Dott.ssa Floriana Anzalone- Psicologa

Dott.ssa Floriana Anzalone- Psicologa Psicoterapeuta sistemico relazionale.

La primissima forma di relazione tra il bambino e l'altro, che si instaura proprio nel momento in cui quest'ultimo "risp...
28/04/2022

La primissima forma di relazione tra il bambino e l'altro, che si instaura proprio nel momento in cui quest'ultimo "risponde" al suo pianto disperato, permette il passaggio dal grido -pura scarica del bisogno nella voce- alla "domanda", che è articolazione di un bisogno che acquista "significazione" solo grazie all'Altro che la accoglie non mostrandosi sordo, non facendo precipitare il bambino nella disperazione, non lasciando la vita sola e senza speranza.

La domanda del bambino però non è solo di soddisfacimento di un suo bisogno biologico, (primo tra tutti quello di poter ricevere il cibo).
La pulsione ad un certo punto si emancipa dalla base materiale dell'istinto e il bambino entra in una dimensione che trascende la pura necessità biologica: il bambino vuole sentire la presenza dell'Altro, il suo desiderio è quello di sentirsi desiderato dalla madre, la sua è una "domanda di riconoscimento e di amore".

Se vuoi saperne di più puoi leggere l'articolo completo sulla nostra rivista al seguente link:
https://www.rivistapsp.it/dal-grido-alla-domanda/

Piccolo promemoria!
05/04/2022

Piccolo promemoria!

01/04/2022
"I membri della famiglia dovrebbero parlare   l’uno con l’altro,   ma non l’uno dell’altro."   Salvador Minuchin
13/03/2022

"I membri della famiglia dovrebbero parlare
l’uno con l’altro,
ma non l’uno dell’altro."

Salvador Minuchin

"I Nonni sono un bene unico e prezioso". Non si può non riconoscere quanta importanza essi abbiano nel contesto delle fa...
11/03/2022

"I Nonni sono un bene unico e prezioso".
Non si può non riconoscere quanta
importanza essi abbiano nel contesto delle famiglie attuali, e di come con la loro delicata presenza comunichino affetto, comprendano le necessità, e trasmettono emozioni ed esperienza;
e gli insegnamenti che provengono dalle "radici della famiglia" non possono che generare magnifici e dolcissimi frutti!

Gli specialisto del Pronto Soccorso Psicologico-Italia oltre a ritenere indubbiamente che la presenza dei Nonni nella vita dei nipoti sia una fondamentale risorsa per la loro crescita e il loro sviluppo emotivo, affettivo e relazionale,
sono pronti a supportare e promuovere il "gioco di squadra" tra Nonni e Genitori per la realizzazione di quell'importante "convergenza educativa" che si puo raggiungere solo nel rispetto dei ruoli reciproci e nel mantenimento di chiari confini.

Se vuoi saperne di piú puoi leggere l'articolo completo sulla nostra rivista al seguente link:
https://www.rivistapsp.it/i-nonni-un-bene-prezioso/

07/02/2022

Riportiamo le riflessioni dell'esperto Mariano Indelicato sulle conseguenze della pandemia da Covid19 nella fase delicata dell'adolescenza.

04/02/2022

“………… 𝘐𝘭 𝘭𝘢𝘵𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘢𝘧𝘧𝘭𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘶𝘯’𝘦𝘴𝘤𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘮𝘢 𝘦̀ 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘵𝘢 𝘢 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘪𝘮𝘰𝘭𝘰 𝘦 𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘪𝘮𝘰𝘭𝘰 𝘦̀ 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘴𝘵𝘢, 𝘭’𝘰𝘥𝘰𝘳𝘦 𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘰 𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘭𝘢 𝘶𝘯 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰. 𝘓𝘢 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘦 𝘦̀ 𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘶𝘰̀ 𝘪𝘯 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘭 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢 𝘶𝘯 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘶𝘪. 𝘌𝘴𝘴𝘢 𝘴𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘧𝘢𝘳𝘭𝘰, 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘴𝘪𝘢 𝘢𝘥𝘥𝘦𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘢 𝘦 𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘮𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘦̀ 𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘦”. (𝘞𝘪𝘯𝘯𝘪𝘤𝘰𝘵𝘵)

Per saperne di più: https://www.rivistapsp.it/allattamento/

15/12/2021

“𝐸̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙'𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑒̀ 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑠𝑒𝑠𝑠𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑎𝑙𝑒. 𝐿𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑒̀ 𝑖𝑛𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑎 𝑒̀ 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖𝑐𝑐𝑖𝑎.”
𝐸𝑀𝑀𝐴 𝐺𝑂𝐿𝐷𝑀𝐴𝑁

