Meditazione Zen Vicenza

Meditazione Zen Vicenza Meditazione Zen Vicenza nasce nel 2015. Incontri ogni Martedì e Giovedì alle ore 20. Contattateci per info e partecipare.

E' un gruppo dedito alla pratica di Zazen ( meditazione seduta ) e all' approfondimento di altri aspetti della Via dello Zen. Il gruppo Meditazione Zen Vicenza fa parte del Sangha del Maestro Roland Yuno Rech discepolo del Maestro Taisen Deshimaru, fondatore del tempio Zen di La Gendronnière. Attraverso la pratica che negli anni ciascuno di noi ha maturato nei propri percorsi, siamo giunti ad incontrarci e abbiamo deciso di dare vita a questa realtà, mettendo assieme le esperienze e gli insegnamenti conosciuti. Il Dojo, o Luogo di Pratica, in cui ci troviamo ogni settimana, è aperto a tutti coloro che vogliano conoscere e approfondire l'esperienza dello Zazen (meditazione seduta). Incontri di Zazen e introduzione alla postura ogni martedì e giovedì alle ore 19:30

Zen e vita quotidianaMolte persone considerano la vita quotidiana come una successione di attività noiose e legate al do...
05/01/2026

Zen e vita quotidiana

Molte persone considerano la vita quotidiana come una successione di attività noiose e legate al dovere che fanno pensare che la vita autentica si trovi altrove. Talvolta la Via spirituale è ricercata come questo al di là del quotidiano. A partire dall' esperienza di zazen , radice della nostra vita, comprendiamo che la realtà ultima si attualizza in qualità di presenza nelle azioni piu' semplici della vita. La vita viene quindi vissuta come unità di corpo e mente, ricordandoci l' importanza del qui e ora.
L' esperienza del risveglio è il cuore della Via dello Zen e trasforma il quotidiano nel luogo d' espressione di cio' che implica questo risveglio: vivere ogni attività pienamente e per se stessa, senza ridurla ad essere solo un mezzo per ottenere qualcosa d' altro. Vivere in questo modo ci riconcilia con il senso di mancanza, sdrammatizza le cause di sofferenza aiutandoci a ritrovare l' armonia con la vera natura della nostra esistenza.

Roland Yuno Rech
Estratto dal sito dell' AZI ( Association Zen Internationale )

29/11/2025
22/10/2025

LA PARAMITA O VIRTU MENTALE DELLA PAZIENZA

"La pazienza è una delle virtù essenziali coltivate nella pratica buddhista. La pazienza (sanscrito: ksanti; pali: khanti) è una delle sei (o dieci) perfezioni mentali, o paramita che i bodhisattvas si impegnano a sviluppare ed è fondamentale per il raggiungimento del loro cammino spirituale. E' considerata l'antidoto alla rabbia e all'avversione, cause di sofferenza che, insieme all'attaccamento, costituiscono i Tre veleni mentali che, nel Buddhismo, si insegna che oscurino il naturale Risveglio. Coltivare la pazienza è solitamente correlato alla pratica della consapevolezza e della meditazione, aiutando i praticanti a essere più abili nel gestire le risposte emotive alle difficoltà.
Il Buddhismo sottolinea il valore della pazienza in una varietà di contesti, tra cui:

- pazienza con la sofferenza
ovvero possiamo rispondere alla sofferenza senza agitarci o turbarci. L'idea è quella di coltivare un senso di equanimità verso la propria sofferenza e una comprensione della natura della sofferenza e dell'impermanenza di tutti i fenomeni. Il bodhisattva persevera attraverso e nonostante la sofferenza del samsara, senza vacillare nella sua convinzione di liberare tutti gli esseri senzienti da questa sofferenza;

- pazienza con gli altri
ovvero quando gli altri si comportano in modo dannoso, possiamo scegliere di mantenere la calma riflettendo sulla natura transitoria delle emozioni e sulla natura interdipendente di tutti gli esseri, e così non permettendo alla rabbia di prendere il sopravvento;

- pazienza con il Dharma
ovvero per rimanere sulla Via del Dharma è importante darsi del tempo e impegnarsi per comprendere gli insegnamenti del Buddha e le complessità del percorso verso il Risveglio.

Molto importante è anche comprendere che la pazienza non è passiva (come ben spiega Costanza Kassor “...Non c'è nulla di nobile nel tollerare silenziosamente la sofferenza (propria o altrui) senza impegnarsi attivamente per disfare le strutture che l'hanno causata in primo luogo. Sopportare passivamente situazioni dannose in nome della pazienza non è un atto compassionevole o virtuoso. Gli odiosi possessori di bastoni del mondo continueranno a infliggere danni e a perpetuare la sofferenza, a meno che non riusciamo a cambiare le strutture che permettono loro di causare quel danno e quella sofferenza in primo luogo. /NdT. : lo stesso vale per le proprie interiori emozioni afflittive personali)."

(- Tratto da articoli di Lion’s Roar; idem per l'immagine)

🙏

17/10/2025

Dojo Zen Sanrin di Fossano
sabato 4 ottobre 2025, zazen delle 8:15
kusen del monaco Yushin

Se si continua a praticare lo Zen con regolarità, ad un certo punto si arriva, proprio come nella vita, a degli impasse, cioè a dover affrontare delle situazioni interiori difficili, apparentemente senza soluzione. Sono momenti fondamentali per il processo evolutivo personale, e per l’educazione nel caso di una scuola come la nostra: affrontare le contraddizioni, non sapere cosa fare... I maestri zen utilizzano sistematicamente queste circostanze come metodo educativo, addirittura le provocano. Nel Rinzai è una pratica formale, la pratica dei koan. Per quanto riguarda il Soto, la nostra scuola, Dogen ha esteso il koan alla vita stessa: il genjokoan, il koan universale, manifesto.
Un maestro dice ad un giovane monaco “Prego, esci”. Il monaco si avvia verso l’uscita, e il maestro gli dice “No, non da quella parte”. Allora il monaco si dirige verso una porta secondaria sul retro e il Maestro gli dice “No, non da quella parte”. A quel punto il monaco si chiede “Cosa devo fare...?”
In queste situazioni siamo imprigionati dalla nostra forma mentale, dalla nostra coscienza, dalle nostre idee, dai nostri pensieri, che non lasciano spazio a nuove idee, a nuovi pensieri, a una nuova saggezza. È un po’ come un moscone che cerca di uscire dalla parte della luce e continua a sb****re contro il vetro fino a morire. Vede solo la possibilità della luce, non riesce a vedere che c’è una possibilità anche dalla parte dell’oscurità, non la può concepire. Eppure basterebbe cambiare direzione, anche di poco, per salvarsi...
Il monaco che non sapeva da che parte uscire, dopo aver pensato “Dalla finestra? Dal soffitto, dal pavimento, dai muri?”, estenuato ha lasciato cadere la domanda, il suo corpo e la sua mente, si è lasciato cadere davanti al Maestro in sanpai [*] , e il Maestro gli ha detto “Ecco la risposta giusta!”
Così ci succede anche nella vita di fronte a situazioni esistenziali in cui nessuna risposta razionale è risolutiva, adeguata, in cui non possiamo contare sulla nostra esperienza, sul nostro intelletto, o su esempi da imitare. È assolutamente inutile ragionare come normalmente facciamo. Se ne esce soltanto generando una nuova saggezza. Bisogna uscire dalla logica standard, trasformare la coscienza, ampliare sostanzialmente l’orizzonte. E per farlo è necessario lasciar cadere qualcosa, abbandonare una fetta di identità, qualcosa con cui ci identifichiamo, un qualche attaccamento che limita la nostra visione.
La chiave per noi è zazen, l’opportunità ogni volta di abbandonare il corpo e la mente, shin jin datsu raku, di spalancare una nuova visione. Anche nel nostro piccolo ne conosciamo i buoni effetti, dall’esperienza diretta. Ma è la fede in zazen che fa la differenza. E questo è un altro discorso...

🙏

[sanpai: "san" = tre; "pai" = prosternazione]

___________________________________

(Immagine: dettaglio della pratica del "pai"/prosternazione; foto cui la firma d'autore/autrice non conosciamo)

13/10/2025
08/10/2025
04/10/2025

Meditazione Zen Vicenza festeggia 10 anni di attività

Sono già passati dieci anni da quando è nato uno spazio dove incontrarci per condividere la pratica e il cuore dello Zen. Un luogo che ancora oggi ci accoglie e ci permette di continuare insieme questo cammino.
Tutto questo è stato possibile grazie alla dedizione di chi ha reso viva questa esperienza e all’energia di tutte le persone che, in modi diversi, ne hanno fatto parte. Per questo il nostro ringraziamento va ai Maestri che ci hanno guidato, ai praticanti dei dojo con i quali condividiamo la Via, a tutti coloro che abbiamo incontrato lungo il percorso e a chi ancora oggi continua a camminare con noi.
Ogni incontro è stato prezioso e ci auguriamo di poter proseguire insieme lungo questa Via senza tempo.

Per chi desidera conoscerci vi aspettiamo al Dojo.

