Chiara Dainese Psicologa

Chiara Dainese Psicologa Supporto psicologico per l'Alto Potenziale Cognitivo e in profili di doppia eccezionalità.

Valutazione di Alto Potenziale Cognitivo dai 5 anni; profilo funzionale fino ai 16 anni; spettro autistico nei bambini, ragazzi e adulti (Sindrome di Asperger).

Conoscete la Sindrome dell'Imbroglione?Questo profilo è della persona più dotata che ho incontrato. I punteggi sono estr...
19/04/2026

Conoscete la Sindrome dell'Imbroglione?
Questo profilo è della persona più dotata che ho incontrato. I punteggi sono estremamente elevati, ma l'aspetto più rilevante è la velocità con cui ha risposto.
Questo profilo è di una donna che sta per compiere 65 anni e per tutta la vita non ha mai sospettato di essere così lontana dalla "normalità".
Quando le ho mostrato i risultati mi ha guardata con un misto di dubbio e imbarazzo. Pochi giorni dopo mi ha scritto dicendo che mi ero fatta un'idea sbagliata, che si tiene allenata ed è per quello che ha ottenuto quei risultati, che la sovrastimano. Provava vergogna.
Si sentiva un'imbrogliona.
Il pensiero è "sono diversa da così, gli altri si sono fatti un'idea sbagliata, ma se controllano si accorgeranno che non c'è niente di vero" e poi cosa accade? Vergogna, voglia di sparire, nascondersi.
Il processo si innesca quando lo sguardo degli altri è molto lontano dal proprio. L'essere eccezionale è vissuto come normale e lo si proietta sugli altri pensando che siano uguali a sé.
Io sono normale, ma là fuori c'è qualcuno veramente eccezionale, che è diverso da me, se mi vedi eccezionale ti stai sbagliando.

Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull'AutismoE se ogni giorno cercassimo di conoscere e comprendere? Quante perso...
02/04/2026

Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull'Autismo
E se ogni giorno cercassimo di conoscere e comprendere? Quante persone che hanno scarsa conoscenza o pensano a stereotipi capirebbero di rientrare nello spettro dell'autismo? Una dimensione nella quale confluiscono modalità diverse di esprimere un funzionamento e che può offrire molte risposte.
Gli adulti che vengono diagnosticati si sentono liberati dall'obbligo di adeguarsi alle aspettative altrui, autorizzati a parlare di sé senza vergogna, in grado di volersi bene per come sono.
La consapevolezza inizia dal porsi domande.

Uno degli stereotipi che guidano l'ipotesi di spettro autistico è un profilo cognitivo discrepante. Quelli che vedete ne...
19/03/2026

Uno degli stereotipi che guidano l'ipotesi di spettro autistico è un profilo cognitivo discrepante. Quelli che vedete nel grafico sono quattro profili di persone adulte APC e autistiche o autistiche e ADHD.
Il profilo più interessante è quello in viola: raramente arrivano in valutazione persone con profili così omogenei, ancor meno con tutti gli indici > 130 (cut off per l'alto potenziale cognitivo).
La persona ha portato le sue fatiche in ambito relazionale, il dover sempre riflettere per comprendere cosa gli altri si aspettano, come rispondere, cosa osservare per capire cosa è adeguato dire o fare in quel momento e il dover spesso rimediare a gaffe o fratture che si creano nelle relazioni. Dopo un confronto ha richiesto di essere valutato per lo spettro autistico e la valutazione l'ha confermato.
Guardando solo il profilo ci si sarebbe aspettata tutta questa fatica?

Ho letto l'ennesima discussione su "i plusdotati che non presentano altre neuroatipicità o difficoltà non arrivano in va...
12/03/2026

