Onofrio Cirillo Psicologo

Onofrio Cirillo Psicologo Psicologia clinica- Psicoterapia-Psicologia del benessere-Psicologia dell'orientamento scolastico

14/11/2025
13/11/2025

La gentilezza è un linguaggio universale.
Non ha bisogno di spiegazioni: si riconosce in uno sguardo, in un gesto, in una parola detta con attenzione.

Oggi, nella Giornata Mondiale della Gentilezza, ricordiamo che essere gentili non è solo un gesto verso gli altri, ma anche verso noi stessi.

La gentilezza costruisce relazioni, veicola il rispetto reciproco, apre spazi di ascolto e rafforza la fiducia.

13/11/2025

Più della metà delle persone che la mattina si stringono nel vagone della metropolitana ha problemi di insonnia. Il 70 per cento dei giovani fuori dalle università fra una lezione e l’altra o che hanno appena cominciato a lavorare convive con sbalzi d’umore o sintomi dello spettro depressivo. Una persona su cinque che si fa largo nella folla mentre attraversa la città ha assunto ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici o stabilizzanti dell’umore.
La salute mentale in Italia è una questione di ordini di grandezza. È difficile riassumere l’impatto dei diversi disturbi psichici in modo univoco attraverso dei dati – quelli citati finora si riferiscono al Rapporto Italia di Eurispes dello scorso anno – ma, per quanto empiriche o parziali, tutte le analisi raccontano che la cura del benessere psicologico è una priorità per un numero sempre più crescente di persone.

Secondo l’ultimo Health Service Report di Ipsos, uscito a inizio ottobre, il 41 per cento degli italiani pensa che i disturbi psichici siano il problema di salute principale del Paese – secondo solo al cancro, indicato dal 60 per cento del campione – nel 2024 era il 35 per cento e nel 2018 solo il 18 per cento.

L’articolo completo di Paolo Tomasi sul nuovo numero de L’Espresso

10/11/2025

In un Paese sempre più longevo, cresce anche una nuova emergenza silenziosa: quella della solitudine. Quattro anziani su dieci vivono soli, e sempre più giovani faticano a costruire relazioni autentiche.

A La Stampa, la Presidente del CNOP Maria Antonietta Gulino, sottolinea: «La solitudine è in forte aumento e l’isolamento va di pari passo».
Due sono le fasce più vulnerabili: anziani e giovani. Se per i primi la solitudine è spesso imposta dalle circostanze, per i secondi è legata alla mancanza di connessioni emotive autentiche. «L’interazione sociale – spiega Gulino – ci permette di entrare in contatto con le nostre emozioni. Se abbiamo rapporti limitati con gli altri si finisce di conoscere solo in parte le proprie emozioni con il rischio di sviluppare ansia e depressione».

La relazione è al centro della cura di se stessi e della comunità, sono risorse fondamentali per la tenuta sociale del Paese.

Fonte: La Stampa

09/11/2025

💭 Ci hai mai pensato?
La società ti dice come puoi o non puoi soffrire.
Se sei hai un problema fisico: «mi spiace, posso aiutarti?»
Se hai un problema psichico: «sei un debole! Lo vuoi tu»
Eppure, in entrambi i casi, ci troviamo dinanzi a una persona che soffre. Perché la dimensione empatica di chi osserva sembra stravolta?

A sinistra ci sono i modi socialmente accettati. In questo caso, il dolore genera compassione, sostegno, aiuto e comprensione.

A destra ci sono i modi inaccettabili, dove il dolore ottiene solo giudizio, disapprovazione e colpevolizzazione. Nessun supporto o comprensione. Questo atteggiamento peggiora sensibilmente la condizione di chi soffre.

Le radici sociali dello stigma legato alla sofferenza psichica sono molto lontane, tuttavia c'è un aspetto psicologico da non sottovalutare.

Il genere umano ha necessità di «certezze pronte all'uso», facili da comprendere, che possano garantire una buona dose di prevedibilità.

È facile capire perché duole una parte del corpo, è molto più difficile cercare di comprendere il nesso «causa-effetto» di una sofferenza emotiva. Un nesso che nel 100% dei casi c'è ma sfugge, non è così palese e accessibile. Quando abbiamo dinanzi qualcosa di incompreso o sconosciuto, emerge un meccanismo di difesa ancestrale: l'ignoto è un misterioso mostro che va tenuto a distanza. Così l'uomo preferisce vivere con «l'illusione ragionevole» che, se c'è un disturbo psichico, in fondo è colpa, chi ne soffre non è abbastanza forte, è difettoso, così dev'essere punito e non curato. Ecco che l'uomo cerca di riadattare la realtà alle sue aspettative di certezza, solo perché non sa darsi una spiegazione.

In fondo, lo diceva anche Nietsche: «L’essere umano di fronte all’ignoto non va per il sottile allo scopo di rassicurarsi: spesso prende una cosa che sa essere falsa e la rende vera in quanto utile a tale scopo».

09/11/2025

Per una persona che detiene un’ampia finestra di tolleranza, “l’evento scatenante” può essere un lutto, una perdita importante, il fallimento della sua azienda…
Una persona che non ha avuto modo di sviluppare un’ampia finestra di tolleranza, si ritrova a sprofondare anche per gli imprevisti comuni che la vita ci propone nel quotidiano e solo raramente la discesa si sussegue con una risalita fatta di elaborazione e accettazione. Piuttosto, chi ha una finestra di tolleranza ristretta, vede fallimenti ovunque, vive torti subiti inaccettabili e punitivi, anche se qualcuno in coda in autostrada lo sorpassa…. in questi casi non vi è alcuna curva di risalita ma solo rabbia, angoscia e frustrazione che si accumulano giorno dopo giorno. Queste persone affrontano la vita come se fossero in una perenne guerra perché vivono come sopravvissute.

05/11/2025

PERCHÉ RICORDIAMO LE COSE NEGATIVE

Il cervello umano tende a ricordare più a lungo le esperienze negative rispetto a quelle positive, un fenomeno noto come bias della negatività.

Questo meccanismo evolutivo, descritto in modo approfondito da Roy F. Baumeister e colleghi nel celebre articolo “Bad Is Stronger than Good”, ha la funzione di proteggere l’individuo da potenziali minacce, privilegiando l’attenzione verso stimoli dannosi o spiacevoli.

Le evidenze neuroscientifiche mostrano che gli eventi emotivamente negativi attivano in modo più intenso e duraturo le aree cerebrali deputate alla memoria e alla risposta emotiva, in particolare l’amigdala e l’ippocampo, determinando una traccia mnestica più resistente rispetto a quella prodotta da esperienze positive o neutre.

Questa risposta non rappresenta una debolezza psicologica, bensì un adattamento biologico finalizzato alla sopravvivenza. Tuttavia, ricerche recenti basate su neuroimaging funzionale dimostrano che è possibile modulare questo meccanismo attraverso pratiche di mindfulness, gratitude journaling e self-affirmation.

Questi interventi, infatti, favoriscono la neuroplasticità e rafforzano i circuiti neuronali associati all’elaborazione di emozioni positive, contribuendo a ridurre l’impatto del bias della negatività.

Segui Psyched se sei appassionato di scienza e divulgazione.

Fonte: “Bad Is Stronger than Good”, Roy Baumeister & Ellen Bratslavsky et al., Review of General Psychology, 2001
Credit foto: Gerd Altmann, Pixabay

29/10/2025

Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica in cui una persona porta l’altra a mettere in dubbio le proprie percezioni, emozioni o ricordi.
È un processo relazionale graduale, che può manifestarsi in ambito affettivo, familiare, amicale o professionale.

Le principali conseguenze del gaslighting includono:
• confusione e perdita di fiducia in sé
• senso di colpa e vergogna immotivati
• dipendenza emotiva
• isolamento e difficoltà nel chiedere supporto

Comprendere queste dinamiche è fondamentale per riconoscere la portata psicologica del fenomeno e superare la visione riduttiva della manipolazione come semplice conflitto relazionale.
Interventi psicologici mirati, orientati alla consapevolezza e al rafforzamento dell’autonomia personale, sono efficaci per ristabilire fiducia e benessere.

10/10/2025

La mente è parte di noi, come il corpo, come il cuore.
Oggi, nella Giornata Mondiale della Salute Mentale e Giornata Nazionale della Psicologia, ricordiamo quanto sia importante prendersene cura ogni giorno.
La Psicologia ci aiuta a dare voce a ciò che viviamo, a ciò che non comprendiamo, a ritrovare equilibrio, a migliorare i nostri stili di vita, a costruire legami di fiducia e consapevolezza.

22/08/2025

Il ritorno alla routine quotidiana dopo le ferie può diventare un’occasione per conservare a lungo i benefici psicologici del riposo, purché avvenga con gradualità.

Alessandra Ruberto, Presidente dell'Ordine degli Psicologi del Molise e Tesoriere del CNOP, sottolinea l'importanza di non farsi travolgere subito dagli impegni. “Per prolungare i benefici delle vacanze, è fondamentale evitare il passaggio brusco dal ‘vuoto’ delle ferie al ‘pieno’ della quotidianità lavorativa. Dedicare tempo a sé stessi, fare attività fisica e coltivare le relazioni sociali sono tutte azioni chiave", spiega Ruberto.

In particolare, le persone più vulnerabili dal punto di vista psicologico o chi fatica a separare il lavoro dalla vita privata sono più a rischio di compromettere il proprio benessere.

Per questo, trovare un giusto equilibrio tra lavoro e vita personale è essenziale, così da non vanificare i benefici psicologici del riposo e favorire una transizione più serena verso la routine.

Leggi l'articolo 👉🏼 https://www.adnkronos.com/salute/benefici-delle-vacanze-la-psicologa-mantenerli-si-puo-con-sport-e-vita-sociale_32w5mwjskCOvAX0Gb2r9pS

Indirizzo

Via Diaz 154
Vigonza
35010

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 19:00
Giovedì 14:00 - 19:00
Venerdì 14:00 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Onofrio Cirillo Psicologo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare