Roberto Pasero Psicologo Psicoterapeuta

Roberto Pasero Psicologo Psicoterapeuta Studio di Psicologia e Psicoterapia cognitivo-comportamentale Studio di Psicologia e Psicoterapia cognitivo-comportamentale del Dott.

Roberto Pasero, presente in Vigevano (PV) da oltre 10 anni offre trattamenti a breve termine con particolare attenzione sui disturbi ansiosi

COMPRENDERE LA DEPRESSIONEDefiniamo innanzitutto la sofferenza psicologica, come il prodotto di una disfunzionalità nell...
23/12/2025

COMPRENDERE LA DEPRESSIONE

Definiamo innanzitutto la sofferenza psicologica, come il prodotto di una disfunzionalità nella costruzione di un significato personale e soggettivo in ragione di uno o più scopi. Parliamo di significati, scopi e direzioni che definiscono e caratterizzano il senso stesso dell’esistere dell’uomo nello scorrere del suo tempo. Per meglio dire, di come l’uomo percepisce il suo esistere ed il suo muoversi nella costruzione di uno scenario entro il quale ritrovare una sua propria identità. Con disfunzionalità, si intende banalmente ciò che, per qualche ragione, non appare funzionale al benessere della persona e non contribuisce ad alcun tipo di miglioramento nella qualità di vita

Appare evidente come gli esseri umani non siano degli scienziati rigorosi che analizzano la realtà per arrivare alla “verità”, ma siano piuttosto pragmatici con una naturale tendenza a pre-occuparsi (tendenza esacerbata in alcuni disturbi) al fine di evitare errori che considerano gravi per la propria persona. Chi soffre di depressione solitamente è in grado di intuire gli errori di ragionamento e come lo stato di umore incida negativamente sulle proprie azioni e scelte di vita, così come di elaborare ipotesi e strategie alternative più efficaci. Tuttavia questa capacità non sempre è sufficiente a spingerli ad operare un reale cambiamento positivo ed abbandonare la convinzione disfunzionale centrale. Questo perché il peso di quella che potrebbe essere una condotta omissiva conducente ad una conseguenza negativa o problema appare nella mente del paziente più influente di tutto il resto. In sintesi, il paziente evita di rischiare e permane nella via cautelativa esattamente come fanno i fobici che non si espongono per restare in sicurezza pur essendo consapevoli della sproporzione tra timore ed oggetto fobico stesso.

Gli individui con depressione vivono la quotidianità non come una ricerca di significato ma come una costante perdita che pur talvolta non sanno ben definire (genericamente “benessere”). I disturbi depressivi operano una sorta di blocco ove la valutazione di un senso di perdita e fallimento non vengono mai elaborati. Vi sono varie fasi del lutto e della perdita: dalla presa di coscienza alla ricerca del recupero del bene perduto, dall’accettazione fino alla riorganizzazione del proprio mondo interiore. Questo processo implica che alla fine l’individuo in qualche modo rinunci all’oggetto perduto (oggetto inteso in senso generico) e cominci ad investire in altri beni.

Vi sono alcune teorie riguardanti il permanere del blocco cui si accennava poco fa, vediamoli:

- la tendenza a valutare criticamente i propri stati interni: gli stati interni vengono presi come riferimento assoluto confondendo quindi soggettività ed oggettività. Esempio, nella chiusura di una relazione, si guarderanno solo gli aspetti che giudichiamo positivi, quelli che ci mancano e la cui assenza ci fa soffrire, trascurando quelli più invalidanti. Se sto così male vuol dire che il rapporto con il mio o la mia ex era fondamentale”. “Se mi ha lasciato è perché non dispongo di un grande valore” ecc. La perdita non viene percepita solo come dolorosa ma come catastrofica che porta ad un cambiamento della situazione di vita percepito come drammatico e irreversibile.

Vi è quindi una tendenza a perseguire una sorta di autocritica negativa nei confronti di sé che paradossalmente il paziente sente di meritare e di dover portare avanti. Ciò proprio in maniera paradossale appaga la necessità di una narrazione che tenda a confermare la propria vulnerabilità. Questo porta ad un vantaggio secondario: siccome sono debole non sono in grado di aiutarmi da solo oppure nessuno è in grado di aiutarmi oppure nessuna soluzione o tentativo potrà davvero aiutarmi e ciò contribuisce a mantenere il paziente nella narrazione che si è scelto, conducendolo, pur in una condizione di malessere e disagio, ad evitare ogni tipo di responsabilità ed azione che possa portare ad un cambiamento. Purtuttavia si mantengono solitamente attivi la ruminazione ed il rimuginio quali tentativi disfunzionali di soluzione. Disfunzionali in quanto non fanno che accrescere l’attenzione sulla convinzione disfunzionale centrale. Più ci si concentra su tali soluzioni inefficaci e dannose e più si starà male e più questo sentirsi male tenderà ad alimentare il processo precedente in un circolo vizioso senza fine.

- Simile al precedente, vi è anche la tendenza a valutare negativamente la propria componente somatica. Più il paziente resta inattivo e meno energie avrà a disposizione e più si avvertirà stanco e meno sarà motivato ad agire in un circolo vizioso.

-Credenze idealistiche divengono standard normativi. “La normalità è avere un/a compagno/a”, “La normalità è essere “(felici)”. Si creano degli assoluti generici, cosa si intende con “essere felici?”, con pochi riferimenti alla quotidianità pratica e che non tengono conto del gioco di equilibri che si manifesta nel corso della vita. Tali assoluti divengono poi doverizzazioni difficilmente attuabili.

- Il senso di perdita può riguardare relazioni interrotte ma anche obiettivi più personali e individuali. Esempio, interrompere una attività professionale o anche di puro svago per la convinzione di non riuscire più a “esserci”. Pur se queste cose vengono volontariamente interrotte, la loro accettazione diviene difficile in quanto implica per la persona la rinuncia al bene stesso ed un ulteriore allontanamento dal precedente concetto di “felicità”.

Un ulteriore considerazione riguarda ciò che viene inteso come progetto di vita ovvero un insieme di scopi, valori e direzioni che caratterizzano le nostre scelte di vita. Spesso l’individuo non è consapevole del proprio progetto di vita o lo conosce solo in parte. Avere scopi esistenziali attivi e perseguirli ci permette di dare senso e direzione alla nostra esistenza. Avere un progetto che riguarda diverse aree (lavoro, affettività, relazioni ecc) ci protegge dalla depressione. Quando gli scopi di vita vengono rappresentati in negativo si trasformano in anti-scopi: non uno stato da raggiungere (benessere) ma uno stato da evitare (perdita, allontanamento). Il mantenimento di un progetto monotematico i cui pochi obiettivi vengono iperinvestiti ed il cui raggiungimento viene legato al valore personale possono col tempo portare a rassegnazione ed in conseguenza ad una diminutio delle proprie possibilità di vita, del senso del proprio valore e delle proprie risorse.

La terapia cognitivo-comportamentale va a lavorare su tutti gli aspetti sopra elencati: sul riconoscimento del legame tra pensieri, emozioni e comportamenti, sulla normalizzazione degli standard personali, l’accettazione della perdita, l’arricchimento del progetto di vita ed in generale sul cambiamento degli schemi depressogeni.

Se quei muri potessero parlarele storie che racconterebbero
28/10/2025

Se quei muri potessero parlare
le storie che racconterebbero

Coi miei pazienti lavoriamo spesso sul concetto di benessere e di qualità di vitaspesso non è facile oltrepassare quella...
23/10/2025

Coi miei pazienti lavoriamo spesso sul concetto di benessere e di qualità di vita

spesso non è facile oltrepassare quella zona grigia che ci permette di intuire cosa è meglio per noi, cosa è maggiormente funzionale o quale strada sarebbe meglio intraprendere

un concetto che reputo importante è quello dell'autonomia:
evitate di affidare eccessivamente il vostro benessere a qualcuno o qualcos'altro.

Certo la famiglia è importante, gli amici, le persone attorno a noi possono aiutarci a vivere pienamente il nostro tempo
ma siamo sempre noi che decidiamo e abbiamo la responsabilità del nostro benessere

non nostra madre/madre, non nostra moglie/marito e neppure il vostro eventuale terapeuta. Tutte queste persone possono essere importanti riferimenti ma siete sempre e solo voi a stabilire la vostra qualità di vita ed il vostro grado di benessere

Contate sulle vostre risorse e le vostre capacità di adattamento, siate flessibili e prendete coscienza di tutte quelle piccole ma soffocanti camicie di forza che forse un pò tutti indossiamo ogni giorno

Così potrete essere figure positive per la vostra vita e per coloro che vi stanno attorno.