...La vita passa ad una velocità folgorante,ma nella presenza totale a se stessi, nellaconcentrazione senza limiti del c...
31/08/2025

...La vita passa ad una velocità folgorante,
ma nella presenza totale a se stessi, nella
concentrazione senza limiti del corpo e dello
spirito, nella pienezza assoluta del qui ed ora,
il tempo dell' istante diventa l' eternità.

Taisen Deshimaru Roshi

Il fiore di loto Trapiantato dal cielo d' Occidente, sta da molto tempo in questa terra. I bianchi petali sono intrisi d...
20/07/2025

Il fiore di loto

Trapiantato dal cielo d' Occidente,
sta da molto tempo in questa terra.
I bianchi petali sono intrisi di rugiada,
le verdi foglie coprono il laghetto.
Il vento ne sparge attorno il profumo,
la sua forma emerge maestosa dall' acqua.
Il sole è già tramontato dietro i monti,
ma io resto ancora in contemplazione.

Dal libro: Poesie di Ryokan, monaco dello zen.

Gyoji, la pratica mantenuta Il dojo chiuso o semiaperto, la cancellazione di giornate o ritiri programmati: certo, è un ...
22/06/2025

Gyoji, la pratica mantenuta

Il dojo chiuso o semiaperto, la cancellazione di giornate o ritiri programmati: certo, è un peccato. Ma qualunque cosa accada, che faccia caldo o freddo, che sia primavera o autunno, possiamo sempre continuare a praticare ovunque ci troviamo. L'importante è che la pratica non venga interrotta, questo è ciò che si chiama dokan : l'anello del sentiero, o il percorso circolare. Quando questo anello è rappresentato in calligrafia, non si chiude mai, quindi possiamo sempre entrarvi.
Il Maestro Dogen parla di questo anello del sentiero che si mantiene attraverso la pratica: la pratica è gyo , e l'idea di mantenimento è ji . Gyoji è quindi pratica mantenuta o pratica continua, senza interruzioni. Di questo anello del sentiero, Dogen afferma inoltre che "non dipende dai miei sforzi o da quelli degli altri. È la pratica che si mantiene, senza contaminazioni". In effetti, il sentiero si mantiene, così com'è, senza contaminazioni, nel riflesso di sé stesso in sé stesso. In questo senso, è la natura stessa.
Dogen aggiunge: "È grazie al gyoji dei Buddha e dei patriarchi che il nostro gyoji si realizza come visione, e che il nostro grande sentiero raggiunge il suo estremo... È grazie a questo gyoji che ci sono il sole, la luna e le stelle, i quattro elementi, i cinque aggregati".
Qui vediamo che questo gyoji , questa pratica costante, va ben oltre il nostro zazen. Lo zazen, la pratica, non può essere limitato a noi stessi. Non c'è discontinuità tra i Buddha, i patriarchi e noi stessi: è esattamente la stessa pratica di Bodhidharma, ad esempio, che rimase solo per nove anni, di fronte al muro, con grande determinazione.
È volgendo lo sguardo verso l'interno, senza cercare nulla in particolare, che ci si può aprire alla realtà del Buddha.
Quindi, dojo aperto o dojo chiuso, l'essenziale è sempre lì, a portata di mano: shikantaza , il semplice fatto di stare seduti ovunque ci troviamo e qualsiasi cosa accada nel mondo.

Di Jean-Pierre Romain ( estratto dal sito dell' ABZE. )

05/05/2025

RITIRO ZEN A GHIGO DI PRALI
16 – 17 – 18 maggio 2025
presso il Centro Ecumenico Agape a Prali / Ghigo di Prali (TO)

Attualmente, questa data in primavera è l’unica annuale per praticare un ritiro zen ("sesshin") in Italia diretto dal maestro Roland Yūnō Rech; coloro che desiderassero parteciparvi possono ancora iscriversi per favore contattando direttamente gli organizzatori:
Dojo Zen Mokusho,Via Principe Amedeo 37, Torino
tel. 3357689247 / e-mail: mokushotorino@gmail.com

* * *

- Il Centro Ecumenico Agape si trova a Prali (TO), tel. 0121807514. Da Torino, in auto, seguire la SS. 23, passare per Pinerolo, Perosa Argentina, Perrero, Prali. Il Centro Agape è a 1600 m di quota. Portate il vostro personale zafu (cuscino nero), kimono, ciotola per i pasti (oryoki/set con stoffa, tovagliolo, posate, setsu), ecc., e indumenti idonei al clima che può essere freddo. L’alloggio sarà in camere da 3/6 letti. Lenzuola e coperte sono fornite dalla struttura.

🙏

Indirizzo

Via Nino Bixio 33
Vicenza
36100

Orario di apertura

Martedì 19:30 - 21:30
Giovedì 19:30 - 21:30

Telefono

3479627096

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