04/05/2019
Se il bambino cerca di pettinarsi, l'adulto invece di provare una specie di beatitudine per questo tentativo meraviglioso, si sente assalito nelle sue leggi costruttive: vede che il bambino nel pettinarsi non fa né bene né presto e non arriverà a raggiungere lo scopo: mentre egli, l'adulto, può farlo presto meglio di lui.
Allora il bambino che sta compiendo con delizia questa azione costruttiva della propria personalità, vede l'adulto, questo essere alto fino al soffitto, potente oltre ogni limite, contro cui non può lottare, che gli viene vicino e gli toglie il pettine dalle mani dicendo che sarà lui a pettinarlo.
E così fa l'adulto quando vede il suo bambino che si affatica, cercando di vestirsi o di allacciarsi le scarpe.
Ogni tentativo del bambino resta spezzato.
L'adulto è irritato non solo dal fatto che il bambino cerca inutilmente di compiere un'azione, ma è irritato da quel ritmo, da quella maniera diversa di muoversi.
*Maria Montessori
Questa descritta dalla Montessori è una scena cui è piuttosto comune assistere.
L'adulto spesso non si sofferma a ponderare il proprio intervento ma, di fronte ad una minima difficoltà del bambino, interviene nell'idea che ciò rappresenti per lui un autentico aiuto.
Si sostituisce a lui in molte delle azioni che vorrebbe (e potrebbe) fare da sé, lamentandosi quando quel "bambino capriccioso" non vuole saperne di farsi lavare o vestire.
Il bambino necessita di un adulto che lo guidi, ma che sia anche capace di evitare un aiuto superfluo quando ciò che serve è piuttosto tempo e un ambiente appositamente pensato.
Per quanto la vita di ogni giorno sia frenetica e a volte questo appaia impossibile, noi adulti possiamo e abbiamo la responsabilità di rispettare i bisogni psichici del bambino.
Lui è la nostra guida.
Foto: How we Montessori