06/10/2025

La psicologa a livello istituzionale è ed è sempre stata politicizzata

La psicologia, a mio parere, dovrebbe osservare i fenomeni sociali ad un livello sovraordinato

Se ne fai parte non puoi e non vuoi avere una visione imparziale

Ti arroghi il diritto della ragione ma la psicologia non ragiona secondo tali termini

di conseguenza, è impossibile poter interpretare i fenomeni secondo coscienza

01/10/2025

Secondo la terapia cognitiva, l'alterazione del funzionamento di un individuo avviene quando, modificandosi le condizioni ambientali o interne, egli crede che gli strumenti e le soluzioni adottate fino a quel momento non siano più efficaci.

Eventi negativi, come un lutto, una separazione ecc ma anche eventi in apparenza positivi, come una promozione che tuttavia implica maggiori responsabilità con aggravato timore di fallimento, possono indurre "scompenso". In questo caso si parla di condizione pre-morbosa.

Una caratteristica che si rileva piuttosto spesso è l'indisponibilità della persona nel rinunciare, almeno in parte, allo scopo finale oppure nel trovare un compromesso. Il paziente quindi indugia nelle vecchie soluzioni pur avendo avuto conferma più volte che non sono valide. Aumentando gli sforzi aumenterà anche il livello di frustrazione e sofferenza che agiranno come informazioni di ritorno ed aggraveranno le credenze di fallimento ed incapacità.

Non è sempre facile ricostruire le fasi di questo scompenso, in quanto può essere lontano nel tempo ed inizialmente non è detto abbia causato una sofferenza immediata. inoltre l'esordio della sintomatologia può essere stato molto graduale. Se ci si riesce però è estremamente utile nell'aumentare il livello di consapevolezza tra eventi del passato, percezione degli stessi e fattori di vulnerabilità oltre a suggerire dei possibili obiettivi terapeutici.

22/09/2025

Le nostre aspettative articolano l'idea soggettiva di ordine naturale e stabiliscono la distanza tra ciò che vorremmo e come invece si presenta la realtà.

Un certo grado di frustrazione è normale, perché tutti sappiamo che la realtà esterna non può combaciare perfettamente con i nostri desideri e ciò non implica sofferenza particolare

Per alcuni pazienti invece, ciò diventa catastrofico. A mio parere in quanto, avendo già attivi degli schemi di inadeguatezza o incompetenza, si vedrebbero confermate anche all'esterno ciò di cui sono già interiormente convinti. Questo può scatenare un conflitto talmente forte da causare attacchi di panico o comportamenti compulsivi di riparazione.

L'aspettativa disillusa è un timore presente prima che questa possa avverarsi. ed il grado di minaccia dipende da alcuni fattori, come la sua vicinanza, il senso di autoefficacia, i valori del soggetto ecc

Quindi se si percepisce tale condizione di pericolo, i processi cognitivi saranno volti alla sua identificazione per non rischiare di sottovalutare la situazione ("meglio salvi che dispiaciuti"). In questo modo però vi sarà un costante stato di allerta che ci renderà ipersensibili con la probabilità di molti falsi allarmi. In alcuni casi, il solo fatto di avvertire un lieve disagio varrà come feedback per confermare la sussistenza di un effettivo pericolo. Si avrà quindi un processo ricursivo di tipo confirmatorio

Ricordiamoci che noi valutiamo e interpretiamo gli eventi tenendo conto solo di una parte di informazione e perlopiù appunto influenzati da aspettative e scopi personali che possono ridurre la visione d'insieme.

tuttavia noi possiamo fare gli opportuni aggiustamenti, e divenire così più funzionali, tramite un processo di metavalutazione ovvero valutare non tanto i nostri contenuti mentali ma il nostro stile di pensiero, i nostri investimenti emotivi e domandarci il perché dei nostri comportamenti, cosa ci spinge ad attuarli e cosa vogliamo ottenere.

oltre a questo talvolta, al fine di uscire dalla situazione di conflitto, è utile o necessario che l'investimento desiderato venga rimodulato.

Nel passato recente, per definire la patologia, si privilegiava un approccio basato su funzioni naturali e le loro devia...
21/09/2025

Nel passato recente, per definire la patologia, si privilegiava un approccio basato su funzioni naturali e le loro deviazioni nonché sulla sofferenza emotiva. Questo tipo di approccio è stato superato per una serie di motivi, sia per la difficoltà di definire con criteri specifici quali siano e secondo quale grado le funzioni naturali sia perché si è ben consapevoli che non tutte le psicopatologie sono caratterizzate da sofferenza emotiva.

Gli approcci teorici come il cognitivismo di Beck ed il costruttivismo di Kelly, privilegiano quei contenuti della mente che rendono la persona vulnerabile in relazione agli scopi, ai bisogni ed ai valori della persona stessa.

Secondo la teoria cognitiva di Beck, non sono importanti i fatti in sé ma piuttosto come vengono rappresentati e valutati.

Secondo invece l’orientamento costruttivista di Kelly, l’apprendimento è un’attività ricostruttiva di ciò che viene letto e percepito dall’ambiente.

Bisogna anche considerare come i processi cognitivi non siano neutrali, non sono affatto una “ricerca della verità”, ma sono orientati ed al servizio degli scopi dell’individuo.

La realtà è definita dagli scopi dell’individuo, il valore personale, le relazioni interpersonali ecc. Per alcuni paziente determinati scopi sono più importanti di altri, forse per esperienze sensibilizzanti che hanno creato una sorta di vulnerabilità, ma non è sempre chiaro stabilire quali segnali aiutino a comprendere di aver raggiunto quei determinati scopi.

Si sarà capito quindi come non esista una differenza netta tra normalità e patologia o categorie del tutto separate. Appare più sensato immaginare un continuum ove una sfuma nell’altra e la differenza sia a livello quantitativo e non qualitativo.

18/09/2025

Mi pare che al giorno d'oggi si punti molto sul disporre di un ventaglio di tecniche da utilizzare un po' per tutto

I pazienti stessi in alcune occasioni desiderano ridurre in tempi molto brevi l'intervento e richiedono l'esercizio da fare per stare meglio

Credo che, con il web a nostra disposizione, lo spazio d'incontro con il terapeuta debba avere anche un significato diverso

Qualcosa che non puoi trovare in rete

In primis è certamente l'empatia e l'accoglienza di uno spazio di ascolto

In secondo, e lo ritengo molto importante, è disporre di un esperto che possa aiutare a prendere consapevolezza del funzionamento della tua mente

Quindi la conoscenza dei processi che generano e mantengono la sofferenza sono fondamentali altrimenti l'intervento sarebbe impreciso, talvolta poco utile

Perché andiamo a fare ciò che ci proponiamo di fare, qual'è la ratio dell'intervento, su quale processo intendiamo lavorare ed a quale scopo

Talvolta utilizzo la metafora del topolino dentro la ruota: non puoi cambiare percorso e smettere di correre finché non ti accorgi di trovarti dentro una ruota. Il topolino siamo noi ovviamente e la ruota rappresenta i nostri schemi mentali. Pur senza patologia alcuna, ognuno di noi ogni tanto si ritrova a correre senza arrivare, per quanto si sforzi, da nessuna parte. Riflettere sul perché dei propri comportamenti e del proprio stile di pensiero, sul motivo per il quale un determinato evento ci turba piuttosto che sul turbamento stesso e sul modo di farlo passare, significa risalire dal frutto all'albero ed ottenere una visione sovraordinata di sé

11/09/2025

Dal 15 settembre al 14 novembre 2025 è possibile presentare domanda per il Bonus Psicologo 2025, contributo fino a 1.500 euro per le sessioni di psicoterapia, con importo variabile in base all’ISEE (fino a 50.000 euro).

📌 La domanda va inoltrata esclusivamente online sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS al servizio dedicato “Contributo sessioni psicoterapia”.
📌 Ai beneficiari verrà attribuito un codice univoco da utilizzare presso i professionisti aderenti.
📌 Entro 60 giorni dall’accoglimento della domanda deve essere effettuata almeno una seduta; in caso contrario il beneficio decade.

Il CNOP accoglie positivamente l’avvio del bonus come strumento di sostegno concreto, ma la Presidente Maria Antonietta Gulino sottolinea anche la necessità di "servizi di psicologia accessibili e di prossimità, con lo psicologo di base nei territori, capaci di intercettare i bisogni crescenti e di garantire la prevenzione e una presa in carico appropriata, soprattutto per i giovani".

🔗 Tutte le istruzioni per presentare domanda nella circolare INPS 👉 https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2025.09.bonus-psicologo-2025-istruzioni-per-la-presentazione-della-domanda.html

Sono rimasto colpito dalla morte di quest'uomo pur non condividendo molte delle sue argomentazioni faceva qualcosa non d...
11/09/2025

Sono rimasto colpito dalla morte di quest'uomo
pur non condividendo molte delle sue argomentazioni faceva qualcosa non da poco: girava il suo paese per cercare un dialogo ed un confronto e promuoveva la libertà di parola

Dotato di brillanti capacità dialettiche, i giovani con cui si confrontava molte volte, non riuscendo a "vincere" il dibattito, se ne andavano insultandolo, minacciandolo o semplicemente facendo i pagliacci per ridicolizzarlo

Voglio evidenziare un fenomeno psicologico già noto che sta avvenendo proprio ora: la disumanizzazione della vittima
Sui social ho letto commenti orribili, persone che festeggiano la morte in quanto "estremista", "fascista", "odiatore seriale" ecc.

Allora riporto un paio di approfondimenti. Huxley affermava quanto segue: "“quando si pensa ad uomini e donne particolari semplicemente come a dei rappresentanti di una classe, che è stata in precedenza definita come il “male”, ... allora la ripugnanza che si prova a ferire o ad uccidere scompare".

Albert Bandura invece parlava di Disimpegno morale:
1- giustificazione morale,
2- confronto vantaggioso,
3- etichettamento eufemistico,
4- spostamento della responsabilità,
5- diffusione della responsabilità,
6- minimizzazione
7- deumanizzazione,
8- attribuzione della colpa alla vittima

Consiglio la lettura del suo libro apposito per approfondire.

Veniamo per ultimo ai commenti orribili che ho letto. Commenti da parte di persone con la foto del profilo ove sorridono oppure abbracciano i figli oppure la moglie o il marito. Questa è la spiegazione che mi sono dato e se scorrete i vecchi post già ne avevo accennato in passato:

l'uomo è capace di amore e di morte, pulsione di vita e pulsione di morte, già intuite ai tempi da Freud. Questo perché siamo fatti per sopravvivere e portare avanti la specie quindi abbiamo bisogno di entrambe. Filiazione e difesa.

Difficilmente però l'uomo ammette questa sua ambivalenza e si ritiene fondamentalmente buono quando in realtà siamo solo dominati da necessità e bisogni ma ci illudiamo invece che la nostra esistenza abbia uno scopo o un significato particolare. A differenza degli altri animali non tolleriamo l'assenza di significato.

Le correnti distruttive che l'essere umano nutre vanno quindi indirizzate verso qualcosa o qualcuno. Solitamente un capro espiatorio che si addossa i peccati della comunità e viene scacciato o ucciso così che la comunità stessa possa mantenersi pulita. Questo spiega i commenti di odio.

14/08/2025

Jean Bergeret, noto psicoanalista francese, nasce ad Oullins il 13 agosto 1923.

“Ecco il mio tentativo di definizione: veramente “sano” non è semplicemente colui che si dichiara tale, né tanto meno un malato che si ignora come tale, bensì un soggetto che conserva in sé le fissazioni conflittuali della maggior parte della gente, e che non ha ancora incontrato sulla sua strada difficoltà interne o esterne superiori al suo bagaglio affettivo ereditario o acquisito, alle sue facoltà personali difensive o adattive; che si permette un gioco abbastanza elastico dei suoi bisogni pulsionali, dei processi primario e secondario, sia sul piano personale che su quello sociale, tenendo in giusta considerazione la realtà e riservandosi il diritto di comportarsi in modo apparentemente aberrante in circostanze eccezionalmente “anormali”." (p.11)

Bergeret J. (1974, trad. it. 1984), “La personalità normale e patologica. Le strutture mentali, il carattere, i sintomi”, Raffaello Cortina, Milano, nuova ed. 2002

Indirizzo

Via Vandone 13
Vigevano
27029

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 18:00

Sito Web

https://robertopasero.wordpress.com/

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