Ho letto l'ennesima discussione su "i plusdotati che non presentano altre neuroatipicità o difficoltà non arrivano in valutazione e si crea un bias prendendo a campione chi viene valutato e pensando che dove c'è alto potenziale ci sono problemi/disturbi".
La maggior parte delle richieste di valutazione mi è arrivata pensando al solo alto potenziale cognitivo. Questo vale per bambini e ragazzi e ancor più per gli adulti.
Se chi arriva in valutazione pensando di essere solo APC poi risulta avere anche altre caratteristiche dipende da come viene descritto l'APC? Perchè genitori e adulti riportano di riconoscere nelle caratteristiche che hanno letto il figlio o sé stessi.
Attribuiamo al solo APC caratteristiche che non gli appartengono?
Nel mio campione di oltre 600 persone la stragrande maggioranza presenta caratteristiche e difficoltà riconducibili ad altre neuroatipicità, che sono state poi confermate (non sempre da me).
Nel mio campione le persone senza profilo discrepante, DSA, ADHD, autismo, disprassia, difficoltà di elaborazione visiva si contano sulle dita di una mano.
Negli ultimi anni stanno arrivando in valutazione anche ragazzi che alla prima valutazione sono stati riconosciuti come solo APC.
Presentavano profili discrepanti, nelle anamnesi le difficoltà c'erano ed erano descritte molto esplicitamente.
E' perchè chi non ha nel tempo manifestato difficoltà non chiede una rivalutazione?
O chi è solo APC rimane nascosto?
Fa il suo e nessuno sospetta sia in realtà neuroatipico?
Se sei neuroatipico significa che qualcosa ti rende diverso e qualcuno dovrebbe rilevarlo.
Il nostro cervello organizza e categorizza le informazioni sul mondo attraverso il confronto: conosciuto/sconosciuto, simile/diverso ecc. E' normale che uno studente con un funzionamento atipico venga notato, infatti la maggior parte di chi arriva in valutazione viene segnalato dagli insegnanti (come possibile APC) o è riconosciuto attraverso letture da parte dei genitori che si stanno interrogando sulle peculiarità del figlio.
Non ho risposte certe.
Sicuramente ho molte domande.
# neuroatipicità

Giornata internazionale dei diritti della donnaIl diritto di essere viste e riconosciute va conquistato o ce lo riconosc...
08/03/2026

Giornata internazionale dei diritti della donna
Il diritto di essere viste e riconosciute va conquistato o ce lo riconosciamo da adulte.
Sapere chi sono orienta le mie scelte.
Sapere chi sono mi apre orizzonti.
Sapere chi sono mi rende assertiva.
Spero di modificare presto queste percentuali.

Mi ero ripromessa di scrivere di più quest'anno e sto facendo molta fatica. Stanno accadendo troppe cose nel mondo e que...
01/03/2026

Mi ero ripromessa di scrivere di più quest'anno e sto facendo molta fatica. Stanno accadendo troppe cose nel mondo e quello che raccolgo in studio è uno stato di ansia crescente che impatta nei bambini e nei ragazzi. Gli adulti forse hanno strategie, forse si dicono che tanto non cambia niente, ma per un giovane crescere in un mondo dove ogni giorno vengono messe in discussioni quelle che per la me della loro età erano certezze è difficile, pesante. Dove sono i loro punti di riferimento? Le notizie si susseguono veloci, i programmi scolastici scorrono veloci, manca il tempo per fermarsi, approfondire, discutere. Faccio fatica io e penso sia perchè il mio cervello non era abituato a questa quantità di informazioni e stimoli. Ma nessun cervello è pronto ad elaborare ciò che ci scorre davanti, che siano i video su Tik tok o le notizie al telegiornale o i libri pieni di immagini, box, parole in grassetto, domande un po' in italiano e un po' in inglese...
Ogni bambino e ogni ragazzo che vedo in studio riporta un livello di fatica che per me era inimmaginabile. Avevo tempo. Avevo spazio. E mi sembra così incredibilmente ingiusto che oggi i bambini e i ragazzi siano sempre stanchi, mentalmente stanchi. Qualcuno vuole mollare, perde fiducia nella scuola e forse nel futuro in generale. Non ho risposte certe, faccio il meglio che posso. Soprattutto dico loro che hanno ragione e che gli chiediamo troppo. Non risolve, ma alleggerisce. E sentirsi capiti è un primo passo per riaccendere la speranza che insieme possiamo.

