Dott.ssa Silvia Zacchini esperta in DSA

Dott.ssa Silvia Zacchini esperta in DSA Psicologa clinica specializzata con master di II livello in Psicopatologia dell'apprendimento presso

Tra pocoCon grinta ed entusiasmo..A presto!!
12/01/2026

Tra poco
Con grinta ed entusiasmo..
A presto!!

Alle famiglie che hanno incrociato I loro passi con i miei auguro di vivere questi giorni con meno pesi sulle spalle, se...
24/12/2025

Alle famiglie che hanno incrociato I loro passi con i miei auguro di vivere questi giorni con meno pesi sulle spalle, sentendo che la fatica è condivisa e la perfezione dimenticata.
Auguro anche di poter ascoltare i propri bisogni, rispettando ciò che di autentico ci guida.
Abbiamo molte stanze da abitare, a volte buie, a volte luminose, a volte confuse. Chiediamo spesso a noi stessi e chi ci vive vicino di essere di più, di essere diversi...sarebbe un dono di Luce per noi e per gli altri poterci riservare gentilezza, per accogliere quello che possiamo essere adesso, in tutta la nostra umanità. Solo così io credo potremo provare vera compassione per i nostri compagni di avventura, ricordandoci quanto siamo dipendenti gli uni dagli altri...

Buon Natale di Luce gentile

Silvia

"Mamma dimmi la verità....!! Babbo Natale sei tu vero?"Ho preso tempo, giorni e sere per sentire cosa era bene risponder...
14/12/2025

"Mamma dimmi la verità....!! Babbo Natale sei tu vero?"

Ho preso tempo, giorni e sere per sentire cosa era bene risponderti.
Oggi sei tornata con la tua domanda, guardandomi dritta negli occhi.
Ci siamo sedute comode, vicine.
Ti ho spiegato che Babbo Natale ha lasciato agli adulti che si occupano dei bambini il compito di insegnare loro la magia. Ha bisogno poi di aiuti pratici: mani e piedi che la facciano accadere.
Babbo ha mostrato la via, lasciato l'insegnamento, chiedendoci la cura per i desideri e per i riti.

"Allora mamma più che una persona Babbo Natale è uno spirito".

Si, può essere. E se così fosse, che male ci sarebbe? Le cose più preziose non sono infatti quelle che non si vedono? Non è forse impastata allo stesso modo la speranza, il sentimento, la fede?

Oggi abbiamo scritto la letterina.
"A cosa serve allora mamma?"

A tenere ancorata la magia. A sentirla crescere con noi, cambiare forma e sfumatura, aiutarla a tenere caldo il cuore.

"Hai ragione mamma. Sarà diverso, ma non meno bello".

Ieri sera è stata preziosa.Ascoltare il Dottor Lavenia è sempre arricchente e permette di fare un punto della situazione...
03/12/2025

Ieri sera è stata preziosa.
Ascoltare il Dottor Lavenia è sempre arricchente e permette di fare un punto della situazione quanto mai aggiornato e reale sulle dipendenze digitali.
Il valore aggiunto è stato esserci con la collega e amica Martina Copiello! Perché oltre alla rete digitale abbiamo un bisogno estremo di rete umana. Ed essere insieme, in quella grande sala, a condividere preoccupazioni, dati, idee per la cura è stato davvero importante!
Avanti tutta, c'è tantissimo lavoro da fare!!!!

Nella Giornata dell'albero questo libro meraviglioso mi ha colpita molto."Tutto in una noce" di Ammi-Joan Paquette parla...
22/11/2025

Nella Giornata dell'albero questo libro meraviglioso mi ha colpita molto.
"Tutto in una noce" di Ammi-Joan Paquette parla di Vita, nell'intero suo ciclo, di eredità e valori.
Possiamo sentirci meno soli e meno affaticati se sentiamo che possiamo dare un senso al nostro andare.
Possiamo essere portatori di significato negli sguardi che insegnamo ad avere.
Da un bisogno a un desiderio a un atto di volontà e cura ripetuta molti germogli possono vedere la Luce.

18/11/2025
C'è molto da fare. E in fretta.
02/11/2025

C'è molto da fare. E in fretta.

