10/03/2026
Ma quando non hai trattamenti o non guidi i gruppi di meditazione che fai?!
Come si diceva tempo fa, lavorare nell'olistico non significa perdere il contatto con la realtà, anche se in molti cadono in questa trappola.
Alimentare e nutrire la propria spiritualità non è vivere al di fuori del quotidiano, magari per alcuni è possibile, ma per la maggioranza no. Abbiamo tutti da seguire le incombenze che un lavoro, una famiglia (per chi ha figli) e le relazioni necessitano.
C'è chi ha un aiuto esterno (genitori, suoceri o altri a pagamento) e chi no.
Spesso dietro quell'ora di relax che ti regali c'è tanto altro lavoro invisibile ma non per questo meno prezioso.
Anche il prendersi cura dell'ambiente dove ti ricevo per me ha un significato che va al di là della semplice pulizia.
È un modo per accoglierti ancora prima che tu attraversi quella porta.
Anche per questo chiedo di essere puntuali e di non chiamare all'ultimo momento. Per poter permettere a te e anche a chi viene dopo di te, di poter avere il tempo necessario per preparare il tuo luogo dove lasciare andare le preoccupazioni e le tensioni.
Essere spirituali è anche vivere le cose quotidiane da un punto di vista diverso, fatto di connessione, interdipendenza e relazione, non è (soltanto) meditare per ore da soli in silenzio senza mai affrontare il mondo esterno, anche se, ogni tanto, fa davvero bene anche quello 😊.