fuori?” e inizi a domandarti “Chi sto diventando io, mentre tutto questo accade?”

— Sabrina Bush, psicoterapeuta

A volte non è la paura di fallire ma la paura di scoprire chi potremmo diventare a bloccarci.“Ambizione” è una parola ch...
28/01/2026

A volte non è la paura di fallire ma la paura di scoprire chi potremmo diventare a bloccarci.

“Ambizione” è una parola che spesso temiamo. Viene confusa con arroganza, egoismo, competizione.

In realtà, molto spesso, è tutt’altro.

Ambizione può essere un dovere morale verso se stessi. Non nel senso di “dover arrivare più in alto degli altri”, ma nel senso più intimo e silenzioso del termine:

Se puoi diventare di più e non lo fai, stai tradendo te stesso.

Non è un’accusa. È una constatazione che, in terapia, emerge spesso tra le righe.

Dietro la stanchezza cronica, dietro il senso di vuoto, dietro quella strana sensazione di vivere “a metà”, c’è spesso una parte di noi che sa di avere più risorse, più voce, più possibilità… ma che è stata messa a tacere per paura, per abitudine, per compiacere.

Non realizzare il proprio potenziale non fa rumore. Non provoca crisi immediate. Ma lentamente consuma.

E il dolore che ne deriva non è spettacolare: è sottile, quotidiano, fatto di rimpianti non detti e desideri rimandati.

In terapia non insegno a “volere di più”. Aiuto le persone a riavvicinarsi a ciò che sono davvero, prima che imparassero a ridimensionarsi.

Perché prendersi sul serio, onorarе le proprie capacità, dare spazio a ciò che si sente come "possibile"… non è egoismo.

È rispetto.

E a volte, è il primo vero atto di cura verso se stessi.

Ci sono persone che non “crollano” mai.Continuano. Tengono duro. Si organizzano. Risolvono. Fanno quello che c’è da fare...
27/01/2026

Ci sono persone che non “crollano” mai.
Continuano. Tengono duro. Si organizzano. Risolvono. Fanno quello che c’è da fare.

E magari tu sei proprio così: fuori sei presente, affidabile, “in controllo”. Ma dentro… dentro a volte ti senti stanco/a, pieno/a, come se stessi portando un peso che non sai nemmeno più nominare.

Non è sempre ansia “intensa”.
Non è sempre tristezza “visibile”.
Spesso è qualcosa di più silenzioso:

E' la mente che non si spegne mai per davvero.
E' il corpo che rimane sempre teso.
E' il bisogno di essere sempre all’altezza, di non deludere mai.
E' la sensazione di dover reggere tutti, per poi rimanere da solo/a con te stesso/a.
E' quel momento in cui ti dici: “Va tutto bene”… ma sono parole che non senti, che non riconosci.

A volte ci si abitua. Ci si abitua a non chiedere. A minimizzare. A dire “passerà”. A diventare bravi a resistere.

Eppure non siamo fatti per vivere così.

Non sei “sbagliato/a” se ti senti in questo modo. Spesso è solo un segnale: stai cercando di fare tutto da solo/a, da troppo tempo.

E sai qual è la parte più difficile?

Non è trovare la soluzione perfetta. È concedersi uno spazio dove poter dire, finalmente: “Ecco cosa mi sta succedendo.”

Uno spazio in cui non devi essere performante. Non devi spiegarti bene. Non devi arrivare con le risposte.

Ci sono momenti in cui senti che ti serve chiarezza. Non una soluzione veloce. Non una frase fatta. Solo uno spazio sicuro dove fare ordine e ripartire con calma.

Se ti va, ho lasciato nel primo commento il link ad una pagina semplice con tutte le informazioni e la possibilità di richiedere un appuntamento in studio a Verona.

(Link nel primo commento 👇)

Sabrina Bush • Psicoterapia • Verona

Quando dici “sto bene” ma dentro ti senti stanco/a…spesso non è perché sei “debole”.È perché hai fatto troppo per troppo...
16/01/2026

Quando dici “sto bene” ma dentro ti senti stanco/a…
spesso non è perché sei “debole”.

È perché hai fatto troppo per troppo tempo.

Hai tenuto insieme cose, persone, pensieri.
Hai sorriso anche quando non ne avevi voglia.
Hai minimizzato per non pesare sugli altri.

E a forza di “andare avanti”, può succedere una cosa silenziosa:
inizi a perdere contatto con te.

Ti lascio con una domanda semplice, da farti oggi (senza giudicarti):
“Di cosa avrei bisogno, se mi ascoltassi davvero?”

Non serve avere la risposta perfetta.
Serve solo concedersi un momento di verità.

Se ti va, scrivi nei commenti una parola che descrive come ti senti in questo periodo. (Anche solo: “stanco/a”, “confuso/a”, “in ansia”, “vuoto/a”, “speranzoso/a”.)
A volte iniziare a nominare le cose… è già un primo passo.

Sabrina Bush • Psicoterapia • Verona

A volte vai avanti… ma dentro senti che stai stringendo i denti. Ti stai sforzando a vivere e non senti più il flusso na...
15/01/2026

A volte vai avanti… ma dentro senti che stai stringendo i denti. Ti stai sforzando a vivere e non senti più il flusso naturale dell'esistenza.

Ansia che torna, pensieri che non si fermano, stanchezza emotiva, relazioni che pesano. Non ti senti più al "centro", ti senti solo "contorno"

Non significa che c’è qualcosa che non va in te.

Significa che è arrivato il momento di ascoltarti davvero, in uno spazio sicuro e guidato.

Ho preparato una pagina semplice: si apre con un breve video in cui mi presento e spiego come lavoro, e trovi tutte le informazioni per capire con calma se questo percorso fa per te.

Se senti che è il momento di fare un primo passo, puoi richiedere un appuntamento da lì.

Un passo alla volta. Ma nella direzione giusta.



Sabrina Bush | Psicoterapia | Verona

Pagina dedicata alla prenotazione delle sedute psicoterapeutiche

Ti è mai capitato di guardarti indietro e pensare:«Perché scelgo sempre chi non mi sceglie»?Non significa che tu sia “sb...
10/01/2026

Ti è mai capitato di guardarti indietro e pensare:
«Perché scelgo sempre chi non mi sceglie»?

Non significa che tu sia “sbagliato/a”.

Spesso significa solo che dentro di noi esiste un copione relazionale: un modo automatico di cercare amore, di cercare conferme, di cercare sicurezza.

Il punto, quindi, non è colpevolizzarsi. Il punto è iniziare a riconoscerlo.

Prova a fare un micro-esercizio di 30 secondi:

Scrivi su una nota del telefono questa frase e completala: “Quando mi sento non scelto/a, io…”

Magari inizi ad inseguire
Magari cominci a chiuderti in te stessa/o
Magari diventi controllante
Magari cerchi di far finta di niente ...

Tra i tanti ci sono 3 segnali che potrebbero indicare la presenza di uno schema relazionale:

1- Cambia la persona, ma l’emozione finale è sempre la stessa

All’inizio sembra diverso… poi ti ritrovi di nuovo a sentirti non scelto/a, ti ritrovi in preda all'ansia, inizi a pensare di essere in difetto o di non essere “abbastanza”.

2- Reagisci in automatico (anche se sai che ti fa male)

Ti sorprendi a fare sempre la stessa cosa: inseguire, compiacere, controllare, chiuderti, fare finta di niente … e dopo ti chiedi: “Perché l’ho fatto di nuovo?”

3- Ti attira ciò che è familiare, non ciò che è sano

La tranquillità ti annoia, la disponibilità ti insospettisce, l’instabilità ti accende. Come se il cuore confondesse intensità con amore.

Quello che devi sapere è che esistono dei micro-passi da seguire per spezzare le catene di questi schemi ... e possiamo scoprire insieme quelli che sono adatti a te ...

A un certo punto smetti di chiederti cosa devi fare, e inizi a chiederti come stai.Continui a fare quello che c’è da far...
07/01/2026

A un certo punto smetti di chiederti cosa devi fare, e inizi a chiederti come stai.

Continui a fare quello che c’è da fare. Scadenze da assolvere, lavori da portare a termine, tieni insieme le cose. E da fuori potresti sembrare anche “a posto”.

Ma dentro c’è una stanchezza che ti risuona in modo "diverso" dal solito. Non è solo un senso di fatica. È come se una parte di te si fosse messa in pausa, senza chiederti il permesso.

Forse non sai nemmeno spiegare cosa non va. Sai solo che qualcosa si è spento. Sai solo che non ti riconosci più del tutto in come reagisci alle cose che ti accadono, in come ti senti nelle relazioni, in come vivi certe situazioni.

Spesso non è un evento preciso a portarti in questo stato. È un accumulo silenzioso. Piccoli adattamenti fatti per andare avanti, fino a perdere il contatto con ciò che senti davvero di essere.

Nel mio lavoro di psicoterapeuta incontro persone che arrivano esattamente in questo punto: non cercano etichette a cui ispirarsi, né soluzioni rapide da mettere in pratica.

Cercano uno spazio nuovo in cui potersi fermare, ascoltare e dare senso a ciò che stanno vivendo, senza dover dimostrare nulla.

La terapia non è un metodo per “aggiustarsi”. È un sentiero da praticare per tornare ad abitarsi, un passo alla volta, dentro una relazione sicura e rispettosa dei tempi di ciascuno.

Se leggendo ti sei sentita/o toccare anche solo in parte, non è un caso.

Qui trovi uno spazio di ascolto e riflessione, pensato per chi sente il bisogno di capirsi meglio.

👉 Seguimi per altri contenuti su benessere emotivo, relazioni e consapevolezza.

La Vigilia di NataleÈ un archetipo.Un momento antico, custodito nel cuore dell’inverno, in cui la luce sembra essersi ri...
24/12/2025

La Vigilia di Natale

È un archetipo.

Un momento antico, custodito nel cuore dell’inverno, in cui la luce sembra essersi ritirata e l’umanità intera aspetta, in silenzio, che qualcosa rinasca.

Questa notte ci ricorda che ogni trasformazione avviene nell’ombra.
Che i cambiamenti più importanti non fanno rumore.

In una notte così è normale sentirsi in tanti modi diversi.

Possiamo percepire la dolcezza del ritrovo, ma anche la mancanza di chi non c’è, il peso di ciò che non è stato, o la stanchezza sottile di un anno che ci ha chiesto molto.

A volte ci scopriamo vulnerabili, altre volte profondamente grati.

A volte desideriamo solo quiete.

E va bene così.

La Vigilia non chiede perfezione: chiede un cuore disposto ad ascoltarsi senza giudizio.

E proprio in questa presenza nasce qualcosa di prezioso: una luce nuova, piccola ma autentica, che comincia a brillare dall’interno.

Una promessa che non fa rumore, ma che guida: la possibilità di ricominciare, di guarire, di tornare a sentire calore.

Che questa notte possa aprirti un passaggio silenzioso, un punto di luce da cui lasciar entrare ciò che ti fa bene, un bagliore capace di mostrare la strada ai tuoi passi.

✨ Buona Vigilia di Natale.

✨ Grazie. Con il cuore. ✨Ieri sera abbiamo camminato insieme lungo I 4 sentieri dell’amore.Un viaggio che non ci ha chie...
23/12/2025

✨ Grazie. Con il cuore. ✨

Ieri sera abbiamo camminato insieme lungo I 4 sentieri dell’amore.
Un viaggio che non ci ha chiesto di capire l’amore, ma di riconoscerlo dentro di noi, con tutto ciò che porta.

Abbiamo riconosciuto l’amore di bisogno, quando l’altro diventa salvezza, diventa appiglio.

Abbiamo attraversato l’amore di scambio, dove il dare e il ricevere cercano equilibrio, confini, dignità.

Ci siamo aperti all’amore di abbondanza, quello che nasce quando finalmente iniziamo a stare in piedi da soli.

E poi… il più raro, il più silenzioso, il più potente: l’amore di grazia, che non chiede, non trattiene, non pretende. Accade.

Se c’è qualcosa che possiamo portare con noi è questo:

non esiste un amore “giusto” o “sbagliato”, esiste un amore più o meno consapevole.

L’amore non ci dice solo chi amiamoCi rivela chi siamo quando amiamo.L’amore non è qualcosa da capire con la testa.Non è...
18/12/2025

L’amore non ci dice solo chi amiamo

Ci rivela chi siamo quando amiamo.

L’amore non è qualcosa da capire con la testa.
Non è un concetto da analizzare, né una definizione da imparare.

L’amore è un’esperienza che attraversa il corpo.
Passa dalla nostra storia personale, dalle ferite che ci portiamo appresso, dai desideri a cui non sappiamo dare un nome, dalla memoria emotiva che ci abita.

Quando proviamo a capirlo solo con la mente, spesso lo riduciamo.
Lo semplifichiamo.
Lo idealizziamo.
E perdiamo la sua verità più profonda.