Quando le cose funzionano? Quali sono le condizioni necessarie?Potrei riassumerle in "accordo".Non significa trovare lo ...
25/02/2026

Quando le cose funzionano? Quali sono le condizioni necessarie?
Potrei riassumerle in "accordo".
Non significa trovare lo psicologo che ha tutte le risposte, ma costruire insieme scelte e percorsi intrisi di significato.
Affinché un bambino "funzioni" è necessario l'accordo fra gli adulti della sua vita: genitori, insegnanti, allenatori. Le figure di riferimento hanno bisogno di parlare la stessa lingua, che non significa dire tutti la stessa cosa o non discutere mai.
Le persone con Alto Potenziale Cognitivo sono precoci anche nel mettere in discussione regole, richieste e nel portare avanti le proprie istanze. Spesso sembra di avere a che fare con un piccolo avvocato!
A loro serve incontrare la coerenza, constatare che ciò che viene detto da un adulto di riferimento è poi confermato dagli altri.
Parlare la stessa lingua, condividere significati è quindi una condizione auspicabile.
Tutte le figure hanno bisogno di comprendere il funzionamento del bambino/ragazzo e di sapere di cosa ha bisogno.
Non esiste il percorso psicologico che magicamente da solo "sistema" un bambino/ragazzo. Il lavoro si costruisce insieme e soprattutto per i genitori implica la disponibilità a mettersi in discussione e conoscersi a propria volta.

Si chiude un anno intenso, così pieno che da mesi non trovavo lo spazio mentale per scrivere. Ci sarebbero tanti pensier...
31/12/2025

Si chiude un anno intenso, così pieno che da mesi non trovavo lo spazio mentale per scrivere.
Ci sarebbero tanti pensieri e riflessioni da condividere e spero di farlo nel 2026.
L'anno si apre con l'agenda piena di valutazioni fino a metà settembre. Già.
Ma una programmazione lunga mi dovrebbe permettere di organizzare meglio il mio tempo.
Tempo. Tutto ciò che abbiamo.
Vi auguro di esserci, di essere presenti quanto più possibile nei minuti, nelle ore... di darvi piccoli obiettivi, perchè sono quelli che conducono a qualcosa di inaspettato.
E soprattutto siate buoni con voi stessi 🩷❤️🧡💛💚🩵💙💜

Sono assente da un po' per i tanti impegni lavorativi, ma ci tengo a condividere questa iniziativa a supporto di una mam...
19/12/2025

Sono assente da un po' per i tanti impegni lavorativi, ma ci tengo a condividere questa iniziativa a supporto di una mamma di bambini plusdotati nonché laureanda in Scienze Motorie che propone un questionario, totalmente anonimo, sull’attività fisica dei bambini e ragazzi plusdotati: il questionario, disponibile al link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8723bGBLjKtI63BvuXy_v7oNPFVuYTEjw4Bzk03ACTKwXMw/viewform?usp=header
è volto a scoprire quali possano essere i bisogni specifici dei nostri ragazzi anche in questa materia. Grazie a chi vorrà collaborare :-)

La mela non cade lontano dall'albero e questo rende complesso il lavoro con bambini e ragazzi neurodivergenti.Che parlia...
26/10/2025

La mela non cade lontano dall'albero e questo rende complesso il lavoro con bambini e ragazzi neurodivergenti.
Che parliamo di Alto Potenziale Cognitivo, ADHD, Spettro Autistico, DSA se un bambino è ND lo è almeno uno dei genitori.
Nella mia esperienza clinica con centinaia e centinaia di ragazzi lo erano entrambi. In modi diversi, ma entrambi. Di conseguenza nonni, zii, cugini possono a loro volta essere ND.
Mi è capitato di valutare tre cugini. Tutti e tre APC e ADHD. Profili diversi eppure simili fra loro.
Fra fratelli si può osservare come la genetica si diverta: capita che uno erediti tutte le neurodivergenze sommando quelle di madre e padre, mentre un altro ne presenta un paio. Difficoltà diverse. Stessi genitori.
Per essere di supporto ai figli dovrebbero approfondire i loro profili, aiutare sé stessi, comprendere profondamente le loro fatiche e imparare a gestirle.
Genitori ADHD si lamentano dei figli per poi confessare che non solo erano come loro, ma lo sono ancora.
Genitori che suppongono di essere dislessici insistono col figlio perchè legga di più, si impegni a scuola e stia più tempo sui libri.
Accade che mancando modelli ripropongono ciò che hanno subito. Non è cattiveria, ma mancanza di specchi: "come posso essere un genitore efficace con un figlio neurodivergente? Mi guardo attorno e non trovo chi affronta le mie stesse difficoltà in sé e coi figli!"
Troppo spesso ci si focalizza sui bambini e i ragazzi dimenticando che le persone di cui prendersi cura sono i genitori.
Avete presente quando siete in aereo e vi dicono che in caso di emergenza dovete indossare la maschera per l'ossigeno e solo dopo metterla a vostro figlio?
Avete bisogno di qualcuno che ve lo ricordi. Che vi autorizzi ad occuparvi di voi.
Vedrete che staranno meglio anche i vostri figli. Il lavoro coi bambini e i ragazzi ND si fa a casa ogni giorno.