La sessualità umana costituisce un elemento determinante per lo sviluppo dell'identità della persona, è un mezzo di espressione e di comunicazione, e riguarda il modo di porsi in relazione agli altri. Non coincide cioè con gli organi genitali ed il loro funzionamento, ma comprende l’intero corpo e tutta la persona. La sessualità non è qualcosa che viene coinvolta solo quando si desidera soddisfare il bisogno sessuale, ma l’essere femmina o l’essere maschio si riflette su tutto quello che facciamo. Nell’adolescenza che è il periodo in cui ci si interroga sui propri cambiamenti, si ha l’impressione di vedere il mondo con occhi nuovi, si fanno progetti, e non soltanto a breve termine, ma anche per gli anni futuri, chiedersi “chi sono” significa anche porsi delle domande sul proprio essere maschio o femmina, ossia sulla propria identità di genere. L’identità di genere sessuale la si costruisce entro i primi 3 o 4 anni di vita, sulla base del sesso biologico, ma non solo. Sono, infatti, determinanti le relazioni interpersonali che il bambino ha, fin dalla nascita, con le figure di accudimento. I genitori infatti, nel loro entrare in relazione con il figlio, ne confermano, attraverso messaggi consci ed inconsci, verbali e non verbali, la mascolinità o femminilità. I genitori hanno, infatti, un’idea su quello che è un maschio o una femmina, su quello che deve o non deve fare e su questa idea tarano il loro modo di rapportarsi. Maschi e femmine utilizzano poi il genitore dello stesso sesso come modello di identificazione ed anche questo contribuisce a facilitare la strutturazione dell’identità di genere, soprattutto se il genitore in questione si sente bene e a suo agio nella propria mascolinità o femminilità. Altro aspetto fondamentale che serve da rinforzo dell’identità è anche il riconoscimento del genitore dell’altro sesso. “Riconoscimento” in questo caso significa disponibilità a porsi come oggetto d’amore ed a ricambiare di un amore di pari intensità. Un amore in cui l’aspetto sessuale non viene agito, ma l’intensità dell’affetto, dell’accettazione, dell’apprezzamento del genitore del sesso opposto riflette come in uno specchio una immagine “bella”, che accompagnerà con fiducia l’adolescente nella sua vita di relazione e nel suo incontro con l’altro. In adolescenza, periodo in cui ulteriormente si rafforza e si consolida l’identità sessuale, ragazzi e ragazze sono chiamati al “doloroso” distacco dalle figure di identificazione primaria (i genitori) per ulteriormente definire una identificazione con il ruolo maschile e femminile. In questa prospettiva assumono particolare rilevanza i modelli proposti dai masmedia soprattutto per coloro che per varie ragioni non hanno potuto trovare in famiglia o comunque in adulti di riferimento dei modelli efficaci di identificazione. Proprio in relazione a questo è utile attivare un senso critico che permetta di orientarsi tra gli innumerevoli modelli proposti, soprattutto nell’ottica di scegliere quelli che meglio possano armonizzarsi con il proprio mondo interno.
Il Pronto Soccorso Psicologico con i suoi professionisti è disponibile durante l’arco della giornata e tutti i giorni a rispondere a tutte le domande e i dubbi riguardanti i suddetti vissuti ed eventuali dubbi sulla identità di genere.

Il maestro Pirandello!
10/12/2021

Il maestro Pirandello!

Molto spesso ci meravigliamo dei nostri comportamenti.“Non sono fatta così”, “io non sono questa”.FERMATI 🙌C'è un errore...
08/12/2021

Molto spesso ci meravigliamo dei nostri comportamenti.
“Non sono fatta così”, “io non sono questa”.
FERMATI 🙌
C'è un errore.

📍Sei ANCHE questa.
Questa che rifiuti, questa così debole, questa così incline a farsi colpire ancora una volta quasi mortalmente, questa così vulnerabile.

Oppure questa così scorretta.

Questa così spietata, crudele ed egoista.

Sei “questa” e sei “quella” e riconoscerlo ti aiuterà, in futuro, a decidere consapevolmente se continuare a essere “questa” o se tornare a essere “quella”.

Dott.ssa Floriana Anzalone

26/11/2021

"Il modo più comune in cui le persone rinunciano al proprio potere è pensare di non averlo". (Alice Walker, scrittrice e attivista statunitense)

Nei casi di violenza nei confronti delle donne da parte dei propri partner ci si chiede perchè le vittime non mettano fine ai loro legami patologici.

