29/12/2025
Dott.ssa Camilla Maduri
𝑺𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒈𝒊𝒖𝒏𝒕𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒏𝒏𝒐.
Un anno che, per me, ha significato profondi cambiamenti, ma anche nuovi inizi. Un anno fatto di scelte, di ridefinizioni, di equilibri da costruire ogni giorno. Un anno in cui la vita personale e quella professionale si sono intrecciate in modo intenso, chiedendomi presenza, flessibilità, ascolto.
Guardando questa foto, sul tavolo non vedo solo dadi. Vedo un modo di stare nei percorsi educativi.
I dadi narrativi non servono a “giocare” nel senso comune del termine, ma a 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒔𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒕𝒐.
Si lanciano, si osservano, si collegano. Da immagini sparse nasce una storia. Non sempre lineare, non sempre chiara da subito. Ed è proprio qui che sta il valore: nel processo, non nel risultato.
🎲 scegliere da dove partire
🎲 dare un ordine personale alle immagini
🎲 trovare parole e collegamenti
🎲 tollerare l’incertezza di non sapere subito “come va a finire”
Dal punto di vista educativo-pedagogico, questo lavoro sostiene il pensiero narrativo, l’organizzazione, l’espressione emotiva, la flessibilità e il senso di autoefficacia.
Ma oggi questi dadi raccontano anche me: un anno fatto di spazi pensati, tempi lenti, nuove collaborazioni, storie accolte e percorsi accompagnati, mai forzati.
Educare, in fondo, è questo: offrire strumenti perché ciascuno possa costruire la propria narrazione, senza anticipare le risposte.
Con questo sguardo chiudo il 2025 e auguro a ciascuno di voi un 𝟐𝟎𝟐𝟔 fatto di possibilità, di storie che trovano spazio, di nuovi lanci, anche quando non sappiamo ancora come andrà a finire. 🎲✨