13/12/2025
Sono trascorsi dieci anni da quando ho messo piede su questi canali. Avevo 20 anni, piena di incertezze, non sapevo esattamente chi fossi o dove volessi andare. Ma una cosa era chiara: la mia vita sarebbe stata dedicata alla formazione.
Mi avete conosciuta in questi anni come una professionista, mi avete vista crescere, evolvere. Avete partecipato ai miei corsi, richiesto consulenze, e alcuni di voi hanno letto il mio primo libro, quello dedicato all’infanzia.
Ho dato tutta me stessa in questo lavoro che per me non è mai stato solo lavoro e le cose che più mi commuovono profondamente restano le stesse: vedere un bambino che mangia sereno, che muove i primi passi, che dorme beato.
Mi ci sono voluti trent’anni per capire perché queste scene mi toccassero così tanto. Ora lo so.
È facile scrivere di ciò che si sa. È arduo scrivere di ciò che si è.
Vi ho sempre parlato di ciò che ho studiato.
Oggi, so che non mi basta più. Io non sono solo ciò che ho appreso negli studi e nel lavoro, sono tutto ciò che ho nascosto per una vita intera.
Dopo due anni di lavoro, di scavo interiore, di riapertura di ferite che bruciavano, notte in cui il respiro moriva strozzato in gola, ieri ho finalmente pubblicato la mia storia.
Non è un libro su ciò che so, ma su ciò che sono. È una storia che non ho mai raccontato a nessuno: non l’ho condivisa per anni, neanche in terapia, e fino a poco tempo fa nemmeno con le persone a me più care. Qui dentro ho messo tutta me stessa, nel bene, ma soprattutto nel male.
Spero con tutto il cuore che questo racconto possa fare bene a chi è genitore, ma soprattutto a chi è stato figlio. Perché la vera guarigione parte da lì, da chi siamo stati.
Grazie per la fiducia incondizionata che mi avete dimostrato in questo decennio. Spero che mi accompagnerete anche in questa nuova, profondissima avventura.
E scusate se ci ho messo l’erotismo e vi sconvolge ma io sono tutta questa. E oggi mi amo per tutta quella che sono.
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