A 9 ANNI HANNO FONDATO UN “CLUB DEL SESSO”: se siete genitori, per favore prendetevi 10 minuti per leggere questo post.

Genitori ed educatori: il messaggio che segue richiede circa 10 minuti del vostro tempo. Ma potrebbero essere dieci minuti chi vi aiutano a comprendere cose che stanno succedendo nelle vite dei nostri figli e di cui è troppo importante riflettere insieme. Questo post parte dalla testimonianza di una collega che mi ha scritto così:

“Gentile dottore per la prima volta nella mia esperienza professionale mi trovo davanti una situazione per me difficile da affrontare. Nella nostra scuola ci sono bambini di 9 anni che vedono video pornografici dallo scorso anno e hanno creato un club del sesso. Chi vuole farne parte è obbligato a visionare materiali pornografici spinti, rapporti orali, a tre, con uso di oggetti. Tutto questo è stato scoperto da una mamma. Mi viene da dire maledetti cellulari e adulti incoscienti che comprano sempre prima questo oggetto e non supervisionano. Alcune bambine manifestano un disagio forte, Oggi una ha vomitato per lo schifo provato davanti a delle immagini, altre piangono. Io da tanti anni affronto il discorso della pornografia online, della mercificazione del corpo, porto poesie d'amore, mostro ciò che manca in quelle visioni di solo accoppiamento fisico. Lo faccio nella terza media. A quella età le parole mi escono facilmente, so come affrontare il discorso. Non mi è mai successo di trovarmi in una situazione simile, davanti a bambini di 9 anni. Ecco perchè ho bisogno di un confronto con lei.

Da anni, ogni settimana (e ribadisco: ogni settimana) ricevo mail con richieste di aiuto in cui un adulto rivela di sentirsi disorientato di fronte a ciò che ha scoperto esistere nella vita virtuale di un figlio, di uno studente, di una classe o all’interno di una chat. Molte di queste richieste hanno a che fare con l’esplorazione della sessualità da parte di minori che viene fatta sempre più precocemente e con modalità totalmente inadeguate rispetto all’età e alla maturità dei soggetti coinvolti. Questa settimana ho ricevuto questa mail e ho chiesto il permesso di poter condividere questa testimonianza con chi legge i miei post.

Avere 9 anni e fondare, nel proprio ambito di amicizie, il club del sesso imponendo ai coetanei – per farne parte – di visionare materiali molto spinti è un esempio di come l’abuso sessuale (sì, questo è abuso e non esplorazione fase-specifica) possa entrare nella vita dei nostri figli attraverso la combinazione di cinque elementi:
1) il bisogno di appartenenza al gruppo
2) la disponibilità di strumenti digitali che permettono con tre click di fare qualsiasi cosa
3) la superficialità con cui il mondo adulto ha sdoganato nella vita dei minori strumenti potentissimi senza avere alcuna contezza della loro potenza e della disfunzionalità che essa porta nella vita dei minori
4) l’aggressività con cui le piattaforme digitali entrano nelle vite di tutti, anche dei bambini, proponendo esperienze totalmente non fase specifiche e arrogandosi il diritto di dire che non hanno alcuna responsabilità, in quanto avvertono l’utente di contenere materiale riservato ad un pubblico di cui specificano l’età minima (da cui se ne deduce che gli unici responsabili per le navigazioni pericolose sarebbero i genitori che dovrebbero vivere dentro gli smartphones dei figli)
5) la totale mancanza di educazione affettiva e sessuale, che lascia i piccoli esposti a situazioni estreme in cui percepiscono disagio ed eccitazione allo stesso tempo nella totale incapacità di comprendere come orientarsi in tutto ciò e soprattutto a chi chiedere aiuto., visto che le agenzie educative e gli adulti in generale si rivelano vacanti in questo ambito educativo.

Condivido questa testimonianza in un giorno di festa, non per rovinarvelo, ma perché nei giorni festivi noi adulti abbiamo ritmi più lenti e più tempo per concentrarci su cose che la frenesia del lavoro a volte non ci fa considerare importanti. Io non so più come dirlo al mondo che là fuori c’è un problema enorme che entra nelle nostre vite attraverso lo sdoganamento della virtualità a cui bambini e bambine hanno accesso, navigando senza alcun criterio e supervisione.

So che molti dicono che basterebbe educare ad un buon uso dello smartphone, perché non è lo smartphone in sé il problema, ma l’uso che ne viene fatto. Beh, lasciatemi dire che invece è anche lo smartphone in sé il problema perché ha una potenza che nessun bambino sa governare e che nessun adulto sa educare nella relazione con un minore. Dentro al virtuale c’è troppa roba mentre nella mente dei nostri figli, prima dei 16 anni ci sono ancora troppe poche reti neuronali integrative in grado di avere un dominio efficace di quella “troppa roba”. E’ come far guidare una fuoriserie ad un ragazzo che ha appena preso la patente per guidare un motorino.

Per favore parlate di tutto questo ad altri genitori. Voi educatori condividete questa storia nelle vostre chat di classe. Rendete questa domenica una domenica di consapevolezza adulta, sia genitoriale che della comunità educante tutta. Troppe volte sento dire, anche da colleghi molto quotati, che io, con la narrazione che ho fatto del digitale in questi anni, non ho compreso nulla. Perché il problema secondo moltissimi sta nella fragilità di noi adulti.

Io penso che dobbiamo avere il coraggio di dire che il mondo virtuale ha reso i genitori fragili e la fragilità degli adulti ha reso il mondo virtuale sempre più capace di impossessarsi delle vite dei nostri figli. E’ un gatto che si morde la coda che però ha avuto il suo punto di inizio con la pervasività del digitale portatile dentro alle nostre vite di esseri umani del terzo millennio. E questo, Jonathan Haidt lo spiega benissimo nel suo volume “Generazione ansiosa” (Rizzoli ed.)

Su questo tema anch’io ho appena pubblicato un libro con Barbara Tamborini intitolato “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo” (Mondadori ed.) dove cerchiamo di far capire ai lettori che oggi abbiamo bisogno di una totale inversione di rotta e che noi genitori ne dobbiamo essere consapevoli protagonisti. Vi prego, andatelo a cercare nella biblioteca più vicina a casa vostra, non c’è bisogno che lo compriate (chi sa quanti pensano che il mio unico interesse sia – in questo momento - vendere un libro. Ma se così fosse, vi siete mai chiesti come mai in più di dieci anni di vita nei social non ho mai – e ribadisco mai – messo un link ad alcuna libreria online che conduca all’acquisto automatico di un mio libro?). Scrivo libri non perché ho l’urgenza di venderli (cosa che naturalmente viene valutata come positiva da un autore), ma per fare cultura, per usare il mio posizionamento professionale e sociale (oltre che social) ai fini del miglioramento della vita e delle condizioni di crescita dei nostri figli. Lo dico da professionista e lo dico come padre di quattro figli.

Se anche voi pensate che fondare il club del sesso a 9 anni sia una spaventosa distorsione della crescita derivata da un mondo che non ha alcuna cura dei bisogni evolutivi di bambini e bambine del terzo millennio e che ciò non dipenda solo dalla fragilità di noi genitori, ma dalla potenza con cui quel mondo invade le nostre vite…… beh allora spero che questo post vi aiuti a correre ai ripari.

Se volete e potete, aprite il dibattito con più adulti possibili e condividete questo messaggio.

L'importanza del pdp
29/10/2025

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16/10/2025

Il sexting è un problema molto grave e in crescita. La dipendenza morbosa dalla pornografia ne è una radice. La formazione per genitori, educatori e minori in materia di educazione digitale ed educazione all'affettivita' è una strada piena di possibilità positive per arginare questo enorme problema, dagli esiti nefasti. Non lasciamo che le cose vadano per la loro strada. Occhi aperti e vigili, sempre.

22/09/2025

Mi occupo soprattutto di infanzia.
Mi prendo cura dei diritti dei bambini.
Non riesco più a guardare le notizie e le immagini che arrivano da Gaza.

Oggi scelgo di fermare il mio lavoro perché non possiamo fare come se...

Devo accendere un lume, credere ancora nell'umano, nonostante ciò che molti riescono a fare e a non fare.

Indirizzo

Via Udine 8 Costabissara
Vicenza
36030

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
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