18/02/2026
Ti hanno insegnato a vedere il corpo come una macchina:
se fa male qualcosa, aggiusti “il pezzo” e vai avanti.
Mal di schiena? Schiena.
Cervicale? Collo.
Bruciore di stomaco? Stomaco.
Punto.
Peccato che tu non sia fatta a compartimenti stagni.
Non sei solo ossa, muscoli e articolazioni: sei anche quello che vivi e che senti.
Il corpo non è una macchina da aggiustare a pezzi: è un sistema.
Dolore, postura, stress, emozioni… sono tutti collegati.
➤ Se passi la giornata a tenere tutto sotto controllo, non è un caso se la notte ti si blocca la cervicale.
➤ Se ti mangi la rabbia e le parole, non è un caso se lo stomaco brucia.
➤ Se ti carichi addosso responsabilità, sensi di colpa e “ci penso io”, non è un caso se è la schiena a cedere.
E allora sì: puoi continuare a prendere l’ennesimo antidolorifico, a cambiare cuscino, a darti la crema.
Ma se per “guarire” guardi solo il fisico e ignori tutto il peso emotivo che ti porti addosso, è normale che il corpo continui a richiamarti.
Non sta facendo il difficile.
Sta chiedendo di essere visto come un intero, non a pezzi.
Sono Elisabetta e con il Metodo Skadoosh® lavoro proprio su questo:
aiuto chi si prende cura di tutti (a casa, in reparto, in struttura) a liberare schiena, spalle e collo dai dolori legati allo stress e al carico emotivo, unendo lavoro manuale sul corpo e principi della medicina tradizionale cinese.
Perché quando inizi a trattare il corpo come un sistema – e non come un pezzo da riparare al bisogno –
non cambia solo il sintomo: cambia il modo in cui ti porti addosso la tua vita.
Seguimi se vuoi contenuti che collegano ciò che senti dentro a quello che il corpo ti sta urlando fuori.