Giulia Giorgi Psicologa, Psicoterapeuta

Giulia Giorgi Psicologa, Psicoterapeuta 🌱 Practitioner EMDR, ansia, DOC, ghosting e DCA
✨ Aiuto le persone a ritrovare la propria autostima
💚 Terapia di coppia
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Che la rabbia sia eccessiva.�Che la paura sia debolezza.�Che la tristezza sia qualcosa da nascondere.In terapia lavoriam...
08/04/2026

Che la rabbia sia eccessiva.�Che la paura sia debolezza.�Che la tristezza sia qualcosa da nascondere.

In terapia lavoriamo spesso su questi pensieri che troppe volte la società ci fa credere: le emozioni non sono errori da correggere, ma segnali da comprendere.

Anche quella che più vorremmo scacciare ha un’utilità, ci orienta, ci protegge ci parla. Il problema non è ciò che provi. Mai.

Imparare a riconoscere l’utilità di un’emozione cambia profondamente la relazione che hai con te stesso.

Non significa farsi travolgere, ma imparare ad ascoltarla.

È un passaggio che richiede tempo, presenza e allenamento. Ma è uno dei movimenti più profondi verso l’equilibrio emotivo.

Ti è mai capitato di scoprire che un’emozione “scomoda”, in realtà, stava cercando di proteggerti?

01/04/2026

🫂 Ciò che è accaduto in passato incide inevitabilmente sul nostro presente. Anche quando pensiamo che non sia così.�Succede con le cose belle, ma anche con quelle più dolorose.

Succede con i piccoli (grandi) avvenimenti che attraversiamo nel corso della nostra infanzia.�Il bullismo è tra questi.

E per bullismo non intendo solo quello più evidente, ma anche quello che, poco alla volta, si è insinuato senza che tu te ne accorgessi.

Può incidere ancora oggi sulla tua autostima e sul modo in cui ti relazioni agli altri.

Riconoscere ciò che è accaduto e l’impatto che ha avuto su di te è spesso il primo passo per ritrovare equilibrio emotivo, sicurezza e fiducia in te stesso.

Un video non potrà mai essere esaustivo, ma può aiutarti a renderti conto che non sei solo e che la tua esperienza non è “fuori posto”.

Con il tempo e con l’elaborazione, ciò che hai vissuto può diventare parte della tua storia, senza però continuare a guidarla.

Un po’ come quando ti guarda fisso, in attesa che la ciotola magicamente sia piena. O quando muove alla velocità della l...
25/03/2026

Un po’ come quando ti guarda fisso, in attesa che la ciotola magicamente sia piena. O quando muove alla velocità della luce la coda solo perché sei tornato a casa dopo il lavoro.

Il sorriso che durante le vostre passeggiate, fino alla genuinità e la spontaneità nel vivere ogni giornata. Tutti dovremmo riuscire a prendere un po’ di esempio da loro.

✨ Non rimandare la felicità a quando sarà tutto perfetto, ma assapora ciò che di bello hai adesso.

E tu hai un insegnamento appreso dal tuo cane, o dal tuo animale domestico?

👇🏻 Parliamone nei commenti

18/03/2026

Come già abbiamo visto e come spesso consiglio ai miei pazienti gli esercizi di grounding sono strumenti semplici ma estremamente efficaci, che ognuno di noi può svolgere anche in autonomia.

Clinicamente fondati ognuno ha un obiettivo differente, che sia la necessità di riportare l’attenzione sul presente, gestire ansia o paura, fino alla ricerca di concentrazione.

Sia chiaro certo, non eliminano le emozioni e non risolvono alla radice ciò che le genera, ma sono un valido supporto per la regolazione del sistema nervoso, interrompendo il circolo di attivazione.

Questo, nello specifico, lavora sul respiro e prende il nome di 4-4-4: una tecnica di centratura che può offrire un sollievo concreto e immediato, riportando il focus sul corpo e sul ritmo del respiro.

E tu, hai mai provato queste tecniche?

Ci hai mai pensato? Al peso di un’emozione.Ognuno di noi parte per il viaggio della vita da bambino, con in valigia gioi...
11/03/2026

Ci hai mai pensato? Al peso di un’emozione.

Ognuno di noi parte per il viaggio della vita da bambino, con in valigia gioia, fiducia e curiosità. Crescendo, le esperienze negative cercheranno sempre di entrare provando a spingere fuori quelle positive e appesantendo la nostra valigia.

Ma il punto è che le emozioni positive non spariscono. E sono sempre pronte a tornare e a convivere con le altre.

Con il tempo, consapevolezza e un piccolo aiuto professionale, possiamo imparare a raccoglierle di nuovo e metterle insieme a quelle più difficili.

Possiamo riordinare gli spazi in valigia che avevamo strutturato inizialmente e trovare alle emozioni il loro posto per camminare di nuovo con equilibrio, forza e presenza.

💙 Ogni emozione conta e ha la sua utilità.

04/03/2026

Un gesto che va oltre il semplice significato dell’ordine, ma nasconde ansia e bisogno di controllo.

Per chi soffre il disordine o la percezione che qualcosa non sia al posto giusto viene interpretata dal cervello come una minaccia, generando disagio e tensione.

L’organizzazione e la ripetizione diventano quindi strategie per ridurre temporaneamente l’ansia e ristabilire una sensazione di sicurezza.

Spesso queste compulsioni hanno radici profonde: possono derivare da esperienze di controllo, paura di inadeguatezza o situazioni in cui, fin dall’infanzia, il senso di sicurezza è stato fragile.

Nel lavoro terapeutico il cambiamento passa spesso da un passaggio contro-intuitivo: imparare gradualmente a non rispondere subito alla compulsione.

Restare nel disagio il tempo necessario perché il sistema nervoso impari che l’ansia può diminuire anche senza il rituale.

La terapia aiuta a riconoscere questi schemi, comprenderne l’origine e sviluppare strategie per vivere con più libertà, senza eliminare la cura per i dettagli, ma restituendo equilibrio e benessere nella vita quotidiana.

Le coppie felici sono quelle che si amano e vanno d’accordo, si divertono, si rispettano e lasciano i propri spazi. Cert...
25/02/2026

Le coppie felici sono quelle che si amano e vanno d’accordo, si divertono, si rispettano e lasciano i propri spazi. Certamente.

Ma sono anche quelle che discutono per chi doveva fare la spesa, lavare i piatti o ricordarsi di comprare il cibo per il cane.

Le coppie felici trascorrono insieme giorni indimenticabili e al tempo stesso nella preoccupazione di non farcela. Ta bollette, stanchezza, figli, lavoro, incomprensioni, paure e cambiamenti.

Tra momenti in cui ci si sente lontani e altri in cui ci si riscopre vicini.

Badate bene dunque, che una relazione sana e felice non è assenza di difficoltà. Non è allegria costante e spensieratezza.

È la scelta continua di restare, adattarsi, cambiare modo di amarsi nel tempo.

Significa attraversare le fasi in cui non è semplice capirsi, senza smettere di costruire.�Significa emozionarsi ancora per le piccole cose, anche quando la vita è piena.

Il “vissero felici e contenti” esiste, ma non è un punto di arrivo è un processo quotidiano fatto di presenza, impegno e scelta reciproca.

Ogni giorno, di nuovo 🤍

18/02/2026

La depressione non è tristezza.

La tristezza è un’emozione, la depressione è una patologia. Un disturbo che coinvolge ogni parte del nostro corpo. E già così è intuibile la grandissima differenza.

La depressione si inserisce non solo nella nostra allegria, ma nella motivazione, fino a spegnere l’energia, la speranza e il senso di direzione.

Nasce spesso dopo esperienze di perdita, fallimento o delusione e non passa con una bella giornata, non passa nemmeno con un sorriso o una bella notizia.

È una situazione profonda in cui il cervello, per proteggersi, interrompe la connessione con ciò che dava significato e slancio alla vita.

L’EMDR permette di lavorare su queste esperienze alla radice, rielaborando i ricordi che hanno spezzato la fiducia e aiutando la mente a integrarli in modo più adattivo.

Non cancella il passato, ma libera dal peso di riviverlo ogni giorno.

Uscire dalla depressione non significa tornare come prima.�Significa ritrovare energia, presenza e speranza in una forma nuova, più stabile e consapevole.

💚 E questo percorso, sì, può iniziare.

Parlare al sé del proprio passato è un esercizio profondamente utilizzato in psicologia per integrare chi eri, chi sei e...
11/02/2026

Parlare al sé del proprio passato è un esercizio profondamente utilizzato in psicologia per integrare chi eri, chi sei e chi stai ancora imparando ad essere.

Fermarsi, guardarsi indietro e pensare cosa diresti al te di tanti anni fa che magai in quel momento aveva paura o pensava di non farcela. Magari pensava di essere felice e non lo era, oppure al contrario pensava di aver di fronte una montagna dalla quale poi ha scoperto un’incredibile vista.

Si tratta di accettare, ma non solo di mettere a posto alle esperienze, anche a quelle più difficili, affinché non restino isolate o irrisolte dentro di noi.

Quando questo dialogo interno diventa possibile, le emozioni tendono a farsi più regolabili. Il passato smette di bussare con forza, il presente diventa più abitabile e il futuro, lentamente, fa un po’ meno paura.

E tu, cosa vorresti diresti alla versione di te di 10 anni fa?

05/02/2026

Per diventare adulti è necessario essere stati, prima, bambini.
Può sembrare scontato, ma non lo è affatto.

Spesso accade che a un bambino venga chiesto – in modo esplicito o silenzioso – di crescere prima del tempo.

Succede quando deve assumersi responsabilità che non gli spettano, quando il contesto familiare è fragile, o quando gli adulti stessi non si accorgono di ciò che sta succedendo.
Il fenomeno della parentificazione riguarda proprio questo: il bambino, spinto a essere “grande” troppo presto, sviluppa ruoli e responsabilità che non gli appartengono.

Chi lo ha vissuto può ritrovarsi, da adulto, a:
✔ fatica a comprendere certi pensieri o atteggiamenti
✔ sentirsi sempre responsabile di tutto
✔ dubitare di essere abbastanza o di meritare amore
La parentificazione raramente è evidente a colpo d’occhio. È sottile, si insinua piano e lascia tracce che emergono nel tempo, condizionando il modo in cui ci relazioniamo con noi stessi e con gli altri.

Questo contenuto non offre soluzioni immediate o risposte definitive.

Può essere utile però per ricordarti che se ti riconosci in queste esperienze, non sei solo. E che una strada esiste. Il lavoro terapeutico può diventare un alleato prezioso.

L’EMDR, in particolare, è un protocollo molto efficace in tal senso, non per cancellare il passato, ma per:

✔ alleggerire il peso delle responsabilità portate fin da piccoli
✔ imparare a lasciarsi andare, passo dopo passo
✔ concedersi di chiedere aiuto quando serve

Un percorso gentile, rispettoso dei propri tempi, per ritrovare la possibilità di abitare il presente senza sentirsi oppressi dal passato.

Ci sono stanchezze che non si risolvono dormendo di più. E troppo frequentemente questa linea che le divide viene sottov...
29/01/2026

Ci sono stanchezze che non si risolvono dormendo di più. E troppo frequentemente questa linea che le divide viene sottovalutata.

Sottovalutandola, però, o gestendo la stanchezza emotiva come quella fisica, non cambierà mai niente.

Si tratta di una fatica non riguarda il corpo, anche se se conseguenze ricadono su di lui, ma il piano emotivo e mentale.

La stanchezza emotiva è una condizione di sovraccarico psicologico che si sviluppa nel tempo, spesso quando si resta a lungo in modalità “resistenza”: si tiene duro, si va avanti, si rimanda l’ascolto di sé.

L’ascolto emotivo chiede spazio e, quando non dato, prima o poi “lo prende” da solo. Non è cattiveria né debolezza, è una salvezza.

Può manifestarsi attraverso segnali come:
✔ difficoltà a concentrarsi o poca voglia di fare anche ciò che piace
✔ irritabilità o maggiore reattività emotiva
✔ senso di vuoto oppure di costante sovraccarico
✔ la percezione che anche le cose semplici richiedano uno sforzo eccessivo

Lascia che ti dica una cosa: non è mancanza di volontà, né pigrizia.�È un campanello d’allarme che invita a fermarsi e a guardare cosa sta succedendo dentro.

Riconoscere la stanchezza emotiva, darle un nome, legittimarla è già un primo passo terapeutico. Non per “fare meglio” o di più, ma per iniziare ad alleggerire e prendersi cura di sé in modo più profondo e consapevole.

23/01/2026

Lavarsi le mani più volte, disinfettare superfici, evitare contatti o determinati luoghi. Sono comportamenti che, in misura diversa, conosciamo tutti.

Quando però diventano costanti, invasivi e difficili da ignorare è necessario capire da dove provengono perché significa che il quel momento la nostra mente sta facendo del suo meglio per proteggersi In quei momenti la mente sta facendo del suo meglio per proteggersi da una minaccia percepita.

Il DOC da contaminazione è una forma di Disturbo Ossessivo Compulsivo in cui il timore principale riguarda il contatto con sostanze, oggetti o situazioni vissute come “contaminanti”.

A questo timore si accompagnano pensieri intrusivi (ossessioni) e comportamenti ripetitivi (compulsioni) messi in atto per ridurre apparentemente l’ansia, come lavaggi frequenti, evitamenti o controlli.
Nel DOC da contaminazione i comportamenti non portano sollievo duraturo, ma alimentano un circolo che mantiene l’ansia e il bisogno di controllo.

👉🏻 Con il tempo, questo meccanismo può diventare molto faticoso.�Può incidere sulla quotidianità, sulle relazioni e sulla qualità della vita, lasciando la sensazione di non riuscire mai davvero a rilassarsi, come se la tranquillità fosse sempre un po’ più in là.

Questo contenuto non vuole essere né generalizzante né esaustivo.�Vuole però ricordare che il primo passo è sempre parlarne.

Il lavoro terapeutico offre uno spazio sicuro in cui rallentare questi meccanismi, senza forzature e senza giudizio.

Passo dopo passo, nel rispetto dei propri tempi.

Indirizzo

Viareggio
50149

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