Riprendo il discorso sul creare un ambiente in cui sentirsi bene e ricaricarsi.Come fare quando si è legati emotivamente...
26/10/2025

Riprendo il discorso sul creare un ambiente in cui sentirsi bene e ricaricarsi.
Come fare quando si è legati emotivamente agli oggetti? Quando si butta là qualcosa in attesa di decidere cosa farne? Quando non c'è più spazio?
Per una persona ND selezionare, scegliere, separarsi può essere molto difficile o funzionare a fasi alterne.
Che si tratti di oggetti propri o di altri il criterio di selezione dovrebbe partire da "quale significato ha per il proprietario?"
Per persone con problemi di memoria gli oggetti e la loro disposizione nello spazio possono rappresentare una sorta di mappa, di calendario e promemoria.
Non ricordo pensando, ma vedendo. Se sposto le cose sono disorientato. Se non ho più i miei oggetti dimentico quel momento, quell'esperienza, quella parte della mia vita.
In questi casi spostare o buttare cose "inutili" assume un significato profondo e specifico. Non significa che una persona che ha questo tipo di funzionamento non possa organizzare gli spazi o eliminare oggetti superflui, ma il processo va gestito tenendo conto di cosa rappresenta.
Per altri la difficoltà sta nella scelta, nella mancanza di un criterio per portarla a termine.
Ci sono poi i procrastinatori che sono certi di avere ancora tempo... qui la difficoltà sta nell'iniziare.
L'ordine va costruito, scegliendo un momento di tranquillità, sapendo di avere sufficiente tempo e procedendo per categorie. Si può iniziare dai libri che non leggerò mai più, dai vestiti che richiederebbero un salto nel tempo eccetera.
Chi fatica a scegliere o pracrastina spesso è bloccato dall'idea di dover fare tutto insieme. Procedere per categorie rende il compito affrontabile.
Se fare ordine riguarda i figli selezionare, scegliere, separarsi potrebbe essere molto difficile o funzionare a fasi alterne. Ci sono ragazzi che non vogliono saperne nulla e altri che "dovrai passare sul mio corpo!". Il passato è vicino, rappresenta parti di me ancora presenti.
E' bene che l'ordine venga costruito insieme: guardiamo i vestiti che non ti vanno - cerchiamo gli oggetti che non usi - valutiamo dove mettere le cose che devi trovare velocemente...
In questi passaggi siate buoni con voi stessi e con loro. Non giudicatevi se non volete proprio rinunciare a quella maglietta e mediate coi figli che vogliono tenere a impolverarsi il Lego che gli hanno regalato in seconda elementare.
Puntate ad avviare un metodo, che potrete riprendere ogni volta che sarà necessario.
Create contenitori di ricordi: potete fotografare ciò che ha un significato, ma avete deciso di eliminare, e create un album fotografico; comprate una bella scatola e mettete dentro gli oggetti che hanno un valore e volete poter ritrovare o consegnare alle generazioni future.
Fare ordine non è mai solo fare ordine, è un processo che per alcuni può essere molto complicato, perchè smuove dinamiche profonde, porta a comprendere qualcosa di sé e modifica come ci sentiamo nel nostro spazio e con le nostre cose.

Indirizzo

Via A. Meucci, 44 (angolo Via Don Masetto)
Vigonza
35010

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