Il fattore maggiormente immobilizzante è la PAURA, che motiva buona parte dei comportamenti: paura di non essere credute, paura di ulteriori ripercussioni da parte dei partner qualora si denunciasse la situazione, paura per l'incolumità di eventuali figli, paura di non ricevere risposte adeguate alla propria richiesta di aiuto.

Anche la VERGOGNA influisce sulla maniera di gestire la violenza: ci si vergogna profondamente dei maltrattamenti subiti come se fossero la prova di avere fatto qualcosa per meritarli;
ciò impedisce di cercare un supporto al di fuori della relazione, e impone alle vittime l’assoluta "segretezza" sulla violenza subita, anche nella speranza di evitare stigmatizzazioni.

Il SENSO DI RESPONSABILITÀ di quanto di brutto accade contribuisce a far rimanere imbrigliate tra le maglie di certe relazioni tossiche, in quanto si è fermamente convinte che le reazioni violente del partner dipendano dai propri comportamenti: se ci si comportasse bene non succederebbe niente di cattivo.

Ciò appare inevitabilmente legato al SENSO DI COLPA, che nasce quando ci si permette anche solo di pensare a qualcosa di negativo sull’uomo che, nonostante tutto, si ama.
Quasi sempre si tratta di donne sin da piccole alla ricerca perenne di affetto e approvazione, ma che tutti hanno sempre colpevolizzato attribuendo loro la responsabilità di tutto ciò che non andava bene;
visto che la colpa è sempre loro, la "responsabilità" di chi attua il maltrattamento non viene MAI messa minimamente in discussione ed il carnefice viene sempre e comunque giustificato, difeso e protetto.

Cresciute credendo di dover sempre rispettare e servire gli altri e di non dover mai mettere le proprie esigenze al primo posto, queste donne ercano in ogni occasione di accontentare, obbedire e compiacere il proprio partner, impegnandosi così in un’impresa impossibile e destinata a fallire.

Tutto questo riduce in maniera significativa l'AUTOSTIMA: gli abusi subiti sono il segno evidente del "fallimento" del proprio amore e della propria vita e, cercando comunque di obbedire alla regola secondo la quale è compito della donna mantenere l’immagine di una famiglia felice ed unita, le donne vittime di violenza rimangono letteralmente "paralizzate" nella presa di decisioni ed incapaci di proteggersi, nel tentativo disperato di tenere in piedi una "finta armonia" ad un prezzo molto alto, che nelle situazioni più tragiche costa la vita stessa.

Per uscire dalla vittimizzazione le donne abusate devono mutare, necessariamente e il più presto possibile, taluni atteggiamenti:
dal “mantenere il silenzio per proteggere lui”, al cominciare a parlare per proteggersi;
dal “pensare ai momenti di grande amore”
(che comunque sono presenti, alternativamente agli episodi di violenza), al capire che l’amore non basta come compensazione;
dall' “essere sole e senza appoggi”, al ricollegarsi con parenti, amici e figure specializzare che possono aiutare a tirarsi fuori (tra cui psicologi e psicoterapeuti); .dall' “avere paura, essere insicure e dipendenti”, all'essere forti, coraggiose ed autonome.

È questo il processo di "Empowerment" che si attiva nei percorsi terapeutici che il Pronto Soccorso Psicologico-Italia è pronto ad avviare con le donne vittime di violenza (in seguito ad un'accoglienza delle stesse nelle fasi di forte emergenza emotiva e ad un primo contenimento della drammaticità di certe situazioni), attraverso il quale poter acquisire la forza di modificare o lasciare le relazioni abusive e poter elaborare, con il supporto di professionisti specializzati, le dinamiche di relazioni malate per un evitamento di future situazioni simili.

Solo così [...] "la donna si trasformerà da una persona debole e senza carattere ad una persona che ha avuto il coraggio di chiedere aiuto, di far ve**re allo scoperto la violenza, di riscrivere la propria storia, di superare la violenza e di uscire fuori dalla difficile situazione di vittima" (R. Galante)

Non solo 25 novembre 👠
No alla violenza sulle donne!

Per l'approfondimento dell'argomento si consiglia la lettura del testo "Perchè non lo lascio? Psicoterapia per donne legate a uomini maltrattanti" della Psicoterapeuta Dott.ssa Rose Galante, dal quale sono stati presi degli interessanti spunti per la produzione di questo testo.

A cura della Dott.ssa Pamela Cantarella, Psicologa Clinica, Responsabile Settore Comunicazione PSP

Indirizzo

Via Giuseppe Garibaldi 71
Viagrande
95029

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 14:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Floriana Anzalone- Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Floriana Anzalone- Psicologa:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare