Dottoressa Lilia Bertolani

Dottoressa Lilia Bertolani Resp Chirurgia Bariatrica Ist Clin Beato Matteo Vigevano(PV)
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RESPONSABILE CHIRURGIA BARIATRICA
ISTITUTO CLINICO SANT'AMBROGIO MILANO
ISTITUTO CLINICO BEATO MATTEO VIGEVANO (PV)

04/02/2026

“DOTT PIETRO RAMELA PSICOLGO Quello che parla impulsivamente assomigliasi al cacciatore che spara senza puntare.”Montesq...
01/02/2026

“DOTT PIETRO RAMELA PSICOLGO

Quello che parla impulsivamente assomigliasi al cacciatore che spara senza puntare.”

Montesquieu



Buongiorno a tutti!

Durante l’ultimo nostro incontro abbiamo sondato e approfondito quali sono i motivi e gli obiettivi per cui può essere utile mettere in atto le strategie del modulo chiamato tolleranza della sofferenza/crisi. In particolare abbiamo visto come questi riguardino il poter sopravvivere ai momenti di maggior difficoltà, senza mettere in atto comportamenti che possano portare a ulteriori peggioramenti, l’accettazione della realtà e il raggiungimento di una maggior senso di libertà, liberandoci quindi da quella impulsività/dipendenza a mettere in atto azioni su base impulsiva nel tentativo fallimentare di risolvere la situazione.



Tenendo conto del primo obiettivo una strategia che mi sentivo di proporvi oggi si chiama strategia dello STOP ed è una di quelle strategie che appunto serve per fermarci durante un momento di difficoltà, facendoci riflettere ed aiutandoci ad evitare di mettere in atto comportamenti impulsivi potenzialmente peggiorativi riguardo alla nostra situazione in quel momento.



Come noterete molto spesso le strategie che tratterò si basano su degli acronimi, costruiti apposta al fine di aiutarci a tenerle a mente…ed ecco che STOP sta per:

Stai fermo

Tirati un passo indietro

Osserva

Procedi in maniera mindful.

Se andiamo ad analizzare punto per punto ci possiamo accorgere dell’importanza di questi 4 step.

- Stare fermi significa non reagire di fronte ad un fattore scatenante, significa accorgermi che nel contesto in cui mi trovo qualcosa ha attivato intensamente le mie emozioni e mi sta spingendo a reagire. Ecco che quindi l’idea, dopo che ce ne siamo accorti, è quella di fermarci senza reagire (una buona idea a volte è quella di farlo anche con una strategia corporea, io per esempio quando spiego questa strategia o la metto in atto sbatto un piede per terra urlando STOP! O ripetendolo dentro la mia mente). L’idea è quella del freezing, del congelamento, di non muovere un muscolo, dal momento che le nostre emozioni potrebbero cercare di farci agire senza pensare. Cerchiamo quindi di mantenere il controllo in modo attivo.



- Tirarsi indietro significa fare un passo indietro dentro a noi stessi e riguardo alla situazione (anche in questo caso a volte fare anche un concreto passo indietro mi ha spesso aiutato sia nello spiegare questa strategia sia a metterla in atto =). Il punto è quindi quello di concedersi una pausa proprio nel momento di maggior difficoltà, lasciando correre i secondi sull’orologio così che l’onda dell’emozione, della crisi possa iniziare a scaricarsi anche senza fare nulla di concreto. Un’altra cosa che possiamo fare in questo step è fare un respiro profondo così da aiutarci a far sì che i nostri sentimenti non ci facciano agire in modo impulsivo. Ognuno di noi può personalizzare questo come tutti gli altri step. Quando arrivo allo step del passo indietro i per esempio mi immagino anche che il contesto in cui mi trovo si rimpicciolisca, a volte, come se io stessi guardando la situazione da dietro uno schermo o da fuori di un acquario, ancora meglio, dove il tutto al suo interno si svolge più lentamente…avete presente lo slow motion, il rallentarore, durante una scena fondamentale di un film d’azione? Tipo Matrix per gli amanti del genere 😉



- Osserva: credo che questo sia in realtà il passo nucleare di questa strategia basandosi infatti proprio sul concetto di mindfulness, che vi ricordo essere abilità trasversale riguardo a tutte le strategie analizzate fino ad oggi e che analizzeremo in futuro (per chi ancora non ricordi il conetto di mindfulness cerchi pure i miei post precedenti =). Osservare infatti ricordo come non significhi con la vista ma osservare in modo mindful, con consapevolezza, portando l’attenzione sul qui ed ora del momento di crisi. Osserviamo quindi quanto sta accadendo durante un momento di crisi, di attivazione emotiva, sia dentro di noi che fuori. Qual è la situazione? Quali sono i nostri pensieri e i nostri sentimenti? Cosa stanno facendo o dicendo gli altri? La mindfulness appare fondamentale poiché senza un momento di osservazione risulta impossibile renderci realmente conto se ci troviamo concretamente in un momento di difficoltà/crisi.



- Procedi in modo mindful: ecco il secondo punto che riguarda sempre il concetto di mindfulness. Una volta che ci siamo bloccati, congelati, che abbiamo fatto un passo indietro e che abbiamo osservato in modo consapevole ecco che possiamo provare ad agire con consapevolezza. Agire con consapevolezza significa che nel decidere cosa fare proviamo a considerare i nostri pensieri, e le nostre emozioni, la situazione, il contesto in cui ci troviamo, e ciò che stanno facendo e provando le altre persone nel contesto in cui ci troviamo. Fondamentale alla fine di questi 4 step è quindi riflettere su quali siano i nostri obiettivi domandando alla nostra mente: “quali sono le azioni che potrebbero rendere la situazione migliore e quali la peggiorerebbero?”.



Arrivati a questo punto ciò che speriamo di ottenere ci riporta all’obiettivo principale ovvero riuscire a stare con le difficoltà emotive senza fare qualcosa d’impulso che potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione.

Ricordate che come ogni strategia questa va personalizzata e provata più volte in più contesti.

Spero di avervi lasciato qualcosa di utile e interessante da provare e su cui riflettere.



A presto!

31/01/2026
🩺Dott. Francesco Longobucco, Psicologo🩺Dott.ssa Noemi Zelaschi, Dietista📌 ONLINE📞 Telefono 3408567316 (Dott. Francesco L...
31/01/2026

🩺Dott. Francesco Longobucco, Psicologo
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