Per questo oggi ti propongo un cambio di prospettiva.

👉 Proviamo a non guardare l’amore come un’emozione romantica.
👉 Proviamo a guardarlo come una via di conoscenza.

Perché l’amore, nella gioia e nel dolore della sua espressione, è uno dei luoghi in cui possiamo imparare di più su noi stessi.

Quando amiamo, non mostriamo solo affetto.
Mostriamo COME amiamo.

Mostriamo come ci avviciniamo all’altro.
Come chiediamo.
Come diamo.
Come reagiamo quando abbiamo paura.
Come affrontiamo il dolore.
Come ci difendiamo.
O come troviamo il coraggio di aprirci.

In questo senso, ogni relazione diventa uno specchio.

Non uno specchio che giudica.
Ma uno specchio che rivela.

Le relazioni ci mostrano dove siamo ancora vulnerabili.
Dove ci proteggiamo troppo.
Dove ci perdiamo nell’altro.
E dove, invece, siamo capaci di una presenza autentica.

Ecco perché l’amore non ci dice solo chi amiamo.
Ci dice, soprattutto, chi diventiamo quando amiamo.

Chi diventiamo quando l’altro si avvicina.
Chi diventiamo quando l’altro si allontana.
Chi diventiamo quando abbiamo paura di perdere.
Chi diventiamo quando ci sentiamo visti.
E chi diventiamo quando veniamo feriti.

Osservare questo non serve a giudicarsi.
Serve a conoscersi.

Perché ogni relazione, se ascoltata, può diventare un luogo di consapevolezza profonda.

E a volte, proprio lì, inizia il vero incontro con noi stessi.

L’ansia è il segnale che stai lottando contro ciò che, invece, avrebbe solo bisogno di ascolto.Molte persone arrivano in...
15/12/2025

L’ansia è il segnale che stai lottando contro ciò che, invece, avrebbe solo bisogno di ascolto.

Molte persone arrivano in terapia convinte che l’ansia sia qualcosa da eliminare.

Da controllare. Da zittire. Da tenere lontano.

E quando non ci riescono, pensano di essere "sbagliati".

Ma l’ansia non compare perché sei fragile.
Nasce perché, per troppo tempo, hai imparato a non ascoltarti.

L’ansia è una risposta di protezione.
È il linguaggio di una parte di te che ha imparato ad alzare la voce perché nessuno l’ha ascoltata quando parlava piano.

Più cerchi di controllare ciò che senti, più il corpo si irrigidisce, più la mente accelera, più l’ansia aumenta.

Non perché sei sbagliato.
Ma perché stai combattendo qualcosa che non sta chiedendo di entrare in guerra contro di te.

Ti sta chiedendo semplicemente più spazio, semplicemente più tempo, semplicemente più presenza.

Mettersi in ascolto non significa arrendersi all’ansia.
Significa smettere di trattarla come un nemico e iniziare a riconoscerla come un messaggio.

Un messaggio che parla di confini superati, di bisogni ignorati, di emozioni trattenute troppo a lungo.

Quando inizi ad ascoltare davvero, accade qualcosa di diverso.

Il corpo rallenta. La mente smette di correre. La tensione trova un contenimento.

Non perché l’ansia sparisce all’improvviso, ma perché non è più sola.

E spesso, è proprio lì che inizia il cambiamento.

Se questo messaggio, in qualche modo, ti ritorna, fermati un momento.

Chiediti con gentilezza:

👉 Cosa sto cercando di controllare, invece di ascoltare?

A volte la risposta non arriva subito. E va bene così.

L’ascolto non è una prestazione. È una relazione.

E come tutte le relazioni, comincia da un primo, piccolo spazio di attenzione verso di sé.

Indirizzo

Via Agno 20
Verona
37124

Sito Web

https://tinyurl.com/yvajmbw8

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“Quando i tentativi già fatti non funzionano, allora è arrivato il momento di fare qualcosa di diverso” - Michael D. Yapko -

Quello che faccio è aiutare le persone a trovare, dentro di sé, la soluzione alle problematiche che le fanno soffrire.

Pratico la mia attività a Verona e utilizzo l'Approccio Integrato con il fine di valorizzare l'unicità di ogni persona affrontando la complessità del funzionamento umano dal punto di vista comportamentale, cognitivo, emotivo, somatico e relazionale.